lunedì 18 novembre 2013

ENI APRE IL CENACOLO AL PUBBLICO

Leonardo da Vinci
Ultima cena
Martedì 19 novembre 2013 si aprono le prenotazioni telefoniche per le ultime due serate speciali a ingresso gratuito al Cenacolo Vinciano, il 6 e il 20 dicembre
Grazie a ENI, sponsor dell'iniziativa, sarà possibile ammirare il capolavoro nel Refettorio di Santa Maria delle Grazie a Milano, dalle ore 19.30 alle 22.30, oltre il normale orario di apertura del Museo.
Leonardo ha dipinto l’Ultima Cena per volere di Ludovico Maria Sforza detto il Moro, in un arco di tempo che va dal 1494 al 1497. L'artista realizzò la pittura su muro con un metodo innovativo, che gli consentisse di intervenire sull'intonaco asciutto a più riprese, rivelatosi meno resistente dell'affresco. Ben presto la pittura cominciò a deteriorarsi e nel corso dei secoli si resero necessari molti restauri nel disperato tentativo di salvare il capolavoro. Solo nel 1999 un imponente intervento conservativo durato oltre vent’anni, grazie alla rimozione di tante ridipinture, ha riportato in luce quanto restava delle stesure originali. Le precarie condizioni del dipinto obbligano il Museo a osservare rigide regole di visita consentendo l’ingresso di 30 persone ogni 15 minuti.

Fra gli eventi promossi da Eni -società da sempre impegnata a sostegno e valorizzazione della cultura-, va ricordato il successo a Palazzo Marino della mostra Amore e Psiche (225mila visitatori) che ha portato a Milano la statua di Antonio Canova e il quadro Psyché et l’Amour di François Gérard, provenienti entrambi dal Museo del Louvre. Dal Louvre proveniva anche il San Giovanni Battista di Leonardo, esposto nel 2009 presso il Comune di Milano.

Cenacolo Vinciano
Refettorio di S. Maria delle Grazie
piazza Santa Maria delle Grazie, 2 -  20100 Milano
Venerdì 6 e 20 dicembre 2013 (ultime due serate)
Ingresso gratuito dalle ore 19.30 alle 22.30
Prenotazione obbligatoria dal 19 novembre, telefonando al n. 02 92800360 (orari call center: dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle 18.30). E' possibile prenotare un massimo di 5 biglietti a telefonata.
www.cenacolovinciano.net

