giovedì 2 novembre 2023

TORINO CAPITALE DEL LIBERTY

Alfons Mucha, Manifesto pubblicitario
Alfons Mucha
Manifesto pubblicitario, F. Champenois Imprimeur-Editeur, Parigi
1897
Litografia a colori, 72,7x55,2 cm
Collezione privata
Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino presenta, fino a lunedì 10 giugno 2024, la mostra LIBERTY. TORINO CAPITALE.
Circa cento opere suddivise in cinque sezioni affrontano ogni aspetto delle manifestazioni artistiche del Liberty, potendo per la prima volta percepire il farsi delle opere, siano esse di architettura, di design d’interni, pitture, sculture, lavori grafici o di decorazione, oggetti d’uso, testi letterari, poesia o musica.
Alessandro Mazzucotelli, Lampadario libellula di Mazzucotelli
Alessandro Mazzucotelli
Lampadario libellula di Mazzucotelli
Inizio sec. XX,
Ferro battuto e vetro, 20x45 cm
Fondazione Arte Nuova, Torino
L’esordio è consacrato all’eterno femminino, all’immagine della donna raffigurata nelle grandi opere di Boldini e Bistolfi, Corcos e Canonica. Da qui si passa all’ambiente privato de La casa moderna: accolti all’interno di un bow window di Palazzina Turbiglio, - elemento architettonico distintivo del panorama liberty torinese - Illuminato dal lampadario zoomorfo dell’Officina Mazzucotelli.
La Gran Via, cuore dell’esposizione, narra Torino a partire dalla rivoluzionaria Esposizione Internazionale di Arte Decorativa Moderna (aprile – novembre 1902). Solo Torino ha la capacità di declinare questa storia in ogni ambito dell’edificare, poiché il Liberty connota scuole e fabbriche, case popolari e ville signorili, bagni pubblici e palazzi in oltre 500 capolavori distribuiti su tutto il territorio cittadino.
Vittorio Matteo Corcos, Lettura sul mare
Vittorio Matteo Corcos
Lettura sul mare
1910
Olio su tela, 250x152 cm
Collezione privata
Nella quarta sezione Nuovi linguaggi per una nuova società l’industria dell’arredamento e degli interni deflagra dall’editoria scolastica alla grafica pubblicitaria e alle riviste, tutti rispondenti ad un canone estetico che trova il proprio massimo interprete in Leonardo Bistolfi, protagonista assoluto dell’ultima sala Dalla Sfinge a Città del Messico.
È la nascita di uno stile che trova la propria cassa di risonanza nel Parco del Valentino con l’Esposizione generale italiana del 1898 per cui Carlo Ceppi concepisce la Fontana dei Mesi utilizzando il moderno cemento. L’architetto-ingegnere Pietro Fenoglio crea capolavori quali Villa Scott – protagonista del film Profondo rosso di Dario Argento – e Casa Fenoglio-La Fleur ove tutto, dai telai delle finestre ai caloriferi in ghisa e dagli stipiti in legno alle maniglie delle porte, è stato disegnato dall’artista.
Leonardo Bistolfi, Vaso portafrutta
Leonardo Bistolfi
Vaso portafrutta
1890-1895
Bronzo e vetro, 49x45x59 cm
Gipsoteca Bistolfi, Casale Monferrato (TO)
Queste costruzioni preludono a esperienze originalissime quali il Villaggio Leumann, nato nel solco dello spirito del Nord Europa, ai caseggiati nei quartieri operai, artigianali e impiegatizi di Barriera di Milano e San Paolo e ai bagni pubblici presenti in tutti i quartieri della città. Le tecniche, i nuovi materiali – come il litocemento – e le forme sinuose si adattano e applicano a ogni contesto con semplicità e grazia, giungendo a un monumento esemplare del gusto del tempo: quell’Amedeo di Savoia duca d’Aosta di Davide Calandra posto all’ingresso del parco del Valentino nel 1902.
L’esposizione si avvale dell’eccezionale contributo dato dalla campagna fotografica appositamente svolta dall’architetto Pino Dell’Aquila.
Giuseppe Velati Bellini, Casa Florio Nizza
Giuseppe Velati Bellini (Torino, 1867 - 1926)
Casa Florio Nizza, 1901
Torino, via Antonio Giuseppe Bertola 20.
© Ph. Arch. Pino Dell'Aquila
L’ allestimento, la mostra e il catalogo – edito da Silvana Editoriale – sono a cura di Beatrice Coda Negozio, Roberto Fraternali, Carlo Ostorero, Rosalba Stura e Maria Carla Visconti che, come SIAT – Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, da decenni hanno intrapreso un percorso di tutela e approfondiscono dei temi della cultura Liberty a Torino, rendendosi protagonisti di importanti iniziative scientifiche, editoriali e divulgative.
All’esposizione si accompagna il ricco programma off Libertyamo, che vede il supporto della Camera di commercio di Torino, operazioni focali per l’ingresso di Torino nel RANN - Réseau Art Nouveau Network di Bruxelles e la sua candidatura a Città Patrimonio Mondiale UNESCO per il Liberty.

