sabato 12 agosto 2017

VOCI DAL LUSSEMBURGO

di Gian Giorgio Massara

Mikhail Karikis
Love Is the Institution of Revolution
allestimento mostra al Casino Luxembourg, 2017
Foto: Mike Zenari
LOVE IS THE INSTITUTION OF REVOLUTION è una mostra scelta dai curatori Miguel Amado e Kevin Muhlen ed è ospitata al Forum d'Arte Contemporanea del Casino Luxembourg (41, rue Notre-Dame).
Perché parlare del Lussemburgo a Torino? Nella nostra città vive il Console del Granducato, il notaio Ettore Morone, che ciascun anno in occasione della Festa Nazionale invita a un esclusivo ricevimento. Quest'anno era presente alla manifestazione S.E. l'Ambasciatrice Janine Finck; a far gli onori di casa, la signora Chicca Morone.
L'attuale esposizione riguarda (sino al 15 ottobre) due importanti progetti di Mikail Karikis; entrambi rivestono carattere politico poiché si riferiscono all'avvenire dei giovani nell'era postindustriale in Occidente e ai relativi problemi di carattere sociale, economico, politico e morale.
Mikhail Karikis
Little Demons (Mitch & Eddie), 2017
L'artista considera e raffigura i modi per reinventare siti industriali, in accordo con la justice spatiale, legati all'amore e all'amicizia; opere quindi che invitano al gioco ma altresì alla meditazione, alla realtà oppure al mondo dei sogni.
Occorre tuttavia guardare a ogni futura possibilità nella quale la generazione di giovani si ponga in prima linea riguardo agli attuali cambiamenti.
Chi è Mikail Karikis? Un artista inglese di origini greche che opera a Londra realizzando immagini animate, performances allo scopo di esaminare i riflessi di timbro culturale e psicologico riferiti a dinamiche collettive.
Tine Guns
To Each His Own Mask, 2017
A ottobre 2017 verrà invece inaugurata la mostra TO EACH HIS OWN MASK (Tine Guns), esposizione che nuovamente considera il momento di crisi che il mondo sta attraversando.
Come difendersi? Secondo l'autore Guns occorre porter un masque al fine di superare regimi politici e ristabilire l'ordine. Un rito carnevalesco, dunque, utilizzato a fini sociali.

 
Dal 1 luglio al 15 ottobre 2017
LOVE IS THE INSTITUTION OF REVOLUTION
Mostra di Mikhail Karikis
A cura di Miguel Amado e Kevin Muhlen
 
Dal 4 ottobre al 27 novembre 2017
TO EACH HIS OWN MASK
Mostra di Tine Guns
A cura di Kevin Muhlen
 
Casino Luxembourg

41, rue Notre-Dame
L-2240 Luxembourg
www.casino-luxembourg.lu

mercoledì 5 luglio 2017

MEDITAZIONI SUL COLORE

di Tiziano Rossetto

Ritratto di Giorgia
olio su tela
cm 80 x 80
La ricerca interiore perseguita da Alessandro Fioraso attraverso lo yoga si riflette tanto sulle mete scelte per i viaggi (è stato quattro volte in India) quanto nei soggetti che ama dipingere.
Nelle opere, un realismo pervaso di spiritualità suggerisce la contemplazione del mondo, la meditazione sull’infinitamente grande (lo spirito) e parimenti sull’infinitamente piccolo (i dettagli degli elementi naturali, le gradazioni della luce).
Nella terza mostra personale dell’artista, a cura di Gian Giorgio Massara, che ha curato anche il catalogo, allestita presso la Maison Bleue di Bard (AO), si possono apprezzare numerosi dipinti lungo un percorso scandito da eterogenee immagini.
Lungo il fiume
acrilico su tela
cm 70 x 100
Il volto di una donna dagli occhi vivaci e luminosi si staglia in un’atmosfera da sogno, ove soggetto e sfondo giungono finanche a fondersi in una successione di passaggi sfumati e di più decisi inserimenti cromatici.
La forza di quello sguardo si ritrova altresì nell’espressione di una tigre colta tra le ninfee (Riflessi felini), forse sorpresa in un momento di relax oppure mentre punta una preda.
Gesti quotidiani divengono lo spunto per ragionare sulla condizione dell’uomo immerso nel proprio ambiente: una donna indiana lava i panni "Lungo il fiume", attorniata da un paesaggio che richiama la maestà dell’universo.
Sulla via di Jaisalmer
acrilico su tela
cm 60 x 80
Un’altra figura umana s’incammina Sulla via di Jaisalmer; lunghe ombre ne sottolineano il succedersi dei passi, fra i vicoli di una città senza tempo in cui i raggi del sole al tramonto lambiscono esotiche architetture.
Lo stile di Fioraso muove dal realismo verso il simbolismo e coniuga il visibile con la metafisica; così, "[...] grazie a un’intuitiva ed elegante realizzazione visiva, si definisce l’incredibile complicità di realtà con poesia" (Paolo Levi).

