venerdì 29 aprile 2016

THEATRICAL LANDSCAPE

Un banchetto di Gian Lorenzo Bernini nel giardino del Cardinal Chigi, Roma 1668
Studente: Silvia Allocco
La mostra THEATRICAL LANDSCAPE, a cura di Valeria Piasentà, Massimo Voghera e Claudia Esposito, allestita presso il Complesso Sportivo "F. Parri" fino al 13 maggio, presenta alcuni lavori degli studenti dell'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino - Cattedra di Scenografia Teatrale, oggetto del workshop "Urban-Micro Landscape - Tasting the Landscape", parte del più ampio progetto Scenamadre, modelli per una storia dell'architettura scenica, volto a far conoscere la storia, spesso dimenticata, delle arti per lo spettacolo.
Plan au Gwarry, Scena della Passione, Cornovaglia XII sec.
(Studenti: Giulia Bossono, Bianca Cassinelli)
Considerate spesso a torto effimere e provvisorie, nate per fini religiosi ed educativi, per il divertimento di corti principesche, con l'esigenza di raccontare una storia al pubblico per la sola durata dell’evento, le scenografie costituiscono un patrimonio costruito, pittorico e scultoreo, quasi del tutto perduto.
Rimangono disegni e trattati, cronache e testimonianze, insufficienti tuttavia a ricostruire e approfondire in maniera tangibile ciò che era l’organizzazione e il rapporto dello spazio scenico con lo spazio architettonico delle sale teatrali e con lo spazio urbano. Lo studio storico della scena con la sua tecnologia, condotto  attraverso le epoche (qui dal XII al XX sec.) dagli allievi dell'Accademia Albertina, appare in mostra attraverso la riproduzione in scala  degli apparati, degli artifici e delle macchine, spesso col movimento originario.
Leonardo da Vinci per L’Orfeo di Poliziano, Milano 1506/1508
(Studente: Paolo Comella)
La formazione della figura professionale di architetto e scenografo teatrale è unica nella gran parte delle istituzioni estere, e in Italia fino alla riforma Gentile del 1923, che scorporò le discipline architettoniche organizzandole in facoltà universitarie autonome.
Egli costruisce nello spazio al tempo stesso simbolico e reale del teatro la realtà suggerita da testo e musica -completando così l’azione del dramaturgo, il regista autore di una grammatica della scena -  seguendo variabili stilistiche, soggette per quanto riguarda lo spazio fisico alle leggi prospettiche, per ricostruire tridimensionalmente l'immagine fornita dall’idea scenografica.
Meccanismo del Mare macchina scenica dal trattato di Niccolò Sabbatini, 1638
(Studenti: Ramona Savona, Dario Voto)
Fin dal Cinquecento si ricerca l’illusione prospettica: prima con semplici fondali dipinti, poi -con la comparsa dei teatri quali luoghi deputati alla drammatizzazione-, lungo la profondità del palcoscenico, grazie a quinte dipinte o costruite che arrivano a dare il senso illusorio della lontananza, in uso con poche varianti ancora oggi.
L'opera dello scenografo si può quindi assimilare a quella di un traduttore: traduce azioni, parole e suoni in spazi, segni e colori, in un'opera non casuale, bensì accuratamente progettata affinché, seguendo le sue indicazioni tecniche, tutte le professionalità possano operare per creare un prodotto efficace sia sul piano  stilistico che tecnico, coniugando idealità, espressione artistica e competenza.
Jacopo Torelli, scena per Il Bellerofonte di Francesco Sacrati, Venezia 1642
(Studenti: Chantal Buratore, Sara Taverna)
I modelli esposti: Plan au Gwarry, scena della Passione, Cornovaglia XII sec. (Giulia Bossono, Bianca Cassinelli); La Botola - macchina scenica del teatro di tradizione (Mahdi Ghafooran); Leonardo da Vinci per L’Orfeo di Poliziano, Milano 1506/1508 (Paolo Comella); Opera-Torneo a Bologna: i carri del Dio Pan e di Plutone, 1628 (Elisa Catarsi, Giulia Dotta, Francesca Giai, Loreta Montuori, Giada Paione); Meccanismo del Mare - macchina scenica dal trattato di Niccolò Sabbatini, 1638 (Ramona Savona, Dario Voto); Teatro di verzura nella Villa Reale di Marlia, Capannori (LU) XVII sec. (Martina Bilancieri, Riccardo Gulino);
Renzo Piano, allestimento per Ulisse e la Balena Bianca con Vittorio Gassman, Genova 1992
(Studenti: Chantal Buratore, Sara Taverna)
Jacopo Torelli, scena per Il Bellerofonte di Francesco Sacrati, Venezia 1642 (Chantal Buratore, Sara Taverna); Jacopo Torelli, macchina per i cambi di scena al Teatro della Fortuna di Fano, 1677 (Fabiola Volpicelli); Un banchetto di Gian Lorenzo Bernini nel giardino del Cardinal Chigi, Roma 1668, (Silvia Allocco); Heinrich Döll, scena per il Tannhäuser di Richard Wagner, Bayreuth 1867 (Silvia Brera); Il carnevale di Torino “La Giandujeide”, 1893 (Chiara Pittella); Renzo Piano, allestimento per Ulisse e la Balena  Bianca con Vittorio Gassman, Genova 1992 (Chantal Buratore, Sara Taverna).
Un modello è presente anche presso la Biblioteca civica Natalia Ginzburg, in via Lombroso 16 a Torino.

