giovedì 10 novembre 2016

Libri/TÈ, CAFFÈ, CIOCCOLATA IN TAZZA

Tazzina con piattino polilobati in porcellana, fondo blu cobalto,
il decoro nelle riserve presenta il motivo del deutsche Blumen.

Manifattura di Meissen, 1740
Collezione privata
Ci sono libri che si leggono tutti d'un fiato, altri che colpiscono lo stomaco come il sorso amaro di un venefico liquore, altri ancora che ahimé conciliano il sonno come una tiepida tisana soporifera.
Il saggio di Anna Cremonte Pastorello si può annoverare, invece, tra quelle deliziose bevande che vanno sorseggiate in tutta tranquillità, ritagliando uno spazio per sé dimentichi degli affanni quotidiani, sprofondati nella poltrona preferita, per assaporarne ogni qualità gustativa e la varietà degli aromatici sentori. E questo non solo perché TÈ, CAFFÈ, CIOCCOLATA IN TAZZA è un affettuoso omaggio a tre bevande che hanno ormai cambiato le nostre abitudini entrando a far parte del lessico comune, ma perché la sua lettura davvero permette di gustare appieno quegli aspetti di costume, quelle consuetudini, corroborati da aneddoti curiosi, da citazioni letterarie, dati storici, che appartengono al vissuto di ciascun individuo e a sorpresa si intrecciano con le vicende di personaggi geograficamente e storicamente lontani dal tempo presente.
Il testo, pubblicato per i tipi di Daniela Piazza Editore, si presenta con una veste grafica molto curata, sia sul piano testuale, sia degli apparati fotografici, con immagini dettagliate e scontornate elegantemente, spesso sul fondo nero di pagine patinate.
Moltissimi sono i contributi iconografici: nel primo capitolo - preceduto dalla presentazione dell'autrice e dalla prefazione del critico e storico d'arte Gian Giorgio Massara - tazze, ciotole, scodelle cesellate in pietre dure, oppure modellate in fine porcellana o semplice terraglia, appartenenti a varie epoche provengono da collezioni private, da musei civici di tutta Italia e da celebri musei europei e d'Oltreoceano.
Tazzina in porcellana Satsuma.
Caratteristiche della porcellana Satsuma sono la pasta bianca con invetriatura color avorio
e la sobria colorazione a colori tenui limitata a piccoli campi della superficie.

Giappone, Kyushu, XIX sec
Collezione privata
Con essenziali ma circostanziate descrizioni, l'autrice offre una panoramica dei manufatti più rari, dai primi esemplari mesopotamici (denominati tas o tasa) risalenti al V-IV millennio a.C., alle coppe in porcellana cinese della dinastia Ming, fino ai servizi finemente istoriati con bordature e fogliami d'oro di provenienza francese e mitteleuropea, oppure sontuosamente decorati in epoca zarista, arrivando, in tempi più recenti, agli esemplari personalizzati con le insegne di prestigiosi Caffè. Il puntuale resoconto comprende le fortuna artistica di alcune fra le più note botteghe artigiane: Ginori, Limoges, Sèvres, Fabergé, Meissen e moltissime altre che con azioni di spionaggio industriale ante litteram, grazie all'impiego di materie prime disponibili sul territorio, hanno apportato innovazioni ai processi produttivi degli oggetti fittili, con notevole incremento della produzione su ampia scala di pezzi pregiati commissionati dalle case nobiliari più blasonate o dal nascente ceto borghese.
A seguire, raggruppata in apposito capitolo, completa la vivace rassegna la galleria di quadri a tema, nei quali pittori fiamminghi, Mantegna, Cezanne, Renoir, orientalisti e molti altri in ogni parte del mondo hanno immortalato le stoviglie più adatte a degustare la divina ambrosia, in scene borghesi, situazioni domestiche, ambienti esotici e vivide nature morte. La narrazione non poteva escludere un excursus sulle origini, talvolta leggendarie, delle piante di tè, caffè e cacao e delle bevande prelibate da esse ottenute. Così si scopre, ad esempio, che l'imperatore della dinastia Song, Hui Tsung (1101-1125), vero cultore del rito del tè, nonché autore del trattato "Ta Kuan Ch'a Lun" con precise istruzioni sulla preparazione dell'infuso, fu fatto prigioniero dai tartari e obbligato nei nove anni d'esilio a consumare tè salato con burro di cammello, secondo l'usanza tartara.
Coppia di tazzine con piattini polilobati e cucchiaini in porcellana colore avorio e nero,
decoro in stile Liberty ad opera di Franz Chen.