venerdì 8 novembre 2013

SPIRITO DEL GIAPPONE

Suzanne Held
Kyoto, jardin du temple buddhique Ryoan-ji, erables
cm 180x120
Il MAO Museo d’Arte Orientale presenta Spirito del Giappone, 40 fotografie di grande formato dedicate al Giappone della fotografa francese Suzanne Held già esposte al Musée d’Arts Asiatiques di Nizza. Negli scatti giapponesi Suzanne Held restituisce un Paese abitato dalla tradizione nel quale ogni istante si veste del silenzio del rituale, di un'anima che il suo popolo ha sempre saputo salvaguardare. Il grande formato delle fotografie consente al visitatore l’immersione in un Giappone senza tempo, lontano dall’effervescenza delle megalopoli e dalla febbre industriale, un Giappone nel quale l’estetismo è un’arte di vivere e nel quale l’armonia e la delicatezza del gesto si mescolano al rigore e alla precisione dei riti ancestrali.
Suzanne Held
Tokyo, temple Senso-ji d'Asakura, bonze mediant
cm 180x120
Le immagini si articolano attorno a quattro grandi temi: le geisha, i giardini, i luoghi di culto dello Shintō e del Buddhismo.
Le geisha sono letteralmente ‘persone d’arte’, donne istruite nella musica, nella danza e nel canto, altamente apprezzate e richieste dai clienti delle case da tè per il loro talento. Le geisha vestono kimono di seta decorati da motivi carichi di significato, che variano in base alla stagione, all’età di colei che indossa l’abito (colori vivaci per le giovani donne, colori tenui per le donne in età matura), alla casa da tè presso la quale operano.
Suzanne Held
Kyoto, quartier de Gion, deux maiko de do
cm 180x120
I giardini sono elemento essenziale della cultura nipponica. Per i Giapponesi, tutto è abitato. La pietra più piccola, il più piccolo ciuffo di muschio, ogni albero, foglia o fiore racchiudono uno spirito. Anche una porzione di natura che agli occhi di un Occidentale può apparire casuale è in realtà un giardino minuziosamente organizzato, sistemato in modo da riprodurre lo spazio naturale nel quale vivono gli spiriti, con lo scopo di attirarli e di assicurarsene la benevolenza.
Suzanne Held
Kyoto, jardin zen du temple bouddhique, Ryogi-in
cm 180x120
All’insegna della perfetta integrazione tra uomo e natura, alle foto di giardini si affiancano le suggestive immagini di luoghi di culto legati allo Shintō e al Buddhismo.
Lo Shintō è un insieme di riti che possono variare ampiamente di regione in regione, se non di villaggio in villaggio. Il Buddhismo giunse in Giappone dalla Corea, nella versione cinese del Grande Veicolo, nel corso del V-VI secolo d. C. Nel corso dei secoli nascono scuole e dottrine che si diffondono nel paese senza tuttavia oscurare la pratica dello Shintō. Oggi i due culti coabitano pacificamente, al punto che si usa dire “i Giapponesi nascono shintoisti e muoiono buddhisti”.
Suzanne Held
Kyoto, sanctuaire shintoiste Heian-jingu
cm 120x180
Arriscono la mostra due antiche sculture buddhiste, kimono, haori e altri elementi che richiamano le tradizioni estetiche e culturali dell’arcipelago. Tra questi spiccano i bonsai e gli esemplari di ikebana realizzati da Ingrid Tosei Maier Galvagni e dai suoi allievi della Wafu School of Ikebana e dall'atelier di ceramica del Monastero di Bose.
Un ricco calendario di eventi dal vivo si articolerà per tutta la durata della mostra: accanto alla cerimonia del tè, all’ikebana, alla calligrafia e alla danza butoh, troveranno spazio conferenze dedicate alla concezione e creazione dei bonsai, alla carta e alla figura del guerriero giapponese.
Suzanne Held
Nara, snctuaire shintoiste de Kasuga-taisha
cm 120x180
Per consolidare e ribadire il rapporto di gemellaggio di Torino con la città di Nagoya, dall’inizio della mostra al 10 novembre verrà proiettato il cortometraggio “Knights and Noodles”, realizzato con il sostegno del Ministero del Commercio, dell’Economia e dell’Industria giapponese.
Infine dal 14 dicembre al 16 febbraio 2014, in occasione della mostra Origami – spirito di carta, realizzata dall'Associazione Yoshin Ryu nel vicino Palazzo Barolo, il  MAO ospiterà un video dedicato all’arte tradizionale giapponese della  piegatura della carta.

SUZANNE HELD
Interessata alla fotografia sin dall’infanzia e iniziata all’arte dalla frequentazione dei musei e dalla passione per il disegno, dopo qualche anno di impegno nel
giornalismo fu in modo del tutto naturale indirizzata alla carriera di fotoreporter dalla sua doppia formazione in Storia dell’Arte e in Scienze Politiche.
A partire dagli anni ‘60 percorre ed esplora la terra intera, in un’epoca in cui erano ancora possibili reportages inediti da parti del mondo sconosciute al grande
pubblico. Grandi riviste come VSD, Grand reportage, le Figaro Magazine, Connaissance des Arts le dedicano regolarmente ampio spazio. Pubblica più di una trentina di albums che documentano i suoi quarant’anni di viaggi solitari alla ricerca dei più bei paesaggi – lei direbbe delle luci più belle – e dei popoli che li abitano.