THEATRICAL LANDSCAPE
Paesaggi Teatrali
Dal 18 aprile al 13 maggio 2016
Complesso Sportivo "F. Parri"
Via Tiziano, 39 - Torino
Orario: lunedì 14-19; da martedì a venerdì 9,30-19; sabato 9,30-13.

venerdì 22 aprile 2016

UNA GIORNATA TRA I NARCISI

Si svolgerà sabato 14 maggio 2016 in Borgata Granges, a Mentoulles (frazione di Fenestrelle) la mostra di artigianato UNA GIORNATA TRA I NARCISI. La rassegna promette di confermare il successo ottenuto dalla precedente edizione, che ha debuttato il 21 marzo 2015 con il titolo Festa di Primavera.
La splendida varietà floro - faunistica delle Alpi Cozie offre una quinta naturale ad artigiani, artisti e creativi che per un giorno saranno ospitati con il loro lavori di pittura, pirografia, origami, intaglio, cucito, manufatti in argento, oggettistica e piccoli capolavori d'arte del riciclo nelle residenze private di residenti e villeggianti, per l'occasione aperte al pubblico.
 
Come per l'edizione scorsa saranno la creatività e l'ospitalità della comunità locale ad animare la giornata, insieme alla possibilità di visitare le tante esposizioni in un percorso libero e rigorosamente ad ingresso gratuito, dalle ore 10 alle 18.
Non solo, sarà anche possibile partecipare ai workshop di pirografia e origami tenuti rispettivamente da Bruno Guala e Gabriella Carpignano, o ancora, si potrà assistere alle dimostrazioni di lavorazione del legno con Daniele Heritier e di scultura con Vincenzo Imparato.
La manifestazione prosegue idealmente il 12 giugno 2016 nella vicina borgata, dove si svolgerà la seconda edizione del mercatino "Le meraviglie di Ville Cloze", sempre organizzata dall'Associazione S. Giusto Giovani. Chi fosse interessato a partecipare come espositore può contattare la segreteria organizzativa entro il mese di maggio.
Elenco espositori Una Giornata tra i Narcisi: Bruno Guala (pirografia), Riccardo Bonnardel (silhouette con traforo), Enrica Baret (cucito creativo), Gabriella Carpignano (bigiotteria ad origami), Silvia Cestari (disegno e acquerello), Lidia Bourcet (oggettistica materiali di recupero), Vincenzo Lo Grasso (pittura a olio), Mauro Martin (sculture in legno), Valter Cot (lavorazione del legno), Rita Conti e i suoi allievi (pittura acrilica su lose - Unitre di Perosa e Valli), Borel Giorgio (oggettistica in legno), Simone Turin (sculture e oggetti in legno), Marco Groppo (ciondoli e anelli in argento-fusione a cera persa), Bruno Dema (sculture in legno), Daniele Heritier (lavorazione legno), Gianpiero Ramello (sculture in legno - Ass.Intaglio e Scultura di Rivoli), Vincenzo Imparato (sculture in legno, pietra e marmo - Ass. Intaglio e Scultura Rivoli), Diego e Daniela (idee in libertà), Gianni e Maria Rosa (bigiotteria con cialde caffè, decoupage su legno e vetro, pirografia, oggetti in legno di recupero), Enrico Gorlier (intaglio, scultura, mosaico, oggettistica in rame e ghisa), don Roventi Beccari (pittura su tela), Giorgio Blanc (case e baite in pietra).