Taiwan, Franz Collection, 2001
Collezione privata
Si apprende che nel Punjab il tè si serve con latte bollito e spezie aromatiche, mentre sul fronte europeo, in Francia, lo si preferisce senza zucchero né latte, né limone, ma accompagnato da biscotti e madeleines. Impossibile ripercorrere in poche righe i capitoli dedicati al caffè e alla cioccolata, dove a notazioni storico-commerciali, testimonianze sui presunti o reali effetti curativi dei due preparati, si alternano citazioni da De Filippo, Goldoni, Manzoni e brani epistolari fra intellettuali e cortigiane, intenti a intesserne le lodi, prontamente smentiti da chi vedeva nella cioccolata l'origine di comportamenti licenziosi o, nel caffè, la causa di moti sediziosi. L'itinerario cronologico termina con la divertente rievocazione dei filmati di Carosello, che decretano il successo di Carmencita e Caballero, El Merendero Miguel, Paulista, dell'Omino coi baffi, nati intorno agli anni Sessanta dalla fantasia di note firme pubblicitarie ed entrati a far parte da allora dell'immaginario collettivo degli Italiani.
Completano la lettura l'esaustivo glossario, l'elenco alfabetico dei nomi che a vario titolo, detrattori o sostenitori dei tre aromi, hanno preso parte al racconto, e la bibliografia essenziale, per chi desiderasse approfondire uno dei molti temi messi in luce dalla trattazione.
Trattazione che è nel contempo elogio al buon gusto letterario e al valore etico ed estetico dell'oggetto d'alto artigianato, tanto maggiore quanto lo sono abilità e sapienza dell'intelletto umano. Un saggio, come si è detto, volutamente curato in ogni dettaglio, destinato ai palati fini che riescono ancora a riconoscere ed apprezzare l'arte del buon vivere.

TÈ, CAFFÈ, CIOCCOLATA IN TAZZA
Anna Cremonte Pastorello di Cornour
Prefazione di Gian Giorgio Massara
ISBN 978-88-7889-280-4
Pagg.: 464 - volume fotografico a colori
Formato 17x24 cm - cartonato autocopertinato
Prezzo di copertina: 30,00 €

