giovedì 21 settembre 2023

"PORTICI DI CARTA” A TORINO

15ª Edizione PORTICI DI CARTA
Un' immagine della scorsa edizione
di Portici di Carta
Sabato 7 e domenica 8 ottobre 2023 torna PORTICI DI CARTA, la manifestazione letteraria giunta alla sedicesima edizione - quest'anno dedicata all'autore ceco Milan Kundera, recentemente scomparso - che trasforma Torino in una delle librerie all’aperto più lunghe del mondo.

Milan Kundera
 Milan Kundera 
Diffuse su 2 chilometri di spazio espositivo, tra via Roma, piazza San Carlo, Piazza C.L.N., piazza Carlo Felice, 63 librerie torinesi, 68 case editrici e 49 espositori de “Il libro ritrovato” (libri antichi e fuori catalogo) confermano il capoluogo piemontese capitale indiscussa del libro.

Rocco Pinto, coordinatore dei librai e ideatore della manifestazione individua nell' evento e negli Stati generali delle biblioteche scolastiche del Piemonte il 7 ottobre, un punto di snodo, un'occasione feconda per ridefinire il ruolo dell' editore invitando il 'popolo del libro' a partecipare di questo rinnovamento culturale.
Felicia Kingsley
 Felicia Kingsley 
Molte le iniziative: incontri, dialoghi, celebrazioni editoriali, dediche autoriali (ospite, fra gli altri, Felicia Kingsley), passeggiate (con iscrizione obbligatoria su SalTo+), degustazioni letterarie e laboratori che vedono coinvolti il circuito delle biblioteche cittadine, i servizi educativi del Castello di Rivoli, Lingua Madre e numerose altre realtà diffuse sul territorio.
Laboratori a cura del Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea
 Laboratorio a cura del
Dipartimento Educazione Castello di Rivoli
Museo d"Arte Contemporanea
Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito con prenotazione consigliata, registrandosi su SalTo+, la piattaforma digitale del Salone del Libro (le prenotazioni si chiuderanno una volta raggiungo il 50% della capienza della sala o dello spazio).

Per ulteriori dettagli e informazioni: www.salonelibro.it; porticidicarta@salonelibro.it

giovedì 4 maggio 2023

VENEZIA NEL SETTECENTO

Bernardo Canal
Bernardo Canal (Venezia 1664- 1744)
Venezia, entrata del Canal Grande con Punta della Dogana e
Santa Maria della Salute
, 1737 
Olio su tela, cm 65x85 
Collezione privata 
A quasi un secolo di distanza dalla prima esposizione dedicata al Settecento veneziano, intitolata “Il Settecento Italiano” e allestita a Venezia nel 1929 – cui lo stesso Pietro Accorsi diede un rilevante contributo – la Fondazione Accorsi-Ometto rende omaggio al mito della Serenissima con la mostra VENEZIA NEL SETTECENTO. Una città cosmopolita e il suo tempo, curata da Laura Facchin, Massimiliano Ferrario e Luca Mana.
Bartolomeo Nazzari (Clusone, 1699 - Milano, 1758)
La macchia di cioccolata, metà del XVIII secolo 
Olio su tela, cm 61x50 
Parigi, collezione privata. Courtesy Cabinet Turquin 
La produzione artistica veneziana del XVIII secolo è associata al concetto di “prodotto di lusso”, tanto nei campi della pittura e della scultura quanto in quelli delle arti decorative: l’ebanisteria, i tessuti, i merletti di Burano e i vetri di Murano.
Non meno brillanti sono gli esiti della musica e del teatro. La Venezia del Settecento conta ben diciassette teatri, oltre a sale da concerto, locali pubblici e privati detti “ridotti”, ove si esibisce l’orchestra tutta femminile diretta da Antonio Vivaldi.
Legatura di commissione dogale
Legatura di commissione dogale
Venezia, seconda metà del XVIII secolo 
Argento sbalzato e parzialmente dorato, cm 24x17 
Collezione privata 
Nel 1797, in seguito agli accordi di Campoformio, si conclude la millenaria storia della Serenissima Repubblica di San Marco: Napoleone, cedendo la città e buona parte dei territori di terraferma all’Austria, ne segna la fine.
Nove aree tematiche, sviluppate negli spazi espositivi del Museo e lungo le sale dedicate alla collezione permanente, ripercorrono la parabola storico-culturale della città illustrandone gli aspetti più affascinanti e curiosi.
Rosalba Carriera
Rosalba Carriera (Venezia, 1673- 1757)
Ritratto di giovane gentildonna, circa 1720 
Pastello su carta applicato su tela, cm 61x45,5 
Collezione privata. Courtesy Robilant+Voena
Molti sono i capolavori esposti: dalle grandi tele a soggetto sacro e mitologico di Giambattista Tiepolo, ai ritratti a pastello di Rosalba Carriera alle vedute di Carlevarjis, Canaletto e Marieschi.
La descrizione dettagliata della vita pubblica, con il Carnevale e la festa della Sensa (Ascensione), si contrappone alle intime vedute di interni dei Longhi.
Ovunque, traspare il lusso raffinato secondo la moda dell’ epoca. Estetica e funzione si compenetrano tanto negli arredi delle dimore gentilizie, quanto negli oggetti liturgici del ghetto ebraico. Ne sono un esempio i preziosi esemplari in argento sbalzato o la tavola imbandita con stoviglie in argento, bicchieri in vetro di Murano e con le famose ceramiche realizzate nella manifattura fondata dal modenese Geminiano Cozzi.
Giorgio de Chirico
Giorgio de Chirico
(Volo, Grecia, 1888 -Roma 1978)
Venezia, Palazzo Ducale, 1955 
Olio su cartone applicato su tela, cm 50x60 
Collezione privata. Courtesy Galleria Bottegantica, Milano 
Il mito di Venezia sopravvive al declino economico-politico seguitando a ispirare i viaggiatori del Grand Tour, le atmosfere preromantiche di Francesco Guardi, le vedute terse di Giuseppe Bernardino Bison, il luminismo impressionista di Giuseppe Ponga. Il suo fascino sospeso sull’acqua seduce attraverso i secoli generazioni di artisti e letterati: Goethe, Foscolo, Canova, Whistler, Monet, Kokoschka, i pittori futuristi, gli esponenti dei movimenti d’avanguardia e oltre, fino ai giorni nostri. Molti sono i volti di Venezia. Fluttuante miraggio fra realismo magico e incanto metafisico, Giorgio De Chirico sigilla il profilo glorioso della Serenissima, mostrandola al pubblico come Araba Fenice risorta dalle proprie ceneri.