LIBERTY. TORINO CAPITALE
Fino al 10 giugno 2024
Palazzo Madama –  Museo Civico d’Arte Antica 
Sala del Senato 
Piazza Castello, Torino 
Orario: lunedì e da mercoledì a domenica 10 - 18. Martedì chiuso. Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura.

mercoledì 1 novembre 2023

AFRICA. LE COLLEZIONI DIMENTICATE

Negarit
Negarit, Eritrea, XIX secolo (?)
Lega di rame, cuoio
Dalle collezioni personali di Umberto I
Torino, Musei Reali - Armeria Reale
Fino al 25 febbraio 2024, le Sale Chiablese dei Musei Reali di Torino ospitano la mostra AFRICA. Le collezioni dimenticate, a cura di Elena De Filippis, Enrica Pagella e Cecilia Pennacini.
A partire dal 2021, i Musei Reali e la Direzione Regionale Musei hanno condotto interventi di studio, recupero e restauro delle collezioni africane conservate nei depositi dell’Armeria Reale e nelle raccolte dei Castelli di Agliè e Racconigi, avviando progetti di ricerca e digitalizzazione anche sugli album fotografici della Biblioteca Reale di Torino e del Castello di Racconigi.
Fitaurari Cassà, nipote di Re Teodoro
Fitaurari Cassà, nipote di Re Teodoro
Foto di Luigi Malvezzi dall’album Gondar e la Regione del Lago Tana, 1913-1920
Torino, Musei Reali - Biblioteca Reale
Nell’intento di guardare alle opere con occhi nuovi, confrontandosi con esperti di storia africana e le comunità di origine, è nata la collaborazione con il Museo di Antropologia ed Etnografia dell’Università di Torino, con l'artista etiope Bekele Mekonnen, docente all’Università di Addis Abeba, e con Lucrezia Cippitelli, storica dell’arte, curatrice e docente all’Accademia di Brera, ospiti ai Musei Reali per una residenza finalizzata ad approfondire i significati delle collezioni e a reinterpretarli in un’ottica post-coloniale.
Manto
Manto
Dono del degiac Apte Micael
a Vittorio Emanuele III di Savoia, 1936
Torino, Musei Reali – Armeria Reale
160 opere provenienti dalle collezioni delle residenze sabaude e dal Museo di Antropologia di Torino, con prestiti dal Museo delle Civiltà di Roma e da Palazzo Madama - Museo Civico d’Arte Antica di Torino documentano in cinque sezioni una pagina delle relazioni tra la nuova Italia, prima sabauda e poi fascista, con il Congo Belga, l’Eritrea, la Libia, la Somalia e l’Etiopia nell’età neoimperialista dello scramble for Africa.
Faretra e frecce
Faretra e frecce, Somalia, seconda metà XIX secolo
Dono di Giorgio Sorrentino a Umberto I, 1897
Torino, Musei Reali – Armeria Reale
La prima sezione, Esploratori, avventurieri e consoli, indaga le raccolte che si sono formate tra il 1857 e il 1890 attraverso le figure di Giacomo Antonio Brun-Rollet, esploratore delle sorgenti del Nilo in Sudan, di Vincenzo Filonardi, armatore e console a Zanzibar nel 1882, e di Giuseppe Corona, attivo in Congo. All’amministrazione coloniale in Congo è dedicata Le vie dello sfruttamento: ingegneri in Congo con una selezione di armi, strumenti musicali, tessuti, monili e oggetti d’uso quotidiano.
La terza sezione, Colonizzare la montagna: il Rwenzori, rilegge la spedizione di Luigi Amedeo di Savoia-Aosta, Duca degli Abruzzi e del suo compagno d’avventura Vittorio Sella, uno dei più importanti fotografi di montagna.
Fitaurari capo della guerra Uold Jesus
Fitaurari capo della guerra Uold Jesus
Foto di Luigi Malvezzi dall’album Gondar e la Regione del Lago Tana, 1913-1920
Torino, Musei Reali - Biblioteca Reale
Dalla spartizione dell’Africa all’aggressione coloniale racconta l’espansione del Regno d’Italia in Eritrea, avvenuta dopo l’apertura del Canale di Suez nel 1869.
In un’ottica di risarcimento, la sezione documentaria al centro del percorso induce a riflettere sulle violenze perpetrate dagli europei in Africa.
La mostra termina con The Smoking Table di Bekele Mekonnen, un intervento site-specific che, a partire dalla conferenza di Berlino che nel 1884-1885 sancì la spartizione del continente africano, esplora l’eredità del colonialismo nella nostra storia presente.