venerdì 21 ottobre 2016

TorinoCuneoVualà. TERRA MADRE - SALONE DEL GUSTO 2016 NEI TACCUINI DI VIAGGIO DISEGNATI

E' stata inaugurata, sabato 15 ottobre scorso, l'esposizione degli elaborati presentati alla quarta edizione di TorinoCuneoVualà, concorso quest'anno abbinato alla rassegna Terra Madre. Salone internazionale del Gusto 2016, che si è tenuta a Torino dal 24 al 26 settembre, organzzata da Slow Food, Regione Piemonte e Città di Torino, giunta al ventesimo anno dalla sua fondazione. Con 900 espositori provenienti da tutta Italia e da 100 Paesi del mondo, dislocati su un'area compresa per la prima volta fra i meravigliosi viali del parco del Valentino e i più prestigiosi angoli del centro storico di Torino, Terra Madre si è riconfermata quale osservatorio privilegiato per valutare lo stato di salute del comparto enogastronomico locale e globale, in un clima di reciproco scambio di idee e confronto fra prodotti d'eccellenza di culture e territori differenti.
Occasione ghiotta, è il caso di dirlo, per i carnettisti invitati a cogliere attraverso il loro personalissimo tratto gli aspetti più curiosi dell'evento. TorinoCuneoVualà, curata da Ivana Mulatero, è fin dal suo esordio una competizione innovativa e inedita nel contesto dell’offerta culturale della Regione Piemonte, interamente dedicata al carnet de voyage, forma d’arte ibrida che coniuga in un'unica soluzione disegno e scrittura.
“Dove sono 'puntate' le matite si vede una nuova Terra” recita lo slogan della gara. All’invito - reso possibile grazie anche alla collaborazione pluriennale con l'Associazione Autori Diari di Viaggio di Ferrara - hanno risposto oltre centocinquanta disegnatori, tra i quali molti studenti del Primo Liceo Artistico di Torino e del Liceo Artistico “Ego Bianchi” di Cuneo impegnati, nelle due giornate di sabato 24 e domenica 25 settembre 2016, a dar forma e colore ad un taccuino delineato in presa diretta, con appostamenti tra gli spazi espositivi, i produttori, il pubblico e i luoghi di Terra Madre.
La consegna improrogabile entro la domenica, termine ultimo fissato per la prima sessione di lavoro, ha dato vita ad esiti grafici dal tratto talora sintetico, altre volte scherzoso e ironico, o ancora particolarmente attento agli aspetti etnoatropologici della manifestazione, osservata, analizzata e infine raccontata con ductus rapido e immediato. Una seconda sessione ha visto coinvolti i partecipanti che hanno proseguito il reportage nei giorni successivi, servendosi di fotografie, di materiale documentario e di opuscoli informativi raccolti negli stand fieristici, restituendo una serie di sketchbook rielaborati in studio, frutto della commistione fra bozzetti live e soluzioni formali più ricercate talvolta arricchite da inserti a collage.
Metodologie all'apparenza differenti, di fatto capaci in ugual misura di trasferire senza filtri la profondità del pensiero e le emozioni di ciascun autore, dall'ideazione al gesto. Tecniche finalizzate non solo a  riprodurre l'episodio contingente, la situazione casuale, ma vòlte soprattutto ad esprimere la precisa intenzione progettuale del pittore-narratore. Aspetti, questi, che fanno del taccuino di viaggio una disciplina artistica sempre più apprezzata, malgrado o forse proprio perché alternativa alla pervasiva comunicazione, sia verbale che iconica, dell'era digitale.
Quattro sono state le categorie premiate dalla curatrice della mostra Ivana Mulatero, dal Vice Presidente della Fondazione Peano, arch. Ezio Ingaramo e dall'Assessore alla Cultura della Città di Cuneo, Alessandro Spedale, nel corso della giornata inaugurale della mostra presso la Fondazione Peano di Cuneo, fase conclusiva della competizione.
Pubblichiamo di seguito l'elenco dei vincitori designati dalla giuria tecnica, composta da Maria Gabriella Aragno (Assessore del Comune di Cuneo), Marcello Marengo (Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, delegato Slow Food), Fiorenzo Alfieri (Presidente dell'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino), Ezio Ingaramo e Ivana Mulatero.
  • Carnet live (sabato 24 e domenica 25 settembre 2016) - Categoria professionisti:
    1° premio CATIA SARDELLA; 2° premio VALERIO MIRANNALTI; 3° premio DOMINIQUE FIDANZA (SIGHANDA).
  • Carnet live (sabato 24 e domenica 25 settembre 2016) - Categoria studenti Primo Liceo Artistico di Torino: 1° premio LIDIA COPOT; 2° premio MIRKO VERCELLI; 3° premio YASMINE ARMESIL.
  • Carnet rielaborati in studio - Categoria professionisti: 1° premio ELENA MONACO;
    2° premio RICCARDO VIOTTO; 3° premio SILVIA CESTARI.
  • Carnet realizzati in aula - Categoria studenti Liceo Artistico "Ego Bianchi" di Cuneo:
    1° premio MARTA BELLINI; 2° premio MARTA TERRIBILE; 3° premio SVEVA SIGNORILE; Menzione speciale ADMIR NDERSHTIQAY.

TorinoCuneoVualà
TERRA MADRE - SALONE DEL GUSTO 2016 NEI TACCUINI DI VIAGGIO DISEGNATI
15 ottobre - 6 novembre 2016
Fondazione Peano
Corso Francia, 47 - Cuneo
Orario: dal giovedì alla domenica, ore 16 - 19
Info: 0171603649 - 3497528085
segreteria@fondazionepeano.it; www.fondazionepeano.it
facebook: Fondazione Peano Cuneo

