giovedì 5 novembre 2026

DI PADRE IN FIGLIO: GIAMBATTISTA E GIANDOMENICO TIEPOLO

Pulcinella
Giambattista Tiepolo (Venezia 1696 – Madrid 1770)
Pulcinella
penna, inchiostro, acquerello
mm 203 x 281
Biblioteca Reale, D.C. 15974; Dis.It.Scat.5.122
Fino al 19 gennaio 2027, lo Spazio Scoperte dei Musei Reali di Torino, al secondo piano della Galleria Sabauda, ospita la mostra dossier DI PADRE IN FIGLIO: L’UNIVERSO GRAFICO DI GIAMBATTISTA E GIANDOMENICO TIEPOLO, curata da Sofia Villano, che documenta la straordinaria attività grafica di due tra i principali esponenti della pittura veneziana del Settecento, esplorandone i temi, le scelte iconografiche e le soluzioni compositive e ripercorrendo le tappe principali del loro intenso e fecondo sodalizio creativo.
La Sacra Famiglia
Giandomenico Tiepolo (Venezia 1727–1804)
La Sacra Famiglia attraversa il fiume in barca, 1750 - 1753
Acquaforte, mm 180 x 241 (lastra); mm 178 x 237 (inciso) 2° stato
Iscrizione nell’inciso, in basso, a sinistra: “17” Galleria Sabauda, inv. 3324
La rassegna, organizzata in occasione del 300° anniversario della nascita di Giandomenico Tiepolo (Venezia nel 1727 - 1804), ricostruisce il percorso stilistico dei due artisti nel campo dell’incisione e del disegno, attraverso 62 opere provenienti dal fondo di grafica della Galleria Sabauda, patrimonio ancora poco noto sia al grande pubblico sia alla comunità di studiosi, e dalle collezioni della Biblioteca Reale, tra cui si segnalano due bellissimi disegni di Giambattista Tiepolo (Venezia, 1696 - Madrid 1770) il celebre schizzo raffigurante Pulcinella, e la Sacra Famiglia, in cui le figure vengono delineate da pochi, essenziali tratti e dall'uso lieve dell'acquerello, nonché lo Studio per uno zampognaro visto di schiena e Due cani che giocano, che rivelano la peculiare propensione di Giandomenico verso l’osservazione del mondo naturale e la rappresentazione di tipi umani desunti dalla società contemporanea.
Allegoria della Primavera
Giambattista Tiepolo (Venezia 1696 –Madrid 1770)
Allegoria della Primavera
penna, inchiostro bruno, acquerello bruno, mm 175 x 235
Iscrizione in basso, a destra “Primavera”
Galleria Sabauda, inv. 3414
È inoltre esposto per la prima volta al pubblico un nucleo di disegni finora rimasto ai margini degli studi critici: si tratta di tre studi a penna e acquerello bruno raffiguranti allegorie delle stagioni (Inverno, Primavera, Estate), attribuibili alla mano di Giambattista Tiepolo per la grande fluidità del segno e per la sapiente resa delle ombreggiature mediante leggere modulazioni dell’inchiostro, e di una serie di sette fogli con figure per volte, apostoli o profeti, che richiamano nelle pose e negli scorci i Profeti della Sala Rossa nel Palazzo Patriarcale di Udine e alcune personificazioni affrescate a Villa Loschi Zileri presso Vicenza, riconducibili a un seguace del pittore, aggiornato sui suoi modelli e profondamente influenzato dal suo stile, pur senza raggiungerne l’ineguagliabile qualità esecutiva.
Vecchio con turbante
Giandomenico Tiepolo (Venezia 1727–1804)
Vecchio con turbante, girato a destra, circa 1757
Acquaforte, mm 149 x 119 (lastra); mm 141 x 115 (inciso) 1° stato
Galleria Sabauda, inv. 3350
La mostra offre anche l’occasione di presentare l’importante lavoro di verifica conservativa e inventariale, di riorganizzazione, ricondizionamento e manutenzione del fondo di grafica della Galleria Sabauda, attualmente in corso, e si pone in continuità con il progetto di valorizzazione della collezione di stampe della Galleria avviato tra il 2016 e il 2018 con le esposizioni dedicate a Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto e agli incisori olandesi del Seicento e proseguito con l’attenzione rivolta alla produzione grafica di Marcantonio Raimondi, di Rembrandt van Rijn e di Guido Reni all’interno delle tre mostre Sulle tracce di Raffaello nelle collezioni sabaude (2020-2021), Rembrandt incontra Rembrandt. Dialoghi in Galleria (2022-2023) e Guido Reni nelle collezioni sabaude e sugli altari del Piemonte (2025-2026).

