venerdì 1 giugno 2018

ORIENTI

Terminale
Iran centro occidentale (Luristan)
Periodo del Ferro IIB (VIII secolo a.C.)
Bronzo, fusione a cera persa
h. 17 cm; l. 6 cm
inv. 105
La collaborazione avviata negli anni tra le due più importanti realtà museali italiane che hanno come oggetto d’interesse l’Asia, il MuCiv Museo delle Civiltà - Museo d’Arte Orientale "Giuseppe Tucci" di Roma e il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino, ha trovato un naturale punto d’incontro nella mostra ORIENTI. Circa 180 opere tra le più significative dell’ex Museo Tucci, esposte al MAO fino al 26 agosto 2018, che al termine dell'esposizione approderanno alla nuova sede dell’EUR. La rassegna mette in luce l’arte di epoche e regioni poco rappresentate nel museo torinese, eccellenze della produzione artistica asiatica lungo sette millenni di storia, a partire dalla fine del VI millennio a.C. attraverso due filoni narrativi paralleli. Il primo riguardante  la storia del Museo romano e delle sue collezioni, il secondo inerente le diverse aree culturali e tradizioni artistiche del Vicino e Medio Oriente antico, l’arte sudarabica, l’arte regale degli Achemenidi, dei Parti e dei Sasanidi, l’arte islamica ghaznavide e quella dell’area persiana, per finire con l’Asia meridionale e l’Asia orientale.
Elementi di cintura (n. 33)
Puntale, fibbia con ardiglione e placca, placche e pendenti

Iran, periodo sasanide, VI-VII sec. d.C.
Oro, fusione, granulazione, battitura, incisione, g. 371
inv. 1978.2157
Si apprezzano esempi straordinari che illustrano la Protostoria, l’Età del Ferro, l’arte sudarabica, delle culture imperiali iraniche, l’arte buddhista del Gandhara, la tradizione religiosa dell’Induismo e del Jainismo, oltre a miniature indiane e bronzi tibetani, statuine cinesi e dipinti giapponesi.
Tra le opere esposte una Testa funebre in alabastro del I secolo a.C - I secolo d.C. proveniente dallo Yemen, inclusa in una categoria di manufatti contestualizzati e correttamente musealizzati a partire dalla missione del 1947 di Ahmed Fakhry. Gli scavi della Missione Archeologica Tedesca a Marib, alla fine degli anni Novanta, hanno poi rivelato che le teste erano collocate su stele e non all'interno di templi, come si era ritenuto fino a quel momento.
Proviene da Qasr-e Shirin, Iran occidentale, il raffinato Calice con serbatoio conico scanalato con apice a testa taurina in argento sbalzato, del periodo achemenide (IV secolo a.C.). Esempio di oggetti in metallo pregiato con terminazione zoomorfa, impiegati nelle cerimonie e nei banchetti regali a valenza rituale, attestati in documenti quali il cerimoniale di corte assiro.
Cucchiaio-forchetta
Afghanistan, XII secolo
Argento dorato con decorazione incisa e niellata
l. 18,5 cm; d. max. 4,2 cm
inv. 8370
Sempre iraniani, ma del periodo sasanide, VI-VII sec. d.C., sono gli Elementi di cintura in oro, a fusione, granulazione, battitura e incisione. Dall’India (Rajasthan), arriva l’acquerello opaco su carta del XVIII secolo, raffigurante un Diagramma cosmologico di ambito jainista. La dottrina jaina non prevede un dio creatore e ordinatore, ma considera l’universo una realtà regolata da proprie leggi, che sussiste da sempre e per sempre. Ne deriva una complessa cosmologia, basata sull'astronomia, sulla matematica e sulla teoria del karman, con un portato di immagini per la meditazione incentrate sul rapporto fra il micro e  macrocosmo e una serie di manoscritti geografico-cosmologici sul mondo degli uomini (Kṣetrasamāsa).
Dalla Cina settentrionale del II millennio a.C. (cultura Qijia o dinastia Shang) arriva un Elemento decorativo o amuleto in giada. La giada, già importante per queste culture, nelle dinastie successive fu assunta tra i più alti simboli di nobiltà e di ricchezza dell’aristocrazia, inoltre la Scuola daoista ne esaltò le propietà taumaturgiche.
Diagramma cosmologico
India, Rajasthan, XVIII secolo
Acquerello opaco su carta
h. 25,5 cm; l. 28,8 cm
inv. 21743 - Donazione Mutti
Istituito nel 1957 con Decreto del Presidente della Repubblica e aperto al pubblico nel 1958, il  Museo Nazionale d'Arte Orientale in Roma è stato intitolato nel 2010 a Giuseppe Tucci (1894-1984), insigne orientalista del Novecento che ne promosse la fondazione. Presidente dell’Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente (IsMEO) dal 1947 al 1978, Tucci è noto per le ricerche compiute nell’area tibetana, delle quali ha lasciato memorabili resoconti di viaggio.
Insieme all’IsMEO il Museo ha organizzato, per oltre cinquanta anni, missioni archeologiche ed etnografiche in Afghanistan, Armenia, Cina, Giordania, Iran, Iraq, Kazakistan, Nepal, Oman, Pakistan, Tagikistan, Thailandia, Turkmenistan, Uzbekistan, Yemen; si è fregiato di importanti donazioni e depositi, e ha svolto un'importante attività di sorveglianza in collaborazione con le Soprintendenze territoriali, per evitare la dispersione di collezioni private.
A seguito delle riforme attuate nel 2016 dal Mibact è stato istituito un unico organismo che comprende il Museo Nazionale d'Arte Orientale ‘Giuseppe Tucci’, il Museo Nazionale Preistorico e Etnografico "Luigi Pigorini", il Museo Nazionale delle arti e tradizioni popolari (ora intitolato a Lamberto Loria) e il Museo dell'Alto Medioevo (ora intitolato ad Alessandra Vaccaro).
Gao Qipei (1672-1724 o 1660-1734)
Gru in volo su paesaggio nebbioso