giovedì 29 settembre 2016

CARLO PITTARA E LA SCUOLA DI RIVARA


Carlo Pittara
Cavalieri nel cortile del maniero di Issogne
Olio su tavola, 45,3x33,7 cm
Collezione privata
La mostra CARLO PITTARA E LA SCUOLA DI RIVARA in corso presso il Museo Accorsi – Ometto di Torino, realizzata in collaborazione con lo Studio Berman di Giuliana Godio e a cura di Giuseppe Luigi Marini, comprende circa settanta opere appartenenti a collezionisti privati, di dodici artisti provenienti da diverse regioni italiane, facenti capo alla personalità e al talento artistico di Carlo Pittara.
Carlo Pittara
Tramonto
Olio su tela, 65x95 cm
Collezione privata
Del cenacolo di Rivara animato da Pittara, fanno parte i piemontesi Vittorio Avondo, Ernesto Bertea, Federico Pastoris, a cui si aggiungeranno più tardi i torinesi Giovanni Battista Carpanetto, Adolfo Dalbesio e Francesco Romero, di Moncalvo; ad esso partecipano anche i liguri Ernesto Rayper e Alberto Issel o “naturalizzati” come tali, gli iberici D’Andrade e De Avendaño, nonché il fiorentino di natali, ma giunto a Torino in tenera età, Antenore Soldi
Ernesto Bertea
Marchande de vin
Olio su tela, 108x156 cm
Collezione privata
La loro ricerca è caratterizzata dal sensibile realismo nella rappresentazione del paesaggio agreste, con un'attenzione dapprima al paesismo intriso di romanticismo dello svizzero Alexandre Calame (che quasi tutti conobbero inizialmente a Ginevra), poi orientato al naturalismo dei pittori di Barbizon in Francia e alle novità di Corot. Infine su esortazione del ligure Tammar Luxoro, rivolto agli insegnamenti di Antonio Fontanesi, titolare della cattedra di Paesaggio all'Accademia Albertina, attivo con i suoi allievi nella vicina Volpiano.
Antenore Soldi
Sul greto della Stura
Olio su tela, 80x51 cm
Baroncelli 98 srl, Torino
Il confronto tra i pittori iberici e quelli liguri iniziò dapprima negli incontri a Carcare, nel Savonese, poi, soprattutto d’estate o in autunno, a Rivara dove gli invitati potevano godere della generosa ospitalità del banchiere Carlo Ogliani, cognato di Pittara, rivarese d’origine e proprietario di un’accogliente villa, nonché del vasto castello acquistato all’inizio degli anni Settanta. Luoghi dove il lavoro gomito a gomito ebbe momenti catalizzanti, specie dopo l’inserimento nel gruppo di Rayper, per interessamento di D’Andrade.
Carlo Pittara
Rive della Senna, 1884
Olio su tela, 38x56 cm
Collezione privata
La compagine conobbe il periodo di maggior vitalità e di fulgore a cavallo del 1870, sino alla precoce morte di Rayper nel 1873, seguita da uno stillicidio di abbandoni alla fine del decennio: Avondo, D’Andrade, Pastoris e Bertea, variamente e progressivamente attratti dal restauro e dallo studio dei monumenti del Medioevo pedemontano; lo stesso Pittara, che ritroviamo a Roma nel 1877 e a Parigi dopo il 1880, tornerà a Rivara solo per qualche mese ogni anno; Carpanetto e Dalbesio furono inclini come lo stesso Pittara, alle fascinazioni parigine della sintassi pittorica di De Nittis e Boldini.
Giovanni Battista Carpanetto
Intimità, 1892
Olio su tavola, 32,5x48 cm
Collezione privata
Valorizzata in primis dal poeta Giovanni Camerana, poi dai critici Emilio Zanzi, Marziano Bernardi e in ultimo e autorevolmente da Roberto Longhi, l’importanza della cosiddetta Scuola di Rivara era già stata riconosciuta da Telemaco Signorini che, tuttavia, dimenticò Pittara per sottolineare il ruolo innovatore di Ernesto Rayper, indubbiamente la figura più dotata del gruppo. Anche se Carlo Pittara fu il più produttivo e vario, passando dal realismo, alla finezza del linguaggio denittisiano, fino alle dolci eleganze di un dettato più narrativo.
Francesco Romero
Una via di Rivara, 1896
Olio su tavola, 45x30,8 cm
Collezione privata
A questa “epopea” tardo-ottocentesca, che accantonò la ridondanza della pittura di storia e i ritardi di gusto dell’insegnamento accademico in favore di un’espressione gioviale e sincera della realtà, la “verde” Rivara ha legato per sempre il proprio nome sostenendo una pacifica, osteggiata a lungo ma definitiva “rivoluzione” che ha segnato l’attualità della pittura piemontese, ligure e, in parte, attraverso Gignous, lombarda del maturo Ottocento.
Per approfondire questi e altri argomenti intorno alla mostra, il Museo propone CONVERSAZIONI D’ARTE, ciclo di incontri con visita tematica a cura di Anna Maria Cavanna.

