sabato 9 marzo 2024

ALLA SCOPERTA DELLE DELIZIE ESTENSI

Copparo. Palazzo Municipale
Copparo. Palazzo Municipale
Ph. Jessica Morelli 
La presenza di Casa d’Este nella provincia di Ferrara ha consegnato alla storia testimonianze uniche del Rinascimento italiano.
Fra il 1264 e il 1598 gli estensi costruirono un’imponente rete di residenze, oltre 50, chiamate Delizie; sorta di sedi decentrate del governo, ma anche luoghi di svago e di caccia nelle campagne ferraresi.
Copparo (FE). Torre Estense
Copparo (FE). Torre Estense
Ph. Jessica Morelli 
Fra gli edifici ancora esistenti, tre sono situati fra i comuni di Tresignana e Copparo. La Delizia di Copparo, attuale sede del Comune, fu frequentata da Niccolò III e da Borso d’Este con le rispettive corti. Dopo le incursioni veneziane nel 1482, Ercole II ne affidò la ricostruzione all’architetto Terzo de’ Terzi che, tra il 1540 e il 1547, eresse un palazzo con quattro torri angolari ed ampie sale affrescate da Benvenuto Tisi da Garofalo e Girolamo da Carpi. Gravemente danneggiato da un incendio nel 1808, l’intero corpo centrale è stato ricostruito nel XIX secolo, conservando quale unico elemento di pregio la Torre Estense a nord della Villa, con funzioni difensive verso il Po, al tempo teatro di scorribande da parte di truppe veneziane.
Copparo (FE). Nuova ciclabile per Villa della Mensa
Copparo (FE). Nuova ciclabile per Villa della Mensa
Sulla sponda sinistra del Po di Volano, si erge la suggestiva Villa chiamata La Mensa. Fu edificata per volontà di Bartolomeo della Rovere, vescovo di Ferrara dal 1474 al 1495 e nipote di papa Sisto IV.
È Patrimonio Unesco come tutte le Delizie Estensi ed è l’unica raggiungibile via acqua come in origine. La recente inaugurazione della pista ciclabile interconnessa con l’itinerario VenTo consente di includere la Delizia nel percorso turistico. Domenica 17 marzo, è prevista un’apertura straordinaria della Villa per visitare, accompagnati da una guida, i suoi suggestivi ambienti e conoscere le storie che l’hanno vista protagonista.
Copparo (FE). Villa della Mensa
Copparo (FE). Villa della Mensa
Ph. Jessica Morelli 
A circa tre chilometri dal centro di Copparo si trova anche la tenuta di Zenzalino, entro la quale sorge l’omonimo Palazzo risalente al XV secolo. Assegnata attorno al 1434 a Bartolomeo Pendaglia, uomo facoltoso vicino al marchese Nicolò III d’Este, a lui si devono l’ampliamento e la decorazione. Oggi è un’azienda agricola privata, sede dell’allevamento di cavalli da trotto dove, nel 1995, nacque il pluripremiato Varenne.
Tresignana (FE). Palazzo Pio
Tresignana (FE). Palazzo Pio
Ph. Jessica Morelli
Nel comune di Tresignana, a circa un chilometro dalla città di Tresigallo, nota per le architetture razionaliste anni Trenta, sorge Palazzo Pio. Edificato fra il 1517 ed il 1531 per volontà di Alessandro Feruffino, capitano delle milizie del duca Alfonso I d’Este, in assenza di eredi diretti, fu affidato nel 1653 al cardinale Carlo Pio di Savoia, in seguito ai nipoti e poi venduto ad una lunga serie di proprietari sino al XX secolo. Nel 2009 è stato acquistato dal Comune divenendo proprietà dei tresigallesi. Recentemente ristrutturato, il Palazzo è visitabile in occasione di iniziative speciali (mostre, residenze d’artista) o su richiesta.

