domenica 11 ottobre 2026

COLORI. IL SEGNO E LA SCRITTURA

Inaugura sabato 17 ottobre alla Fondazione Istituto delle Rosine , COLORI. IL SEGNO E LA SCRITTURA, mostra personale dell’artista Caterina Cucco, a cura di Angelo Mistrangelo e Clizia Orlando, 
Nella Sala Volte del cinquecentesco palazzo in via Plana a Torino, sarà esposta una selezione di opere pittoriche con tema i fiori in tutte le declinazioni cromatiche. La rassegna costituisce una nuova occasione per cogliere l’essenza della pittura di Caterina Cucco, nel clima incantato di una scrittura per immagini.
Sensibile al valore del colore e della luce, l’autrice astigiana esprime il senso di meraviglia, la volontà di prendere le distanze da tutto ciò che è ordinario. Nei suoi quadri introduce "[La] Favola alla quale cerco di dare forma di poesia e bellezza e che mi separa da tutto ciò che è quotidianità. Così - prosegue la Cucco -, continuo nel mio cammino, inventando nuovi fiori, nuovi volti dallo sguardo intenso, nuove forme, cerco di scrivere nelle mie opere le solitudini, i silenzi, i sogni, con la speranza di trasmettere delle sensazioni, di fissare delle vertigini e interiori emozioni".

In questa visione d’insieme, si avverte, suggerisce Angelo Mistrangelo, "la dimensione espressiva di una pittrice sempre attenta al valore delle immagini, al colore materico e alla profondità delle proprie e sensibili emozioni". 
"Una sensibilità tutta al femminile - aggiunge Clizia Orlando - tradotta in accattivanti architetture ed epifanie cromatiche. Le pennellate non si limitano a campire la superficie ma stratificandosi costruiscono rilievi sui quali la luce viene catturata e restituita con vibrante intensità".
Forte di un percorso cinquantennale, Cucco vanta un ampio panorama di mostre personali, collettive, presenze alle rassegne d’arte a carattere internazionale e locale, recentemente presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino (2019, con il patrocinio della Regione Piemonte e Città di Torino), e alla Galleria Fogliato nel 2023.

COLORI. IL SEGNO E LA SCRITTURA
Mostra personale di Caterina Cucco 
Fino al 19 novembre 2026
Inaugurazione sabato 17 ottobre, alle 17.30

Fondazione Istituto delle Rosine
Via Plana, 8/C - Torino
Orario: dal lunedì al sabato 15 - 18
Info: info@lerosine.it, caterinacucco@gmail.com

sabato 19 settembre 2026

FRANCESCO CASORATI

La rana rossa
LA RANA ROSSA
2012
Dopo le tappe estive di Vigone e Torre Pellice (4 luglio – 13 settembre 2026), approda alla Fondazione Giorgio Amendola di Torino, la mostra FRANCESCO CASORATI. Una passione razional-geometrica incantata, a cura di Francesco Poli e Luca Motto.
Il titolo riprende uno scritto di Italo Calvino del 1962 che presentava Casorati insieme a Nino Aimone e Mauro Chessa alla mostra collettiva Tre giovani pittori torinesi, presso la Galleria Partenope a Roma.
Francesco Casorati (1934-2013) si è imposto nel secondo dopoguerra distaccandosi dal classicismo paterno per sviluppare un linguaggio bidimensionale, dominato da un rigoroso equilibrio compositivo. Il risultato è un microcosmo formale e intellettuale, pervaso da una sottile ironia e da una profonda sospensione fiabesca schematizzata in elementi come uccelli, navi e labirinti in forme pure e campiture nette, evitando accuratamente sia il realismo sia l'astrazione totale,
La torre di Babele
LA TORRE DI BABELE
1952
La Fondazione Amendola  espone, fino al 10 ottobre, una selezione di lavori storici e più recenti già presentati a Vigone e a Torre Pellice, luoghi votati all’arte contemporanea, con nomi eccellenti quali Gastini, Zorio, Ruggeri, Griffa, Maraniello, Mainolfi, Carol Rama e, in riferimento al comune valdese, grazie al visionario progetto delle Mostre d’arte proposto fin dal 1949 dall’artista e critico Filippo Scroppo con presenze come Morandi, De Chirico, Sironi, Guttuso, Burri, e gli stranieri Braque, Chagall, Picasso, Mirò, Giacometti, Jorn, Mathieu, Hartung, Wols, Rauschenberg e Kounellis.
Casorati espone regolarmente a Torre Pellice dal 1954 al 1963, partecipa nel 1963 e 1969, al Premio Nazionale del Disegno indetto dalla municipalità, ed è presente con una personale nel 1980 a cura di Pino Mantovani.
La nave imbrigliata
LA NAVE IMBRIGLIATA
1993
Il legame con la città di Vigone risale invece al 2005, quando per gli “Amici della Biblioteca Luisia” realizza Marchingegno per pesare una nave, acquaforte su matrice di zinco, tipicamente fiabesca, raffigurante una nave sospesa su un paesaggio urbano ancorata a fili, carrucole e contrappesi.
Infine, il legame personale di Casorati con la Fondazione Amendola di Torino risale alla collettiva del 2008 Pittura dipinta, insieme ai compagni di ricerche:  Aimone, Campagnoli, Soffiantino e Tabusso, affiancati da autori di una generazione più giovane. Seguirà nel 2022 L'impronta del Maestro, rassegna incentrata sul legame con Felice Casorati (il
Maestro torinese per antonomasia) di quattro artisti: Francesco Casorati, Nino Aimone, Francesco Tabusso e Marcolino Gandini. Nel dicembre 2025 la mostra itinerante Speranze e fermenti. Arte a Torino dopo il 1945, vede nuovamente coinvolte la Fondazione torinese e il comune di Torre Pellice.
Lampare
LAMPARE
1956
Innamoratosi della pittura grazie ai genitori Felice Casorati e Daphne Maugham, Francesco espone in numerose mostre nazionali ed estere, fra cui l’Esposizione della giovane pittura italiana a Vienna, Mosca e Praga (1957), la XXXI Biennale di Venezia (1962) e la IX Quadriennale di Roma (1966).
Parallelamente all’attività pittorica, si è dedicato all’insegnamento al Liceo artistico di Torino e all’Accademia Albertina.

