mercoledì 26 aprile 2023

IL DIPINTO SI FA POESIA

IL GUARDIANO DEL TEMPO PERSO
IL GUARDIANO DEL TEMPO PERSO
2021
acrilico su tela, 60x80 cm
La mostra presso la Sala dell’Affresco nel Palazzo Civico di Signa (Firenze), fino all’11 maggio, ha per protagoniste le opere figurative di Alessandro Fioraso, accostate alle poesie di Yuleisy Cruz Lezcano
Una volta di più letteratura e pittura si incontrano per dar vita a una dimensione altra, immaginifica e ricreativa, assumendo il carattere di una pausa contemplativa nella nebulosa suggestione generata dall’incessante fluire della comunicazione verbale.
IL DUBBIO
IL DUBBIO
2021
olio su compensato, 60x80 cm
Il cammino di ricerca dei due autori appare da subito calato nell’abisso di sentimenti, contraddizioni, emozioni connesse all’insondabile mistero della vita.
“La sottile armonia, la folle fantasia e l’essenza sonora della mano dell’artista che colora”¹ sono svelate nei versi di Yuleisy Cruz Lezcano, poetessa cubana, bolognese d’adozione, dallo stile improntato alla sensibilità decadente di Baudelaire, all’ironia crepuscolare di Gozzano, al naturalismo di Whitman e alla psicologia di autori moderni e contemporanei originari dell'America Latina.
BORGHI DI PONDY
BORGHI DI PONDY
2019
olio su tela, 50 x 70 cm
Ben si attaglia la metrica di Lezcano alla cifra di Fioraso, per cui la fantasia scaturisce con rinnovata ispirazione dai viaggi intrapresi in India e la spiritualità deriva da un’attitudine meditativa tale da conferire alla pittura un vivido e concreto realismo.
Alcuni dei più significativi lavori esposti danno prova di un equilibrato rapporto tra invenzione e solida adesione al dato oggettivo. Analogamente, se Il dubbio solleva interrogativi sulla rappresentazione della trascendenza, Nature Mother celebra la fecondità della terra, suscitando un rapporto dialettico fra significati antitetici e complementari.
NATURE MOTHER
NATURE MOTHER
2018
olio su tela, 60x80 cm 
Il cammino di Alessandro Fioraso ripreso a partire dal 2000 dopo un periodo di inattività, si contraddistingue per le atmosfere surrealiste alternate ai primi ritratti, genere peraltro mai abbandonato, fino agli scenari più recenti, strutturati secondo un memoriale denso di notazioni biografiche. Se è vero che la crescita presuppone di considerare la crisi quale premessa necessaria al cambiamento, l’intera produzione pittorica si configura come esperienza vissuta, da leggere e interpretare alla luce di questo processo di accrescimento, anzitutto interiore.
IL RICHIAMO DELLA LUCE
IL RICHIAMO DELLA LUCE
2019
acrilico su tela, 50 x 70 cm
Scrive in proposito Gian Giorgio Massara nel testo in catalogo: “L’aver ripetutamente compiuto viaggi in India, aver vissuto situazioni lontane dal nostro quotidiano, sono valori che lo hanno intimamente arricchito suggerendo dipinti quali Il richiamo della Luce: la lunghissima scalinata che sfocia in una intensa zona luminosa simboleggia la via che ‘l’anima affronta nel corso della vita terrena’”.

1. SENTO E SENTO © Yuleisy Cruz Lezcano

IL DIPINTO SI FA POESIA
Mostra poetico pittorica di Yuleisy Cruz Lezcano e Alessandro Fioraso
Dal 30 aprile all’11 maggio 2023
Vernissage 29 aprile ore 16
Sala dell’Affresco del Palazzo Civico 
Piazza della Repubblica, 1 - Signa (FI)
Mostra visitabile in orario di apertura del Comune: dal lunedì al venerdì 8,30-12,30; martedì 15-18.

lunedì 17 aprile 2023

VISITE AL CANTIERE DI PALAZZO MADAMA

Partiranno sabato 22 aprile 2023, alle ore 9.30, le prime visite guidate gratuite al cantiere di restauro e consolidamento della facciata juvarriana di Palazzo Madama e alle monumentali statue di Giovanni Baratta.
Tramite l’ascensore di cantiere accessibile anche alle persone con disabilità, i visitatori saranno guidati dai restauratori lungo uno spettacolare percorso sui ponteggi sino a quota 28 metri dal suolo, in corrispondenza del terrazzo soprastante la facciata.

La balconata attrezzata per la movimentazione a terra delle quattro statue allegoriche del “Buon Governo” - Giustizia, Liberalità, Magnanimità e Abbondanza - appena restaurate, offrirà una prospettiva privilegiata e inedita della città e del territorio circostante fino alla corona alpina, abbracciando a 360° le principali architetture di Torino: Palazzo Reale, la cappella della Sindone, la Real chiesa di San Lorenzo, la Mole Antonelliana, Palazzo Carignano, Superga.

I visitatori potranno osservare gli interventi in corso per il restauro delle decorazioni in marmo e il consolidamento strutturale della trabeazione, con l’inserimento delle strutture in acciaio, in fase di montaggio nelle tre “camere cieche” ricavate da Juvarra durante la costruzione, all’interno del cornicione.

A un livello intermedio, dietro al grande telone che ricopre i ponteggi, sarà possibile ammirare i grandi capitelli delle colonne che decorano il corpo centrale della facciata.

La visita sarà integrata da un racconto del professor Giovanni Carlo Federico Villa sulla storia millenaria di Palazzo Madama: da porta romana a castello medievale, da capolavoro del Barocco europeo a sede del Senato, oggi Museo Civico d’Arte Antica con oltre 70.000 opere di pittura, scultura e arti decorative dal periodo romano all’Ottocento.