SPIRITO DEL GIAPPONE
Fotografie di Suzanne Held
Dal 29 ottobre 2013 al 12 gennaio 2014
MAO Museo d’Arte Orientale
Via San Domenico 11 – 10122 Torino
Orario: aperto da martedì a domenica, ore 10-18 (la biglietteria chiude un’ora prima), chiuso il lunedì.
Per informazioni: t. 011.4436928, www.maotorino.it

FLASHBACK

Il 7 novembre ha aperto al pubblico negli spazi della Società Promotrice di Belle Arti a Torino la prima edizione di FLASHBACK - L’arte è tutta contemporanea, la nuova fiera dedicata all'arte antica e moderna con 28 espositori di pregio, 5 progetti speciali, 4 incontri culturali, 5 appuntamenti musicali che vanno a completare il programma di ContemporaryArt Torino. 
Cornelis Kruys
Natura morta con brocca di peltro
1645 ca
olio su tavola, cm 98x78
Affermano le direttrici e ideatrici della manifestazione, Stefania Poddighe e Ginevra Pucci: "L’ambizione di FLASHBACK è di imporsi come riferimento per il collezionismo di settore, italiano e straniero, affiancato però da un pubblico più trasversale per il quale la discriminante non è più il periodo di realizzazione dell’opera ma la sua unicità e qualità...I fruitori a cui ci rivolgiamo in particolare sono i nostri coetanei, per i quali questo settore è ritenuto meno appetibile.” 
Bernardino Lanino
Adorazione del Bambino
1565 ca
penna, inchiostro scuro, matita nera e acquerello
con rialzi in biacca su carta grigia
cm 39,9 x 29,5
Un' ottica di innovazione riscontrabile nell'allestimento non convenzionale firmato dall'architetto Carlo Alberto De Laugier in collaborazione con l'artista Alessandro Bulgini, e nella comunicazione, che spazia da quotidiani a riviste specializzate di arte antica e contemporanea, ai social network, fino alla realizzazione di un e-book della manifestazione.
FLASHBACK- L’arte è tutta contemporanea si colloca a pieno titolo all’interno della settimana dell'Arte che, secondo un' indagine della Camera di Commercio relativa all'edizione 2012, ha registrato a Torino circa 200mila presenze complessive (+56% rispetto al 2011), con un ritorno economico di 3,6 milioni di euro.
Giovanni Boldini
Ritratto di Betty Wertheimer
1902
olio su tela, cm 155.5 x 103
Filo conduttore della fiera è il concetto di tempo, come suggerisce l’affermazione di Gino De Dominicis "l’Arte è tutta Contemporanea", esemplificato all’ingresso della Palazzina da due sculture molto diverse, in relazione tra loro: l’Amorino, opera in gesso del grande Antonio Canova e MarMonia, scultura in marmo dell’artista contemporaneo Luigi Ontani.
Richard James Wyatt
Venere al bagno
1830-40
marmo bianco, altezza cm 157
Al dato temporale sembra alludere anche il ripristino della pavimentazione in marmo di alcune sale della sede espositiva, affidato per l'occasione all'azienda Catella Fratelli, la stessa che ai primi del ‘900 fornì i marmi per la realizzazione dell’atrio.
Tra i progetti speciali sono da segnalare la project room realizzata da PIOMONTI ARTE CONTEMPORANEA in memoria del grande ed eccentrico Gino De Dominicis, nella quale Pio Monti, suo grande amico, riproduce l’arredo di una stanza della casa dell’artista ai Fori Imperiali di Roma.
Marc Chagall
Le  Pierrot
1968
acquaforte e acquatinta, cm 93,6 x 75,3
Arricchiscono la rassegna la mostra TIMELESS Opere dalla Collezione Giuseppe Iannaccone  -con opere di artisti attivi negli anni ’30 del secolo scorso, come Renato Guttuso e Renato Birolli-, e la performance live dell’artista visivo Alessandro Bulgini realizzata ogni giorno, dal 7 al 10 novembre, all’interno della Promotrice che sarà visibile in diretta sulla pagina Facebook di FLASHBACK. Da segnalare infine il programma di incontri quotidiani dal titolo L’enigma del tempo, con presentazioni di libri e appuntamenti musicali a cura del duo elettronico ADIASTENIA.
Il catalogo (Edizioni Prinp) è scaricabile dal sito web della manifestazione e acquistabile in formato cartaceo sul sito www.prinp.com.