UNA GIORNATA TRA I NARCISI
Sabato 14 maggio 2016
Borgata Granges, Mentoulles - Frazione di Fenestrelle (To)
Orario: 10-18
Info: t. 3395993616; alessandraboggio@yahoo.it (Segreteria organizzativa)


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venerdì 15 aprile 2016

MANUALMENTE

 
ManualMente giunge alla tredicesima edizione e raddoppia. Al consueto appuntamento di settembre si aggiunge infatti quello primaverile, dal 15 al 17 aprile 2016 nel Padiglione 5 di Lingotto Fiere di Torino. La presenza di oltre 80 espositori provenienti da Italia, Francia e Spagna, consente di trovare materiali e tecniche del ‘fai da te in rosa’ che includono cucito creativo, crochet, knit, quilt, home decor, ricamo, bijoux, scrapbooking, stamping, cartonaggio, e molto altro ancora. Oltre 600 sono i corsi, i workshop e le dimostrazioni tenuti dagli esperti di manualità creativa, fiore all'occhiello di una rassegna che nel 2015 ha superato i 17.000 visitatori.
Tra gli ospiti costituisce un gradito ritorno la celebre knitwear, designer e blogger di maglia di origine italo-svedese Emma Fassio, che presenta l'happening La creatività a misura di donna. Venerdì pomeriggio sarà possibile dialogare in modo informale con l'artista, durante l'iniziativa Un caffè con Emma Fassio.
Anche Emanuela Tonioni, famosa tutor di cucito creativo della trasmissione Detto Fatto condotta da Caterina Balivo su Rai 2, torna a ManualMente sabato 16 e domenica 17, per proporre workshop inediti (venerdì insieme a Simona Marini) e presentare la pochette barchetta, accessorio glamour per avere a 'portata di creatività' i propri immancabili strumenti del mestiere.
Altre attese riconferme sono Daniela Cerri e la sua Officina Nomade Fatelefate dall’inconfondibile stile gypsy; Luisa De Santi in arte Crochetdoll, artista dell’uncinetto e della maglia; Nerina Fubelli, testimonial del freeform con il Crazy Crochet; l’esperto di Shabby Chic Tommaso Bottalico e la sua Tommy Art;
le artiste della lavorazione della carta Monica Dal Molin di IncarTesimi e Rosanna Frapporti di La Quinta Stagione e la maestra Roberta Moretti per il cucito creativo.
Ai creativi in erba ManualMente riserva Il Venerdì dei piccoli ad ingresso gratuito per la mamma o per un adulto, accompagnatori di bambini con età compresa fra i 3 e 9 anni; laboratori  a partire dalle 14.
 
Il pubblico 'social' è invece invitato a condividere i progetti creativi che più lo hanno emozionato usando l’hashtag #lapiùcreativaditutte insieme a quello ufficiale #manualmenteprimavera. Tutti i post saranno pubblicati sul sito www.creativinrete.it.
Completano il calendario le mostre Opere Tessili, dedicata ai lavori di Gabriella Bottaru e Luigi Golin - provenienti dall'esposizione Ieri ed Oggi, personaggi nella tessitura del Museo dell’Arte della Lana di Stia, in provincia di Arezzo - e Profumi e Sapori dal Mondo, promossa dall’Associazione Quilt Italia, che raccoglie le opere dell’omonimo concorso indetto in occasione di Expo Milano 2015.

