martedì 28 marzo 2023

FRAMMENTI E ORIZZONTI DI MEMORIA

Undici milioni
Undici milioni
2022
Tecnica mista, cm 20x20

Con un catalogo a cura di Gian Giorgio Massara e Angelo Mistrangelo, la mostra intitolata FRAMMENTI E ORIZZONTI DI MEMORIA. Le storie nascoste sulle tele di Vittorio Marchis presso la Chiesa di San Bernardino dei Disciplinati Bianchi a Bene Vagienna, presenta una ricca selezione di dipinti realizzati dall’autore negli anni 2021 e 2022. Laureato in ingegneria, professore ordinario di Meccanica al Politecnico di Torino, da tempo ha mutato il suo ruolo in storico della scienza e proprio in quest'ambito la “memoria” ha assunto un ruolo centrale.
Quel geniaccio
Quel geniaccio
2021
Tecnica mista, cm 80x40
Come scrive Gian Giorgio Massara “studiando le opere di Vittorio, ci si avvede che sono composte da materiali vari, spesso divenuti fragili ma ancor ricchi di storia”. La rassegna comprende olî, acrilici e una vetrina con alcuni cahier de voyage che da anni l’autore usa compilare a contrassegno del suo percorso visivo.

Annota Angelo Mistrangelo: “I suoi taccuini raccontano di viaggi, incontri e ‘frammenti’ di giornali con ‘bruciature’ che idealmente creano una Sindone contemporanea. E sono diari che racchiudono gli aspetti di una narrazione dal tratto immediato, con tocchi di colore in dialogo con l’ambiente”, espressione “di una ricerca che fluisce dalla Civiltà delle macchine alla Slot machine dello scrittore Charles Simić. (...)Slot machine poetica che offre un jackpot di significati incommensurabili attivati dalla nostra immaginazione".

FRAMMENTI E ORIZZONTI DI MEMORIA
Mostra personale di Vittorio Marchis
2 aprile - 25 giugno 2023
Inaugurazione: Domenica 2 aprile 2023 ore 10,30
Chiesa di San Bernardino dei Disciplinanti Bianchi
Via Roma, 18 - 12041 Bene Vagienna (CN)
Orario: giorni festivi 10,00-12,00 / 15,00-18,00
Per informazioni: (Ufficio Turistico) Tel. 0172.654969

lunedì 27 marzo 2023

LEONARDO MOSSO. NUVOLA ROSSA (1975)

Nuvola Rossa
Leonardo Mosso
Nuvola Rossa
Torino, Scalone della Manica Nuova di Palazzo Reale
foto: Andrea Guermani
Dal 23 marzo 2023, nella Manica Nuova del Palazzo Reale, i Musei Reali di Torino accolgono l’installazione NUVOLA ROSSA (1975) di Leonardo Mosso (1926-2020), preziosa donazione degli eredi dell’architetto, artista, fotografo, ricercatore, semiologo, professore torinese.
Leonardo Mosso, tra i promotori con Maria Adriana Prolo dell’Associazione Museo Nazionale del Cinema di Torino nel 1953 e fondatore nel 1979 dell’Istituto Alvar Aalto, poi Museo dell’Architettura Arti Applicate e Design, è stato un protagonista assoluto dell’applicazione dell’ingegno trasversale alle arti.
Scalone della Manica Nuova di Palazzo Reale
Scalone della Manica Nuova di Palazzo Reale
progettata da 
Emilio Stramucci (1845 – 1926)
foto: Andrea Guermani
Nuvola Rossa è una struttura costituita da listelli in legno di tiglio con sezione di 3 millimetri, lunghi 35 cm, dipinti di rosso e uniti da giunti elastici in neoprene. Ideata per il Museo del Risorgimento di Torino in occasione del trentesimo Anniversario della Liberazione, il 25 aprile 1975, inserita nel Salone del Parlamento, aveva uno sviluppo complessivo di circa 400 metri quadrati.

Rimossa nel 1984 e riscoperta a più riprese negli anni Novanta, la donazione degli eredi Laura Castagno Mosso e Stefano Mosso riporta alla luce la “grande ‘cinetettura’ rossa”, "struttura cinetica" restaurata nel 2022 e ora collocata nello scalone della Manica Nuova del Palazzo Reale di Torino, un edificio realizzato tra il 1899 e il 1903 dall’architetto romano Emilio Stramucci (1845 – 1926), ispirato alle residenze principesche del Settecento italiano e ai capolavori juvarriani.