SUGGESTIONI
Mostra personale di Alessandro Fioraso
Dal 18 giugno al 10 luglio
Maison Bleue Art Gallery
Borgo di Bard (AO)
Orari: Venerdì 15 - 19; Sabato e domenica 10,30 - 19
Info: maisonbleuebard@gmail.com;  t. 3485983668

mercoledì 14 giugno 2017

ANGUILLE, MARGHERITE E RAMI DORATI

di Gian Giorgio Massara

Allestimento
La Galleria Davide Paludetto ha inaugurato un'interessante mostra che si protrarrà sino al 22 luglio. È questa l'ultima manifestazione dedicata all'arte contemporanea; nella scorsa edizione si erano potute ammirare - fra le altre - le opere di Ferdi Giardini e Sergio Ragalzi.
Una parete della prima sala è occupata oggi dal grande intervento di Adriano CAMPISI, opera che si completa con un tralcio dorato di rosa; alcuni sacchi di iuta e una ciotola posti su una mensola alludono alla terra in cui lo scultore vive, il vercellese. Le due pareti delimitano spazi tendenti a proporre "interni non rivelati".
Adriano CAMPISI
Conosco ogni spina di questo muro
, 2016
Gesso, legno di rosa, tessuto
cm 270 x 318 x 120
La seconda sala espositiva è di forte impatto poiché - sul grigio pavimento - intenzionalmente scivolano dozzine di anguille lucenti, opache, opalescenti, avviate verso la strada; ne è autore Jessica CARROL, torinese d'adozione. L'installazione è presentata da Michele Bramante che considera l'opera quale "micronarrazione privata". E anguille ancora ritroviamo in una raffinata bronzea sfera che si presenta al visitatore quale invito a entrare nello spazio espositivo (La via dei Sargassi).
Jessica CARROLL
La via dei Sargassi, 2010
Resina poliuretanica
cm 40 x 30 x 4, 150 elementi
Daniela PEREGO, fiorentina, presenta l'opera Arrivederci, una sola parete invasa in modo lieto da una miriade di margherite lavorate all'uncinetto e sapientemente disposte. Mediante l'intervento materiale di "esperte aiutanti", la Perego allude, nella propria composizione, a una sorta di "espiazione collettiva" legata ad antiche saghe familiari.
Infine, le margherite - abbandonata la propria originaria presenza - si traducono in un indice del tempo tendente all'infinito. Il concettuale testo che commenta la mostra, forse affievolisce il sentimento della poesia che s'avverte al primo impatto con l'installazione.
Come sempre, Davide Paludetto propone al pubblico momenti di storia contemporanea sui quali meditare.
Daniela PEREGO
Arrivederci
, 2017
Margherita all'uncinetto
dimensioni variabili
OPENING CONTEMPORARY
Campisi - Carroll - Perego
Dal 6 giugno al 22 luglio
DavidePaludetto ArteContemporanea
Via degli Artisti 10, 10124 Torino
Orario: martedì - sabato 16 - 20; chiuso domenica e lunedì
info@davidepaludetto.com; t. 011 888641; Pagina Facebook