ManualMente – Rassegna della Manualità Creativa
15-16-17 aprile 2016
Lingotto Fiere – Padiglione 5
Via Nizza 280, Torino
Orario 9.30 – 19.00
Ingresso 8.00 euro – ridotto 6.00 euro
www.manualmente.it; info@manualmente.it; facebook.com/manualmente.torino

giovedì 17 marzo 2016

MATISSE E IL SUO TEMPO

Henri Matisse
L’algerina, 1909
Olio su tela, 81x65 cm
Collection Centre Pompidou, Paris Musée national d’art moderne-
Centre de création industrielle
Photo: © Centre Pompidou, MNAMCCI/ Philippe Migeat/Dist. RMN-GP
© Succession H. Matisse by SIAE 2015
“Ho lavorato per arricchire la mia intelligenza, per soddisfare le differenti esigenze del mio spirito, sforzando tutto il mio essere alla comprensione delle diverse interpretazioni dell’arte plastica date dagli antichi maestri e dai moderni.”
(Henri Matisse, Notes d'un peintre in “La Grande Revue”, 25 dicembre 1908).
André Derain
Il sobborgo di Collioure
, 1905
Olio su tela, 59,5x73,2 cm
Collection Centre Pompidou, Paris Musée national d’art moderne-
Centre de création industrielle
Photo : © Centre Pompidou, MNAM-CCI/Philippe Migeat/Dist. RMN-GP
© André Derain by SIAE 2015
Palazzo Chiablese a Torino ospita, fino al 15 maggio, 50 opere di Matisse e 47 di artisti a lui coevi quali Picasso, Renoir, Bonnard, Modigliani, Miró, Derain, Braque, Marquet, Léger, tutte provenienti dal Musée national d’Art moderne-Centre Pompidou di Parigi. La mostra, a cura di Cécile Debray, conservatore per le opere d’arte moderna del Museo francese, si snoda lungo un percorso cronologico articolato in dieci sezioni tematiche -I “Moreau”; Il Fauvismo; Polo Nord - Polo Sud. Matisse e il Cubismo; Gli anni di Nizza, riletture; Il pittore delle odalische; Il desiderio della linea. Matisse e il Surrealismo; Dipingere la pittura. Gli atelier di Matisse; Matisse, Renoir e la “Danza” di Barnes; Il Modernismo. La svolta degli anni Trenta; Il lascito di Matisse all’Astrattismo. L’ultimo Matisse- e consente, con lettere e immagini fotografiche di ricostruire la figura di un artista prolifico, testimone partecipe delle grandi rivoluzioni culturali del proprio tempo.
Gino Severini
Autoritratto
, 1912/1960
Olio su tela, 55x46,3 cm
Collection Centre Pompidou, Paris Musée national d’art moderne-
Centre de création industrielle
Photo: © Centre Pompidou, MNAM-CCI/Service de la documentation photographique du MNAM/Dist. RMN-GP
© Gino Severini by SIAE 2015
Henri Matisse nasce a Cateau-Cambrésis il 31 dicembre 1869. Formatosi presso l'atelier di Gustave Moreau, inizia l'avventura fauvista nel 1905 durante un soggiorno a Collioure nel Midi, dove conosce André Derain. La mostra dei dipinti dai colori puri di Matisse, degli amici Manguin, Camoin e Marquet, di Derain e Vlaminck al Salon d’Automne del 1905 segna la nascita del movimento, al quale l’anno seguente si uniscono i giovani Braque e Dufy.
Sebbene contrario alla svolta cubista di Braque del 1908 e alla sua amicizia con Picasso, durante la guerra si avvicina agli ambienti cubo-futuristi e vede spesso Picasso, Juan Gris e Gino Severini; i suoi dipinti, come i nudi plastici, ne verranno fortemente influenzati, con estiti talvolta astratti.
Fernand Léger
La ballerina blu
, 1930
Olio su tela, 146,5x114 cm
Collection Centre Pompidou, Paris Musée national d’art moderne-
Centre de création industrielle