Cina, fine XVII - primo quarto XVIII secolo (dinastia Qing)
Inchiostro e colori tenui su carta
298 x 115 cm (dipinto 195 x 114 cm)
inv. 16953 - Acquisto per trattativa privata 1998
Con oltre 2200 opere provenienti da diversi Paesi dell’Asia, dal IV millennio a.C. fino al XX d.C., che  raccontano cinque diversi percorsi per cinque diverse aree culturali: Asia meridionale, Cina, Giappone, Regione Himalayana, Paesi Islamici dell’Asia, il MAO Museo d’Arte Orientale invita ad un viaggio affascinante di scambio, scoperta e conoscenza. In una realtà fatta di molte culture, il Museo contribuisce a costruire una comunità di cittadini che conoscono e amano le differenze. Al MAO tutti sono inevitabilmente stranieri, tutti hanno qualche cosa da imparare sugli altri e strumenti per riflettere su se stessi.
A partire dalla sua apertura il Museo organizza mostre, conferenze, concerti, dimostrazioni ed esibizioni, visite guidate e percorsi tematici, attività per le scuole e per le famiglie, proponendo al pubblico un consistente calendario di appuntamenti che consentono di approfondire gli aspetti più vari delle collezioni. Numerose anche le occasioni di partecipazione a grandi eventi e di collaborazione con istituzioni Internazionali.
Bruciaprofumi tripode a forma di pesche
Cina, XVI-XVII secolo (dinastie Ming - Qing)
Bronzo dorato, base in radica laccata
h. 25 cm; l. 20 cm
inv. 701 - Donazione Giacinto Auriti 1960

 ORIENTI
7000 anni di arte asiatica dal Museo delle Civiltà di Roma

Dal 20 aprile al 26 agosto 2018
MAO Museo d’Arte Orientale
Via San Domenico 11, Torino
Orario: martedì - venerdì  10 -18; sabato - domenica 11 - 19; chiuso lunedì. La biglietteria chiude un'ora prima.
Info: t. 011.4436927/8; mao@fondazionetorinomusei.it

www.maotorino.it