martedì 28 giugno 2016

OMAGGIO A GAE AULENTI

Foto allestimento, alcune immagini personali e luoghi domestici
La Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli ospita la mostra OMAGGIO A GAE AULENTI, che racconta la vita straordinaria di una delle personalità di maggior rilievo della cultura architettonica italiana del XX secolo attraverso un itinerario che tocca le sue opere più significative, strettamente collegate ai luoghi, ai tempi e alle persone che ha incontrato.
Lampada Ruspa per Martinelli (1967)
Da architetto Gae Aulenti (Udine, 1927 - Milano, 2012) ha sviluppato la propria formazione multidicipilinare fra il design, l’architettura, gli allestimenti e la scenografia, costruendo la carriera in un costante dialogo tra le arti. La mostra - a cura di Nina Artioli, nipote di Gae Aulenti - segna le tappe dell'intensa attività culturale partendo dal luogo che più di ogni altro può raccontare la sua personalità: la casa studio di Milano, progettata nel 1974.
Archivio Gae Aulenti, Milano - Foto di Santi Caleca
Un grande spazio a doppia altezza pieno di libri, di oggetti, di ricordi di viaggi, di prototipi,  di modelli,  di quadri di artisti come Boetti, Warhol, Christo, e di tanti altri, molti con dediche personali e affettuose, ognuno testimone a modo suo delle numerose collaborazioni con artisti, registi, amici e intellettuali.
Casa del Collezionista - Sezione Prospettica (1968)
Oggi questo luogo così denso di memorie è la sede dell’Archivio, che si pone come obiettivo la conservazione e la promozione del patrimonio culturale che Gae Aulenti ci ha lasciato. Uno spazio che accoglie più di 700 progetti, realizzati tra il 1953 e il 2012, a cui si aggiunge la nutrita biblioteca, esito delle passioni di una vita e di una parabola professionale straordinaria.
MNAC, Gran Salò (1997) - Foto di Lluís Calas
A partire dall’Archivio Gae Aulenti, che ha prestato materiali inediti e scatti fotografici privati, l’allestimento ideato da Marco Palmieri si snoda attraverso la sala dedicata al DESIGN, dove sono esposti oggetti emblematici come le lampade create per Martinelli Luce, agli ALLESTIMENTI ideati per privati, come la Casa detta 'del collezionista' a Milano (1968), o per mostre come "Italy: The New Domestic Landscape" al MOMA di New York nel 1971.
Palavela, Torino - Foto di Roland Halbe
E poi ancora la sala dedicata al TEATRO con le scenografie per gli spettacoli di Luca Ronconi e quella incentrata sui MUSEI con il Musée d’Orsay e per Palazzo Grassi, tra gli altri; fino ai grandi progetti d’ARCHITETTURA come l’Istituto italiano di cultura e Cancelleria dell'Ambasciata italiana a Tokyo (1998-2005) o la riqualificazione di Piazzale Cadorna a Milano (1998-2000).
Catalogo edito da Corraini.

OMAGGIO A GAE AULENTI
16 aprile - 28 agosto 2016
Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli
Collezione Permanente e Mostra Temporanea
Biglietteria all’ingresso della Pinacoteca al livello della pista del Lingotto, 4°piano
via Nizza 230 - 10126 Torino
tel. +39 011 0062713; www.pinacoteca-agnelli.it
Orario: 10-19 da martedi` a domenica. Chiuso il lunedì
Visite guidate su richiesta; accesso disabili; bookshop

sabato 25 giugno 2016

PITTORI-INCISORI ITALIANI E STRANIERI

 
Nell’ambito del programma formativo “500 giovani per la cultura” promosso dal MiBACT, la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino presenta una selezione di stampe della propria collezione di grafica, che costituisce un nucleo di eccellenza cospicuo e ancora poco esplorato del patrimonio dell’Istituto.

A cura di Alessandra Giovannini Luca e Annalisa Pellino, il percorso espositivo accoglie le incisioni più significative contenute in due dei 52 album riordinati dal collezionista e conoscitore piemontese Giovanni Volpato negli anni sessanta dell’Ottocento.
I due volumi radunano 350 «gravures de mérite» di scuola italiana e di autori stranieri dal XV al XVII secolo, tra cui Albrecht Dürer e i maestri del Rinascimento nordico, gli acquafortisti di scuola fiamminga e olandese del Seicento, l’Accademia dei Carracci e la tradizione classicista, le invenzioni e gli studi di Stefano della Bella.