INFO VISITE
Date: sabato 22 aprile, 20 maggio, 17 giugno,16 settembre, 21 ottobre 2023
Orari: 9.30, 11.30, 14.30, 16.30
Durata: 1 ora
Visita gratuita con prenotazione obbligatoria dal venerdì al mercoledì antecedenti alla data
In caso di maltempo la visita sarà annullata e riprogrammata
Tel. 0115211788 - prenotazioniftm@arteintorino.com 
Al momento della prenotazione saranno forniti il regolamento di accesso al cantiere e la modulistica da compilare.
Posti limitati

sabato 15 aprile 2023

NEOCLASSICISMI A TORINO

Progetto di decorazione per la piazza Castello di Torino
Alessandro Angeli 
Progetto di decorazione per la piazza Castello di Torino
(da A. Antonelli), 1831
Incisione all'acquatinta, 59 x 121 cm
Dopo il successo della mostra “Disegnare la città. L’Accademia Albertina e Torino tra Eclettismo e Liberty”, la Pinacoteca Albertina propone fino al 25 giugno NEOCLASSICISMI A TORINO. Dal Settecento al giovane Antonelli, un nuovo racconto di scoperta e valorizzazione del patrimonio storico artistico del caveau dell’Accademia.
Ideale punto di partenza è la figura di Laurent Pécheux. Il suo taccuino romano e i regolamenti che scrisse per l’Accademia di Belle Arti nel 1778 aprono la strada al classicismo tardo settecentesco che riconosciamo in città nelle sculture dei fratelli Collino e nel progetto architettonico per le scuderie dei Principi di Carignano, l’attuale Biblioteca Nazionale Universitaria.
Modelletto del Monumento a Vincenzo Maria Mossi di Morano
Francesco Gonin
Modelletto del Monumento
a Vincenzo Maria Mossi di Morano
, 1831
Litografia, 420 x 300 mm

Dopo il periodo napoleonico, a presiedere l’Accademia Reale di Torino è Filippo Asinari di San Marzano, ministro plenipotenziario dei Savoia al Congresso di Vienna. Il suo busto, opera di Giacomo Spalla, dimostra l’influenza esercitata da Canova e Thorvaldsen sugli artisti torinesi del primo Ottocento. Altrettanto significativi sono i cantieri degli architetti che furono vicini all’Accademia negli anni della Restaurazione: dalla Gran Madre di Ferdinando Bonsignore ai progetti di Giuseppe Maria Talucchi; tra questi la “Rotonda” al centro del cortile dell’Accademia, recentemente restaurata. Per guidare i cantieri, il piemontese Luigi Canina inviò da Roma le sue straordinarie incisioni delle antichità classiche. Documenti di grande fascino, allestiti in mostra all’interno di una suggestiva scenografia.
Bernard Romain, Julien Étude n. 11, 1834-41
Bernard Romain Julien
Étude n. 11, 1834-41
A sinistra: «Chez Aubert, Galérie Véro-Dodat», Paris
A destra: «lith. Bernard, rue de l'Abbaye n. 4»
Litografia su carta, 475 x 630 mm
Allievo di Bonsignore e Talucchi fu Alessandro Antonelli, di cui sono conservati i visionari progetti per una nuova cattedrale in piazza Castello, insieme a numerosi altri disegni originali. Realizzati durante il suo pensionato romano, vengono proposti al nuovo re Carlo Alberto e aprono la strada ad Antonelli per l’insegnamento nella rinnovata Accademia Albertina. Per la sua scuola verranno acquistati gessi di fregi architettonici di matrice classica, presenti in rassegna dopo un importante restauro condotto dal Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale.
Veduta di Torino da Est
Luigi Vacca
Veduta di Torino da Est, 1818-1822
Tempera, acquerello, pastello su carta, 20,3 x 54 cm
Torino, Archivio Storico della Città in comodato dalla Fondazione Compagnia di San Paolo
Alla Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo e all’Archivio Storico della Città di Torino si deve il prestito delle meravigliose vedute torinesi di Luigi Vacca, a tempera, acquerello e pastello su carta, riproducenti il nuovo assetto urbanistico della città imposto dall’editto di Milano (23 giugno 1800).
Molti gli insegnanti e gli allievi dell’Accademia di Belle Arti che hanno lavorato al progetto espositivo, dal Corso di Fotografia di Fabio Amerio in collaborazione con il Centro Ricerche, Innovazione Tecnologica e Sperimentazione della RAI; agli autori dei modelli storici del Corso di Scenografia di Massimo Voghera; a Elisabetta Ajani e Mattia Gaido coordinatori nella realizzazione dei contributi multimediali in sinergia con i rievocatori storici dell’associazione culturale Le vie del Tempo.
Luigi Vacca, Bozzetto di scenografia
Luigi Vacca
Bosco con vittime appese ai tronchi ed are accese,
e Tempio di Giove nel fondo
, 1859
Coreografia di Antonio Cortesi, per il Teatro Regio di Torino
Inchiostro e acquerello su carta, 243 x 318 mm
Partecipa al progetto anche L'Università degli Studi di Torino, con il patrimonio artistico del suo Rettorato, l’Associazione Guarino Guarini e SIAT - Società degli Ingegneri e Architetti in Torino - con un calendario di incontri a tema, e il Museo Storico Reale Mutua. Partner della mostra è anche la Pasticceria Pfatisch 1915, Locale Storico d’Italia frequentato in passato dai membri di Casa Savoia e da intellettuali come Cesare Pavese, Primo Levi, Mario Soldati, Indro Montanelli e Norberto Bobbio.

Testi in catalogo di Enrico Zanellati, Barbara Stabielli, Antonio Musiari, Rosalba Stura, Francesco Poli, Francesca Bocasso, Elena Gianasso e Carlo Ostorero.