VENEZIA NEL SETTECENTO
Una città cosmopolita e il suo tempo
Dal 20 aprile al 3 settembre 2023
Museo di Arti Decorative Accorsi - Ometto
Via Po, 55 - 10124 Torino
Orario: martedì, mercoledì e venerdì 10-18; giovedì 10-20; sabato, domenica e festivi 10-19. La biglietteria chiude mezz’ora prima. Lunedì chiuso.
Per informazioni: t. 011 837688 int. 3; info@fondazioneaccorsi-ometto.it

mercoledì 26 aprile 2023

IL DIPINTO SI FA POESIA

IL GUARDIANO DEL TEMPO PERSO
IL GUARDIANO DEL TEMPO PERSO
2021
acrilico su tela, 60x80 cm
La mostra presso la Sala dell’Affresco nel Palazzo Civico di Signa (Firenze), fino all’11 maggio, ha per protagoniste le opere figurative di Alessandro Fioraso, accostate alle poesie di Yuleisy Cruz Lezcano
Una volta di più letteratura e pittura si incontrano per dar vita a una dimensione altra, immaginifica e ricreativa, assumendo il carattere di una pausa contemplativa nella nebulosa suggestione generata dall’incessante fluire della comunicazione verbale.
IL DUBBIO
IL DUBBIO
2021
olio su compensato, 60x80 cm
Il cammino di ricerca dei due autori appare da subito calato nell’abisso di sentimenti, contraddizioni, emozioni connesse all’insondabile mistero della vita.
“La sottile armonia, la folle fantasia e l’essenza sonora della mano dell’artista che colora”¹ sono svelate nei versi di Yuleisy Cruz Lezcano, poetessa cubana, bolognese d’adozione, dallo stile improntato alla sensibilità decadente di Baudelaire, all’ironia crepuscolare di Gozzano, al naturalismo di Whitman e alla psicologia di autori moderni e contemporanei originari dell'America Latina.
BORGHI DI PONDY
BORGHI DI PONDY
2019
olio su tela, 50 x 70 cm
Ben si attaglia la metrica di Lezcano alla cifra di Fioraso, per cui la fantasia scaturisce con rinnovata ispirazione dai viaggi intrapresi in India e la spiritualità deriva da un’attitudine meditativa tale da conferire alla pittura un vivido e concreto realismo.
Alcuni dei più significativi lavori esposti danno prova di un equilibrato rapporto tra invenzione e solida adesione al dato oggettivo. Analogamente, se Il dubbio solleva interrogativi sulla rappresentazione della trascendenza, Nature Mother celebra la fecondità della terra, suscitando un rapporto dialettico fra significati antitetici e complementari.
NATURE MOTHER
NATURE MOTHER
2018
olio su tela, 60x80 cm 
Il cammino di Alessandro Fioraso ripreso a partire dal 2000 dopo un periodo di inattività, si contraddistingue per le atmosfere surrealiste alternate ai primi ritratti, genere peraltro mai abbandonato, fino agli scenari più recenti, strutturati secondo un memoriale denso di notazioni biografiche. Se è vero che la crescita presuppone di considerare la crisi quale premessa necessaria al cambiamento, l’intera produzione pittorica si configura come esperienza vissuta, da leggere e interpretare alla luce di questo processo di accrescimento, anzitutto interiore.
IL RICHIAMO DELLA LUCE
IL RICHIAMO DELLA LUCE
2019
acrilico su tela, 50 x 70 cm
Scrive in proposito Gian Giorgio Massara nel testo in catalogo: “L’aver ripetutamente compiuto viaggi in India, aver vissuto situazioni lontane dal nostro quotidiano, sono valori che lo hanno intimamente arricchito suggerendo dipinti quali Il richiamo della Luce: la lunghissima scalinata che sfocia in una intensa zona luminosa simboleggia la via che ‘l’anima affronta nel corso della vita terrena’”.