AFRICA. Le collezioni dimenticate
Fino al 25 febbraio 2024
Torino, Musei Reali – Sale Chiablese 
Piazzetta Reale
Orari: dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 19. La biglietteria chiude un’ora prima.
https://museireali.beniculturali.it/events/africa-le-collezioni-dimenticate/

martedì 24 ottobre 2023

TURNER. MITO E MODERNITÀ

William Turner, Apollo uccide il Pitone
Joseph Mallord William Turner (Londra 1775 – Chelsea 1851)
Apollo uccide il Pitone
esposto nel 1811
olio su tela
Tate: accepted by the nation as part of the Turner Bequest 1856
Photo: ©Tate
Continua alla Reggia di Venaria la collaborazione con la Tate UK. Dopo il successo riscosso dall’esposizione John Constable. Paesaggi dell’anima, la seconda tappa della trilogia dedicata ai principali esponenti del romanticismo inglese rende omaggio ad uno dei maggiori paesaggisti del XIX secolo con la rassegna Turner. Paesaggi della Mitologia, per terminare nell’autunno 2024 con un focus sull’opera del pittore e poeta William Blake.
William Turner, La morte di Atteone
Joseph Mallord William Turner (Londra 1775 – Chelsea 1851)
La morte di Atteone, con una veduta in lontananza di Montjovet, Val d'Aosta, 1837 ca.
Olio su tela
Tate: accepted by the nation as part of the Turner Bequest 1856
Photo: ©Tate