NEOCLASSICISMI A TORINO. Dal Settecento al giovane Antonelli
28 ottobre - 25 giugno 2023
Pinacoteca Albertina
Via Accademia Albertina, 8 - 10123 Torino
Orario: tutti i giorni feriali e festivi, escluso il mercoledì dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso alle 17,30).

RISCOPRIRE ALBERTO MORAVIA

Antonio Recalcati, Ritratto di Moravia
Antonio Recalcati
(Bresso, MI, 1938 - Milano, 2022)
Ritratto di Moravia, 1987
Olio su tela, 71x 61 cm
Roma, Casa Museo Alberto Moravia

“Ora, in fondo, io avevo cominciato
a dipingere proprio per sfuggire alla noia.
Se continuavo ad annoiarmi,
perché allora dipingere?”¹

La GAM di Torino dedica ad ALBERTO MORAVIA una mostra a cura di Luca Beatrice ed Elena Loewenthal nel contesto del progetto Nato per narrare. Riscoprire Alberto Moravia ideato e realizzato dalla Fondazione Circolo dei lettori con la GAM e il Museo Nazionale del Cinema in collaborazione con l’Associazione Fondo Alberto Moravia, Bompiani editore e le Gallerie d’Italia, che ha visto susseguirsi nel mese di marzo un ricco calendario di eventi, per terminare il prossimo 20 maggio alla XXXV edizione del Salone Internazionale del Libro, con la lectio del premio Pulitzer Jhumpa Lahiri “Moravia è un autore classico?”.

Renato Guttuso, Candela e pacchetto di tre stelle
Renato Guttuso
(Bagheria, PA, 1911 - Roma, 1987)
Candela e pacchetto di tre stelle, 1940
Olio su tela, 45 x 60 cm
Torino, Fondazione per l'Arte Moderna e Contemporanea CRT
in comodato alla GAM - Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea
I primi scritti d’arte di Alberto Moravia datano 1934 per arrivare al 1990, anno della sua morte. Questo interesse gli deriva in parte dall’educazione familiare. Il padre era appassionato di pittura, la sorella Adriana Pincherle, formatasi insieme a Mafai e Scipione, sarà artista di una certa levatura nell’ambiente romano. Fin dagli anni ’30, ma in particolare nel dopoguerra, artisti, scrittori, intellettuali, frequentano lo stesso ambiente e gli stessi luoghi, gli scambi sono all’ordine del giorno. In diversi romanzi l’arte compare tra le maglie delle vicende e in alcuni personaggi, come il pittore fallito Dino e il suo alter ego Balestrieri, modesto e datato, ne La Noia (1960).
Giacomo Manzù, Testina di donna (Ritratto di Rosy Birolli)
Giacomo Manzù
(Bergamo, 1908 - Ardea RM, 1991)
Testina di donna (Ritratto di Rosy Birolli), 1938
Cera, 15 x 10 x 14 cm
Torino, GAM - Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea
Nel 2017 la casa editrice Bompiani ha raccolto, in un prezioso volume, gran parte degli scritti sull’arte di Alberto Moravia, in cui la pittura la fa da protagonista. Dagli anni ’30 ai ’50 egli segue Enrico Paulucci e Carlo Levi nel periodo dei Sei, inizia il lungo sodalizio con Renato Guttuso che durerà tutta la vita, osserva con attenzione la situazione romana, da Giuseppe Capogrossi a Mario Mafai. Nella stagione successiva, nella Roma degli anni ’60, capitale dell’arte internazionale, scrive ripetutamente di Mario Schifano, Giosetta Fioroni, Titina Maselli e della fotografa Elisabetta Catalano cui si deve uno dei ritratti più intensi. Ama anche Antonio Recalcati, Piero Guccione e Fabrizio Clerici.
Alberto Ziveri, Lezioni di canto
Alberto Ziveri
(Roma, 1908-1990)
Lezioni di canto, 1955
Olio su tela, 75 x 100 cm
Antonio Colombo, collezione privata
 
Nello spazio Wunderkammer fino al 4 giugno circa 30 opere provenienti dalla Casa Museo Alberto Moravia di Roma oltre che da raccolte private e da un cospicuo nucleo di dipinti e disegni conservati alla GAM si pongono come un’ideale collezione degli artisti che lo scrittore stimava e ai quali ha dedicato la propria penna. Le opere sono infatti affiancate da riflessioni tratte perlopiù dal volume di ALBERTO MORAVIA. Non so perché non ho fatto il pittore a cura di Alessandra Grandelis, Milano, Bompiani, 2017 da cui la mostra prende il titolo e che tratteggiano un panorama non sempre in linea con le tendenze dominanti o le mode.
Enrico Paulucci
(Genova, 1901 - Torino, 1999)
Venezia "Canal Grande", 1932
Tempera su carta
464 x 608 mm
Torino, GAM Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea
Accompagna la rassegna il catalogo edito da Silvana Editoriale. Il viaggio tra gli scritti e l’eredità moraviana proseguirà fino al 31 maggio con l’esposizione nel foyer del Cinema Massimo di 13 scatti realizzati da Angelo Frontoni sul set del film Il disprezzo di Jean-Luc Godard, tratto dall’omonimo romanzo di Moravia.

Gli artisti in mostra: Gisberto Ceracchini, Carlo Levi, Enrico Paulucci, Giacomo Manzù, Renato Guttuso, Giuseppe Capogrossi, Mario Mafai, Renato Birolli, Onofrio Martinelli, Fabrizio Clerici, Leonor Fini, Alberto Ziveri, Mino Maccari, Mario Lattes, Antonio Recalcati, Adriana Pincherle, Sergio Vacchi, Piero Guccione, Giosetta Fioroni, Carlo Guarienti, Titina Maselli, Mario Schifano, Elisabetta Catalano.

