lunedì 2 febbraio 2026

KIRINYAGA

L'esposizione KIRINYAGA. Radici sacre, identità viva allestita in occasione del 125º anniversario di fondazione dell’Istituto Missioni Consolata presso la Sala Mostre Temporanee del Polo Culturale “Cultures And Mission” (CAM), permette di esplorare la cultura kikuyu attraverso una ricca selezione di oggetti.
Si tratta della prima mostra originale organizzata dal Comitato Scientifico del CAM, curata dall’antropologa Elisabetta Gatto, per valorizzare il grande patrimonio etnografico, naturalistico, fotografico dell’Istituto Missioni Consolata, che dagli anni Dieci del 900 colleziona reperti da tutto il mondo giunti a Torino attraverso i missionari. Al tempo stesso si ricollega all’esperienza del Centro di Animazione Missionaria che, per quasi mezzo secolo, ha proposto attività di formazione e spiritualità.
Kirinyaga è la montagna sacra conosciuta come Monte Kenya. Così la chiamano i Kikuyu, 
il gruppo etnico più numeroso del Kenya, noto soprattutto grazie a Wangari Maathai (1940 - 2011), attivista per i diritti umani, ambientalista, scienziata, accademica, politica, vincitrice del Nobel per la Pace (2004).
Nella cosmologia kikuyu, Kirinyaga è la dimora di Ngai, il Dio creatore, e rappresenta il richiamo delle origini e il riferimento costante per la vita comunitaria e la spiritualità. Vivere sotto lo sguardo del monte significa abitare un paesaggio impregnato di sacralità, dove ogni gesto quotidiano è memoria, in un dialogo costante tra esseri umani, natura e sacralità.
Nel percorso della mostra si intrecciano oltre un centinaio di oggetti d’uso quotidiano, 
utensili da lavoro, tabacchiere, “scaccia-spiriti”, armi, strumenti per la divinazione e per 
le cure della medicina tradizionale. Ma anche testimonianze dei religiosi che negli anni 
hanno documentato usi e tradizioni del popolo Kikuyu.
Il reperto più raro esposto in mostra è il Gicandi, un sonaglio di zucca, riempito di semi o 
piccole pietre, ornato di conchiglie e istoriato con segni simbolici, di cui al mondo esistono pochi esemplari, necessario ai cantori per ricordare a memoria l’omonimo  antico poema di enigmi in versi. La mostra esplora queste pratiche anche attraverso immagini storiche e testimonianze che narrano la relazione profonda con la terra e con gli antenati. Il video di Diego Diaz Morales, inoltre, attraverso un dialogo tra missionari e missionarie italiani e africani, compone un arazzo sui legami e l’eredità della cultura kikuyu nella contemporaneità.
KIRINYAGA è un viaggio che ci porta dai costumi ancestrali radicati nel mito delle origini alla forza di una comunità che ha saputo dialogare con il mondo, anche resistendo alla dominazione coloniale e aprendosi all’incontro con i padri e le suore della Consolata, giunti in Kenya all’inizio del XX secolo. Nel periodo dell’esposizione sono previsti numerosi eventi per approfondire la cultura kikuyu: dal ruolo delle donne (marzo) alla medicina tradizionale (aprile), dalla letteratura (maggio) alle arti (novembre). Mentre in ottobre è previsto un evento realizzato a partire dai materiali restaurati dell’Archivio Fotografico e Audiovisivo dei Missionari della Consolata.
Ai bambini e bambine dai 3 ai 9 anni è dedicato il “Family CAM” con la lettura animata delle fiabe kikuyu e un laboratorio musicale “Nel grembo di Kirinyaga” che si svolgerà sabato 31 maggio dalle 10 alle 11.30 (evento gratuito con prenotazione obbligatoria).
Saranno anche organizzati laboratori per le scuole e visite speciali guidate dalla curatrice in orario serale.