DI PADRE IN FIGLIO: L’UNIVERSO GRAFICO DI GIAMBATTISTA E GIANDOMENICO TIEPOLO 
15 ottobre 2026 – 19 gennaio 2027
Galleria Sabauda | Spazio Scoperte
Torino, Musei Reali, 
Piazzetta Reale, 1
Orari: dal giovedì al martedì, 9.00-19.00 (la biglietteria chiude alle ore 18.00)
Chiuso il mercoledì
https://museireali.beniculturali.it/

LA FESTA DI SANT’UBERTO

Per Venaria Reale, e per l’Accademia di Sant’Uberto, arriva uno dei momenti più importanti  dell’anno, la Festa di Sant’Uberto, accompagnata dall’Equipaggio della Regia Venaria, per una celebrazione in musica. 
La ricorrenza di “Sant’Uberto”, ripresa dal 1996, su proposta dell’Accademia di Sant’Uberto, nata lo stesso anno, in accordo con Curia metropolitana, città di Venaria Reale e Soprintendenza si celebra il 3 novembre, nel giorno del santo, se di domenica, oppure la prima domenica successiva. Quest’anno, gli eventi si terranno domenica 8 novembre. 
L’Accademia di Sant’Uberto farà sfilare il proprio Equipaggio della Regia Venaria, con i 
suoi corni da caccia, dalla piazza dell’Annunziata alla Reggia di Venaria (in caso di bel 
tempo). La sfilata partirà alle ore 10.30. Seguirà, alle ore 10.45, la messa nella Cappella di 
Sant’Uberto, dove poi, alle 11.30, si terrà un breve concerto con i corni da caccia degli equipaggi, trombe e timpani della Reale Scuderia ed organo. 
L’ingresso è libero ad esaurimento posti. 

mercoledì 4 novembre 2026

VERSO IL SOL LEVANTE

Scuola di Yokohama
Enami Nobukuni (1859–1929)
Scuola di Yokohama
Ieyasus Mizuya at Nikko
(L'Omizuya di Ieyasu a Nikko)

1880 ca.
stampa albuminata acquerellata
Foto Archivio Nello Taietti
In occasione del 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, la Fondazione Luciana Matalon presenta VERSO IL SOL LEVANTE. Da Venezia al Giappone: la campagna oceanica della Vettor Pisani nei diari di Luchino Dal Verme.
Al centro del progetto è la figura di Luchino Dal Verme (1838–1911), ufficiale di Stato Maggiore, uomo di cultura e precettore del Principe Tommaso di Savoia, Duca di Genova, che partecipò alla lunga campagna della Real Corvetta Vettor Pisani come osservatore attento e interprete sensibile di un mondo allora lontanissimo dall’Europa.
Manuale educativo di uso scolastico
Taihei Kojozoroe
Manuale educativo di uso scolastico
Periodo Edo, 1815
Libro stampato a blocchi di legno su carta
Archivio Nello Taietti
La sua esperienza, iniziata il 31 marzo 1879, quando la Vettor Pisani lasciò Venezia, diventa oggi il filo conduttore di un racconto che attraversa mari, continenti e civiltà. Ma soprattutto diventa la testimonianza dell’incontro tra l’Italia del giovane Regno e un Giappone sospeso fra la forza della propria tradizione e l'impeto della trasformazione inaugurata dall’epoca Meiji.
La rotta della Vettor Pisani si dispiega attraverso il Mediterraneo, il Mar Rosso e l’Oceano Indiano, fino alle coste dell’Estremo Oriente. Nagasaki, Yokohama, Kobe sono alcune delle tappe di una navigazione che non fu soltanto militare e diplomatica, ma anche umana, culturale e conoscitiva.
Venditore ambulante
Scuola di Yokohama
Street seller
(Venditore ambulante)

