martedì 7 gennaio 2020

LA BELLE ÉPOQUE DI VITTORIO CORCOS

Paolina Clelia Silvia Bondi
1909
Olio su tavola
Collezione privata
La Fondazione Accorsi-Ometto rende omaggio a VITTORIO CORCOS, maestro indiscusso del ritratto femminile dell’Ottocento.
La mostra, curata da Carlo Sisi, ripercorre in sei ‘capitoli’ un’Avventura dello sguardo a partire dalla serie di figure della sezione Sguardi, fulcro dell'universo poetico di Vittorio Corcos, già accreditato dalla critica del tempo.
Nella sezione In posa nell’atelier, i protagonisti sono le personalità che frequentavano lo studio dell’artista: Anna Belimbau, moglie del pittore Adolfo o Fernanda Ojetti, moglie del potentissimo Ugo, ma anche gli amici Jack La Bolina, pseudonimo di Augusto Vecchi, ufficiale di marina, noto soprattutto come scrittore, oppure il pittore Francesco Gioli che, con il fratello Luigi, teneva studio nello stesso edificio abitato da Corcos.
Jack La Bolina (Augusto Vecchi)
1897
Olio su tela
Courtesy Società di Belle Arti, Viareggio
La sezione Aria di Parigi comprende, oltre ai dipinti della Belle Époque esplicitamente francesi, come la delicata Jeune femme se promenant au Bois de Boulogne - che doveva far parte di una più ampia composizione, a tutt’oggi sconosciuta - o le splendide Istitutrici ai Campi Elisi, il ritratto della Figlia di Jack La Bolina che ricorda le eleganze di De Nittis e degli amici impressionisti.
La sezione dedicata al Salotto della "gentile ignota" conduce all’eletto circolo della moglie di Corcos, Emma Rotigliano, assidua corrispondente di Giovanni Pascoli che le aveva attribuito quell’enigmatico appellativo. Accanto al ritratto di Emma si avvicendano quelli del poeta Giosuè Carducci, l’ormai anziano macchiaiolo Silvestro Lega o il compositore Pietro Mascagni, ospiti illustri di casa Corcos.
Anna Belimbau
1900
Olio su tela
Istituto Matteucci, Viareggio
Nella sezione Luce mediterranea la costa livornese fa da sfondo al quadro In lettura sul mare, straordinaria prova di pittura en plein air in grado di attestare la qualità stilistica raggiunta da Corcos anche nel genere del paesaggio, ulteriormente testimoniato dal lirico scorcio di Pracchia, piccolo borgo della montagna pistoiese.
L’ultima sezione consacrata all’Eterno femminino riassume in due ‘capitoli’ il tema della donna sviluppato, in arte come in letteratura, dal Decadentismo: il quadro Sogni, fra i più celebri di Corcos, incarna perfettamente la bellezza ineffabile delle donne amate e descritte da D’Annunzio e da Fogazzaro, mentre la ricca selezione di incisioni dedicata alle "vergini funeste" porta in mostra i massimi rappresentanti della cultura figurativa mitteleuropea alla vigilia delle Avanguardie.
Sogni
1896
Olio su tela
Roma, Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea
In Sogni, Corcos riassume le inquietudini di un’epoca consapevole della propria crisi e ad esso associa donne perdute ed altre venerate per la loro leggendaria bellezza, come Lina Cavalieri, "massima testimonianza di Venere in terra" secondo D’Annunzio e soggetto molto congeniale all’estro compositivo del pittore. Attento osservatore della moda del suo tempo, Corcos esibisce nella sua pittura un’eccezionale mimesi dei tessuti, dei ricami, dei gioielli, di ogni componente dell’abito utile a connotare la posizione sociale del personaggio ritratto, come si vede in Corinna Salmon o in Maria Josè principessa di Piemonte, la négresse blonde, così chiamata a causa dei suoi indomabili capelli.
Ritratto della moglie Emma
1889 ca.
Olio su tela
Livorno, Museo Civico Fattori
Vittorio Corcos (1859-1933) nasce a Livorno da famiglia ebraica e si forma nelle Accademie di Firenze e di Napoli, città da lui ambita per la presenza di Domenico Morelli, convinto assertore del concetto di verità. Nel 1880 inizia l’esperienza parigina frequentando il vivace salotto di Giuseppe De Nittis, collettore degli ‘italiani di Parigi’, entrando nell’orbita del mercante Goupil, fautore della precoce fortuna internazionale del pittore.
Nel 1886 rientra a Livorno e sposa Emma Rotigliano, per poi trasferirsi a Firenze dove riceverà il battesimo in San Giovanni il 9 dicembre 1887. Il salotto di casa Corcos diviene da allora meta affollatissima di letterati ed artisti, riflesso del milieu culturale aggiornato e poliglotta che si riflette nell’opera del pittore, impegnato nella illustrazione di libri e di riviste, ma soprattutto nel ritrarre la società di fine secolo.

VITTORIO CORCOS
L’avventura dello sguardo

Dal 3 ottobre 2019 al 16 febbraio 2020
Museo di Arti Decorative Accorsi - Ometto
Via Po 55, Torino
Orario: da martedì a venerdì 10 - 13; 14 - 18; sabato, domenica e festivi 10 - 13; 14 - 19. La biglietteria chiude mezz’ora prima. Lunedì chiuso
t. 011 837 688 int. 3
www.fondazioneaccorsi-ometto.it