LEONARDO MOSSO, NUVOLA ROSSA (1975)
Una donazione per i Musei Reali di Torino

Dal 23 marzo 2023
Scalone della Manica Nuova di Palazzo Reale
Piazzetta Reale, 1 - Torino
museireali.beniculturali.it/

martedì 21 marzo 2023

DA MONET A PICASSO

Primavera
Claude Monet
Primavera, 1875
olio su tela
©Johannesburg Art Gallery
A Palazzo Barolo sessantatré opere dei maggiori protagonisti della storia dell’arte provenienti dalla JAG Johannesburg Art Gallery riflettono il percorso di crescita artistico-culturale della città sudafricana e in particolare della Galleria fondata nei primi anni del 1900 dalla collezionista Dorothea Sarah Florence Alexandra Ortlepp Phillips (Cape Town, 1863 - Somerset West, 1940) meglio nota come Lady Florence Phillips.
Suo fu l'intento di trasformare un centro minerario, cresciuto intorno alla ricchezza dei propri giacimenti, in una città improntata sui modelli delle capitali europee, istituendo un museo capace di promuovere e diffondere la cultura presso un vasto pubblico e, in prospettiva, di preparare il terreno ad una Scuola d’Arte Sudafricana in favore degli artisti locali.
Regina Cordium
Dante Gabriel Rossetti
Regina Cordium, 1860
olio su tavola
©Johannesburg Art Gallery
La prima sezione della mostra a cura di Simona Bartolena è dunque dedicata alla scena inglese dell’Ottocento, in particolare alle donazioni che nel tempo hanno arricchito la collezione con esemplari vittoriani e preraffaelliti, fra cui eccelle il dipinto Regina Cordium di Dante Gabriel Rossetti, perla della collezione.
La seconda sezione ripercorre la scena francese del XIX secolo, l'esperienza dei barbizonniers, di Corot, rende omaggio al realismo di Courbet con uno splendido scorcio delle falesie di Étretat, per giungere al postimpressionismo, passando da Monet, Sisley e Degas. Una sezione eterogenea, che comprende in pochi decenni una varietà di linguaggi dirompenti dovuti a personalità cardine quali Cézanne e Van Gogh o ad artisti come Signac, Le Sidaner, Vuillard, Bonnard, tutt'altro che comprimari in questa fase di svolta epocale.
Sulla riva del fiume a Veneux
Alfred Sisley
Sulla riva del fiume a Veneux, 1881
olio su tela
©Johannesburg Art Gallery
Un’area è dedicata al nucleo novecentesco del museo, con opere di Derain, Picasso, Modigliani e Matisse. Il percorso include inoltre una panoramica sulle neoavanguardie del secondo dopoguerra, tra cui spiccano, emblematici, il doloroso ritratto di Francis Bacon e il trittico – omaggio a Beuys – di Andy Warhol.
Infine, il focus sulla scena sudafricana: tre opere fortemente connotate di William Kentridge e autori rappresentativi dell’ambiente artistico di Lady Phillips formano un melting pot compreso fra tradizioni locali e influenze europee.
Vincent Van Gogh
Ritratto di uomo anziano, 1881-1883
carboncino su carta
©Johannesburg Art Gallery
Nelle riflessioni di Vuyisile Mshudulu - Direttore Arti, Culture e Tradizioni Città di Johannesburg - risiede in conclusione l’obiettivo della rassegna torinese: “Da sempre l’arte rappresenta un mezzo per mettere persone diverse in comunicazione tra loro da un punto di vista culturale. Un ponte che si è mantenuto saldo attraverso relazioni cordiali tra le Nazioni. Un modo per costruire la conoscenza reciproca e offrire prospettive positive per la ricchezza e la varietà dei diversi popoli del mondo”.

