lunedì 20 febbraio 2023

LA FELICITÀ SECONDO JACQUES HENRI LARTIGUE

Solo il sentimento, specialmente all’inizio del cammino, crea la vera arte.
(Vasilij Kandinskij)

Dani Lartigue, Aix les Bains, agosto 1925
Photograph by Jacques Henri Lartigue
© Ministère de la Culture (France), MAP-AAJHL

120 immagini, tra album di famiglia e scatti iconici collezionati dall’enfant prodige della fotografia JACQUES HENRI LARTIGUE, approdano ad Alba nel 40º anniversario della Fondazione Ferrero, dopo aver fatto scalo a Venezia, Milano, Roma e in altre sedi museali italiane. La mostra itinerante, a cura di Denis Curti, Marion Perceval e Charles-Antoine Revol, include il film documentario "Bonjour, Monsieur Lartigue!", realizzato dalla fotografa Elisabetta Catalano per l’omonima esposizione al Grand Palais di Parigi del 1982 e, appositamente per la sede piemontese, una selezione di scatti provenienti dalla mediateca di Parigi, ambientati a Piozzo, città natale della terza moglie Florette Ormea Lartigue (1921 – 2000), luogo di villeggiatura dell’artista in terra di Langa.
Mains de Florette, 1961
Photograph by Jacques Henri Lartigue © Ministère de la Culture (France), MAP-AAJHL
L' allestimento, firmato dall'architetto Danilo Manassero, suddiviso per decenni tematici - con le sovrimpressioni, i ritratti di famiglia, le auto da corsa, i fiori, il racconto dell’alta società parigina, fino alla moda e al cinema, immagini edite parzialmente nella raccolta curata dall’amico Richard Avedon, “Diary of a Century” - procede dagli inizi amatoriali fino alla consacrazione artistica, avvenuta nel 1963, quando quasi settantenne il MoMA di New York gli dedica un’importante personale.
Grand Prix de l'Automobile Club de France dite aussi "L'automobile déformée",
1913 mais datée et diffusée par Lartigue de 1912
Photograph by Jacques Henri Lartigue © Ministère de la Culture (France), MAP-AAJHL

Curata dal direttore del Dipartimento di fotografia John Szarkowski, questi riconobbe a Lartigue il ruolo di “precursore di ogni creazione interessante e viva realizzata nel corso del XX secolo”. Non a caso, fra gli esponenti del "nuovo realismo dell'intimità", Avedon, Newton, Kline, il mood di Nan Goldin, spiega Denis Curti, devono all’approccio antropologico del fotografo francese la particolare eleganza, l’intimacy derivante dall’indagine chirurgica del dato umano.
Federico Fellini lors du tournage de "La Città delle Donne", Cinecittà, Rome, 1979
 
Photograph by Jacques Henri Lartigue © Ministère de la Culture (France), MAP-AAJHL
Umanesimo così autentico da rendere attuale una produzione artistica fondata sulla “necessità interiore”, direbbe Kandinskij, di fermare l'istante effimero e di restituirlo ai posteri nella sua essenza. A tal fine ogni inquadratura risulta da un progetto grafico, nella consapevolezza che la fotografia è pura finzione e, nell'opera di Lartigue, il mezzo più adatto per reinventare la propria vita.
 Via Appia Antica, Rome, Janvier 1960 »
Photograph by Jacques Henri Lartigue © Ministère de la Culture (France), MAP-AAJHL

Autore prolifico - redige oltre settemila pagine di appunti, dipinge, insegna, partecipa a festival e workshop - Jacques Henri Lartigue (1894 - 1986) decide di donare nel 1979, fino al termine della carriera, l’intero patrimonio fotografico allo Stato francese. La Donation Jacques Henri Lartigue, istituzione sotto l'egida del Ministero, programma dagli anni Ottanta ad oggi mostre ed eventi in tutto il mondo, cui la presente rassegna va ad aggiungersi quale ulteriore, prestigioso appuntamento.

Jacques Henri Lartigue 
“L’invenzione della felicità” 

17 febbraio – 30 marzo 2023
Fondazione Ferrero
Strada di mezzo, 44, 12051 - Alba (Cuneo)
Orari: giovedì e venerdì 15 – 19 / sabato, domenica e festivi 10 – 19 
www.fondazioneferrero.it
https://www.facebook.com/FondazioneFerrero
https://www.instagram.com/fondazione_ferrero/

mercoledì 8 febbraio 2023

AI MUSEI REALI REMBRANDT INCONTRA REMBRANDT

Con la nuova mostra dossier Rembrandt incontra Rembrandt. Dialoghi in Galleria i Musei Reali celebrano il genio del più grande maestro olandese del Seicento, con una selezione di ventidue opere tra dipinti, disegni e acqueforti allestita nello Spazio Scoperte della Galleria Sabauda fino al 16 aprile 2023

Centro ideale dell’esposizione è La cena in Emmaus del Musée Jacquemart-André di Parigi, in prestito ai Musei Reali grazie alla policy di scambio adottata per rafforzare la collaborazione tra le istituzioni culturali italiane ed europee. L’opera è posta a confronto con il Ritratto di vecchio dormiente della Galleria Sabauda, uno dei soli tre dipinti dell’artista presenti nelle collezioni nazionali. Entrambi databili al 1629, sono rappresentativi della fase giovanile di Rembrandt (Leida, 1606 - Amsterdam, 1669).

Nella tavola della Galleria Sabauda, acquisita nel 1866, la figura del vecchio addormentato è immersa in un’oscurità a tratti impenetrabile. Nella tela francese, la prodigiosa apparizione di Cristo agli apostoli è costruita sul contrasto tra le tenebre e la luce, che è anche luce mistica, immagine della rivelazione divina. 

Nei due dipinti a confronto, la raffigurazione realistica dell’ambiente e dei personaggi, unita all’uso espressivo e simbolico della luce, richiama le innovazioni introdotte da Caravaggio nella pittura sacra nel primo decennio del Seicento, prontamente recepite nelle scuole pittoriche di indirizzo naturalistico in diversi centri italiani ed europei.

A corollario delle due opere principali sono esposti alcuni disegni della Biblioteca Reale assegnati a Rembrandt, ma anche prove grafiche della sua bottega e disegni del suo studio.

Nella carriera dell’autore fiammingo l’incisione, in particolare all'acquaforte, occupa un posto di assoluto rilievo, essa documenta una conoscenza approfondita delle tecniche e una incessante ricerca di nuove soluzioni espressive. Ne dà testimonianza il nucleo di stampe appartenenti alle raccolte della Biblioteca Reale e della Galleria Sabauda con ritratti, paesaggi e tematiche religiose. 

La fama di Rembrandt è convalidata da un numero difficilmente quantificabile di copie e varie forme di emulazione da parte di allievi e coetanei.

Alcune di queste, tra le quali il presunto autoritratto della Collezione Gualino - acquistato come autografo all’inizio degli anni Venti del Novecento e per molto tempo ritenuto un omaggio a Rembrandt da parte del pittore napoletano Luca Giordano - concludono il percorso, illustrando la diffusione del linguaggio dell’artista di Leida nella cultura figurativa nordica e l’importanza delle sue composizioni nella pittura di genere e nella ritrattistica.

Rembrandt incontra Rembrandt. Dialoghi in Galleria
Musei Reali, Galleria Sabauda – Spazio Scoperte
14 dicembre 2022 – 16 aprile 2023
Orari: 9-19 dal martedì alla domenica. Orario biglietteria: 9-18
Per informazioni : museireali.beniculturali.it