FRANCESCO CASORATI
Una passione razional-geometrica incantata
17 settembre – 10 ottobre 2026
Fondazione Giorgio Amendola
via Tollegno, 52 - Torino
Orario: dal lunedì al venerdì 9,30 – 12,30 e 15,30 – 19; sabato 9,30 – 12,30
Info: 011 2482970

giovedì 17 settembre 2026

XXXIII EDIZIONE ARTISSIMA



RICCARDO DE MARCHI, Biblioteca di Babele omaggio a J. L. Borges, 2020-2021 Plexiglass and stainless steel mirror 90x100x96 cm Courtesy A arte Invernizzi, Milano Photo: Primastudio, Udine
Artissima Internazionale d’Arte Contemporanea di Torino, unica fiera in Italia esclusivamente dedicata all'arte contemporanea, presenta la sua trentatreesima edizione: un appuntamento che coincide con il quinto anno della direzione di Luigi Fassi e che invita a leggere le passate edizioni come un percorso curatoriale progressivo e coerente.
Da venerdì 30 ottobre a domenica 1° novembre 2026 gli spazi dell’Oval Torino accoglieranno le quattro sezioni principali della fiera – Main Section, New Entries, Monologue/Dialogue e Art Editions – e le tre sezioni curate  Present Future, Back to the Future e Disegni.

L’edizione 2026 di Artissima vede complessivamente la partecipazione di 183 gallerie italiane e internazionali, di cui 66 presentano progetti monografici. L’offerta espositiva si distingue per la capacità delle gallerie di proporre concept inediti e sperimentali,
Progetto di residenza Moltitudini. Dettagli della visita di Laura Accerboni nello studio  dell’artista Tom Johnson. Foto © Giorgio Perottino/ Artissima
coinvolgendo sia giovani talenti sia artisti già affermati. Un’attitudine che aderisce perfettamente all’identità della fiera rivolta alle tendenze più innovative, confermandosi piattaforma di incontro intenso e accelerato con l’arte  contemporanea in tutte le sue forme, come viene esplicitato nel tema di questa edizione Fancy: A Flexible, Acrobatic Body.