DA MONET A  PICASSO
Capolavori della Johannesburg Art Gallery
Dal 4 febbraio al 7 maggio 2023
Palazzo Barolo
Via delle Orfane 7 - 10122 Torino
Orario: dal martedì al venerdì 10 - 17,30; sabato e domenica 10 - 18,30. Ultimo ingresso un' ora prima della chiusura. Lunedì chiuso.

venerdì 17 marzo 2023

LE CHIAVI DELLA CITTÀ

Chiave ,  Piemonte, XVIII secolo.  Bronzo dorato  Dagli Archivi della Città di Torino, 1892  Torino, Palazzo Madama
Il museo è un’istituzione permanente senza scopo di lucro e al servizio della società, che effettua ricerche, colleziona, conserva, interpreta ed espone il patrimonio materiale e immateriale...offrendo esperienze diversificate per l’educazione, il piacere, la riflessione e la condivisione di conoscenze.
(Assemblea Generale Straordinaria di ICOM - International Council of Museums.
Praga, 4 agosto 2022)

Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica propone, fino al 10 aprile 2023, un inedito sguardo sulle sue collezioni civiche e la loro storia attraverso una selezione di opere emblematiche, in un percorso che accompagna il visitatore da La porta della Città nella Corte Medievale a Le chiavi della Città nella Sala del Senato.

Fibula a staffa
Fibula a staffa
fine del V- inizio del VI secolo
Regno ostrogoto d’Italia
Oro, argento, ferro; granati almandini, vetri verdi
Fa parte del “Tesoro di Desana”
Torino, Palazzo Madama
Il 4 giugno 1863 nasce il Museo Civico di Torino e fin dal 1878 gli viene dato un compito preciso: testimoniare la storia della città di Torino e la sua evoluzione nei millenni.
Ecco che allora in modo emblematico il Tesoro di Desana, raccolta di gioielli del periodo posteriore al 476 d.C., abitualmente conservato nella Torre dei Tesori ipogea di Palazzo Madama, rimanda alla guerra fra Bisanzio e gli Ostrogoti.
Ritratto d’uomo
Antonello da Messina
Ritratto d’uomo, 1476
Olio su tavola
Torino, Palazzo Madama
Nella sala dedicata al Piacere,  l’enigmatico volto di nobiluomo di Antonello da Messina, anticipa di una generazione i ritratti di Leonardo.
L’ambiente connesso al Ricercare è consacrato a Filippo Juvarra, con schizzi, rilievi e progetti della facciata di Palazzo Madama - ora oggetto di un complesso restauro - e i fogli dedicati alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, presentata con un magnifico modello in scala 1:500.
Modello del complesso architettonico e dei giardini della Palazzina di Caccia di Stupinigi
Gianfranco Gritella
Modello del complesso architettonico
e dei giardini della Palazzina di Caccia di Stupinigi
come si presentavano alla fine del XVIII secolo
Scala 1:500 
Legni di faggio, acero;
resine poliuretaniche, nylon sinterizzato, colori acrilici
La sala dedicata al Collezionare è dedicata al principale artefice delle collezioni civiche, quell’Emanuele Taparelli d’Azeglio che, da ministro plenipotenziario italiano a Londra rientrato a Torino donerà le proprie raccolte di porcellane, maioliche e vetri dipinti e dorati, facendo della propria passione privata una missione civile.
La successiva sezione dell’Educare pone al centro l’ebanisteria piemontese del Settecento e la straordinaria fortuna delle opere di Pietro Piffetti, in cui perizia tecnica e fantasia inventiva si uniscono con risultati di estrema eleganza.
Tavolo da parete
Pietro Piffetti
Tavolo da parete, 1730 – 1731 circa
Legno di noce impiallacciato in palissandro e intarsiato in bosso, legni vari policromi, osso e avorio;
decorazioni sui piedi in legno intagliato e dorato
Torino, Palazzo Madama 
Nelle due sale conclusive, il tema Conservare è riferito  all’eccezionale figura di Vittorio Viale, uno tra i massimi direttori museali del Novecento.

Infine la missione di Condividere sottolinea il contributo dato al Museo dalla cittadinanza, al fine di preservarne la memoria e garantirne la fruibilità, aspetti essenziali nella definizione e per il consolidamento dell'identità civica stessa.