KIRINYAGA. Radici sacre, identità viva

Dal 29 gennaio al 30 novembre 2026
Cultures And Mission(CAM)
Sala Mostre Temporanee del Polo Culturale 
Via Cialdini, 2 - Torino
Prenotazione obbligatoria al numero 353 479 7232 o scrivendo a 
prenotazioni@cam.consolata.eu.
Ingresso gratuito.
https://cam.consolata.eu/

domenica 1 febbraio 2026

ECHOES OVER ARABIA

Echoes Over Arabia III
RAQIB SHAW
Echoes Over Arabia III, 2025 
Acrylic liner and enamel on birch wood
Imaged 69 x 85 x 5.5 cm 
Framed 72.2 x 88.2 x 7.5 cm
(RSH 2091)
In Echoes Over Arabia, RAQIB SHAW svela un ciclo di dipinti notturni e di marginalia stratificate su carta montata, che fondono mito, memoria e territorio psicologico. Questi lavori richiamano l’arte luminosa dei manoscritti sacri islamici, pur omettendo la calligrafia, lasciando dietro di sé un linguaggio visivo che parla di desiderio e della fragilità dell’esistenza.
Gli anni formativi di Shaw in Kashmir, una regione intrisa di misticismo, hanno profondamente plasmato la sua sensibilità. L’etica del sufismo – con la sua enfasi sulla trascendenza attraverso l’amore, la bellezza e la riflessione interiore – è profondamente radicato nelle opere.
Anche quando affrontano temi di conquista, distruzione e turbolenze sociali, i lavori risuonano di un sottotesto spirituale. Shaw reimmagina la notte orientalista dall’interno, traendo ispirazione dal chiaroscuro contemplativo di Rembrandt Harmenszoon van Rijn, dalla quiete devozionale di Francisco de Zurbarán e dal tratto drammatico di Eugène Delacroix.
Echoes Over Arabia: The Firefly  Priest in the Temple of Hope
RAQIB SHAW
Echoes Over Arabia: The Firefly 
Priest in the Temple of Hope, 2025 
Acrylic liner and enamel on paper
mounted on aluminium
Image 64 x 55.5 x 1.5 cm 
Framed 73 x 64.5 x 7.5 cm
(RSH 2092)
Luce di fuoco, luce lunare e ombra diventano agenti di introspezione, illuminando l’artista mentre esplora animali visionari, visitatori spettrali e compagni simbolici che 
abitano la soglia tra ricordo e archetipo. 
Le opere su carta approfondiscono questa indagine. Concepite come marginalia lentamente erose da insetti e dal fuoco, funzionano come palinsesti viventi: aperture bruciate sollevano strati di miniature, fotografie storiche e del passato.
Il lungo rapporto di Shaw con Carl Gustav Jung si manifesta come un filo conduttore strutturante. Gli insetti operano come forze inconsce che scavano verso materiali sepolti; i fori di bruciatura imitano rotture psichiche che si aprono su strati più profondi del sé. Qui, la memoria è un campo attivo in cui il sé rimodella il proprio paesaggio interiore.
Echoes over Arabia: The Peacock Bard and the Garden of Recalled Worlds
RAQIB SHAW
Echoes over Arabia: The Peacock
Bard and the Garden of Recalled Worlds, 2025
Acrylic liner and enamel on paper
mounted on aluminium
Image 137 x 115 x 2,7 cm
Framed 146 x 124 x 6 cm
(RSH 2098)
Presentata nel cuore di Doha durante Art Basel, Echoes Over Arabia si nutre della cultura araba, intesa sia come paesaggio geografico sia come spazio simbolico: un luogo in cui le antiche tradizioni risuonano di fronte alle lotte moderne e in cui il percorso personale di Shaw si svela attraverso strati di una mappa del sé in trasformazione.
Nato a Calcutta e cresciuto in Kashmir, Shaw vive e lavora attualmente a Londra. Il suo lavoro è stato oggetto di importanti mostre personali in istituzioni come l’Art Institute of Chicago (2025) e Tate Britain, Londra (2006). Le opere di Shaw fanno parte di importanti collezioni pubbliche tra cui, a New York, Museum of Modern Art e The Metropolitan Museum of Art.

