lunedì 4 giugno 2018

FRANK LLOYD WRIGHT TRA AMERICA E ITALIA

Solomon R. Guggenheim Museum
(New York, NY)
Exterior perspective [4305.017]
The Frank Lloyd Wright Foundation Archives (The Museum of Modern Art
Avery Architectural & Fine Arts Library, Columbia University, New York)
La Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli presenta FRANK LLOYD WRIGHT TRA AMERICA E ITALIA, a cura di Jennifer Gray. Fotografie, oggetti, cataloghi, litografie e disegni originali, mostrano il pensiero di Wright sull’architettura organica a partire dal primo soggiorno in Italia nel 1910 fino alla sua ultima visita nel 1951.
Cosa significa architettura organica e come si manifesta nei progetti di Wright? Come cambia il suo significato negli Stati Uniti e in Italia nel corso del XX secolo? Quali influenze ebbe sull’architettura italiana?
"Cominciai a studiare la natura dei materiali cominciando a vederli. Allora imparai a vederli per sé e tutti come se stessi: il mattone come il mattone, il legno come legno, il cemento, il vetro, il metallo, ciascuno per sé e tutti come se stessi. Strano a dire, questo esigeva una grande concentrazione dell'immaginazione. Ciascun materiale richiedeva un trattamento diverso e aveva possibilità d'impiego particolari alla propria natura, un disegno adatto per un materiale non lo era per un altro, secondo un ideale di semplicità come plasticità organica."1 (Frank Lloyd Wright).
San Marcos-in-the-Desert resort hotel
(Chandler, Arizona)
Unbuilt Project, perspective [2704.048]
The Frank Lloyd Wright Foundation Archives
(The Museum of Modern Art | Avery Architectural & Fine Arts Library, Columbia University, New York)
La mostra illustra una serie di progetti degli anni Venti emblematici a riguardo, condotti da Wright in California, su blocchi di calcestruzzo colato in stampi appositamente progettati con motivi ornamentali, in sintonia con la vegetazione locale e continuamente 'scolpiti' dalla luce naturale della regione desertica.
Il percorso espositivo parte dalle Prairie Houses ideate all’inizio del XX secolo. Le Prairie Houses sono illustrate principalmente attraverso una selezione di litografie del portfolio Wasmuth, una raccolta di oltre cento tavole che Wright completò durante la sua prima tappa in Italia nel 1910.
Durante un lungo viaggio in Europa, nel 1910 egli trascorse sei mesi a Fiesole, vicino a Firenze, dove elaborò i temi trattati nel suo saggio The Sovereignty of the Individual in the Cause of Architecture, introduzione a Ausgeführte Bauten und Entwürfe von Frank Lloyd Wright, pubblicazione artistica di litografie sui principali progetti architettonici da lui realizzati sino ad allora.
K. C. DeRhodes house
(South Bend, Indiana) [0602.001]
The Frank Lloyd Wright Foundation Archives
(The Museum of Modern Art | Avery Architectural & Fine Arts Library, Columbia University, New York)
Wright scrisse che in Italia i palazzi, i dipinti e le sculture sembrano "nascere come fiori al lato della strada e cantare la loro esistenza". A Torino, il 21 gennaio 1935, Edoardo Persico  - il direttore antifascista di Casabella - tenne una lezione che diede grande impulso all' architettura organica nell'ambito culturale italiano. All’indomani della guerra, Bruno Zevi pubblicò il suo fondamentale testo Verso un’Architettura Organica (1945), il quale - a causa della carenza di carta - includeva una sola immagine di copertina: Fallingwater, celebre casa sospesa su una cascata a Bear Run in Pennsylvania che, insieme ad altri progetti rivoluzionari degli anni '30 (ad esempio il Johnson Wax Building e Wingspread House), gli valse nel 1938 la prima pagina di Time magazine. Nel 1945 fu fondata l’Associazione per l’Architettura Organica (APAO), avamposto dell'architettura wrightiana in Italia, con Zevi protagonista.
Mr. & Mrs. Edgar J. Kaufmann house. Fallingwater
(Mill Run, Pennsylvania) [3602.0041]
The Frank Lloyd Wright Foundation Archives
(The Museum of Modern Art | Avery Architectural & Fine Arts Library, Columbia University, New York)