1. SENTO E SENTO © Yuleisy Cruz Lezcano

IL DIPINTO SI FA POESIA
Mostra poetico pittorica di Yuleisy Cruz Lezcano e Alessandro Fioraso
Dal 30 aprile all’11 maggio 2023
Vernissage 29 aprile ore 16
Sala dell’Affresco del Palazzo Civico 
Piazza della Repubblica, 1 - Signa (FI)
Mostra visitabile in orario di apertura del Comune: dal lunedì al venerdì 8,30-12,30; martedì 15-18.

lunedì 17 aprile 2023

VISITE AL CANTIERE DI PALAZZO MADAMA

Partiranno sabato 22 aprile 2023, alle ore 9.30, le prime visite guidate gratuite al cantiere di restauro e consolidamento della facciata juvarriana di Palazzo Madama e alle monumentali statue di Giovanni Baratta.
Tramite l’ascensore di cantiere accessibile anche alle persone con disabilità, i visitatori saranno guidati dai restauratori lungo uno spettacolare percorso sui ponteggi sino a quota 28 metri dal suolo, in corrispondenza del terrazzo soprastante la facciata.

La balconata attrezzata per la movimentazione a terra delle quattro statue allegoriche del “Buon Governo” - Giustizia, Liberalità, Magnanimità e Abbondanza - appena restaurate, offrirà una prospettiva privilegiata e inedita della città e del territorio circostante fino alla corona alpina, abbracciando a 360° le principali architetture di Torino: Palazzo Reale, la cappella della Sindone, la Real chiesa di San Lorenzo, la Mole Antonelliana, Palazzo Carignano, Superga.

I visitatori potranno osservare gli interventi in corso per il restauro delle decorazioni in marmo e il consolidamento strutturale della trabeazione, con l’inserimento delle strutture in acciaio, in fase di montaggio nelle tre “camere cieche” ricavate da Juvarra durante la costruzione, all’interno del cornicione.

A un livello intermedio, dietro al grande telone che ricopre i ponteggi, sarà possibile ammirare i grandi capitelli delle colonne che decorano il corpo centrale della facciata.

La visita sarà integrata da un racconto del professor Giovanni Carlo Federico Villa sulla storia millenaria di Palazzo Madama: da porta romana a castello medievale, da capolavoro del Barocco europeo a sede del Senato, oggi Museo Civico d’Arte Antica con oltre 70.000 opere di pittura, scultura e arti decorative dal periodo romano all’Ottocento.


INFO VISITE
Date: sabato 22 aprile, 20 maggio, 17 giugno,16 settembre, 21 ottobre 2023
Orari: 9.30, 11.30, 14.30, 16.30
Durata: 1 ora
Visita gratuita con prenotazione obbligatoria dal venerdì al mercoledì antecedenti alla data
In caso di maltempo la visita sarà annullata e riprogrammata
Tel. 0115211788 - prenotazioniftm@arteintorino.com 
Al momento della prenotazione saranno forniti il regolamento di accesso al cantiere e la modulistica da compilare.
Posti limitati

sabato 15 aprile 2023

NEOCLASSICISMI A TORINO

Progetto di decorazione per la piazza Castello di Torino
Alessandro Angeli 
Progetto di decorazione per la piazza Castello di Torino
(da A. Antonelli), 1831
Incisione all'acquatinta, 59 x 121 cm
Dopo il successo della mostra “Disegnare la città. L’Accademia Albertina e Torino tra Eclettismo e Liberty”, la Pinacoteca Albertina propone fino al 25 giugno NEOCLASSICISMI A TORINO. Dal Settecento al giovane Antonelli, un nuovo racconto di scoperta e valorizzazione del patrimonio storico artistico del caveau dell’Accademia.
Ideale punto di partenza è la figura di Laurent Pécheux. Il suo taccuino romano e i regolamenti che scrisse per l’Accademia di Belle Arti nel 1778 aprono la strada al classicismo tardo settecentesco che riconosciamo in città nelle sculture dei fratelli Collino e nel progetto architettonico per le scuderie dei Principi di Carignano, l’attuale Biblioteca Nazionale Universitaria.
Modelletto del Monumento a Vincenzo Maria Mossi di Morano
Francesco Gonin
Modelletto del Monumento
a Vincenzo Maria Mossi di Morano
, 1831
Litografia, 420 x 300 mm