1) A. MORAVIA, La Noia, in E. SICILIANO (a cura di) Alberto Moravia. Opere 1948-1968, Milano, Bompiani, 1989, p. 439.

ALBERTO MORAVIA
Non so perché non ho fatto il pittore
7 marzo - 4 giugno 2023
Wunderkammer GAM
Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino
Via Magenta, 31 - 10128 Torino
Orario: da martedì a domenica 10 - 18. Chiuso il lunedì. La biglietteria chiude un’ora prima.

sabato 8 aprile 2023

NOVECENTISTI

Interno
NICOLA GALANTE
Interno
Olio, 40x56 cm
La Galleria Fogliato dedica, fino a sabato 22 aprile, una rassegna ai principali esponenti della scena artistico-culturale torinese e italiana, voci autorevoli nel vivace dibattito fra movimenti d’avanguardia, sperimentazione e pittura di genere del secolo scorso: dal Gruppo dei Sei, a Giuseppe Sobrile, a Ugo Malvano, a Mino Maccari, per non citarne che alcuni.
Le torrent aux Contamines
ANGELO ABRATE
Le torrent aux Contamines
Olio 41x33 cm
Circa ottanta opere di autori NOVECENTISTI provenienti da raccolte private e dalle famiglie degli artisti, pongono in risalto soprattutto il dato naturale, il variare delle stagioni, il tempo trascorso nei lineamenti di un volto, in netta prevalenza anche fra gli autori più vicini all’espressionismo astratto come Ruggeri o Spazzapan, artefici di trasfigurate composizioni liriche dai pregnanti richiami alla tradizione accademica.
Paesaggio di Balme
GIGI CHESSA
Paesaggio di Balme
Olio 46x50 cm
Nei dipinti di Carlo Levi, il linguaggio autonomo e la caratteristica cifra stilistica assimilano il territorio lucano ad un miraggio liquescente. Le vivaci cromie dei legni di Paulucci; gli interni domestici di Galante - un tavolo, una natura morta sullo scorcio di una finestra -, debitori della tavolozza di Matisse; i fiori di Boswell, rimandano al mecenatismo gualiniano e al cenacolo intellettuale della Torino casoratiana. Mentre gli scenari  di Angelo Abrate e Carlo Musso si stagliano nella tela senza soluzione di continuità con il realismo di matrice ottocentesca.
Il vaso di coccio
ROBERTO PASTERIS
Il vaso di coccio
Tecnica mista 33,7x24,7 cm
Fra i molti capolavori esposti campeggiano la veduta veneziana e i piccoli bozzetti di Venanzio Zolla, appunti di un recente passato, ai quali occorre accostarsi prestando la stessa attenzione riservata ai dipinti compiuti, per cogliere nella rapidità del tratto il singolo dettaglio. Spiega infatti il collezionista Frits Lugt, se “un dipinto canta o recita, una stampa racconta o discorre, un disegno si confessa, sussurra, gorgheggia, sovente con un timbro che sfugge a certe orecchie. Ci vuole un’attenzione incessante per assaporare le intenzioni e le delicatezze di questo linguaggio”.
Fiori
PIETRO MORANDO
Fiori
Olio, cm 33x45

Elenco dei pittori presenti: Abrate Angelo, Aime Tino, Ajmone Lidio, Boetto Giulio, Boswell Jessie, Bozino Attilio, Caffè Nino, Casorati Daphne, Chessa Gigi, Da Milano Giulio, Dalle Ceste Piero, Fico Ettore, Galante Nicola, Grande Giovanni, Levi Carlo, Lisa Mario, Maccari Mino, Malvano Ugo, Mastroianni Umberto, Menzio Francesco, Micheletti Mario, Migneco Giuseppe, Morando Pietro, Musso Carlo, Pasteris Roberto, Paulucci Enrico, Quaglino Massimo, Reviglione Mario, Roccati Luigi, Rosso Mino, Rovero Giovanni, Ruggeri Piero, Sicbaldi Adriano, Spazzapan Luigi, Spilimbergo Adriano, Sobrile Giuseppe, Stroppa Leonardo, Treves Dario, Virio da Savona, Zolla Venanzio. 

NOVECENTISTI
Dal 25 marzo al 22 aprile 2023
Galleria Fratelli Fogliato
Via Mazzini, 9 - 10123 Torino
Orario: 10,30-12,30 / 16-19. Chiuso lunedì e festivi. 
Tel. 011 887733
www.galleriafogliatotorino.com