Informazioni:
Unione dei Comuni Terre e Fiumi 
Via Mazzini 47 
44034 Copparo (FE)
Tel: 0532 383111

Terre e fiumi da vivere 
Ufficio Turismo c/o Ufficio di Piano a Tresignana
via del Lavoro 2
Tel: 0532 383111930/931
turismo@unioneterrefiumi.fe.it

mercoledì 6 marzo 2024

TORINO VENEZIA E RITORNO

Gian Giorgio Massara

 
Ancora una volta Luciano Cappellari - che affida i propri sogni alle acque - è protagonista in un’importante manifestazione.
Si tratta di Venezia (palazzo Giovannelli, Campo San Stae): la città accoglie una sua opera che richiama “la memoria”; al pari di Giancarlo Ferraris, autore di un lavoro che s’impone. Maschere di Carnevale cioè, inizialmente bianche, opere tutte legate alle Accademie di Belle Arti di Torino, Milano, Genova.
Il coordinamento dell’attento e anche faticoso lavoro è dovuto alle Associazioni “Arte in ogni dove” e ALA, Associazione questa voluta da colleghi ed ex allievi del Primo Liceo Artistico di Torino ove abbiamo trascorso metà della nostra lunga esistenza lavorativa.¹
Indossare una maschera significa vivere l’illusione, assumere una seconda identità; e sono tanti gli artisti partiti per Venezia che indossano maschere, ora ben giocate sul colore (E. Bersezio, C. Mantovani, F. Montà, P. Pastura), aeree o poetiche (T. Canfari e E. Donetti), invase dalla luce (Marienzo e L. Bastia).

Preziosa è la maschera creata da M. Focone, legata alla storia della Rinascenza l’opera di Massimo Ghiotti, naturalistica quella di Maté ed enigmatica la scultura di M. R. Benso.
È pervasa da raffinati segni la maschera di E. Monaco, mentre Mariella Bogliacino ed Enzo Sciavolino avvolgono nel mistero la propria presenza al Carnevale.
S. Beccaria inventa una chioma naturalistica, L. Caprioglio e Mauro Chessa giocano con lo splendore degli ori, mentre G. Durazzo traduce la storia del Carnevale in una contemporanea forma.
È F. Febbraro a isolare la scultura nello spazio, al pari di C. Giuliano e S. Grandi che propongono maschere appena “smesse” dopo la sfilata.
Concludono la Rassegna la fantasiosa C. Siccardi, E. Torrieri e la maschera decorata a grandi zone di Hiromi Yamaguchi.
Cosa è inizialmente la maschera che appartiene all’antica commedia italica ma altresì alla Commedia dell’Arte animata a Venezia dai servi Brighella e Arlecchino? La personalità d’un “servo” ora furbo ora sciocco e di un padrone “magretto e tradizionalista” pronti entrambi a travestirsi; travestimento che riguarda anche quelle maschere create per
ingannare le donne con piacevoli e alquanto
fallaci sembianze”. (G. Sormani)

1. Cento maschere sono già state esposte nell’Ecomuseo del Freidano di Settimo Torinese.

lunedì 4 marzo 2024

SULLA VIA DI SAN MICHELE ARCANGELO

San Michele
Ha visto la partecipazione di don Marcello Stanzione, parroco, scrittore ed esperto in angelologia cristiana, l’inaugurazione il 29 febbraio scorso della mostra personale di Valentina Gigante presso lo spazio polivalente LOFT5, in via Pralungo 5, a Torino. MICAELICA. Sulla via di San Michele Arcangelo e i suoi santuari vuole essere al contempo esposizione artistica e momento speciale per approfondire la figura dell’Arcangelo Michele, il suo ruolo nella storia sacra e l’itinerario che vede perfettamente allineati i sette santuari a lui dedicati - Skellig Michael, St. Michael’s Mount, Mont Saint Michel, Sacra di San Michele, Monte Sant’Angelo, Monastero di San Michele Arcangelo (Simi), Monastero Stella Maris - dall’Irlanda fino in Medio Oriente.
Sacra di San Michele
L’intervento di don Marcello Stanzione, fondatore dell’Associazione Cattolica Milizia di San Michele Arcangelo ha posto in luce alcune peculiarità delle milizie angeliche, suscitando quesiti e curiosità nel pubblico presente e fra gli utenti collegati in diretta streaming.
Valentina Gigante, pittrice e psicologa ha poi illustrato le dodici tele che compongono il ciclo pittorico. I cinque esemplari dedicati a San Michele presentano in sintesi l'Arcangelo con tratti di grigio su fondo oro, argento e rame. I sette dipinti riferiti a ciascuna tappa del cammino, collegati idealmente da un elemento in oro, mostrano architetture variopinte dai luminosi accostamenti di colori ad acrilico in tinte pastello.
Monte Sant'Angelo
Riferisce l’autrice veneziana in proposito: «L’intero progetto, a partire dallo sviluppo dell’idea, a cui ho aderito senza incertezza, alla fase esecutiva, è stato per me come una lunga e profonda meditazione. Ripercorrere la storia di quei luoghi, sviluppati su questa linea retta immaginaria, mi ha dato forza e rettitudine, come se ogni opera rappresentasse un punto energetico, una tappa del valore che stavo sviluppando attraverso la mia interpretazione delle immagini e dei colori».