mercoledì 3 maggio 2017

IL VIAGGIO DELL’EROE

Cratere a volute apulo a figure rosse
Pittore di Licurgo, 370-360 a.C.
alt. max 62,8 cm; diam. orlo 32,2; diam. piede 18 cm
Lato A: Teseo uccide il toro maratonio
Lato B: Dioniso e menadi
Collezione Intesa Sanpaolo
La Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli prosegue il percorso di approfondimento sul tema del collezionismo e presenta, per la prima volta, una rassegna dedicata all’archeologia. IL VIAGGIO DELL’EROE, a cura di Federica Giacobello, mostra le figure eroiche del mito greco presenti in 29 vasi (più due incisioni e una pittura a tempera) appartenenti alla collezione di ceramiche attiche e magno-greche di Intesa Sanpaolo. Conservata alle Gallerie d'Italia - Palazzo Leoni Montanari, sede museale della Banca a Vicenza, la raccolta si compone di 522 reperti ed è parte di un vasto patrimonio di 20.000 opere derivante dall'aggregazione di oltre 250 banche confluite nel gruppo Intesa Sanpaolo.
Cratere a colonnette apulo a figure rosse
Pittore di Ariadne, 400-380 a.C.
alt. max 52,5 cm; diam. orlo 37,5 cm; diam. piede 16,8 cm
Lato A: Teseo combatte contro le Amazzoni
Lato B: Ammantati
Collezione Intesa Sanpaolo
La formazione della collezione si deve a Giuseppe Caputi, l'arcidiacono che intorno al 1830 - sulla scorta delle scoperte archeologiche di Schliemann e Winckelmann - iniziò a raccogliere i bei vasi figurati venuti alla luce dagli scavi condotti a Ruvo di Puglia e prodotti tra Atene, la Lucania e l’Apulia stessa. Il suo operato fu continuato dal nipote Francesco Caputi.
Nel secolo scorso la raccolta fu trasferita a Roma e da qui a Milano, conosciuta con il nome di "Collezione H.A." - dall'Hydria Attica, la celebre kalpis raffigurante ceramografi al lavoro. Alla fine degli anni Novanta, i preziosi vasi dipinti entrano a far parte del patrimonio artistico del Gruppo bancario e da allora sono stati interessati da un lavoro di restauro, studio e catalogazione scientifica.
Cratere a volute lucano a figure rosse
Pittore di Dolone, 400-380 a.C.
alt. max 57 cm; diam. orlo 35,5 cm; diam. piede 18,5 cm
Lato A: I Dioscuri ed Elena
Lato B: Giovani a colloquio
Collezione Intesa Sanpaolo
Il percorso espositivo, ideato da Marco Palmieri, si struttura intorno a due sezioni principali.
La prima è incentrata sullo spazio del mito documentato dalla produzione letteraria e figurativa: l’eroe fondatore e civilizzatore, come Eracle e Teseo; l’eroe omerico, con l’immensità di Achille e Aiace; gli eroi protettori come I Dioscuri e tragici come Oreste e Neottolemo.
La seconda sezione esplora l’emulazione del modello eroico da parte del guerriero aristocratico greco e magno-greco.
Una terza sezione è infine dedicata all'approfondimento performativo con proiezioni di brani teatrali desunti dalla drammaturgia classica greca.
Cratere a volute apulo a figure rosse
Pittore di Licurgo, 360-350 a.C.
alt. max 65 cm; diam. orlo 32,7 cm; diam. piede 16 cm