Il tema nasce da un’immagine della filosofa Martha C. Nussbaum (1947, New York, Stati Uniti) per affermare che il linguaggio dell’arte, guidato 
FRANCO MAZZUCCHELLI, 'Elica', Cortile of Academy of Brera, Milan, 1985 Photo by Giovanni Molino Courtesy of The Artist and ChertLüdde, Berlin
dalla fancy – la proiezione in avanti della fantasia – possiede un corpo flessibile e acrobatico, capace di attraversare poeticamente complessità e differenze, per avvicinarsi
alla pluralità di chi è altro da noi. Artissima incarna questo esercizio acrobatico dell’immaginazione, orientato verso possibilità ancora invisibili: la fiera è un incontro fisico, intenso e accelerato con le opere d’arte che ci 
allena a ripensare il modo in cui vediamo, abitiamo e condividiamo il presente.

venerdì 11 settembre 2026

34ª EDIZIONE DELLA BIAF

Palazzo Corsini

La 34ª edizione della Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze (BIAF), in programma a Palazzo Corsini dal 26 settembre al 4 ottobre 2026, sotto la direzione del nuovo Segretario Generale Bruno Botticelli, oltre a confermare la propria identità d'eccellenza, grazie alla presenza di circa ottanta mercanti d'arte di altissimo profilo - dalle storiche gallerie di Milano, Roma, Firenze, Bologna, Napoli e del Veneto alle firme prestigiose di Londra, Parigi, Monaco, Ginevra, Lugano e Palm Beach - consolida una profonda integrazione con il tessuto culturale e urbano della città.

Studio per la facciata della Basilica di San Lorenzo a Firenze
L’obiettivo è trasformare i giorni della Biennale in una vera e propria “Settimana dell’arte antica e moderna italiana” – sul modello delle grandi week internazionali come Art Basel o la Design Week di Milano – capace di attrarre esperti, ben 63, che formano il Vetting della manifestazione, in sinergia con le principali istituzioni e realtà del territorio. 
Fra gli eventi collaterali, BIAF si arricchisce quest'anno della eccezionale esposizione nel Salone del Trono di Palazzo Corsini del disegno di Michelangelo - il primo Studio per la facciata della Basilica di San Lorenzo a Firenze -, custodito a Casa Buonarroti. 

Apollo del Belvedere
Un altro “ospite illustre” sarà l’Apollo del Belvedere, bronzo di Pier Jacopo Alari Bonacolsi, datato 1498-1502 circa, proveniente dalla Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro di Venezia. 
Tra gli eventi di rilievo: la mostra al Museo delle Pietre Dure di Firenze Jacopo Sansovino, i materiali poveri, un capolavoro veneziano, le incisioni di Dürer e Parmigianino a Palazzo Medici Riccardi e, sul fronte contemporaneo, la personale di Victor Man al Museo Novecento. Da segnalare, inoltre, un fitto programma di talk e conferenze a riprova del contesto plurale della manifestazione.
Per informazioni: www.biaf.it

sabato 22 agosto 2026

LA ITALA PALOMBELLA ALLA REGGIA DI MONZA

Itala 35/45 HP Palombella (1909)

Da giovedì 3 settembre 2026, in occasione dell’evento conclusivo della Louis Vuitton Dolomites Classic Run (1-4 settembre 2026) - la Itala 35/45 HP Palombella del 1909, appartenuta alla Regina Margherita di Savoia, oggi in collezione MAUTO - sarà esposta nella Corte d’onore della Villa Reale di Monza per essere poi trasferita nella Sala Conferenze prossima al Teatro di Corte della Reggia di Monza, dove resterà visibile fino al 20 settembre 2026.
Louis Vuitton Dolomites Classic Run è una competizione di regolarità, in cui 25 prestigiose automobili classiche gareggiano lungo un percorso di circa 600 chilometri dalla Riviera del Brenta, passando per le Dolomiti, arrivando fino in Lombardia, dove avranno luogo la sfilata nell'Autodromo Nazionale di Monza presso la Reggia, in occasione dell'apertura del Gran Premio d'Italia di Formula 1TM, e la premiazione finale al Castello Sforzesco di Milano.
La Fabbrica Automobili Itala è stata una delle più gloriose industrie automobilistiche torinesi e italiane che, specie dalla fondazione nel 1904 allo scoppio della Prima guerra mondiale, ha vantato una produzione automobilistica e industriale assai variegata, tale da insidiare la posizione di supremazia della Fiat, di cui è stata per molti anni l’unica vera concorrente sul mercato e sui campi di gara.
Carlo Biscaretti dovette faticare per rintracciare l'Itala 35/45 HP, battezzata “Palombella” da Margherita di Savoia - tra le prime donne al mondo a guidare e possedere un’automobile -, in quanto nel 1925 venne donata dalla Regina alla propria parrocchia di San Camillo a Roma, perché la mettesse in palio in una lotteria a beneficio della chiesa. Fu vinta dall’ingegner Ressmann, che solo nel 1934 la vendette al Museo a un prezzo «incredibilmente modesto, al solo scopo di liberare il garage».