CARLO PITTARA E LA SCUOLA DI RIVARA
Un momento magico dell’Ottocento pedemontano

22 settembre 2016 – 12 febbraio 2017
Museo di Arti Decorative Accorsi – Ometto
V. Po, 55 - Torino
Orario: da martedì a venerdì 10 – 13 e 14 – 18; sabato e domenica 10– 13 e 14– 19. Lunedì chiuso
Info: tel. 011.837.688 int. 3; info@fondazioneaccorsi-ometto.it
www.fondazioneaccorsi-ometto.it

giovedì 22 settembre 2016

XIV MANUALMENTE

 
Apre i battenti domani 22 settembre, fino al 25 settembre, MANUALMENTE, Salone dedicato alla creatività al femminile declinata in un'ampia gamma di proposte, che ritorna ad ogni appuntamento con un aspetto rinnovato e attività laboratoriali inedite.
La nuova veste grafica, così come il claim della rassegna - Il talento in libertà - firmati dalla coppia di creative Donatella Cinzano e Roberta Dri e dal fotografo Daniele Bottallo, tutti torinesi, rimandano al carattere giovane e al tempo stesso lieve dei manufatti, ad una creatività senza tempo, capace di appassionare un pubblico ad ogni edizione più numeroso e partecipe.
Dopo il successo della prima edizione primaverile dello scorso aprile, con 10.000 visitatori in tre giorni, la rassegna diventa più trasversale, guardando in particolare alle nuove generazioni, grazie ad un'informazione aggiornata, diramata su più social media e a contenuti web dettagliati pensati per mettere in dialogo il variegato panorama delle appassionate di arti manuali.
Resta una piacevole conferma il percorso espositivo vivace e dinamico - allestito all’interno del Padiglione 1 del Lingotto Fiere di Torino -, che vanta oltre 100 espositori provenienti da tutta italia e dall'Europa, con oltre 800 appuntamenti in programma tra corsi, workshop e dimostrazioni suddivisi in numerosi percorsi tematici, dal cucito creativo al mondo della carta, dal ricamo all’hobbistica, dalla pittura alla cucina creativa, con una vasta esposizione di materiali e tecniche.
Tra le novità il concorso Dove ti porta il cuore?, che domenica 25 settembre alle ore 17 assegnerà per estrazione a sorte 10 mistery box contenenti materiale per un valore di 100 euro, a coloro che avranno consegnato in fiera la cartolina in distribuzione presso vari punti della città, nei giorni precedenti l’inaugurazione.
Tra gli ospiti: Emanuela Tonioni e Marthia Saracino, tutor della trasmissione 'Detto Fatto'; l'illustratrice fantasy Lucia Simonis; Emma Fassio, knitwear designer e blogger di maglia, insieme a Adele Niccolai, artista prestata al patchwork, per la prima volta a Manualmente. E ancora Tommaso Bottalico con la sua Shabby School, Mary Cocciolo, Rita Loccisano e numerosi altri.
Protagonisti come di consueto gli eventi consolidati: il Knit Caffè Letterario, il mondo di carta di Carola Candela, Adele Busatto, Monica Dal Molin ed Elena Marsico, i laboratori di decoupage, scrapbooking e origami. Gli incontri dedicati al cucito, al ricamo, alla tessitura e al merletto. Senza dimenticare l' hobbistica e la cucina con il visual food e il cake design.
Ancora più ricca l'offerta di iniziative rivolte ai piccoli artisti in erba e alle famiglie, con un giorno dedicato,  giovedì 22 settembre dalle ore 14, ad ingresso gratuito per il genitore o altro adulto che accompagna i giovani visitatori dai 3 fino a 9 anni compiuti.
Da segnalare infine le iniziative speciali, dedicate al tema del Natale, del rientro a scuola, agli amici animali; le esposizioni di kimono, arazzi e abiti sartoriali; i concorsi a premi con finalità benefiche. Insomma, una rassegna che promette di riconfermare il successo delle edizioni precedenti e offre l'occasione imperdibile per dare spazio e forma alle proprie idee, senza porre limiti alla fantasia.