FLASHBACK - L’arte è tutta contemporanea
7 - 10 novembre 2013
Società Promotrice delle Belle Arti
Viale Balsamo Crivelli 11 (Parco del Valentino) - 10126 Torino
Orario: 12 – 21
www.flashback.to.it
Un servizio di navette gratuito collega la Promotrice all’Oval Lingotto fino al 10 novembre, con orario 13 -20.

martedì 5 novembre 2013

SEICENTO LOMBARDO A BRERA

La Pinacoteca di Brera possiede un ingente patrimonio di dipinti dei principali protagonisti del Seicento lombardo, realizzati a partire dall’età di Federico Borromeo fino alla successiva stagione barocca e alla svolta classicista della seconda Accademia Ambrosiana.
La mostra Seicento lombardo a Brera presenta al pubblico 46 opere lombarde del XVII secolo prevalentemente di grande formato, normalmente sottratte al percorso espositivo per  ragioni di spazio.  
Fede Galizia
Noli me tangere
olio su tela, 313 x 196,5 cm
Fra esse figurano quattro importanti pale d’altare, tre delle quali firmate e datate: Noli me tangere (1616) di Fede Galizia, nota soprattutto per la produzione di ritratti e nature morte, l’Assunzione della Vergine (1648) di Carlo Francesco Nuvolone, ormai pienamente barocca, e San Francesco in estasi (1650) di Giuseppe Nuvolone. Di Giovan Battista Crespi detto il Cerano è invece il Cristo nel sepolcro, san Carlo e santi (1610 circa), fino a qualche mese fa in deposito presso la chiesa milanese di Santo Stefano.
Daniele Crespi
Il Cenacolo
olio su tela, 335 x 220 cm
Tre opere appartengono all’importante serie dispersa dei cicli pittorici già realizzati per la Sala dei Senatori in Palazzo Ducale (oggi Palazzo Reale) a Milano, inaugurata nella metà degli anni venti con l’Andata al Calvario di Daniele Crespi. Dal ciclo delle Storie della Passione di Cristo, provengono l’Orazione nell’orto di Giovanni Stefano Montalto e la Flagellazione di Giuseppe Nuvolone,  nelle ricche cornici dorate originali. Probabile ispiratore, se non diretto committente della decorazione della sala, che alla Passione affiancava il tema delle Allegorie della Giustizia cristiana, fu Bartolomeo Arese, mecenate e Presidente del Senato di Milano dal 1660 al 1674.
Carlo Francesco e Giuseppe Nuvolone
La famiglia dei pittori Nuvolone
olio su tela, 126 x 180 cm
Il percorso espositivo comprende inoltre dipinti di soggetto sacro di piccolo e medio formato, fra cui il bozzetto per una pala d’altare nella Certosa di Pavia di Morazzone (La Madonna del Rosario con san Domenico e due angioletti), la tavoletta di Cerano con San Giorgio e il drago e la Natività e adorazione dei pastori di Giuseppe Vermiglio, espressione del realismo lombardo di dettato caravaggesco. Comuni denominatori sono qui, come in tutta la scuola pittorica lombarda del XVII secolo, il senso corposo della materia pittorica e l’uso scenografico degli effetti luministici. 
Giuseppe Vermiglio
Natività e adorazione dei pastori
olio su tela, 230 x 250 cm
Una nutrita sezione è dedicata a ritratti e autoritratti di pittori milanesi e lombardi appartenuti al cosiddetto Gabinetto de’ ritratti costituito da Giuseppe Bossi, all’inizio dell’Ottocento segretario dell’Accademia di Brera e tra i promotori del museo braidense. Tra essi si segnalano il ritratto di gruppo della famiglia Nuvolone in concerto (metà del XVII secolo) dei fratelli Carlo Francesco e Giuseppe Nuvolone, e l’Autoritratto (1624) di Giulio Cesare Procaccini, dipinto un anno prima della morte, la coppia dipinta dal valsesiano Tanzio da Varallo (considerati un tempo effigi dell’artista e della di lui consorte) e il ritratto dovuto a Francesco Cairo del pittore perugino e scrittore d’arte Luigi Scaramuccia.
Antonio d’Enrico detto Tanzio da Varallo
Ritratto di gentildonna
olio su tela, 80 x 58 cm
Dalla ricca collezione del Gabinetto dei disegni della Pinacoteca di Brera provengono infine otto significativi fogli di pittori diversi,  tra i quali spiccano Cerano, Morazzone e Moncalvo. Il catalogo edito da Skira, comprende contributi delle curatrici Simonetta Coppa e Paola Strada, di Danilo Zardin, Francesco Frangi e Paolo Vanoli e agili biografie degli artisti redatte da Eugenia Bianchi.