giovedì 6 aprile 2023

ALL’OMBRA DI LEONARDO

Ultima Cena (copia da Leonardo da Vinci)
MANIFATTURA BRUSSELLESE (?)
Ultima Cena (copia da Leonardo da Vinci)
1516-1533
Arazzo; ordito in seta; trama in seta e filato metallico in argento e oro; 513 × 910 cm
Città del Vaticano, Musei Vaticani
© Governatorato dello Stato della Città del Vaticano -
Direzione dei Musei Vaticani, tutti i diritti riservati
La Reggia di Venaria inaugura la nuova stagione con la mostra ALL’OMBRA DI LEONARDO. Arazzi e cerimonie alla corte dei papi, aperta al pubblico fino al 18 giugno 2023 presso le Sale delle Arti.
A cura di Alessandra Rodolfo ed Andrea Merlotti, l’esposizione raccoglie opere provenienti dai Musei Vaticani, dal Palazzo del Quirinale, dal Museo di Roma, dai Musei Reali di Torino, dal Museo Diocesano Tridentino, dalla Civica Raccolta delle Stampe A. Bertarelli di Milano e da diverse collezioni private.
MANIFATTURA DEI GOBELINS, Lavanda dei piedi
MANIFATTURA DEI GOBELINS
atelier diretto da F. Cozette,
da un cartone di J. Restout (1692–1768) e P.-J. Perrot,
Lavanda dei piedi
Arazzo della serie «Nuovo Testamento», Parigi 1755-64
trama: lana e seta, cm 422 x 699
Roma, Palazzo del Quirinale
© Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica
Foto Giuseppe Schiavinotto, Roma
L’allestimento rievoca, a partire dall’arazzo raffigurante l’Ultima Cena di Leonardo, le cerimonie della Lavanda dei piedi e la Coena Domini che si svolgevano il Giovedì Santo nel cuore del Palazzo Vaticano.
Il prezioso manufatto fu donato nel 1533 dal re di Francia Francesco I a papa Clemente VII, in occasione del matrimonio di Caterina de’ Medici, nipote del pontefice ed Enrico di Valois, secondogenito del sovrano. Un matrimonio e un regalo importante che suggellavano l’alleanza tra la Francia e il Papato contro l’imperatore Carlo V (responsabile del sacco di Roma, avvenuto nel 1527).
IGNOTO PITTORE ROMANO, Lavanda dei piedi
IGNOTO PITTORE ROMANO
Lavanda dei piedi, 1716
olio su tela, 119 × 170 cm.
Villa Lagarina, Palazzo Libera,
Museo Diocesano Tridentino
© Trento, Museo Diocesano Tridentino
L’opera fu commissionata dopo il 1516 dallo stesso Francesco I e da sua madre Luisa di Savoia. Francesco I era un grande estimatore di Leonardo, tanto da averlo chiamato a corte presso il Castello di Amboise (nella Valle della Loira) dove l’artista visse dal 1516 al 1519.
Quando lo ebbero nelle loro collezioni, i pontefici decisero di utilizzare l’arazzo per alcune cerimonie religiose, in particolare nella Lavanda dei Piedi che si svolgeva nella sala Ducale del Palazzo Vaticano e in occasione della quale il pontefice, a imitazione di Cristo, lavava i piedi a tredici sacerdoti poveri (dodici rappresentavano gli apostoli, uno forse Cristo stesso) posti a sedere su un palco sotto l’arazzo leonardesco. Lo stesso pontefice, poi, coadiuvato dal suo seguito, serviva la cena (Coena Domini) ai tredici con chiaro rimando all’Ultima Cena.
Dossale del baldacchino di Clemente VII Medici
MANIFATTURA DI PIETER VAN AELST
(1450 ca - 1532/1533) Bruxelles
su cartone della scuola di Raffaello Sanzio
Dossale del baldacchino di Clemente VII Medici, 1525 – 1530
Arazzo; ordito in lana; trama in lana, seta e argento dorato, 465 × 535 cm
Città del Vaticano, Musei Vaticani
© Governatorato dello Stato della Città del Vaticano
Direzione dei Musei Vaticani, tutti i diritti riservati
Qui il panno leonardesco intrecciò la sua storia con l’arazzo per il dossale del baldacchino papale disegnato dagli allievi di Raffaello, sempre per Clemente VII, appassionato collezionista di prodotti tessili. All’inizio della cerimonia della Lavanda dei piedi il pontefice si levava dal trono, sotto il baldacchino raffaellesco, e si portava sotto l’arazzo leonardesco, all’ombra del quale lavava i piedi ai poveri.
Benché generalmente il solenne rito della lavanda si svolgesse nel Palazzo Vaticano e successivamente nella Basilica di San Pietro, almeno una volta (nel 1831) essa ebbe luogo anche al Quirinale, già Palazzo Pontificio.
Aiguière con bacile
INNOCENTE GAYA (1761-1838), attr., 
Aiguière con bacile (1827-28)
Argento dorato, sbalzato, cesellato
e inciso; ornati in argento fuso
Musei Reali di Torino – Palazzo 
Reale. © MiBACT, Musei Reali. Foto Paolo Robino
Una storia ricordata indirettamente con il grande arazzo raffigurante Gesù che lava i piedi agli Apostoli. Donato da Napoleone a papa Pio VII, il raffinato panno, realizzato a Parigi nella celebre Manifattura dei Gobelins, è ancora oggi esposto nelle Sale del Carracci del palazzo presidenziale italiano.
Tre esemplari di Lavabo con bacile, stampe e dipinti testimoniano inoltre un rito solenne praticato da tutti i sovrani cattolici - e sino a fine Seicento anche il protestante re d’Inghilterra a imitazione della corte papale - per molti secoli, in alcuni casi sino a meno d’un secolo fa.

ALL’OMBRA DI LEONARDO. Arazzi e cerimonie alla corte dei papi
21 marzo – 18 giugno 2023
Reggia di Venaria
Sale delle Arti – II piano

Piazza della Repubblica 4 - 10078 Venaria Reale (TO)
Orario: da martedì a venerdì dalle ore 9,30 alle 17; sabato, domenica e festivi dalle ore 9,30 alle 18,30. Gli ingressi chiudono 1 ora prima rispetto agli orari sotto indicati. Lunedì chiuso (tranne eventuali giorni festivi)​. Apertura prolungata nei weekend di aprile e giugno.
Per informazioni: tel. +39 011 4992300 - fax +39 011 4598432
www.residenzerealisabaude.com www.lavenaria.it