1885-95
stampa all'albumina d'epoca acquerellata
Foto Archivio Nello Taietti
A bordo della corvetta, Dal Verme osserva, annota, interroga la realtà che incontra. Il suo sguardo registra paesaggi, usanze, architetture, opere d’arte, rituali e persone, restituendo il senso di meraviglia e, talvolta, di spaesamento che accompagna ogni autentico incontro con l’alterità.
Tra gli episodi più significativi della missione vi è l’incontro del 7 gennaio 1881, quando l’Imperatore Meiji Mutsuhito salì personalmente a bordo della Vettor Pisani, a Yokohama, per partecipare al pranzo ufficiale in onore del Duca di Genova, un momento di dialogo tra i due Paesi dal forte valore simbolico.
La Vettor Pisani
La Vettor Pisani
Foto Archivio Nello Taietti
Il cuore della mostra è Giappone e Siberia, il volume pubblicato da Luchino dal Verme nel 1882 al termine della campagna e del successivo viaggio di ritorno attraverso la Siberia.
Il libro è molto più di un diario di bordo. Nelle sue pagine, la descrizione dei luoghi si accompagna alla riflessione sulle società incontrate, sulle loro forme artistiche, sui costumi, sulla vita quotidiana e sui profondi cambiamenti che stavano attraversando l’Asia.
È proprio questa voce a costituire il centro ideale del percorso espositivo tra materiali cartografici, lettere, diari, note autografe e corrispondenze ducali, a cui si affiancano 25 rare fotografie originali dell’epoca Meiji, provenienti dall’archivio di Nello Taietti, insieme a circa 80 fotografie legate al viaggio, gentilmente concesse dall’archivio fotografico della famiglia Dal Verme, vere e proprie soglie su un Giappone colto in uno dei momenti più significativi della propria trasformazione.
L'itinerario della Vettor Pisani
L'itinerario di viaggio della Vettor Pisani verso l'Estremo Oriente

Completa l'esposizione il seguente calendario di incontri:

Giovedì 5 novembre 2026, ore 18.00
Inaugurazione della mostra accompagnata dalla lettura scenica di brani tratti da Giappone e Siberia di Luchino dal Verme,

Sabato 14 novembre 2026 ore 16
Concerto di musica da camera a cura di Notturno Musica,
Ingresso a pagamento e su prenotazione tramite mail fineart@fondazionematalon.org

Giovedì 19 novembre 2026 ore 18
Presentazione del libro Giappone. Taccuini dal mondo fluttuante di Stefano Faravelli con Alberto Moro.


Luchino dal Verme

VERSO IL SOL LEVANTE
Da Venezia al Giappone: la campagna oceanica della Vettor Pisani nei diari di Luchino dal Verme
5 novembre – 5 dicembre 2026
Fondazione Luciana Matalon
Foro Buonaparte 67, Milano
Ingresso libero
Orari di apertura mostra
Da martedì a sabato, 10–13 e 14–19
Per Informazioni
t, 02878781
fineart@fondazionematalon.org 



domenica 11 ottobre 2026

COLORI. IL SEGNO E LA SCRITTURA

Inaugura sabato 17 ottobre alla Fondazione Istituto delle Rosine , COLORI. IL SEGNO E LA SCRITTURA, mostra personale dell’artista Caterina Cucco, a cura di Angelo Mistrangelo e Clizia Orlando, 
Nella Sala Volte del cinquecentesco palazzo in via Plana a Torino, sarà esposta una selezione di opere pittoriche con tema i fiori in tutte le declinazioni cromatiche. La rassegna costituisce una nuova occasione per cogliere l’essenza della pittura di Caterina Cucco, nel clima incantato di una scrittura per immagini.
Sensibile al valore del colore e della luce, l’autrice astigiana esprime il senso di meraviglia, la volontà di prendere le distanze da tutto ciò che è ordinario. Nei suoi quadri introduce "[La] Favola alla quale cerco di dare forma di poesia e bellezza e che mi separa da tutto ciò che è quotidianità. Così - prosegue la Cucco -, continuo nel mio cammino, inventando nuovi fiori, nuovi volti dallo sguardo intenso, nuove forme, cerco di scrivere nelle mie opere le solitudini, i silenzi, i sogni, con la speranza di trasmettere delle sensazioni, di fissare delle vertigini e interiori emozioni".

In questa visione d’insieme, si avverte, suggerisce Angelo Mistrangelo, "la dimensione espressiva di una pittrice sempre attenta al valore delle immagini, al colore materico e alla profondità delle proprie e sensibili emozioni". 
"Una sensibilità tutta al femminile - aggiunge Clizia Orlando - tradotta in accattivanti architetture ed epifanie cromatiche. Le pennellate non si limitano a campire la superficie ma stratificandosi costruiscono rilievi sui quali la luce viene catturata e restituita con vibrante intensità".
Forte di un percorso cinquantennale, Cucco vanta un ampio panorama di mostre personali, collettive, presenze alle rassegne d’arte a carattere internazionale e locale, recentemente presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino (2019, con il patrocinio della Regione Piemonte e Città di Torino), e alla Galleria Fogliato nel 2023.