Fino al 28 gennaio 2024 oltre quaranta opere sono ospitate nelle  Sale delle Arti al primo piano della Reggia. Grandi tele ad olio (Apollo e Pitone, Bacco e Arianna), acquerelli (per lo più colours beginnings, prove colore propedeutiche alle più ampie composizioni), incisioni, fino ai rapidi disegni appuntati sui taccuini nel corso del viaggio che, nel 1819, passando da Torino lo condusse a Roma e Napoli (di analoga fattura gli Studies for Pictures, realizzati intorno al 1805 lungo le rive del Tamigi), illustrano lo stretto legame di Turner con il paesaggio e il mito classico, secondo il taglio filologico operato dalla curatrice Anne Lyles, della Tate UK.
William Turner, Scena portuale alla maniera di Claude
Joseph Mallord William Turner (Londra 1775 – 1851)
Scena portuale alla maniera di Claude: Studio per 'Didone che dirige l'equipaggiamento della
flotta’
, 1827 - 1828 ca
olio su tela
Tate: accepted by the nation as part of the Turner Bequest 1856
Photo: ©Tate
Spiega Anne Lyles: “La collezione del Museo britannico vanta circa ottantamila opere di cui trentacinquemila di Turner. Lavori prestigiosi costantemente richiesti in tutto il mondo. La mostra alla Reggia di Venaria è frutto di una condivisione di intenti fra le due istituzioni che, per la sua particolare complessità, rientra in un progetto pensato in esclusiva per il museo torinese, destinato a non approdare in altre sedi”.
Joseph Mallord William Turner (1775-1851) considerato colorista moderno, 'luminista" di riferimento per gli impressionisti, realizza quadri a soggetto storico e mitologico - ispirati alle Metamorfosi di Ovidio, ai testi classici di Virgilio, al poema epico di Omero e da episodi della Bibbia - finalizzati a consolidare la sua appartenenza alla Royal Academy di Londra a partire dal 1802.
William Turner, Bacco e Arianna
Joseph Mallord William Turner (Londra 1775 – Chelsea 1851)
Bacco e Arianna
esposto nel 1840
Olio su tela
Tate: accepted by the nation as part of the Turner Bequest 1856
Photo: ©Tate
Pittoricamente influenzato da Claude Lorrain e da Nicolas Poussin egli riprodusse fedelmente i calchi in gesso conservati alla National Gallery, oltre a studiare i dipinti di Rembrandt, di Tiziano e degli Antichi Maestri. Sulle orme dell’artista britannico Richard Wilson (1713/14 - 1782), ritroverà luoghi e soggetti della prima formazione nel corso dei viaggi in Italia risalenti al 1819 e al 1828, traendo ispirazione dal litorale e dagli ambienti lacustri per elaborare le quinte aeree dei suoi più ambiziosi dipinti.
William Turner, La baia di Baia con Apollo e la Sibilla
Joseph Mallord William Turner (Londra 1775 – Chelsea 1851)
La baia di Baia con Apollo e la Sibilla
esposto nel 1823
Olio su tela
Tate: accepted by the nation as part of the Turner Bequest 1856
Photo: ©Tate
L’estetica del sublime sviluppata da Turner, indice di uno spirito autonomo tecnicamente affrancato dagli stilemi tradizionali (così come, sul fronte opposto, Constable si fece assertore di una natura pittoresca e di modelli arcadici), si colloca a buon diritto nella sottile linea di confine che separa esercizio della ragione e volontà del sentimento. Terreno di contesa ambivalente fra bellezza e decadenza, gloria e declino, fragilità della vita e caduta degli imperi, l’incontro di universi in antitesi diviene tema centrale della mostra e materia costitutiva dell’intera produzione dell’autore.

Turner. Paesaggi della Mitologia 
Fino al 28 gennaio 2024
Reggia di Venaria
Piazza della Repubblica, 4 - 10078 Venaria Reale (TO)
Per informazioni: t. +39 011 4992300
www.lavenaria.it

sabato 21 ottobre 2023

HAYEZ. L’OFFICINA DEL PITTORE ROMANTICO

Francesco Hayez, Ritratto di Carolina Zucchi (1822)
Francesco Hayez
Ritratto di Carolina Zucchi (L’ammalata) (Carolina
Zucchi a letto
)
1822
olio su tavola, 60 x 49,5 cm
Torino, GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e
Contemporanea. Su concessione della Fondazione
Torino Musei
(foto: Studio Fotografico Gonella 2009)
Arte, storia e politica si intrecciano nella grande mostra Hayez. L’officina del pittore romantico, a cura di Fernando Mazzocca ed Elena Lissoni, che la GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino dedica al genio romantico di Francesco Hayez (Venezia 1791 - Milano 1882).
Fino al 1° aprile 2024, saranno esposte oltre 100 opere, fra cui un importante nucleo di circa cinquanta disegni e alcuni tra i più importanti dipinti provenienti dall’Accademia di Belle Arti di Brera, dove fu per quarant’anni professore di pittura.
Francesco Hayez, Accusa segreta (1847-1848)
Francesco Hayez
Accusa segreta
1847-1848
olio su tela, 153 x 120 cm
Pavia, Musei Civici del Castello Visconteo
Agli inediti  si aggiungono alcuni dei capolavori più popolari, come La Meditazione dei Musei Civici di Verona - Galleria d'Arte Moderna Achille Forti e l’Accusa segreta dei Musei Civici del Castello Visconteo di Pavia, cui è accostato Il Consiglio alla Vendetta, prestigioso prestito proveniente da Liechtenstein. The Princely Collections, Vaduz–Vienna.