XIV MANUALMENTE - Salone della Creatività
Dal 22 al 25 settembre 2016
Lingotto Fiere – Padiglione 1
Via Nizza 280 - Torino
Orario: dalle 9.30 alle 19.00
Ingresso 9 euro - ridotto 7 euro
info@manualmente.it
www.manualmente.it
www.facebook.com/manualmentefiera

venerdì 16 settembre 2016

PAOLO GAIDANO. MOSTRA NEL CENTENARIO DELLA MORTE

Affreschi del Duomo di Carignano - 1879/1885
La caduta degli angeli ribelli
Quasi cento opere celebrano il “principe degli affreschi e ritrattista di Casa Savoia” in una mostra esclusiva che la storica Galleria Fogliato di Torino dedica a PAOLO GAIDANO.
Giovanni Gaidano, discendente dell’artista poirinese, mecenate e appassionato collezionista, ha raccolto e messo a disposizione decine di opere del suo avo. La rettrospettiva ripercorre dunque cronologicamente la carriera e l'evoluzione artistica di una personalità di grande talento, financo geniale, che ha saputo cimentarsi con disinvoltura nell'affresco, nei quadri di genere e nel ritratto, qui esaminati secondo tre differenti itinerari.
Affreschi della Chiesa del Cottolengo a Torino - 1899/1900
L’ultima cena
Ultimo di tre figli, nato a Poirino il 28 dicembre del 1861 da padre muratore e da madre tessitrice, il tredicenne Paolo fu notato per la sua propensione al disegno dal pittore Emanuele Appendini, che egli osservava per ore cercando di imitarlo, mentre in quel periodo stava affrescando la chiesa di S. Croce a Poirino. Dal 1875 al 1878 fu allievo dell’Accademia Albertina di Torino grazie alla lungimiranza dell’industriale poirinese Giovanni Melano che lo favorì sostenendone le spese scolastiche. Frequentò diversi corsi e ottenne più volte premi ai concorsi accademici.
La morte di Manon Lescaut - 1906
Fu allievo di Angelo Moja per i corsi di prospettiva e architettura elementare, di Giuseppe Desclos per ornato, di Enrico Gamba per figura e di Andrea Gastaldi per la pittura.
Proprio con l’appoggio del Gastaldi, il Gaidano appena diplomato subentrò all’Appendini, morto improvvisamente, nei lavori di decorazione del Duomo di Carignano e si connotò per la decorazione murale di carattere sacro. Numerosi sono i suoi affreschi di questo tipo in tutto il Piemonte. Nel 1890 venne nominato professore aggiunto alla cattedra di disegno di figura presso l'Accademia Albertina e si fece conoscere come pittore sia in Italia che all’estero.
Ritratto della Contessa Amalia Canonica Capello - 1906
A partire dal 1893, anno del Ritratto del commediografo Valentino Carrera (Torino, Galleria civica d'arte moderna e contemporanea), Paolo Gaidano si impose come ritrattista. In questo campo ottenne pubblici riconoscimenti quali il premio Emanuele di Bricherasio alla Quadriennale di Torino del 1908. Fra i suoi ritratti eccellenti figurano esponenti dell'aristocrazia e dell'alta borghesia piemontese, numerosi componenti di Casa Savoia, fra i quali si segnalano il Duca d'Aosta e Vittorio Emanuele III, effigie, quest'ultima, messa a disposizione per la mostra dalla Principessa Maria Gabriella di Savoia attuale tenutaria del dipinto.
Dopo una vita costellata di successi, ostacolati tuttavia da una personalità chiusa e poco empatica, muore improvvisamente a 54 anni, la notte del 3 febbraio 1916, nella sua casa di Torino. È sepolto nella tomba di famiglia presso il cimitero di Poirino.
Marina di Sanremo
L'esposizione, curata da Franco Pavesio e allestita dal Circolo Fotografico “Romolo Nazzaro” di Poirino, è promossa da Olfattorio®, realtà che da sempre si impegna ad unire la ricerca nel panorama delle fragranze di nicchia con la promozione dell’arte, della letteratura e del design. In entrambi i casi lo spirito che anima i fondatori, Giovanni Gaidano e Renata De Rossi, è di pervenire ad una “nota” unica, distintiva, e di assaporare un’esperienza polisensoriale personalizzata che è possibile far propria visitando uno dei Bar à Parfums, con sede a Milano, Roma, Torino, Firenze, Bologna e Porto Piccolo di Sistina (Ts).

PAOLO GAIDANO
Signore degli affreschi e ritrattista ufficiale di Casa Savoia
Dal 15 al 24 settembre 2016
Galleria Fogliato
via Mazzini, 9 - 10123 Torino
tel. 011 887733; info@galleriafogliatotorino.com
Orario: 9,30-13 e 15-19,30. Chiuso il lunedì e festivi
www.galleriafogliatotorino.com