COLORI. IL SEGNO E LA SCRITTURA
Mostra personale di Caterina Cucco 
Fino al 19 novembre 2026
Inaugurazione sabato 17 ottobre, alle 17.30

Fondazione Istituto delle Rosine
Via Plana, 8/C - Torino
Orario: dal lunedì al sabato 15 - 18
Info: info@lerosine.it, caterinacucco@gmail.com

sabato 19 settembre 2026

FRANCESCO CASORATI

La rana rossa
LA RANA ROSSA
2012
Dopo le tappe estive di Vigone e Torre Pellice (4 luglio – 13 settembre 2026), approda alla Fondazione Giorgio Amendola di Torino, la mostra FRANCESCO CASORATI. Una passione razional-geometrica incantata, a cura di Francesco Poli e Luca Motto.
Il titolo riprende uno scritto di Italo Calvino del 1962 che presentava Casorati insieme a Nino Aimone e Mauro Chessa alla mostra collettiva Tre giovani pittori torinesi, presso la Galleria Partenope a Roma.
Francesco Casorati (1934-2013) si è imposto nel secondo dopoguerra distaccandosi dal classicismo paterno per sviluppare un linguaggio bidimensionale, dominato da un rigoroso equilibrio compositivo. Il risultato è un microcosmo formale e intellettuale, pervaso da una sottile ironia e da una profonda sospensione fiabesca schematizzata in elementi come uccelli, navi e labirinti in forme pure e campiture nette, evitando accuratamente sia il realismo sia l'astrazione totale,
La torre di Babele
LA TORRE DI BABELE
1952
La Fondazione Amendola  espone, fino al 10 ottobre, una selezione di lavori storici e più recenti già presentati a Vigone e a Torre Pellice, luoghi votati all’arte contemporanea, con nomi eccellenti quali Gastini, Zorio, Ruggeri, Griffa, Maraniello, Mainolfi, Carol Rama e, in riferimento al comune valdese, grazie al visionario progetto delle Mostre d’arte proposto fin dal 1949 dall’artista e critico Filippo Scroppo con presenze come Morandi, De Chirico, Sironi, Guttuso, Burri, e gli stranieri Braque, Chagall, Picasso, Mirò, Giacometti, Jorn, Mathieu, Hartung, Wols, Rauschenberg e Kounellis.
Casorati espone regolarmente a Torre Pellice dal 1954 al 1963, partecipa nel 1963 e 1969, al Premio Nazionale del Disegno indetto dalla municipalità, ed è presente con una personale nel 1980 a cura di Pino Mantovani.
La nave imbrigliata
LA NAVE IMBRIGLIATA
1993
Il legame con la città di Vigone risale invece al 2005, quando per gli “Amici della Biblioteca Luisia” realizza Marchingegno per pesare una nave, acquaforte su matrice di zinco, tipicamente fiabesca, raffigurante una nave sospesa su un paesaggio urbano ancorata a fili, carrucole e contrappesi.
Infine, il legame personale di Casorati con la Fondazione Amendola di Torino risale alla collettiva del 2008 Pittura dipinta, insieme ai compagni di ricerche:  Aimone, Campagnoli, Soffiantino e Tabusso, affiancati da autori di una generazione più giovane. Seguirà nel 2022 L'impronta del Maestro, rassegna incentrata sul legame con Felice Casorati (il
Maestro torinese per antonomasia) di quattro artisti: Francesco Casorati, Nino Aimone, Francesco Tabusso e Marcolino Gandini. Nel dicembre 2025 la mostra itinerante Speranze e fermenti. Arte a Torino dopo il 1945, vede nuovamente coinvolte la Fondazione torinese e il comune di Torre Pellice.
Lampare
LAMPARE
1956
Innamoratosi della pittura grazie ai genitori Felice Casorati e Daphne Maugham, Francesco espone in numerose mostre nazionali ed estere, fra cui l’Esposizione della giovane pittura italiana a Vienna, Mosca e Praga (1957), la XXXI Biennale di Venezia (1962) e la IX Quadriennale di Roma (1966).
Parallelamente all’attività pittorica, si è dedicato all’insegnamento al Liceo artistico di Torino e all’Accademia Albertina.

FRANCESCO CASORATI
Una passione razional-geometrica incantata
17 settembre – 10 ottobre 2026
Fondazione Giorgio Amendola
via Tollegno, 52 - Torino
Orario: dal lunedì al venerdì 9,30 – 12,30 e 15,30 – 19; sabato 9,30 – 12,30
Info: 011 2482970