Dieci sezioni illustrano gli anni della formazione tra Venezia e Roma, dove Hayez ha goduto della protezione e dell’amicizia di Canova, fino alla prima affermazione a Milano e alle ultime prove della maturità. Una speciale sezione focus è dedicata ai disegni per la Sete dei Crociati, la sua opera più ambiziosa e impegnativa, eseguita tra il 1833 e il 1850 e destinata al Palazzo Reale di Torino, dove si può ancora ammirare.
Francesco Hayez, Laocoonte (1812)
Francesco Hayez
Laocoonte, figlio di Priamo e sacerdote di Apollo,
vittima, coi figli, della vendetta di Minerva, per cui
partirono due grossi serpenti da Tenedo per avvinghiarli
a morte nelle loro spire

1812
olio su tela, 175 x 246 cm
Milano, Accademia di Belle Arti di Brera
Cantore della bellezza, dell’amore e dei valori risorgimentali, è stato celebrato da Giuseppe Mazzini e ha condiviso con Manzoni e Verdi gli stessi ideali stringendo con loro un rapporto unico, di amicizia e di intesa culturale.
Nella tecnica di Hayez il disegno può sembrare a una prima analisi secondario rispetto al colore, ma di Hayez si conoscono centinaia di disegni il più delle volte tracciati con un gesto rapido e immediato, quasi fossero appunti visivi da impiegare poi nella creazione delle composizioni.
L’artista ha lasciato una raffinatissima produzione di d'après: disegni e acquerelli che riproducono fedelmente alcune delle sue opere più celebri e che hanno costituito un formidabile strumento di diffusione delle sue invenzioni.
Francesco Hayez
L’Angelo annunziatore (L’angelo ammonitore)
1824
olio su tavola, 59,5 x 49,5 cm
Torino, GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e
Contemporanea, Fondazione Guido ed Ettore De
Fornaris. Su concessione della Fondazione Torino Musei
(foto: Studio Fotografico Gonella 2012)
“La sua è stata una vita eccezionale sia dal punto di vista personale, essendosi riscattato dalle umilissime origini e dall’abbandono da parte della sua famiglia, sia sul versante di una strepitosa carriera che lo ha visto dialogare con i grandi artisti del suo tempo, cultori, letterati e musicisti. I suoi moltissimi amori e un grande slancio vitale sono documentati dalla sua pittura che ha espresso una serie di valori universali, celebrando la bellezza femminile e la forza dell’amore, come nella serie dedicata a Giulietta e Romeo” - commenta il curatore Fernando Mazzocca.

Considerato da Stendhal ‘il maggiore pittore vivente', Francesco Hayez, nato a Venezia nel 1791, ha trascorso quasi tutta la vita e ha raggiunto il suo successo a Milano, dove è scomparso nel 1882, carico di anni e di gloria come un novello Tiziano, il pittore cui amava paragonarsi.

Hayez. L’officina del pittore romantico
Fino al 1° aprile 2024
GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea
Via Magenta, 31 Torino
Orario: Da martedì a domenica 10 - 18. Lunedì chiuso. Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura.