Seicento lombardo a Brera. Capolavori e riscoperte
8 ottobre 2013 – 12 gennaio 2014
Pinacoteca di Brera, sale XXX-XXXIV
Via Brera, 28 – Milano
Accesso disabili da via Fiori Oscuri, 2
Orari: 8.30-19.15 da martedì a domenica (la biglietteria chiude alle 18.40); chiuso lunedì
Informazioni: tel. 02 72263.257, sbsae-mi.brera@beniculturali.it; www.brera.beniculturali.it

mercoledì 9 ottobre 2013

GIACOMO SAMPIERI, I PASTELLI

Spiaggia a Baratti
cm 70 x 50
pastello soffice su carta
Ad oltre un anno di distanza dall’ultima personale allestita nel maggio 2012 presso Garignani Belle Arti, Giacomo Sampieri ritorna nello spazio espositivo di via Vanchiglia a Torino per rivelare un aspetto meno noto della sua produzione artistica.
Se finora sono stati i volti enigmatici e le riproduzioni macroscopiche della realtà, un certo esistenzialismo freudiano e l’estremo realismo a caratterizzarne la poetica, oggi è l’accento lirico a predominare e a portare l’attenzione sugli scorci  pittoreschi della natura.
Chiara Adele De Michele, curatrice della mostra, ha selezionato per l’occasione dieci lavori a pastello, tecnica raramente esposta al pubblico a causa della sua fragilità (1), nella quale segno grafico e gesto pittorico si fondono con particolare efficacia. 

Langhe
cm 70 x 50
pastello soffice su carta
Forte di una pluriennale esperienza nella pittura figurativa ad olio, Sampieri conferma la propria abilità nel disegno e nella resa luministica dei paesaggi di Langa, della Spiaggia a Baratti, dell’Orco a Brandizzo ritratti dal vero, nelle marine dagli azzurri intensi della cittadina siciliana di Sampieri - omaggio alla Sicilia, di cui l’autore è originario. Il pastello soffice è anche mezzo ideale per tratteggiare vivaci nature morte con gamberi e trote che traspaiono dalla texture variegata  del foglio in carta paglia.
Punta del Romito
cm 50 x 35
pastello soffice su carta
Tale pittura di genere affonda le radici in tempi lontani e costituisce un implicito tributo alle origini della pittura a pastello, comparsa nel XVI secolo e portata all’eccellenza nella ritrattistica da Rosalba Carriera, da Chardin, fino alla rivoluzione generata dal rapido tratto di Degas e di Lautrec. Riferimenti che certamente non sono sfuggiti all’autore - e ad una nutrita schiera di pastellisti - sedotti dal colore e dalla sua eterea consistenza.  

(1) Un’interessante eccezione è costituita dal Museo del pastello soffice di Lequio Berria a Cuneo, che annovera oltre 150 opere di autori contemporanei italiani e russi. 

Giacomo Sampieri è nato nel 1954 a Vittoria (Ragusa), vive e lavora a Settimo Torinese (Torino).
Diplomato al Primo Liceo Artistico di Torino, ha frequentato l’Accademia Albertina di Torino. A partire dal 1996 inizia la sua attività espositiva partecipando a numerose mostre in Italia e all'estero, mentre esordisce con le prime personali nel 2002.

Giacomo Sampieri, i pastelli
a cura di Chiara Adele De Michele
Dal 5 al 17 ottobre 2013
Galleria Garignani Belle Arti
Via Vanchiglia 16/D – 10124 Torino
Tel. 011.8123097; e-mail info@garignani.it
Orario: lunedì 15,30 - 19,30; martedì/sabato 9,30 - 12,30 / 15,30 - 19,30