martedì 4 aprile 2023

LEE LOZANO

Lee Lozano
No title, 1959
Carboncino su carta
Collezione privata
© The Estate of Lee Lozano.
Courtesy Hauser & Wirth
Pinacoteca Agnelli presenta il progetto espositivo Strike, inedita mostra personale dedicata a LEE LOZANO (1930-1999), artista pioniera e figura chiave della scena newyorkese degli anni Sessanta. L'esposizione ideata da Pinacoteca Agnelli e realizzata in collaborazione con la Collection Pinault, aperta al pubblico fino al 23 luglio 2023, approderà da settembre 2023 a febbraio 2024 alla Bourse de Commerce, a Parigi.
Lee Lozano
No title, 1963-69
© The Estate of Lee Lozano
Courtesy Hauser & Wirth
Installation view
Pinacoteca Agnelli Torino
Ph. Sebastiano Pellion di Persano
Strike, a cura di Sarah Cosulich e Lucrezia Calabrò Visconti, è la prima rassegna monografica di LEE LOZANO in Italia e riunisce un'ampia selezione di opere dell'artista, attraversando la sua breve ma estremamente prolifica carriera dal 1960 al 1972. Formatasi come pittrice a Chicago, Lee Lozano si trasferisce a New York e si afferma rapidamente nella scena degli anni Sessanta.
Pur partecipando al contesto sociale e artistico dell'epoca dominato dalla pop art, dal minimalismo e dall'arte concettuale Lozano porta avanti una ricerca radicalmente eclettica rifiutando ogni sistema e ordine precostituito.
Lee Lozano
No title, 1962-63
© The Estate of Lee Lozano. Courtesy Hauser & Wirth.
Installation view
Pinacoteca Agnelli Torino
Ph. Sebastiano Pellion di Persano
Suddivisa in sette aree tematiche - DRAWINGS, BODY=MACHINE, PUN VALUE, TOOLS, AIRPLANES, ALL VERBS, "LIFE-ART" PIECES - la retrospettiva approfondisce le diverse fasi della sua ricerca: dai nudi disegnati e dipinti con intento satirico, alla serie dei Tools, grandi olî su tela raffiguranti attrezzi meccanici antropomorfi, agli Airplanes esploratori del corpo umano, per giungere, dopo la fase minimalista, ai "Life-Art" Pieces e al rifiuto della scena artistica con Dropout piece (1970).
Lee Lozano
No title, 1964
Pinault Collection
© The Estate of Lee Lozano
Courtesy Hauser & Wirth
Il titolo della mostra riflette sul valore polisemico della parola "strike". Il verbo "to strike" (colpire, attaccare) esprime un'azione violenta, uno scoppio di energia incontrollabile che può essere generato dal corpo umano, da un attrezzo (un tool) o da un'arma; il sostantivo "strike" (sciopero) suggerisce invece il rifiuto radicale del lavoro, facendo riferimento al celebre General Strike Piece (1969), il primo sciopero dell'artista dal mondo dell'arte, attraverso i radicali momenti di rottura che l'hanno segnata.
Provocatori, giocosi e al tempo stesso letali gli strike di Lozano sono diretti tanto all'arte quanto alla dimensione sociale, emotiva e politica della sua vita.
Lee Lozano. Strike
Installation view
Pinacoteca Agnelli Torino
Ph. Sebastiano Pellion di Persano
Come ha suggerito la critica d'arte Lucy Lippard "il tipo di cose che gli altri facevano come arte lei le faceva veramente come vita".
Nata Lenore Knaster il 5 novembre 1930 a Newark, NY, cambiato il nome da Lee a Leefer, alla sola lettera E, dopo il 1972 Lee Lozano fa perdere le sue tracce fino alla morte avvenuta nel 1999 a Dallas, dove viene sepolta per sua scelta in una tomba con una lapide senza nome.

LEE LOZANO. Strike
8 marzo - 23 luglio 2023
Pinacoteca Agnelli
Via Nizza, 230/103 - 10126 Torino
Orario: da martedì a domenica dalle 10 alle 19. Ultimo ingresso da Pinacoteca: ore 18,30. Ultimo ingresso da Rampa Nord: ore 17.
https://www.pinacoteca-agnelli.it

lunedì 3 aprile 2023

RUTH ORKIN

Boy on Reservoir
Ruth Orkin
Boy on Reservoir
Central Park, New York City, 1960
Modern print, 2021
© Ruth Orkin Photo Archive


Si può essere poeti anche senza aver mai scritto una poesia, perché per una poesia fatta di immagini, luoghi, persone, momenti strappati all’eternità bastano una macchina fotografica, talento e sensibilità artistica.
(Ruth Orkin)

Fino al 16 luglio 2023, le Sale Chiablese dei Musei Reali di Torino ospitano la più vasta antologica mai organizzata in Italia di Ruth Orkin (Boston 1921 – New York 1985), fotoreporter, fotografa e regista statunitense, tra le più rilevanti del XX secolo.
L’esposizione riunisce 156 fotografie, la maggior parte delle quali originali, datate fra il 1939 e la fine degli anni Sessanta.

“Come curatore e storico della fotografia, mi è sempre sembrato che il lavoro di Ruth Orkin non abbia ricevuto il riconoscimento che merita.[...]Questa mostra - afferma la curatrice Anne Morin - si propone di rivisitare il lavoro della donna che voleva essere una regista e che, a causa delle circostanze, essendo un mondo cinematografico maschile, ha dovuto trovare il suo posto altrove”.

Seawall
Ruth Orkin
Seawall
Tel Aviv, Israel, 1951
Vintage print
© Ruth Orkin Photo Archive
Affascinata dal cinema, Ruth Orkin sognava infatti di diventare una regista, grazie anche all’influenza della madre, Mary Ruby, attrice di film muti, che la portò a frequentare le quinte della Hollywood degli anni Venti e Trenta del Novecento. Complice il regalo della sua prima macchina fotografica, una Univex da 39 centesimi, si avvicinò alla fotografia, ma senza mai trascurare il fascino del cinema.