venerdì 20 ottobre 2023

CASORATI, SIRONI E I NUOVI FUTURISTI

FELICE CASORATI, Beethoven (1928)
FELICE CASORATI 
Beethoven (1928) 
Olio su tavola, 139x120 cm 
Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto
Rovereto, Collezione VAF- Stiftung (inv. n. MART 972, VAF 0722)
© Felice Casorati, by SIAE 2023 
La mostra  DA CASORATI A SIRONI AI NUOVI FUTURISTI. Torino-Milano 1920-1930. Pittura tra classico e avanguardia, curata da Nicoletta Colombo e Giuliana Godio, prende le mosse dal 1920, anno che segna l’ingresso italiano nella temperie artistica del Ritorno all’ordine, caratterizzata dal recupero della classicità in ottica moderna. Il clima di ricostruzione che interessa non solo l’Italia, ma anche il «terribile rinascimento artistico europeo», come lo denominava Giorgio de Chirico nel 1918, inseguiva la speranza di una vera e propria rinascita morale e spirituale. 
L’indagine critica della mostra ne traccia gli sviluppi a partire dal ruolo centrale assunto in tale contesto dalle città di Milano e Torino.
Circa settanta opere - provenienti da Musei, Fondazioni italiane, collezioni private e dalla collaborazione con gli archivi degli autori selezionati - sono ripartite in quattro sezioni ospitate, fino all'11 febbraio 2024, nelle nuove sale espositive del Museo Accorsi-Ometto.
MARIO SIRONI, Il contadino (1928)
MARIO SIRONI 
Il contadino (Composizione o La vanga o Uomo con vanga) (1928) 
Olio su tela, 151x121 cm 
Collezione Confagricoltura, Milano, Lodi e Monza Brianza (inv. n. UPA-MI ISP010252)
© Mario Sironi, by SIAE 2023 
Negli anni Venti a Torino il superamento della tradizione, saldamente ancorata alle figure di Giacomo Grosso e di Leonardo Bistolfi si attua grazie al trasferimento nel capoluogo piemontese di Felice Casorati (cui è dedicata la prima sezione della rassegna), avvenuto nel 1918 dopo l’esperienza secessionista di Ca’ Pesaro. La presenza dell’imprenditore e mecenate Riccardo Gualino, l’ambiente intellettuale gobettiano, nonché l’insegnamento di Lionello Venturi, contribuiscono a partire dal 1919 a riguadagnare alla città una dimensione culturale europea.
Milano - oggetto della seconda sezione - è sede del Futurismo marinettiano e culla del “Novecento” artistico ispirato alle linee teoriche di Margherita Sarfatti, le cui premesse vertono su sobrietà del colore, equilibrio, proporzione e importanza della forma, scandita da linee architettoniche e geometriche.
JESSIE BOSWELL,  Casa Gualino (1930)
JESSIE BOSWELL 
Casa Gualino ( 1930) 
Olio su cartone, 64x59 cm 
Collezione privata 
Ne sono protagonisti fra gli altri Mario Sironi, Achille Funi, Piero Marussig, Carlo Carrà, e ancora Arturo Tosi, Pompeo Borra, Gian Filippo Usellini e Paola Consolo.
A partire dal 1920 intorno alla scuola-bottega di Felice Casorati, in cui la sapienza tecnica si accompagna alla trasmissione di valori morali suffragati dall’insegnamento di Lionello Venturi e dal successivo avvento del critico Edoardo Persico, si riuniscono fin dal 1923 in un comune indirizzo filo-francese e neo-romantico Jessie Boswell, Gigi Chessa, Nicola Galante, Carlo Levi, Francesco Menzio, Enrico Paulucci.
Ai Sei di Torino, alla cerchia di Casorati: Daphne Maugham, Giulio da Milano, Emilio Sobrero, e all’interessante e raro Progetto di pittura murale (1923), dell’inquieto e autonomo Luigi Spazzapan si rivolge la terza sezione.
ENRICO PRAMPOLINI, Apparizione magica (1931)
ENRICO PRAMPOLINI 
Apparizione magica (Visione magica) (1931) 
Olio su tela applicata su masonite, 89x116 cm 
Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto
Rovereto, Collezione VAF-Stiftung (inv. n. MART 982, VAF 0845)
 
Infine, la quarta sezione conclude l’indagine sul Nuovo Futurismo in aperta polemica con “Novecento”. Il gruppo torinese, formatosi già dal 1923 attorno a Fillia (Luigi Colombo), costituisce l’avanguardia secondo-futurista più solida e attiva in ambito nazionale. Sono esposte opere storiche di Fillia, come Femminilità (1928), Superamento terrestre (1930-1931); Merli futuristi (1924) di Giacomo Balla, oltre ai dipinti di Nicolaj Diulgheroff, Pippo Oriani, Ivanhoe Gambini, Bruno Munari, Cesare Andreoni, Osvaldo Bot e all’innovativo contributo di Enrico Prampolini, personalità determinante per le sorti del Futurismo torinese e nazionale.

DA CASORATI A SIRONI AI NUOVI FUTURISTI
Torino - Milano 1920 - 1930
Pittura tra classico e avanguardia

Fino all’11 febbraio 2024
Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto
Via Po 55 - Torino
Orario: martedì, mercoledì e venerdì 10 - 18; giovedì 10 - 20; sabato, domenica e festivi 
10 - 19. La biglietteria chiude mezz’ora prima. Lunedì chiuso
Per informazioni: t. 011 837 688 int. 3, info@fondazioneaccorsi-ometto.it
www.fondazioneaccorsi-ometto.it