Con l’obiettivo di illustrare non solo la rilevanza storico - artistica dei singoli fogli, ma anche la centralità dell’intervento di Volpato, l’iniziativa si propone di valorizzare gli esiti del lavoro di ricerca e catalogazione condotto sul fondo, dedicando una sezione introduttiva al riordino eseguito all’indomani dell’Unità d’Italia allo scopo di giovare alla formazione degli artisti contemporanei, alle ricerche degli studiosi di storia delle arti e all’educazione del gusto del pubblico.
I materiali conservati nei due album presi in esame costituiscono una sorta di antologia delle migliori stampe d’invenzione – vale a dire ideate e incise dallo stesso maestro, il peintre-graveur – possedute  dalla biblioteca, confermandosi esemplari sia in riferimento agli autori, sia dal punto di vista delle tecniche esecutive e dei materiali impiegati: silografia, bulino, puntasecca, acquaforte.

PITTORI-INCISORI ITALIANI E STRANIERI
Raccolta di stampe della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino

15 giugno - 15 luglio 2016
Ridotto dell’Auditorium Vivaldi
Piazza Carlo Alberto, 3 - Torino
Orari: lunedì-venerdì 10-18; sabato 10-13
Ingresso gratuito

venerdì 24 giugno 2016

GIANFRANCO ZAPPETTINI

Strutture in BX 15_67, 1967
100 x 80 cm
La mostra dedicata a Gianfranco Zappettini dalla Galleria Mazzoleni di Torino, a cura di Alberto Fiz, è parte di un progetto di rilancio della Pittura analitica che Mazzoleni sta portando avanti con successo tra la sua sede di Torino (che quest’anno compie 30 anni) e la sede nel centro di Londra, già catalizzatrice della riscoperta dei movimenti artistici italiani in Inghilterra.
Superficie analitica n. 428, 1974
140 x 140 cm
Una selezione di 50 opere, dalle Vibrazioni su superfici acriliche del 1967 fino alle testimonianze del 2016 della serie La Trama e l'Ordito, costituisce un excursus completo sull’opera di un artista che si è distinto come uno dei protagonisti della Pittura Analitica, avanguardia a cui Mazzoleni dedica, dal 18 maggio al 23 luglio 2016 nello spazio espositivo londinese, la prima rassegna mai ospitata in Inghilterra.
La trama e l'ordito n. 40, 2005
100 x 100 cm
Gianfranco Zappettini (Genova, 1939 – vive a Chiavari) è una figura chiave nel dibattito teorico sul Movimento e nel luglio 1974, scriveva: “Solo attraverso un'indagine analitica che affronti il problema della pittura in quanto pittura, ovvero del materiale, del modo di operarlo, del lavoro che esso implica, della superficie di stesura, della dimensione, si può ricostruire un nuovo linguaggio, veramente autonomo, non mutuato da altre discipline.”
La trama e l'ordito n. 64, 2008
100 x 80 cm
Nella mostra torinese non mancano le più significative sperimentazioni degli anni Settanta quando Zappettini inizia a realizzare i suoi “bianchi” - superfici apparentemente monocrome, attraversate da presenze di linee più luminose - in base ad una ricerca che risale a Piero Manzoni e a Robert Ryman.
Si prosegue poi con le Tele sovrapposte, un ciclo presentato a Documenta di Kassel nel 1977, dove su uno stesso telaio, Zappettini sovrappone più tele, su cui traccia anonime linee a grafite in numero sempre decrescente, fino all'ultima tela nella quale rimane solo la delimitazione dello spazio.
La trama e l'ordito n. 71, 2009
80 x 80 cm
Ampio e articolato è il ciclo de La Trama e l'Ordito iniziato nel 2004: l'ordito, con la sua fissa verticalità, rimanda all'elemento immutabile; mentre la trama, formata dal filo orizzontale che si intreccia con l'ordito, simboleggia l'elemento variabile, contingente, accidentale. Questa serie rappresenta l'occasione per ripensare, senza condizionamenti, ad infiniti tracciati e a linee di forza che tendono a modificare gli equilibri interni dell'opera in una ritmica tensione tra pieno e vuoto.
Strutture in BX 024_67, 1967
80 x 80 cm