Photo: © Centre Pompidou, MNAM-CCI/Jean-Francois Tomasian/Dist. RMN-GP
© Fernand Léger by SIAE 2015
Trasferitosi a Nizza negli anni Venti, incontra Renoir e ha inizio una nuova stagione, incentrata sui ritratti, le composizioni intimiste di figura, tornando ad attingere alle prime fonti impressioniste. Negli stessi anni, dopo un soggiorno in Marocco, inizia la serie delle Odalische, attorno alle quali si formerà in seguito una corrente orientalista moderna attraverso la mediazione di Roger Bezombes e dello stesso Picasso.
Negli anni Trenta si reca a Tahiti, via New York e San Francisco. Vede la Fondazione del dottor Barnes a Piladelphia e accetta di realizzare per lui una grande decorazione parietale La Danza, la cui genesi lo porterà a lavorare sui primi guazzi colorati. Grazie al figlio Pierre, gallerista a New York, conosce Mirò, cui fanno riscontro le sperimentazioni surrealiste, l'automatismo grafico, onirico, ad esempio nella serie Thèmes et Variations, eseguita al tratto all'inizio degli anni Quaranta.
Pablo Picasso
Nudo con berretto turco, 1955
Olio su tela, 116x89 cm
Collection Centre Pompidou, Paris Musée national d’art moderne-
Centre de création industrielle
Photo: © Centre Pompidou, MNAM-CCI/Béatrice Hatala/Dist. RMN-GP
© Succession Picasso by SIAE 2015
Questo periodo sancisce il ritorno alla pittura d'“interni” dell'atelier  nella villa Le Rêve a Vence, in cui il pittore risiede tra il 1943 e il 1948 di Vence in seguito ad un delicato intervento chirurgico. Continua a dipingere il genere della natura morta, influenzato dalle geometrie di Cezanne e  mai del tutto abbandonato. Dagli anni Trenta agli anni Cinquanta, con altri grandi artisti figurativi, tra cui Léger, Picasso e Dufy, muta il proprio stile in direzione di un trattamento grafico più sciolto e schematico e di una tavolozza di colori primari che fanno eco al linguaggio modernista di Le Corbusier e di Mondrian.
Comparsa per la prima volta nel 1919, allorché Matisse lavora alla scenografia e ai costumi del Canto dell’usignolo nell’allestimento di Diaghilev, a partire dal 1947 Matisse riprende la tecnica del guazzo ritagliato, non solo in fase preparatoria ma quale opera compiuta in sé. Nel 1947 pubblica Jazz, “moderno manoscritto con dipinti” di 146 pagine, composto da venti tavole colorate realizzate con la tecnica dello stampino a partire da carte ritagliate e accompagnate da calligrafiche riflessioni autografe.
Henri Matisse
Natura morta con credenza verde
, 1928
Olio su tela, 81,5x100 cm
Collection Centre Pompidou, Paris Musée national d’art moderne-
Centre de création industrielle
Photo: © Centre Pompidou, MNAMCCI/Philippe Migeat/Dist. RMN-GP
© Succession H. Matisse by SIAE 2015
Le nuove tecniche ideate da Matisse avranno conseguenze notevoli sul lavoro degli artisti delle generazioni successive: gli espressionisti astratti come Rothko e Sam Francis, gli artisti di Supports/Surfaces come Vincent Bioulès, Claude Viallat e Jean-Pierre Pincemin, ma anche Simon Hantaï e molti altri ancora.
Henri Matisse muore a Nizza il 3 novembre 1954, grazie alla diffusione dei suoi lavori negli Stati Uniti per merito del figlio Pierre, alle mostre dei lavori dell’estrema maturità in Francia e al complesso decorativo e architettonico della cappella di Vence (1949-1951), la sua opera continua a nutrire profondamente di sé l'arte del XXI secolo.