Nel suo primo Road Movie del 1939, quando attraversò in bicicletta gli Stati Uniti da Los Angeles a New York, Ruth Orkin tenne un diario che diventò una sequenza cinematografica - di cui vengono esposte 22 pagine -, ispirandosi ai taccuini e agli album in cui la madre documentava le riprese dei suoi film, e utilizzando lo stesso tipo di didascalie scritte a mano.
Jinx and Justin on Scooter
Ruth Orkin
Jinx and Justin on Scooter
Florence, Italy, 1951
Modern print, 2021
© Ruth Orkin Photo Archive

Il percorso propone inoltre lavori come I giocatori di carte o Jimmy racconta una storia, del 1947, in cui Ruth Orkin usa la macchina fotografica per fissare dei momenti, lasciando allo spettatore il compito di intuirne il movimento, ma anche le immagini e il film Little fugitive (1953), ritenuto fondamentale da François Truffaut per la nascita della Nouvelle vague.
Nei primi anni Quaranta, Ruth Orkin si trasferisce a New York, dove diventa membro della Photo League, instaura prestigiose collaborazioni con importanti riviste, divenendo una delle firme femminili del momento.

È in questo periodo che realizza alcuni degli lavori più interessanti della sua carriera. Con Dall’alto Orkin cattura perpendicolarmente da una finestra gli avvenimenti che si svolgono per strada, riprendendo alcune persone del tutto ignare di essere oggetto del suo sguardo fotografico.
A molti anni di distanza, in modo analogo, da una finestra con vista Central Park, l’artista ripropone nella stessa inquadratura gli alberi nelle diverse stagioni, facendo del tempo e il suo scorrere il soggetto principale.
Lauren Bacall
Ruth Orkin
Lauren Bacall
St. Regis Hotel, New York City, 1950
Modern print, 2021
© Ruth Orkin Photo Archive
La mostra rende poi conto del reportage per la rivista LIFE, realizzato nel 1951 in Israele a seguito della Israel Philarmonic Orchestra e del viaggio compiuto in Italia, visitando Venezia, Roma e Firenze, città dove incontra Jinx, Nina Lee Craig, una studentessa americana, alla quale chiede di farle da modella per American Girl in Italy, resoconto di una donna che viaggia da sola in un paese straniero, ispirato al genere del fotoromanzo allora molto in voga.

Concludono la vasta panoramica gli iconici ritratti di Robert Capa, Albert Einstein, Marlon Brando, Orson Welles, Lauren Bacall, Vittorio De Sica, Woody Allen e altri, ad accreditare Ruth Orkin nell’Olimpo dei grandi fotografi. 

RUTH ORKIN. Una nuova scoperta
17 marzo – 16 luglio 2023
Musei Reali - Sale Chiablese
Piazzetta Reale - 10122 Torino
Informazioni: Tel. 338 169 1652; info@mostraruthorkin.it
www.mostraruthorkin.it
Orari: dal martedì al venerdì, dalle 10 alle 19; sabato e domenica, dalle 10 alle 21; (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura).

domenica 2 aprile 2023

IL GIAPPONE E LA CIVILTÀ DEL PIACERE

Entrata a Enoshima presso Sagami
Utagawa Hiroshige
Entrata a Enoshima presso Sagami
dalla serie 36 vedute del Monte Fuji
stampa xilografica, 1858
L’esposizione UTAMARO, HOKUSAI, HIROSHIGE. Geishe, samurai e la civiltà del piacere, curata da Francesco Paolo Campione, direttore del MUSEC - Museo delle Culture di Lugano, in corso a Torino presso la Società Promotrice delle Belle Arti, analizza l’universo giapponese attraverso un percorso tematico, suddiviso in nove sezioni, con oltre 300 capolavori, alcuni dei quali mai presentati in Italia.
La rassegna ricostruisce la “civiltà del Piacere” - peculiare stagione storico-artistica del Giappone corrispondente al periodo Edo (1603-1868) - in cui il paese, pacificato all’interno dei propri confini e stretto in una politica di isolamento dal resto del mondo (sakoku), portò la ricca classe dei mercanti (chōnin), impossibilitati a comprare beni fondiari, a dedicarsi ai piaceri dell’esistenza, come gli spettacoli del kabuki, la frequentazione delle geishe nelle case da tè e l’acquisto di straordinarie opere d’arte.
Manga
Katsuhika Hokusai
Manga
libri a stampa,1816

Il percorso si apre con le “immagini del mondo fluttuante” (ukiyo-e), stampe xilografiche realizzate su matrici in legno che divennero sinonimo di “moderno”, alla moda, e finirono per esprimere una sorta di filosofia edonistica interpretata da artisti quali Hiroshige, Utamaro, Kuniyoshi, Hokusai; di quest’ultimo, la rassegna presenta i quindici volumi dei Manga, una vera enciclopedia del disegno che spazia dai paesaggi agli elementi naturali e sovrannaturali, dalla vita quotidiana agli esseri umani e divinità, dalla flora alla fauna.

La mostra illustra i soggetti tipici dell’arte giapponese, come il paesaggismo di Hiroshige, o quello che venne riconosciuto un genere pittorico vero e proprio di “fiori e uccelli” (kachōga), assurti ad elementi segnaletici delle stagioni.
In quest’ottica i ciliegi in fiore (sakura) simboleggiano la primavera inoltrata; le peonie (botan) e gli iris segnalano l’estate; le campanule (kikyō), infine, sono caratteristiche dell’autunno.
Uccello su un ramo di ciliegio
Utagawa Hiroshige III
Uccello su un ramo di ciliegio
stampa xilografica, 1860 circa
Fra i piaceri effimeri più documentati nelle stampe giapponesi vi è il teatro kabuki.
Interessante qui è la figura dell’artista Sharaku, sulla cui identità si sprecano supposizioni; c’è chi pensa che fosse un attore, chi propende per uno pseudonimo utilizzato da un gruppo di artisti fortemente innovatori e chi sostiene che dietro al suo nome si nasconda Hokusai.
Nel teatro kabuki di Sharaku i volti degli attori elevano l’emozione a livello spirituale e, talvolta, rivelano l’essenza stessa di una personalità.