Photo Credit: HB-04414-5D3 , Chicago History Museum, Hedrich-Blessing Collection
Scrive Lionello Venturi: "Frank Lloyd Wright (1867 - 1959) è un grande architetto moderno che ha prodotto opere d'architettura che sono opera di poesia. I suoi molti scritti sono privi di ogni chiarezza e di ogni disciplina teorica, ma pieni dell'impulso che spinge l'artista ad accanirsi sulla costruzione con lo stesso impegno, la stessa partecipazione e la stessa immediatezza con la quale il pittore si accanisce sulla tela e lo scultore sul blocco. Si è già detto che, attraverso Richardson e Sullivan, Wright si forma sulle idee di Ruskin e Morris: inoltre egli è un fanatico dell'ideale democratico americano e crede nel verbo di Lincoln come un vangelo sociale. È un entusiasta della poesia di W. Whitman, detesta cordialmente l'Europa con la sua tradizione classica e cattolica; e non si stanca di ammonire l'America di guardarsi dall'influenza europea, dal mito capitalistico della civiltà meccanica, dalla sua arte che è una costruzione intellettuale sulla realtà e non una profonda partecipazione alle sue leggi organiche".2
St. Mark's Tower in-the-Bouwerie
(New York, NY)
Unbuilt Project, perspective [2905.041]
The Frank Lloyd Wright Foundation Archives
(The Museum of Modern Art | Avery Architectural & Fine Arts Library, Columbia University, New York)
Furono i grattacieli ad ossessionare Wright per un'intera vita, fin dagli esordi ai tempi della collaborazione con lo studio di Louis Sullivan a Chicago. Li progettò per tutta la sua carriera, la prima volta nel 1905 e l'ultima nel 1956, ma solo due furono realizzati. La mostra esplora una selezione di progetti nei quali è centrale l’impiego del taproot system, soluzione a cui giunse alla fine degli anni ’20 e che prende il nome dal sistema di radici di alcune specie di piante, elemento indicativo di come Wright guardasse alla natura anche quando progettava un edificio di tipo urbano.
Una sezione della rassegna è dedicata al complesso di edifici pubblici e metropolitani: accanto a icone come lo Unity Temple e il Guggenheim Museum, sono presentati gli elaborati meno noti di un planetario, di un centro governativo e di un massiccio sviluppo urbano a uso misto, che denotano l'ideale democratico di comunità promosso dall'autore.
Masieri Memorial students' library and residence
(Venice, Italy)
Unbuilt Project, perspective [5306.002]
The Frank Lloyd Wright Foundation Archives
(The Museum of Modern Art | Avery Architectural & Fine Arts Library, Columbia University, New York)
La mostra si chiude con la sezione dedicata a Frank Lloyd Wright e l’Italia, dove il dibattito architettonico negli anni Quaranta e Cinquanta viene esplorato attraverso una selezione di fotografie, lettere e cataloghi, insieme all’esame dell’unico progetto - mai realizzato - ideato da Wright per l’Italia: il Masieri Memorial (1951-55), da collocarsi presso il Canal Grande di Venezia. Un edificio pensato al fine di commemorare uno dei suoi discepoli italiani, Angelo Masieri - morto tragicamente in Arizona mentre stava completando un grand tour dell’America per far visita e lavorare con Wright - e che, nella combinazione di modernismo e di forme e materiali tradizionali veneziani, fu un vero e proprio saggio sugli scambi culturali tra Wright e l’Italia. Viene inoltre documentata la grande mostra Sixty Years of Living Architecture del 1951 che celebra la sua carriera e denota il crescente interesse per il modello organico suscitato fra progettisti, critici e storici italiani di quegli anni, quali Bruno Zevi e Carlo Scarpa.

1) L. Venturi, Storia della critica d'arte, Einaudi, Torino 2000, pp. 326, 327.
2)
Ibidem.

FRANK LLOYD WRIGHT TRA AMERICA E ITALIA

Dal 28 marzo al 1 luglio 2018
Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli
via Nizza 230, 10126 Torino
Biglietteria all’ingresso della Pinacoteca (4°piano)
Orario: 10 - 19 da martedì a domenica. Chiuso il lunedì.
Visite guidate su richiesta, accesso disabili, bookshop.
t. +39 011 0062713
www.pinacoteca-agnelli.it