MATISSE E IL SUO TEMPO
12 dicembre 2015 - 15 maggio 2016
Palazzo Chiablese
Piazzetta Reale, Torino
Orari: lunedì 14.30 - 19.30; martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 9.30 - 19.30 giovedì 9.30 - 22.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Info e prenotazioni: tel. +39 011.0240113
www.mostramatisse.it

venerdì 29 gennaio 2016

Profili/CARLA BOVI

IL PIANETA E L’OLIVO, 2015 – Serie Bassorilievi
Linografia mm 400x250
Incisione a secco, tecnica mista su carta realizzata a mano dall'Autore
Un’aspirazione giovanile mai sopita, la volontà di dedicarsi all'arte figurativa, l'iscrizione al Liceo Artistico poco prima di terminare un impegnativo percorso lavorativo in altro settore, sanciscono l'esordio dell'artista torinese Carla Bovi.
Frequenta il corso di nudo all’Accademia Albertina con l’intento di approfondire lo studio della figura dal vero. Per cinque anni, sotto la guida del maestro Ermanno Barovero, realizza incisioni su lastre di zinco, contando ad oggi un repertorio di circa 200 matrici.
In quest'ambito matura l’idea di utilizzare carta riciclata prodotta in proprio, confezionata con i ritagli della pregiata carta Hahnemühle, adoperata per imprimere numerose prove ad acquaforte e acquatinta. Nel contempo impara il tedesco per tradurre l’opera di Dürer, Die Brücke, di personalità del movimento espressionista, e padroneggiare in tal modo una materia quasi alchemica, composta di inchiostro e cellulosa.
SCARPETTE, 2014 – Serie Bassorilievi
Linografia, mm 250x250
Incisione, tecnica mista su cartone colorato realizzato a mano dall’Autore
Per dieci anni Carla Bovi si cimenta nell’acquerello; verso la fine degli anni Novanta dipinge volti, figure intere di soggetto femminile, ma anche ritratti virili di notevole espressività. Sono esemplari unici e irripetibili, immediati. Quasi complementari rispetto all’incisione calcografica, che permette di realizzare multipli, ma richiede mesi di studi preparatori, un progetto di partenza, la definizione di ogni dettaglio esecutivo: dalla scelta dei colori ad inchiostro, ai registri, canoni esatti di copie pressoché identiche fra loro.
Attività che si comprende appieno se si tiene presente la grande passione che da sempre l'artista coltiva per l’archeologia e la storia delle grandi civiltà, soprattutto ellenica ed egizia; della prima carpisce le proporzioni eleganti e la volumetria dei fregi marmorei, alla seconda guarda per le soluzioni adottate nella fabbricazione della carta di papiro. Cruciale al riguardo la visita al Museo del Papiro di Siracusa, dove esiste un rivo, il Ciane, che alimenta piantagioni rigogliose e dove, attraverso dimostrazioni pratiche, si rievocano i procedimenti di lavorazione della fibra, rimasti invariati da millenni.
L'ARPA CONGOLESE, 2012
  Acquaforte, acquatinta su carta realizzata a mano dall'Autore
Lastra di zinco mm 300x250 , foglio cm 50x35
L’interesse per la produzione cartacea, debitrice della secolare tradizione cinese, la conduce inevitabilmente a Fabriano e in Provenza, al Moulin à Papier Vallis Clausa di Fontaine-de-Vaucluse, luogo caro a Petrarca e museo vivo nel quale si mostrano fra l'altro le metodiche di preparazione dei fogli con setacci di tipo medievale.
La carta per incisione prodotta in studio, di formato 25x35 cm, pressata nel torchio a stella, più soffice di quella industriale, rappresenta ormai una cifra peculiare del processo esecutivo dell'artista, rivelatosi un mezzo versatile adatto ad accogliere carta japon, petali di rosa, foglie, frammenti di corteccia e segni calligrafici.
Un mese è il tempo necessario per preparare un numero limitato di fogli: macerazione, lavaggio, incollatura con colla vinilica o di pesce, setacciatura, disposizione su telaio con filigrana, asciugatura su feltri sovrapposti, pulitura, sono le fasi essenziali. Ne risulta un prodotto ideale per ottenere i “Bassorilievi”, serie di cui fanno parte, ad esempio, Concertino medievale, modulato sulle variazioni chiaroscurali del supporto, e Scarpette, avvolte nei toni beige del cartone riciclato.