Lato A: Uccisione di Neottolemo a Delfi
Lato B: Scena dionisiaca
Collezione Intesa Sanpaolo
Famiglie prestigiose appartenenti alle comunità indigene commissionano sontuosi corredi funerari (di solito composti da 20-50 esemplari), dove le persone sono raffigurate con indosso gli abiti locali e il defunto è spesso rapprentato dentro un tempietto funerario (naiskos), con armi proprie e cavallo. Qui, a differenza dei vasi attici, non esiste un nesso forma-funzione.
In altri casi la produzione vascolare è pensata per la mescita del vino nelle lunghe cerimonie, come ad esempio l' oinochoe trilobata, o il cratere a volute per mischiare acqua e vino durante i simposi.
Cratere a volute apulo a figure rosse
Pittore di Gioia del Colle, 350-340 a.C.
alt. max 71 cm; diam. orlo 39,5 cm; diam. piede 19 cm
Lato A: Statua del defunto in armi a cavallo all’interno del naiskos
Lato B: Offerenti presso una stele funeraria
Collezione Intesa Sanpaolo
Si tratta di manufatti pregiati lavorati al tornio che richiedevano l'intervento di varie maestranze e una esecuzione lunga anche tre mesi, tra modellazione, essiccazione, cottura e decorazione. Le figure rosse, ottenute con la tecnica dell'argilla a risparmio, stendendo all'esterno dei contorni l'ingobbio nero ricavato da una cottura ad alte temperature in assenza di ossigeno, vengono poi campite e rifinite a pennello, subendo in totale tre cotture. Alcuni oggetti presentano dettagli colorati di bianco, rivelando nel loro insieme l'abilità tecnica di figure artigiane differenti: decoratori, modellatori e talvolta pittori parietali.
Anfora a figure nere
Gruppo del Diphros, 490-480 a.C
alt. max 28,5 cm; diam. orlo 12,4 cm; diam. piede 9,4 cm
Lato A: Aiace porta il corpo di Achille
Lato B: Scena di duello
Collezione Intesa Sanpaolo
Le immagini vascolari permettono di ripercorrere il racconto mitico, anche molto complesso, in un'unica scena mediante l'uso di simboli, attualizzati secondo i canoni estetici della Magna Grecia. Nobile e guerriero, dalla duplice natura divina e umana, l’eroe diventa il modello di riferimento dell’aristocrazia delle colonie greche in Italia che, tra il V-IV secolo a.C, si fa rappresentare secondo un ideale di perfezione fisica e integrità morale ottenuta attraverso l’atletica, l’abilità in battaglia e la vittoria sulla morte, che ne sancisce il riconoscimento sociale e la conservazione della memoria.
Rhyton apulo a figure rosse configurato a testa di toro
Officina del Pittore di Baltimora, 340-310 a.C.
alt. max 16,8 cm; diam. orlo 11 cm
Eros in volo
Collezione Intesa Sanpaolo
Catalogo edito da Marsilio.
Sono previste per tutta la durata della mostra attività didattiche e incontri di approfondimento (Info e prenotazioni: Dipartimento Educazione t. 011 0062086 f. 011 0062115; educa@pinacoteca-agnelli.it. Il programma potrebbe subire variazioni, si consiglia di consultare prima il sito web).