RAQIB SHAW
Echoes Over Arabia

Thaddaeus Ropac, Galleria d’Arte - Milano
Art Basel Qatar
Stand M113
3–7 febbraio 2026

sabato 31 gennaio 2026

SCHERZO

Alla Reggia di Venaria torna la terza edizione di SCHERZO, l’appuntamento che 
anima ogni anno le sale barocche della residenza nei giorni del Carnevale. 
Un gioco teatrale partecipativo che coinvolge attivamente i visitatori, trasformandoli in spett-attori di un’avventura esilarante e inattesa, capace di rendere la visita un’esperienza di puro divertimento.
Per quattro giorni, dalla sera del 14 febbraio a martedì 17 febbraio, il pubblico della Reggia sarà coinvolto, durante diversi momenti della giornata, in gag e scene comiche proposte dagli attori della Fondazione TRG di Torino.
In occasione del giorno di San Valentino, sabato 14 febbraio l’evento inaugurale prevede un’apertura serale straordinaria con uno scherzo speciale per tutti gli innamorati.
La Reggia si anima e si trasforma in un grande palcoscenico in festa. Tra le sue sale 
si incontrano musici e cartomanti, giullari, cavalieri, giocolieri e acrobati che affrontano insieme al pubblico giochi, sfide e prove da inventare e da disfare tra maschere, suoni e sorprese. Eppure, in mezzo a tanta allegria, c’è qualcuno che non riesce a sorridere. È il Principe, con il cuore spezzato per non aver ancora trovato la sua Principessa, e sembra che nulla possa consolarlo. La missione di chi varcherà le porte della Reggia, oltre a divertirsi senza misura, sarà una sola: riportare il buonumore al Principe, a tutti i costi.
Tra le sale, personaggi sorprendenti guideranno i visitatori verso la festa finale, che si svolgerà nella maestosa Citroniera.
Per partecipare a SCHERZO non è obbligatorio essere mascherati, ma è a discrezione dei visitatori. In ogni caso si ricorda che i visitatori devono essere sempre riconoscibili, quindi senza maschere sul volto. Si prega di non portare e non usare coriandoli e stelle filanti.
L’evento è compreso nel biglietto d’ingresso alla Reggia e sarà riproposto a più 
ripetizioni nel corso dei giorni indicati:
Sabato 14 febbraio ingresso alle ore 21 con festa finale alle 22.30 in Citroniera.
Da domenica 15 febbraio a martedì 17 febbraio: inizio in Sala Diana alle ore 
10.30 – 14 – 16.30; festa finale in Citroniera alle 12 – 15 – 17.30.
Domenica 15 e lunedì 16 febbraio la Reggia resterà aperta fino alle 19.30, il 17 
febbraio chiuderà come di consueto alle ore 18.30.
INFORMAZIONI E BIGLIETTERIA: www.lavenaria.it

mercoledì 28 gennaio 2026

Beato Angelico
(Guido di Piero, poi Fra Giovanni da Fiesole;
Vicchio di Mugello 1395 circa – Roma 1455)
Madonna dell’Umiltà, 1449 – 1450 circa
Torino, Musei Reali – Galleria Sabauda, inv. 3
Fino al 3 maggio, la mostra dossier Beato Angelico negli occhi di Bartholomäus Spranger. Giudizi Universali a confronto propone, per la prima volta, un paragone diretto tra la straordinaria e pionieristica invenzione iconografica, elaborata da Beato Angelico intorno al 1425-1428, per la rappresentazione del Giudizio Universale nella celebre tavola oggi conservata al Museo di San Marco - eccezionalmente concessa in prestito dalla Direzione Regionale Musei Nazionali Toscana - e l’opera appartenente alle collezioni della Galleria Sabauda, eseguita dal pittore fiammingo Bartholomäus Spranger tra il 1570 e il 1571 per papa Pio V. Quest’ultima, dichiaratamente ispirata al modello di Beato Angelico, consente di indagare le modalità di ricezione, reinterpretazione e trasmissione di un prototipo figurativo di grande fascino, mettendo in luce continuità e trasformazioni del tema tra primo Rinascimento e Manierismo maturo.