LE CHIAVI DELLA CITTÀ NEI CAPOLAVORI DI PALAZZO MADAMA
24 febbraio – 10 aprile 2023
Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica 
Piazza Castello, Torino
Orario: lunedì e da mercoledì a domenica: 10 - 18. Martedì chiuso. Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura.

lunedì 13 marzo 2023

AL MAO ISLAM ED EUROPA A CONFRONTO

MAO - Foto allestimento © Giorgio Perottino
MAO Museo d'Arte Orientale
Galleria Paesi Islamici
Foto allestimento © Giorgio Perottino
Per lunghi secoli merci, tradizioni, invenzioni, scoperte sono nate o sono transitate dal mar Mediterraneo, innestandosi sull’esistente e assumendo identità e forme nuove. Così è accaduto con la lingua araba, ma soprattutto con le arti figurative, in particolare con la produzione tessile e ceramica: diverse raffigurazioni e tecniche di produzione custodite come segreti preziosi nei territori del Medio Oriente e del Nord Africa, sono approdate nella penisola iberica insieme ai conquistatori, dando origine a una straordinaria produzione autoctona ibridata.
Piatto, Spagna (Valencia, Manises), Metà XV sec.
Piatto
Spagna (Valencia, Manises), Metà XV sec.
Maiolica decorata a lustro dorato
H. 7 cm, D. 46 cm
Palazzo Madama -
Museo Civico d’Arte Antica, Torino
Negli spazi della Galleria del MAO Museo d'Arte Orientale dedicata ai Paesi Islamici dell’Asia, una mirata selezione di opere riunite nella mostra Lustro e lusso dalla Spagna islamica. Frontiere liquide e mondi in connessione, provenienti da collezioni pubbliche e private - fra cui l’Instituto Valencia de Don Juan di Madrid e la Fondazione Bruschettini per l'Arte Islamica e Asiatica di Genova, ideatrice del progetto - vengono poste in dialogo con le collezioni permanenti del Museo.
Frammento di un tappeto a motivi vegetali
Frammento di un tappeto a motivi vegetali
Spagna (Cuenca?) , Inizio del XVI secolo
70 x 43 cm
Galleria Moshe Tabibnia, Milano
Dalla Fondazione Bruschettini, giungono due frammenti di un tappeto “a ghirlande” (o “coronas” in spagnolo) risalenti all’inizio XVI secolo, elementi di una ghirlanda circolare a tre colori - il rosso del fondo, il verde degli ornamenti e il giallo che li contorna - caratteristica del gruppo di tappeti di Alcaraz, definito ‘rinascimentale’ e un capitello in marmo scolpito in rilievo del periodo omayyade (seconda metà del X secolo) ascrivibile a Cordoba, capitale di Al-Andalus.
Capitello
Capitello
Spagna, Cordoba?
Periodo omayyade, seconda metà del X sec.
Marmo, scolpito in rilievo
24 x 26 cm, H. 24 cm
Fondazione Bruschettini per l’Arte Islamica e Asiatica, Genova
Foto: MAO Torino, Alessandro Muner
La mostra, a cura di Filiz Çakır Phillip, resa possibile grazie al contributo di Maria Paola Ruffino, conservatrice di Palazzo Madama è il primo esito di un più ampio progetto che culminerà nell'ottobre 2023 con l'apertura di una grande rassegna strutturata come un viaggio nel tempo dal periodo Tang (VII secolo d.C.) ai giorni nostri, un itinerario ideale dalla Cina al Mediterraneo, passando per l'Asia centrale.

Accompagnano l’esposizione, incontri di studio, conferenze, momenti performativi e un libretto esplicativo distribuito gratuitamente in Museo con testi, fra gli altri, di Cristina Maritano, conservatrice di Palazzo Madama, e Alberto Boralevi. Video in LIS realizzati in collaborazione con l’Istituto dei Sordi rendono completamente accessibile il progetto.

LUSTRO E LUSSO DALLA SPAGNA ISLAMICA
1 febbraio - 28 maggio 2023
MAO Museo d’Arte Orientale
Via San Domenico, 11 - 10122 Torino
Orario: martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 18. La biglietteria chiude un’ora prima. Lunedì chiuso.
Visite guidate per gruppi e singoli a cura di 
Theatrum Sabaudiae. Per informazioni e prenotazioni: T 011 5211788; prenotazioniftm@arteintorino.com
https://www.maotorino.it