Fino al 13 giugno 2026 è allestita nella palazzina ottocentesca del Circolo degli Artisti ai Giardini Reali inferiori di corso San Maurizio, a Torino la mostra personale di WALTER ACCIGLIARO (Alba, 1950).
L’esposizione è la penultima prima della chiusura estiva. Non un'antologica, ma piuttosto una raccolta di opere a tecnica mista dagli anni Ottanta ad oggi, oltre a due installazioni nell’infernotto al piano interrato (Fredda colonna con rostri, 2002 e Macchina misteriosa per catturare il vento, 2006).
Sextant, titolo della rassegna curata da Clizia Orlando, indica lo strumento astronomico usato per calcolare la posizione, un punto fermo nel lungo operato dell’artista. Accigliaro presenta una trentina di dipinti datati dal 1989 (Tavola delle emozioni preziose), al 2025 (Meditazione nel tempio spirituale), una sorta di “campionatura” del suo rigoroso metodo espressivo, articolato tra neo-informale “caldo” e “freddo”, elaborazione aniconica, allusione simbolica.
L’esposizione è la penultima prima della chiusura estiva. Non un'antologica, ma piuttosto una raccolta di opere a tecnica mista dagli anni Ottanta ad oggi, oltre a due installazioni nell’infernotto al piano interrato (Fredda colonna con rostri, 2002 e Macchina misteriosa per catturare il vento, 2006).
Sextant, titolo della rassegna curata da Clizia Orlando, indica lo strumento astronomico usato per calcolare la posizione, un punto fermo nel lungo operato dell’artista. Accigliaro presenta una trentina di dipinti datati dal 1989 (Tavola delle emozioni preziose), al 2025 (Meditazione nel tempio spirituale), una sorta di “campionatura” del suo rigoroso metodo espressivo, articolato tra neo-informale “caldo” e “freddo”, elaborazione aniconica, allusione simbolica.
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| Tavola delle emozioni preziose 1989 |
Accigliaro è artista intellettuale. Frequenta il Primo Liceo Artistico e l’Accademia Albertina di Belle Arti, si forma nella Torino anni Settanta e Ottanta, di Ruggeri e di altri espressionisti astratti dai colori accesi.
Entra in contatto con Paolucci, Calandri, Saroni e Franco. Sergio Saroni è «il più imitato», Mario Calandri «il più eccentrico», Francesco Franco «il più rigoroso». A Torino impera l'Arte Povera, si assiste alle ultime fasi dell'informale storico, con le mostre organizzate da Michel Tapié. C’è poi la Torino «magica» di Tabusso alla quale Accigliaro non si è mai conformato. Non si può nemmeno ignorare la scuola di Soffiantino (evidenti i rimandi nel dipinto Un freddo madrigale dall’altro io, 1993); tutti «mostri sacri» dai quali non si lascia intimidire.
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| De algida aqua inversa 1994 |
Essenziali per la costruzione di un linguaggio aniconico originale si rivelano il dialogo, gli incontri con altri artisti. Matura una breve esperienza giornalistica e saggistica riservata allo studio della conservazione di opere d'arte. Si tratta di “scrivere un quadro”, di passare dal pensiero preliminare all'esecuzione vera e propria – di cui i titoli sono parte integrante –, di utilizzare tonalità fredde adatte alla propria sensibilità meditativa.
Come nelle campiture di Rothko, anche in Accigliaro la bellezza consiste nella stratificazione di pennellate cangianti (l'argenteo Scura quintessenza dei codici infranti, 2012).
La sua pittura si esprime attraverso l’anima; insiste sul coinvolgimento emotivo più che sull’imitazione di mode passeggere. Immune dal «nomadismo culturale» promosso da Achille Bonito Oliva, la ricerca di Accigliaro – annota il critico Angelo Mistrangelo, citando Montale – si può assimilare alla «poetica del silenzio», qualcosa che sfugge e inquieta in un tempo trascendente, di sospensione spirituale.
Come nelle campiture di Rothko, anche in Accigliaro la bellezza consiste nella stratificazione di pennellate cangianti (l'argenteo Scura quintessenza dei codici infranti, 2012).
La sua pittura si esprime attraverso l’anima; insiste sul coinvolgimento emotivo più che sull’imitazione di mode passeggere. Immune dal «nomadismo culturale» promosso da Achille Bonito Oliva, la ricerca di Accigliaro – annota il critico Angelo Mistrangelo, citando Montale – si può assimilare alla «poetica del silenzio», qualcosa che sfugge e inquieta in un tempo trascendente, di sospensione spirituale.
WALTER ACCIGLIARO
Sextant
30 maggio -12 giugno 2026
Circolo degli Artisti
Corso San Maurizio, 6 - 10124 Torino
Orario: dal lunedì al sabato 15,30-19,30
Info: 011/8128718; info@circoloartistitorino.it
https://www.circoloartistitorino.it/