IL VIAGGIO DELL’EROE
Da Atene alla Magna Grecia dal racconto all’immagine
24 marzo - 3 settembre 2017
Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli
Lingotto

Via Nizza, 230/103 - 10126 Torino
Collezione Permanente e Mostra Temporanea - Biglietteria e ingresso al 4°piano
Orario: 10-19 da martedi` a domenica. Chiuso il lunedi`
Visite guidate su richiesta, accesso disabili, bookshop
Tel. +39 011 0062713
www.pinacoteca-agnelli.it

lunedì 1 maggio 2017

DAL FUTURISMO AL RITORNO ALL’ORDINE

ARDENGO SOFFICI
Natura morta, 1915
Olio su tela - cm 61,5 x 50,5
Collezione privata, courtesy Futur-ism, Roma
Il Museo Accorsi - Ometto presenta una mostra che affronta e indaga, per la prima volta in una visione complessiva, la pittura italiana del decennio cruciale tra gli anni dieci e venti del Novecento.
Curata da Nicoletta Colombo e organizzata in collaborazione con lo Studio Berman di Giuliana Godio, l’esposizione presenta 72 opere che ripercorrono il clima culturale italiano dalla nascita dell’arte moderna - che in ambito nazionale si è soliti far coincidere con l’uscita del Manifesto dei pittori futuristi del febbraio 1910 - alle nuove tendenze artistiche del decennio 1910-1920, dando seguito all’indagine sui fenomeni pittorici italiani del secolo XX, inaugurata dal museo con la passata mostra dedicata al "Divisionismo tra Torino e Milano. Da Segantini a Balla".
AROLDO BONZAGNI
Il Tram di Monza (Un giorno di domenica), 1916
Olio su tela - cm 110x170
Collezione privata
La mostra prende idealmente l’avvio con opere degli autori del FUTURISMO STORICO: Marinetti, Boccioni, Balla, Carrà, Severini, Russolo, Depero, Conti. Sono rappresentati anche gli esponenti dell’eterodossia futurista e gli indipendenti del movimento, da Prampolini a Sironi, Funi, Dudreville, Sant’Elia, Adriana Bisi Fabbri e Gerardo Dottori. La sezione futurista include la presenza di due fuoriusciti dalle fila futuriste, Romolo Romani, precursore delle tendenze astrattive, con due opere anticipatrici della poetica boccioniana e Aroldo Bonzagni, testimone di un espressionismo di intonazione sociale, qui rappresentato dallo storico dipinto dal titolo Il tram di Monza (1916).
TULLIO GARBARI
Intellettuali al caffè, 1916
Tempera all’uovo su carta - cm 11,9x15,6
Collezione privata
Il percorso prosegue con la seconda sezione dedicata ai SIMBOLISMI che registrano una persistenza stilistica dal decennio precedente, ora rinnovati in chiave espressionista, di intonazione popolare. La sezione illustra inoltre i SECESSIONISMI che coinvolgono i linguaggi artistici giovanili italiani, segnali di un’avanguardia moderata che guardava all’arte coeva d’oltralpe: dai testimoni di Ca’ Pesaro ai partecipanti alle Secessioni romane, agli animatori della Secessioni bolognesi fino ai movimenti giovanili napoletani degli anni a ridosso della Grande Guerra. Accanto alle opere di Alberto Martini e di Lorenzo Viani, voci rispettivamente di un simbolismo ed espressionismo maturato a contatto con la cultura europea, trovano spazio i linguaggi secessionisti e primitivisti di Felice Casorati, Tullio Garbari, Umberto Moggioli, Guido Trentini, Gino Rossi, Ubaldo Oppi, Galileo Chini, Cipriano Efisio Oppo, Ferruccio Ferrazzi, Enrico Lionne, Carlo Corsi, Garzia Fioresi.
RAFFAELE DE GRADA
Kirche im Tessin, 1913
Olio su tela - cm 73x95
Collezione privata
Un altro significativo segmento della rassegna è dedicato al primitivismo, tendenza volta al recupero del primordio inteso come azzeramento delle stratificazioni culturali per ritrovare la semplicità e il candore di espressioni popolari, ingenue, ispirate anche ai trecentisti e quattrocentisti italiani, Giotto e Paolo Uccello innanzi a tutti. In rappresentanza del clima primitivista suggestionato dall’opera di Rousseau il Doganiere e di André Derain, autori al tempo celebrati, si articolano le presenze dei dipinti di Carrà, Garbari, Zanini, Borra, Salietti.
ACHILLE FUNI
La sorella Margherita con brocca di coccio, 1920
Olio su tavola, cm. 32,5x25,5
Archivio Achille Funi, Milano
Il periodo segnato dalla Grande Guerra (1914-1918) dava corpo con maggiore incisività alla crisi delle avanguardie e tracciava il cammino verso il recupero delle forme e del cosiddetto RITORNO ALL'ORDINE, fenomeno di portata europea, qui illustrato nella terza e ultima sezione. La METAFISICA, "l’altra faccia della modernità", che perseguiva in comune con le avanguardie la rivoluzione dei contenuti ma non quella delle forme, è illustrata da opere di de Chirico, Carrà, de Pisis, accostate a saggi della metafisica eterodossa, rappresentata da Mario Sironi e Achille Funi, per approdare alla poetica di "VALORI PLASTICI", che dal 1918 diffondeva il principio della supremazia culturale e artistica italiana.
GIORGIO DE CHIRICO
Cocomeri e corazza, 1922
Olio su tela - cm 75x99
Collezione privata
Nel 1919, con la fine di secessionismi, simbolismi e primitivismi, si avviava una tendenza corale al recupero della classicità in ottica moderna, svolta cioè secondo stili e linguaggi aggiornati, rappresentati da saggi pittorici di Casorati, Soffici, Sironi, Rosai, de Chirico, Severini, Funi, Guidi, De Grada, caratterizzati dai principi di sintesi, costruzione e plasticità, e incamminati con differenti declinazioni verso la successiva temperie del Novecento Italiano degli anni venti.

DAL FUTURISMO AL RITORNO ALL’ORDINE
Pittura italiana del decennio cruciale 1910-1920

2 marzo - 18 giugno 2017
Fondazione Accorsi - Ometto
Museo di Arti Decorative
Via Po, 55 - 10124 Torino
Orari: da martedì a venerdì 10-13 e 14-18; sabato, domenica e festivi 10-13 e 14-19; lunedì chiuso.
Mostra con visita guidata: da martedì a venerdì ore 11 e 17; sabato, domenica e festivi anche ore 18.
Per info costi e prenotazioni: tel. 011.837688 int.3
www.fondazioneaccorsi-ometto.it