IL TAMBURO A CALICE, 2010
Acquaforte, vernice molle su carta realizzata a mano dall'Autore
Lastra di zinco mm 300x250, foglio cm 50x35
La carta deriva dal legno e ad esso ritorna quando, è il 2013, dà alle stampe il primo Libro d’Artista: Alberincisi. Rinnovacarta. Testicomposti. Qui come altrove le linografie presentano inserti di corteccia e altri elementi accuratamente incastonati nella pasta di cellulosa, senza lasciare nulla al caso.
L’estetica è prima di tutto il risultato di una ricerca tecnica minuziosa, basata sui grandi esempi del passato. In primo luogo la produzione linografica di Picasso, portata alla ribalta nella retrospettiva Pablo Picasso. Il colore inciso, con oltre 140 opere esposte al Forte di Bard, dall’autrice esaminate dal vero, più volte analizzate attraverso le riproduzioni in catalogo e in seguito assimilate nelle recenti sperimentazioni su linoleum.
Carla Bovi ha festeggiato nel 2015 vent’anni di carriera con la mostra Cordami e Memorie d’Africa presso la Sala Molinari della Biblioteca Ginzburg a Torino, ma l’attività espositiva si fregia di altri eventi prestigiosi. Sempre nel 2015 espone al Circolo degli Artisti le opere inedite della Serie "Bassorilievi", Un volo e Un tocco di farfalla, dedicate rispettivamente all’étoile Roberto Bolle e alla campionessa di pattinaggio su ghiaccio Carolina Kostner, silhouette ispirate alle figure danzanti dipinte sui vasi fittili di Attica e Magna Grecia.
UN TOCCO DI FARFALLA, 2015 – Serie Bassorilievi
Linografia, mm 250x250
Incisione a secco, Tecnica mista su carta realizzata a mano dall’Autore
In occasione della mostra Sapori e colori dal mondo curata da Gian Giorgio Massara e Angelo Mistrangelo, presentata l’autunno scorso nello spazio espositivo del Mirafiori Motor Village, realizza Il pianeta e l’olivo, con inserti di carta japon, colore, segno calligrafico e volumi in perfetta consonanza tra loro, per illustrare il motivo conduttore di Expo Milano 2015, “Nutrire il pianeta. Energia per la vita”.
Di recente Carla Bovi è tornata ad operare sul ritratto e sulle serie a tema. Negli ultimi cinque anni lavora alla serie “Donna Natura”, con attenzione al ruolo della donna in Africa, divenuta negli ultimi anni, grazie ad azioni di microcredito e di mediazione culturale, perno e motore della ripresa economico-sociale del continente nero. Un messaggio propositivo ripreso nei linoleum Tamburo a calice e L’ arpa congolese della Serie “Finestre sull’Africa”, simbolo di pace in risposta ai titoli di guerra diffusi dai media.
UN VOLO, 2014 – Serie Bassorilievi
Linografia, mm 250x250
Incisione a secco, tecnica mista su carta realizzata a mano dall’Autore
Esaminare a fondo un soggetto per poi esprimerlo in diverse modalità e tecniche è il metodo adottato per le figurazioni: l’intreccio di fogliami, talvolta con esiti molto elaborati e la tessitura di cime marinare, storiche presenze nei suoi lavori, sono oggetto dell’attuale ricerca. La fascinazione per i nodi, le cime nautiche, per le corde da arrampicata, derivata da un vivido ricordo d’infanzia, un imprinting quasi, seguendo una prassi consolidata diventa ben presto indagine approfondita. Intorno ad esse ha elaborato varianti tecniche con conseguenti, importanti, cambiamenti: l'inserimento di altri soggetti, di minerali, di vegetali, l’impiego del collage in omaggio ai celeberrimi lavori di Picasso e Braque, di Matisse, e di quanti, maestri del passato, hanno utilizzato la carta con esiti originali e dirompenti. Il risultato è un'incisione che da multiplo si trasforma in monotipo, ma sempre “con un ampio respiro di variabili”.