Dopo il periodo napoleonico, a presiedere l’Accademia Reale di Torino è Filippo Asinari di San Marzano, ministro plenipotenziario dei Savoia al Congresso di Vienna. Il suo busto, opera di Giacomo Spalla, dimostra l’influenza esercitata da Canova e Thorvaldsen sugli artisti torinesi del primo Ottocento. Altrettanto significativi sono i cantieri degli architetti che furono vicini all’Accademia negli anni della Restaurazione: dalla Gran Madre di Ferdinando Bonsignore ai progetti di Giuseppe Maria Talucchi; tra questi la “Rotonda” al centro del cortile dell’Accademia, recentemente restaurata. Per guidare i cantieri, il piemontese Luigi Canina inviò da Roma le sue straordinarie incisioni delle antichità classiche. Documenti di grande fascino, allestiti in mostra all’interno di una suggestiva scenografia.
Bernard Romain, Julien Étude n. 11, 1834-41
Bernard Romain Julien
Étude n. 11, 1834-41
A sinistra: «Chez Aubert, Galérie Véro-Dodat», Paris
A destra: «lith. Bernard, rue de l'Abbaye n. 4»
Litografia su carta, 475 x 630 mm
Allievo di Bonsignore e Talucchi fu Alessandro Antonelli, di cui sono conservati i visionari progetti per una nuova cattedrale in piazza Castello, insieme a numerosi altri disegni originali. Realizzati durante il suo pensionato romano, vengono proposti al nuovo re Carlo Alberto e aprono la strada ad Antonelli per l’insegnamento nella rinnovata Accademia Albertina. Per la sua scuola verranno acquistati gessi di fregi architettonici di matrice classica, presenti in rassegna dopo un importante restauro condotto dal Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale.
Veduta di Torino da Est
Luigi Vacca
Veduta di Torino da Est, 1818-1822
Tempera, acquerello, pastello su carta, 20,3 x 54 cm
Torino, Archivio Storico della Città in comodato dalla Fondazione Compagnia di San Paolo
Alla Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo e all’Archivio Storico della Città di Torino si deve il prestito delle meravigliose vedute torinesi di Luigi Vacca, a tempera, acquerello e pastello su carta, riproducenti il nuovo assetto urbanistico della città imposto dall’editto di Milano (23 giugno 1800).
Molti gli insegnanti e gli allievi dell’Accademia di Belle Arti che hanno lavorato al progetto espositivo, dal Corso di Fotografia di Fabio Amerio in collaborazione con il Centro Ricerche, Innovazione Tecnologica e Sperimentazione della RAI; agli autori dei modelli storici del Corso di Scenografia di Massimo Voghera; a Elisabetta Ajani e Mattia Gaido coordinatori nella realizzazione dei contributi multimediali in sinergia con i rievocatori storici dell’associazione culturale Le vie del Tempo.
Luigi Vacca, Bozzetto di scenografia
Luigi Vacca
Bosco con vittime appese ai tronchi ed are accese,
e Tempio di Giove nel fondo
, 1859
Coreografia di Antonio Cortesi, per il Teatro Regio di Torino
Inchiostro e acquerello su carta, 243 x 318 mm
Partecipa al progetto anche L'Università degli Studi di Torino, con il patrimonio artistico del suo Rettorato, l’Associazione Guarino Guarini e SIAT - Società degli Ingegneri e Architetti in Torino - con un calendario di incontri a tema, e il Museo Storico Reale Mutua. Partner della mostra è anche la Pasticceria Pfatisch 1915, Locale Storico d’Italia frequentato in passato dai membri di Casa Savoia e da intellettuali come Cesare Pavese, Primo Levi, Mario Soldati, Indro Montanelli e Norberto Bobbio.

Testi in catalogo di Enrico Zanellati, Barbara Stabielli, Antonio Musiari, Rosalba Stura, Francesco Poli, Francesca Bocasso, Elena Gianasso e Carlo Ostorero.

NEOCLASSICISMI A TORINO. Dal Settecento al giovane Antonelli
28 ottobre - 25 giugno 2023
Pinacoteca Albertina
Via Accademia Albertina, 8 - 10123 Torino
Orario: tutti i giorni feriali e festivi, escluso il mercoledì dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso alle 17,30).