L’universo femminile venne profondamente indagato, specie negli aspetti della vita quotidiana, da Tsukioka Yoshitoshi o nei trittici di Miyagawa Shuntei.
Anche le xilografie a soggetto erotico (shunga) si affermarono come un genere di primaria importanza; a realizzarle furono i più importanti artisti del tempo, alludendo, con riscontri non di rado filologici, ad una produzione letteraria piena di sensualità.
La cortigiana Yosooi della casa Matsubaya
Keisai Eisen
La cortigiana Yosooi della casa Matsubaya
stampa xilografica, 1815-1840

La mostra prosegue con la sezione dedicata alle stampe raffiguranti guerrieri ed eroi della tradizione giapponese (musha-e). Queste devono il loro tipico aspetto all’opera di Utagawa Kuniyoshi (1798-1861) che, a partire dal 1827, vi dedicò un’ampia produzione ricca di particolari descrittivi.
Di grande rilevanza sono altresì i cosiddetti libri dei guerrieri di Hokusai, veri e propri capolavori di disegno dove centrale è l’azione dell’eroe.

La sezione conclusiva, dedicata all’eredità iconografica e stilistica dell’ukiyo-e, ospita una spettacolare installazione che prelude alla Grande Onda di Hokusai, emblema di caducità e provvisorietà della vita umana di fronte alla forza indomabile della natura e del conseguente abbandono epicureo alla dimensione piacevole dell’esistenza.

UTAMARO, HOKUSAI, HIROSHIGE
Geishe, samurai e la civiltà del piacere

23 febbraio - 25 giugno 2023
Società Promotrice delle Belle Arti
Viale Diego Balsamo Crivelli, 11 - Torino
Orario: lunedì, 14,30-19,30; martedì, mercoledì giovedì e domenica, 10-19:30; venerdì e sabato, 10-22:30. La biglietteria chiude un’ora prima.
www.hokusaitorino.it

sabato 1 aprile 2023

IL GENIO DI LEONARDO

Volto di fanciulla
Leonardo da Vinci
Volto di fanciulla
 (studio per l’angelo
della Vergine delle rocce)
1478-1485 circa

Dal 7 aprile al 9 luglio 2023, la mostra dal titolo IL GENIO E IL SUO TEMPO. A TU PER TU CON LEONARDO allestita nei due caveaux sotterranei della Biblioteca Reale, ripercorre gli avvenimenti che hanno scandito la vicenda umana e artistica di Leonardo, dal 1452, anno della sua nascita a Vinci, fino al 1519, data della morte in Francia.
Un’epoca di grandi uomini, da Michelangelo a Cristoforo Colombo, e di grandi imprese: dalla caduta di Costantinopoli, all’invenzione del libro a stampa, alla Cappella Sistina.
Trattato di architettura civile e militare
Francesco di Giorgio Martini
Trattato di architettura civile e militare
1486
Sessantasette anni di storia sono rievocati da manoscritti, come il Trattato di architettura civile e militare di Francesco di Giorgio Martini (1486) e le Storie di San Gioachino, miniate da Cristoforo De Predis per Galeazzo Maria Sforza (1476); incunaboli unici, come il foglio della Bibbia di Gutenberg, il primo libro a caratteri mobili, e il trattato De re militari di Roberto Valturio (1483); antiche carte geografiche, come la Carta dell’Italia e la Geocarta nautica universale di Giovanni Vespucci; disegni, come lo Studio per la Sibilla Cumana di Michelangelo.
Studio per la testa della Sibilla Cumana
Michelangelo Buonarroti
Studio per la testa della Sibilla Cumana
1508 circa

Il percorso prosegue nel caveau Leonardo da Vinci con il nucleo dei tredici disegni di Leonardo acquistati dal re Carlo Alberto nel 1839, databili tra il 1480 e il 1515. Alcuni rimandano a celebri capolavori del maestro, come i nudi per la Battaglia d’Anghiari, i cavalli per i monumenti Sforza e Trivulzio, lo studio per l’angelo della Vergine delle Rocce, noto come Volto di fanciulla; altri, come le Proporzioni del volto e dell’occhio, testimoniano le sue ricerche sull’anatomia e sui “moti dell’animo”, di cui Leonardo è stato maestro indiscusso. Fino all’unicum, l’Autoritratto, una delle icone più celebri della storia dell’arte italiana.
Infine, il Codice sul volo degli uccelli donato da Teodoro Sabachnikoff al re Umberto I nel 1893. Un taccuino redatto tra il 1505 e il 1506, che raccoglie in maniera organica le riflessioni di Leonardo per la realizzazione della macchina volante, oltre a pensieri in materia di meccanica, di idraulica, di architettura, di disegno di figura, intersecando questioni cruciali dei suoi studi.
Leonardo da Vinci
Studi di carri falcati
1485 circa
L’ esperienza di visita, che si rinnova ogni anno in occasione delle feste pasquali, consente al pubblico di ammirare le opere del genio di Vinci in un percorso guidato, dal 7 al 16 aprile (dal martedì alla domenica, orario 9 - 19).

Dal 18 aprile al 9 luglio, l’esposizione prosegue con le copie in facsimile ad altissima definizione al fine di preservare i disegni autografi, estremamente fragili, ed assicurarne il godimento alle generazioni future.

IL GENIO E IL SUO TEMPO. A TU PER TU CON LEONARDO
7 aprile – 9 luglio 2023
Biblioteca Reale
Piazza Castello, 191 - Torino
Orari: da martedì a domenica 9-19 (la biglietteria chiude alle ore 18)
La prenotazione è vivamente consigliata: info.torino@coopculture.it; +39 011 19560449
Per acquisto biglietti: https://www.coopculture.it/it/eventi/evento/a-tu-per-tu-con-leonardo/