mercoledì 6 febbraio 2013

ACQUISTA CON NOI UN PEZZO DI STORIA

Servizio con armi Taparelli, Meissen, 1730 ca
Palazzo Madama ha aperto una sottoscrizione pubblica per acquistare un importante servizio di porcellana di Meissen appartenuto alla famiglia Taparelli d'Azeglio. Il sostegno della Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino ha reso possibile il lancio sul web dell'iniziativa, che vede inoltre la partecipazione di Abbonamento Musei Torino Piemonte.
Il servizio da tè e da caffè, datato 1730 e composto da 43 elementi, conservati integralmente fino ad oggi, è riemerso alla storia dopo 100 anni di oblio e peregrinazioni sul mercato antiquario. Nel frattempo divenuto parte della Collezione Marouf, sarà battuto all’asta da Bohams a Londra nel maggio 2013 per la somma di 66.000 sterline, equivalente a 80.000 euro circa.
La base di partenza è costituita dalle offerte dei visitatori -la cifra complessiva è risultata essere di 3.132.36 euro- raccolte durante il periodo natalizio in occasione dell’esposizione del Ritratto di Lionello d’Este di Pisanello in Corte Medievale. La grande generosità del sig. Franco Coppo, che ha lasciato a Palazzo Madama parte dei suoi beni in eredità, ha poi permesso di raggiungere il 40% dei fondi necessari all’acquisto del servizio D’Azeglio: mancano quindi 50.000 euro, da raccogliere entro il 31 marzo 2013 per acquistare il prestigioso lotto.
La scoperta dell’esistenza di questa preziosa opera di manifattura Meissen è avvenuta grazie allo studio del dipinto Natura morta con fiori e oggetti di Massimo d’Azeglio del 1843, conservato nelle collezioni GAM e raffigurante proprio una delle tazzine con lo stemma dei Taparelli, quest'ultimo erroneamente assegnato in un primo tempo alla famiglia ligure degli Spinola. Tutto ciò ha portato i conservatori di Palazzo Madama a un lungo e attento lavoro di ricostruzione storica, che ha consentito di ritrovare il servizio in 'oro bianco' considerato perduto fino ad oggi.

COME FARE UNA DONAZIONE
- Collegandosi al sito www.palazzomadamatorino.it/crowdfunding e seguendo la semplice procedura online per pagare con carta di credito e paypal
- Effettuando un bonifico su:
   Conto Corrente Bancario intestato a FONDAZIONE TORINO MUSEI
   Banca UNICREDIT (filiale Via Garibaldi, 14 Torino)
   codice IBAN IT27F0200801152000008716483
- Lasciando il proprio contributo a Palazzo Madama nelle urne per le donazioni dedicate al servizio D’Azeglio.
Le donazioni con carta di credito, paypal e bonifico, in quanto erogazioni liberali a favore della cultura, sono deducibili secondo le norme fiscali vigenti. 
  