Mariachiara Martina, imprenditrice impegnata nella valorizzazione del Made in Italy e del patrimonio culturale ed artistico italiano ha così motivato l’evento da lei ideato: «Stiamo vivendo tempi molto particolari e un incontro sul ruolo [di San Michele Arcangelo] nella storia cristiana presente e passata, mi sembra un buon modo per contribuire a offrire chiavi di lettura ricche e sfidanti».

MICAELICA. Sulla via di San Michele Arcangelo e i suoi santuari
Personale di pittura di Valentina Gigante
Fino al 27 aprile 2024
LOFT5
Via Pralungo 5 - Torino
Orario: dal martedì al giovedì 10–18 previa prenotazione obbligatoria alla mail esperienze@fioredentro.com. Sabato esclusivamente previa prenotazione obbligatoria entro il giovedì.

Ingresso libero.

Per informazioni: Mariachiara Martina t. +39 348 6532707

sabato 2 marzo 2024

FRAMMENTI DA LEGGERE

Frammenti/Communicor
Frammenti/Communicor
2024
Il frammento è alla base della nostra memoria. Difficilmente un’opera viene tramandata nella sua completezza, lo stesso avviene nei ricordi. Sui dipinti ad olio e ad acrilico di Vittorio Marchis brandelli e briciole di pagine a stampa trovano una nuova vita. Così quel ritaglio di foglio, scampato al macero, appare da protagonista sulla tela emergendo dallo sfondo colorato per suscitare nuove curiosità. Righe di giornale, annunci di obsolete pubblicità si offrono così a riletture e storie inedite.
Frammenti/Abbandonate
Frammenti/Abbandonate
2024
La mostra personale FRAMMENTI DA LEGGERE nell’atrio della Biblioteca Civica Centrale di Torino dal 13 marzo al 2 aprile 2024, espone appunti e quaderni dell’autore a fianco di libri noti e meno noti, portando alla ribalta alcune ‘reliquie’ letterarie oggetto di puntuali studi filologici. Due feltri dell’autore, il primo intitolato Il libro dei numeri (lungo 6 metri) e il secondo Segni, cifre e lettere (lungo 32 metri) accompagnano i lettori lungo le scale della Biblioteca.
Remembering
Remembering
2024
Vittorio Marchis è professore emerito del Politecnico di Torino, già ordinario di Storia della scienza e della tecnica. Ha pubblicato libri, articoli e saggi, dedicando particolare attenzione alla cultura materiale, quella che definisce “la sostenibile pesantezza della materia”. È narratore di storie celate all’interno di macchine di uso comune: da sempre indaga i meandri dell'antropologia della tecnica in recital composti di forme e colori “perché le immagini sono immediate e non hanno bisogno di traduzioni”.

FRAMMENTI DA LEGGERE
Mostra personale di Vittorio Marchis
13 marzo – 2 aprile 2024
Biblioteca Civica Centrale
Via della Cittadella 5 - 10122 Torino
Orario: lunedì 14-19, da martedì a venerdì 9-19, sabato 9-15. Domenica chiuso.
Ingresso libero