giovedì 11 aprile 2024

L’ INFORMALE A TORINO

Pinot GALLIZIO
Pinot GALLIZIO 
Senza titolo, 1961 
Olio su tavola, 68,5x46,5 cm 
Collezione privata
Guarda al futuro la mostra TORINO ANNI ‘50. La grande stagione dell’Informale, allestita fino al 1 settembre 2024 a Palazzo Accorsi Ometto, nel cuore della Torino barocca.
Sede del Museo di Arti Decorative, dimora del lungimirante antiquario Pietro Accorsi, le esposizioni ospitate negli spazi rinnovati intendono ampliare il dibattito intorno alle arti figurative focalizzando l’attenzione sui movimenti d’avanguardia che dal dopoguerra ad oggi hanno proiettato la città in un una dimensione di respiro internazionale.
Karel APPEL
Karel APPEL 
Maternità, 1956 
Olio su tela, 100x70 cm 
Collezione privata 
© Karel Appel, by SIAE 2024
Senza tradire l’originaria vocazione, il Museo, dopo il secondo ampliamento inaugurato nell'ottobre 2023, dalle arti applicate si rivolge alle collezioni private e di prestigiose istituzioni contestualizzando l’oggetto d’arte attraverso ricostruzioni documentarie e il confronto dialettico fra gli autori.
Curata da Francesco Poli l’esposizione presenta 70 quadri provenienti da 50 prestatori in un «percorso fluido», a partire dall’«immagine guida» di Pinot Gallizio - di cui ricorrono sessanta anni dalla morte, avvenuta il 25 febbraio 1964, artista glocal di stanza ad Alba in contatto col cenacolo di Albisola - punto di riferimento visivo in ardita connessione con il cassettone intarsiato in avorio e madreperla, capolavoro dell'ebanista Pietro Piffetti.
Umberto MASTROIANNI
Umberto MASTROIANNI 
Deflagrazione, 1962-1963 
Bronzo, 110x98x60 cm 
Torino, Galleria del Ponte 
Il percorso si snoda a partire dall’astrattismo geometrico del gruppo MAC (Movimento Arte Concreta) - fondato a Milano nel 1948 da Dorfles, Munari, Monnet e Soldati - per ripercorrere la fortuna dell’Informale a Torino  con Soffiantino, Carena, Mastroianni e una trentina di pittori e scultori di area torinese (fra cui, uniche presenze femminili, Carol Rama e Paola Levi Montalcini) aderenti in modi del tutto originali e diversificati al movimento consacrato dal critico Michel Tapié in una serie di grandi mostre parigine e culminato nella rassegna al circolo degli Artisti di Torino “Arte Nuova. Esposizione internazionale di pittura e scultura” (1959), curata dallo stesso Tapié con Luciano Pistoi e Angelo Dragone.
Mario LATTES
Mario LATTES 
Kaddish , 1959 
Olio su tela, 75x55 cm 
Collezione Caterina Bottari Lattes
Nato dalla crisi causata dal secondo conflitto mondiale, in reazione al Novecentismo, non mancano nelle sue fila rappresentanti dall’indole narrativa, come Lattes, artefice di un volto ieratico memore della Shoah (Kaddish), insieme alla sintesi formale operata da Aimone (Testa), uniche tracce persistenti di una figurazione non del tutto superata.
Il paesaggio è ancora riconoscibile sia nella pennellata gestuale di Spazzapan (La palude ardente), Martina (Paesaggio d’inverno) e Chessa (Monti a Torre Pellice), sia negli ambienti fiabeschi di Casorati (Lampare) e Tabusso, (Peschereccio Freccia verde).
Mauro CHESSA
Mauro CHESSA
Monti a Torre Pellice, 1961-1962
Olio su tela, 50x70 cm
Torre Pellice, collezione civica
Comune di Torre P
ellice, inv. 2815
Nella sezione dedicata alla scena estera, le opere di Jorn, Tapiés, Riopelle, Alechinsky, il giapponese Gruppo Gutai, per non citarne che alcuni, accanto al video dedicato alle architetture di Gabetti e Isola, Mollino, Venturelli, Nervi e altri protagonisti di Italia ‘61, raccontano la Torino del boom economico, teatro di un collezionismo colto dalla forte impronta internazionale. Proposte di pregnante attualità a settant’anni dalla loro comparsa, efficaci nel suscitare interrogativi fra le giovani generazioni di studenti, chiamate a cogliere con rinnovata creatività le sfide estetiche e tecnologiche del terzo millennio.

TORINO ANNI ‘50. La grande stagione dell’Informale
Fino al 1 settembre 2024
Museo di Arti Decorative Accorsi Ometto
Via Po, 55 - Torino
Tel. 011837688 int. 3
Info@fondazioneaccorsi-ometto.it
www.fondazioneaccorsi-ometto.it