Informazioni per il pubblico: 011 4433501 - sito www.palazzomadamatorino.it

lunedì 4 febbraio 2013

GIANINI E LUZZATI. CARTONI ANIMATI

L'augellin Belverde, 1975
 (Museo Luzzati a Porta Siberia-Nugae srl, Genova)
Il Museo Nazionale del Cinema presenta la mostra Gianini e Luzzati. Cartoni animati, a cura di Alfio Bastiancich e Carla Rezza Gianini, con il coordinamento scientifico di Giovanna Castagnoli.
I due animatori hanno creato uno stile personalissimo in cui il teatro, la poesia e il disegno si legano mirabilmente in un cinema unico che valse loro anche due candidature all’Oscar, per La Gazza Ladra del 1964 e per Pulcinella del 1973.
Un incontro felice tra due talenti complementari, l’uno orientato agli aspetti cinematografici e tecnici l’altro a quelli grafici e narrativi. In quasi quarant’anni di collaborazione Giulio Gianini ed Emanuele Luzzati hanno realizzato decine di film con la tecnica del découpage, cioè l’animazione di figure ritagliate e articolate su fondali scenografici, processo creativo approfondito e documentato in mostra, grazie ai materiali originali dei film: più di duecento personaggi, bozzetti, scenografie, storyboard di alcuni tra i capolavori del cinema d’animazione mondiale.
Pulcinella e il pesce magico, 1981
(collezione privata)
La visita incomincia nell’Aula del Tempio, con cinque salette in successione nelle quali è esposto un primo nucleo di tavole in découpage -alcune riprodotte in forma tattile per gli ipovedenti- di La Gazza Ladra, L’Italiana in Algeri, Pulcinella, Il Flauto Magico e Omaggio a Rossini, arricchita da una serie di montaggi video con estratti dei diversi cartoni animati prodotti da Gianini e Luzzati. Il percorso termina a lato della scala elicoidale, che diventa il punto di unione tra l’Aula del Tempio e la rampa elicoidale dove si snoda gran parte del percorso espositivo.
Il flauto magico, 1978
(Museo Luzzati a Porta Siberia-Nugae srl, Genova)
Nei mesi di febbraio, marzo e aprile, al Cinema Massimo, il Museo Nazionale del Cinema propone tre appuntamenti con tre grandi direttori della fotografia per rendere omaggio al lavoro di Giulio Gianini. Il primo approfondimento è per il 18 febbraio alle 20.30 con Renato Berta, storico collaboratore, tra gli altri, di Alain Resnais e Mario Martone; a marzo sarà la volta di Luca Bigazzi e ad aprile di Gherardo Gossi.
Sono inoltre previste attività didattiche per le scuole e per il pubblico. I cartoni animati di Gianini e Luzzati saranno protagonisti di Al cinema in famiglia, un’iniziativa voluta dal Museo Nazionale del Cinema con Giovani Genitori. Il primo appuntamento è per il 17 febbraio alle ore 11 al Cinema Massimo con una proiezione mattutina dedicata alle famiglie con bambini piccoli.
L'italiana in Algeri, 1968
(Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse, Genova)
La mostra è arricchita da un catalogo, edito da Silvana Editoriale, con analisi e testimonianze sull’opera e la vita dei due autori e con la prima catalogazione generale dei materiali originali dei film reperibili nelle collezioni pubbliche e private.

Gianini e Luzzati. Cartoni Animati
Dal 23 gennaio al 12 maggio 2013
Orari: da martedì a venerdì 9-20, sabato 9-23, domenica 9-20, lunedì chiuso. Ultimo ingresso un'ora prima della chiusura
Museo Nazionale del Cinema, Mole Antonelliana
Via Montebello 20 - 10124 Torino
Tel. +39 011 8138 560 / 561; info@museocinema.it, http://www.museonazionaledelcinema.it/

CONVERSAZIONI SUL COLLEZIONISMO

La collezione Righi vanta un cospicuo gruppo di opere che spaziano dagli anni ‘70 fino ai giorni nostri. Possiamo infatti trovare opere di artisti concettuali come Lawrence Weiner, Daniel Buren, Carl Andre; esponenti dell'arte povera come Boetti, Penone, Kounellis, Paolini; della anarchitettura o utopia dell'architettura come Gordon Matta-Clark, Yona Friedman, Dan Graham; della sperimentazione est europea come Koller, Stilonovic, Kovanda; dell'arte al femminile con Marta Rosler e Louise Bourgeois. Il rapporto continuativo con i galleristi ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo della collezione in quanto filtri indispensabili nel vasto sistema dell'arte, a testimonianza di una chiara presa di posizione e di critica nei confronti dei nuovi e potenti sistemi alternativi quali le case d'asta. Alla fondazione privata preferisce la collaborazione con le istituzioni pubbliche, sostenendo progetti di giovani curatori o dando le opere in comodato a lungo termine ai musei. La collezione si caratterizza anche nel sostegno dei singoli artisti nel tempo; ognuno di loro infatti é presente con numerose opere, ottenendo così una visione più completa del loro lavoro, anche attraverso la produzione di libri d'artista per la valorizzazione e la contestualizzazione delle opere nella collezione. Enea Righi collabora con le principali istituzioni pubbliche italiane e americane. Sostiene progetti con la Biennale di Venezia e Documenta a Kassel. Ha pubblicato due cataloghi sulla collezione.

Enea Righi è nato a Bologna nel 1956 dove tuttora vive. Dal 2005 è Vice presidente e consigliere Delegato del Cda di Servizi Italia Spa, società quotata al segmento Star di Borsa Italiana. Ricopre altre cariche di consigliere in società partecipate direttamente da Servizi Italia Spa. Dal 1986 al 2005 è stato amministratore delegato della S.E.L.O.M. Spa. Si è laureato in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Bologna.