Musei Reali
Piazzetta Reale, 1 - 10122 Torino
Orario: dal giovedì al martedì 9 – 19. Orario biglietteria 9 – 18. Chiuso mercoledì.

sabato 17 gennaio 2026

ANNA LEQUIO

ROSE E MELE
ROSE E MELE
2003
acquerello cm 28x24
Prosegue fino al 31 gennaio 2026 la mostra della pittrice ANNA LEQUIO nelle sale della Galleria Fogliato a Torino. Sono presenti una quarantina di opere che raccontano il percorso artistico pluridecennale dell’autrice, caratterizzato da una ricerca tesa a rappresentare la realtà (ambienti, volti, luoghi o semplici oggetti) lasciando però trapelare “l'anima delle cose” e permettendo all’osservatore di immergersi in essa con trasognato stupore.
Citando una riflessione di Marco Vallora, si possono riscontrare nei lavori ad acquerello tutte le potenzialità del.mezzo pittorico, di una tecnica versatile in cui molti artisti si sono cimentati con esiti svariati e qui proposta in una versione originale fra materialità e astrazione.
INTERNO CON NUDO
INTERNO CON NUDO
2001
acquerello cm.13,5x22
Così scrive il critico:  “...vorrei vedere se attraverso uno strumento tecnico così connotato storicamente come l’acquerello, che ha avuto modo di essere un luogo obbligato, di essere stato così usato al femminile, si possa invece suggerire una forza vera di emozione, cioè tentare di scavare sul piano tecnico tutto quello che questo modo di dipingere può regalare e sono delle sorprese notevolissime...”. In questa chiave va letta l’opera pittorica di Anna Lequio, in continuo confronto fra la prassi e la sperimentazione, volta a superare la tradizione acquerellistica fino a giungere a più meditate riflessioni sulle ragioni stesse delle procedure e dei materiali.
Una notazione particolare meritano i disegni, tutti di grande formato, che documentano un interesse specifico verso il nudo risolto (in contraltare ma non in contrasto con l’opera pittorica) a campi larghi, a gesti determinati e decisivi. Disegni e dipinti che nel rivelare la doppia natura dell’artista - una più riflessiva, l’altra più istintiva - ne dimostrano al tempo stesso l’intima coerenza.
IL CANTO DEL GLICINE
IL CANTO DEL GLICINE
2016
acquerello cm.100x70
Nata ad Asti nel 1949, Anna Lequio, vive e lavora a Torino, con periodici soggiorni nelle Langhe di cui è originaria. Si è diplomata in pittura all’Accademia Albertina di Torino dove è stata allieva di Enrico Paulucci,  Mario Davico, Mario Calandri e Francesco Franco, maestri determinanti nella risoluzione di dedicarsi alla pittura dopo un lungo periodo di abbandono della pratica artistica.
Ha svolto un’intensa attività didattica in istituti di vario ordine e grado ed esposto in collettive nazionali e Fiere internazionali. Fra le mostre personali occorre menzionare l’esordio nel 1989 presso la galleria La Parisina di Torino, le rassegne dal 1991 al 1998 alla Galleria Jannone di Milano, alla Davico di Torino e in varie sedi fino ad oggi.
Oltre al già citato Marco Vallora, di lei hanno scritto Angelo Dragone, Franco Fanelli,  Paolo Levi, Pino  Mantovani, Gian Giorgio Massara, Angelo Mistrangelo, Nico Orengo e molte altre firme prestigiose.

ANNA LEQUIO
Acquerelli e disegni
Fino al 31 gennaio 2026
Galleria Fogliato
via Mazzini, 9 - 10123 Torino
Orario: da martedì a sabato 10,30 -12,30 e 16-19
tel. 011 88.77.33