mercoledì 30 gennaio 2013

Antonella Staltari

 
flying wine

Mille Bolle
Mostra di Antonella Staltari

Inaugurazione
 lunedì 4 febbraio
ore 18

Dal 4 febbraio al 31 marzo 2013

Ronchiverdi
Corso Moncalieri 466/16 - 10133 Torino
tel. 011.6612146

Orari: dal lunedì alla domenica 8-20
 
pesci rossi



lunedì 21 gennaio 2013

Omaggio a Fontanesi

Antonio Fontanesi
Donna al fonte,1865 ca
Olio su tela
cm 51x70 senza cornice; cm 75 x 95 con cornice
GAM – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino
Dal 15 febbraio 2013 la Fondazione Accorsi-Ometto presenta Omaggio a Fontanesi, mostra curata da Giuseppe Luigi Marini, dedicata ad Antonio Fontanesi, presenza imprescindibile alle sorti e agli sviluppi del paesaggismo piemontese del secondo Ottocento.
Nato a Reggio Emilia il 23 febbraio 1818, durante il prolungato soggiorno ginevrino (1850-1865), Fontanesi adotta e affina la tecnica del carboncino e inizia a dedicarsi all’arte incisoria, in particolare alla litografia e alla tecnica del cliché-verre. Nel 1852 espone per la prima volta alla Promotrice torinese, mentre nel 1855, insieme a Vittorio Avondo, visita l’Esposizione Universale parigina. Successivamente frequenta Ravier e gli altri pittori della cosiddetta “Scuola lionese” e, grazie al soggiorno londinese del 1865, pone la sua attenzione su Turner. 
Antonio Fontanesi
Confidenze, 1871-1872
Olio su cartone rintelato
cm 28,7x37,5 senza cornice; cm 47,2x57,5 con cornice
Collezione privata
Ha frequenti contatti con i macchiaioli toscani, in special modo con Cristiano Banti uno dei suoi più affiatati collezionisti e, dopo una breve esperienza didattica all’Accademia di Lucca nel 1868, viene nominato l'anno successivo titolare dell’appena istituita cattedra di Paesaggio all’Accademia Albertina di Torino. La sua più che decennale attività di maestro si internazionalizza con l’esperienza in Giappone, tra l’estate del 1876 e l’autunno del 1878, dove ricopre la carica di insegnante presso la Scuola di Belle Arti di Tokyo. Ritornato definitivamente a Torino, lavora fino al 17 aprile 1882, anno della sua morte, che avviene proprio in quell’edificio di via Po 55 nel quale abitava e nelle cui sale è oggi ordinata l’esposizione.
Antonio Fontanesi
Case nella campagna (Morestel)
Firmata in basso al centro “A. Fontanesi”
Olio su tavola
cm 30,5x38,5 senza cornice; cm 48,5x57,2 con cornice
Collezione privata
Attraverso una trentina di opere accuratamente selezionate, si documenta sia l’intera parabola creativa dell’artista, sia la sua evoluzione linguistica che, al di là di regole di figliazione precise, denota la necessità di esprimere con maggiore aderenza l’idea luce-spazio-atmosfera, secondo le caratteristiche implicite nel mezzo usato. 
Antonio Fontanesi
Piazza Carlo Felice con lo scalo della Ferrovia per Genova, 1870 ca
Acquerello su carta
cm 40x27
Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto, Torino
Accanto all'inedito, grande disegno ginevrino del 1852, testimonianza degli esordi paesistici del maestro, figureranno i quattro famosi ovali commissionati all’autore da Cristiano Banti, di proprietà del FAI; vedute della città di Torino; litografie dalle due serie di venti vedute svizzere del 1854; diverse acqueforti e oli, di cui tre della GAM Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, che ben rappresentano il periodo maturo torinese; il delizioso acquerello In alta Savoia, a suo tempo appartenuto alle collezioni del famoso Arturo Toscanini, e l’unico autoritratto noto, datato nel penultimo anno di vita, con i versi autografi:  “Io Fontanesi da Reggio co’ penei Dipinsi me medesmo a chiaro e bruno Sessantadue contando gli anni miei Del mille ottocento ottant’uno”.
Antonio Fontanesi
Autoritratto, 1881
Matita, penna e acquerello su carta

cm 8,5x12,5 senza cornice; 28,5x22,4 con cornice
Collezione privata
In occasione dell’esposizione sarà pubblicato un catalogo di 64 pagine edito da Umberto Allemandi & C.

Omaggio a Fontanesi
Dal 15 febbraio al 16 giugno 2013
Orario: da martedì a domenica 10-13; 14-18. Lunedì chiuso. Tutti i giorni visita guidata alla mostra: ore 17. Sabato e domenica visita guidata anche alle ore 11
Museo di Arti Decorative Accorsi–Ometto
Via Po 55 - 10124 Torino
Informazioni per il pubblico: 011 837 688 int. 3