Nelle opere dell'ultimo biennio, caratterizzate da leggerezza e trasparenza, la sovrapposizione dei wallnet - reti in fibra di vetro utilizzate nell'edilizia per armare i muri - dipinti con il rullo da imbianchino, compone rettangoli, rombi, o più frequentemente cerchi in realizzazioni dall'aspetto tattile e sensoriale. Un percorso creativo avviato alla fine degli anni Sessanta che consente una riflessione profonda e quanto mai attuale sul media pittorico, attraverso una ricerca autonoma e coraggiosa che non ha mai tradito i suoi presupposti.
Il catalogo, in italiano e inglese, è pubblicato da Carlo Cambi editore e include un saggio di Alberto Fiz, insieme a lettere e documenti inediti.

GIANFRANCO ZAPPETTINI 
Dal 5 maggio al 10 luglio 2016
Mazzoleni Galleria d’Arte
Piazza Solferino, 2 - 10121 Torino
Orari apertura: dal martedì al sabato 10.30–13 e 16–19; domenica su appuntamento; lunedì chiuso
Info: +39 011 534473; torino@mazzoleniart.com; mazzoleniart.com

mercoledì 15 giugno 2016

COLLEZIONI MINIME A PALAZZO LASCARIS


Lago di Candia (TO)
© Rosa Camoletto 2010
Prosegue la sperimentata e felice consuetudine di collaborazione tra il Museo Regionale di Scienze Naturali e il Consiglio Regionale del Piemonte con la terza edizione di COLLEZIONI MINIME A PALAZZO LASCARIS, piccola esposizione di reperti e pubblicazioni  naturalistici sistemati in due vetrine poste all’ingresso della sede deI Consiglio Regionale. Il filo conduttore della rassegna per il 2016, che vedrà ogni due mesi esposto un diverso soggetto, sarà la Natura dell’Europa.
Col del Nivolet
© Rosa Camoletto 2011
Il secondo appuntamento del 2016 del Museo Regionale di Scienze Naturali presso la sede di Palazzo Lascaris è con la Sezione di Botanica che espone, fino al 3 luglio 2016, Flora e vegetazione delle zone umide, una selezione di esemplari d'erbario di flora spontanea palustre.
La piccola esposizione è integrata da una selezione di testi e manuali naturalistici provenienti dalla Biblioteca del MRSN.

Palazzo Lascaris
via Alfieri, 15 - Torino
Orario: da lunedì a venerdì: dalle 10 alle 18
www.mrsntorino.it

lunedì 13 giugno 2016

FLORENCE HENRI

Florence Henri © Galleria Martini & Ronchetti
Con un centinaio di opere tra disegni, dipinti, fotografie, fotomontaggi e collage, corredati da documenti d’epoca provenienti dall’archivio dedicato all’artista, viene presentato in Italia, per la prima volta in modo sistematico e in parallelo con le opere fotografiche, il lavoro pittorico di Florence Henri (New York, 1893 - Compiegne, 1982).
Composition
1924-1925
olio su tavola, cm 33 x 41,3
L’impossibilità di definire l’insieme del suo lavoro all’interno di ambiti o correnti ben definiti è segno della straordinaria vitalità, riflesso di una ricerca personale mai data per conclusa. La figura di Florence Henri, il cui ruolo di protagonista di primo piano era riconosciuto sulla scena artistica internazionale a lei contemporanea, si offre con questa ampia e inedita esposizione negli spazi del Museo Ettore Fico come paradigma di modernità, affermazione di una soggettività ricchissima e incapace di compromessi, immune dalle convenzioni sociali del tempo.
Pont
1930-35
fotografia, cm 23,5 x 23,8
Se gli anni di formazione accanto ad artisti come Léger, Ozenfant, Moholy-Nagy apportano nuove esperienze sul linguaggio della forma, del volume e del colore, la frequentazione dello studio di Archipenko a Berlino tra il 1921 e il 1923 - come emerge dai rari disegni che ci sono pervenuti - , contribuisce sicuramente a far maturare una conoscenza della complessità volumetrica della figura e del suo rapporto con lo spazio, così come gli anni trascorsi con Léger e Ozanfant sono fondamentali per la definizione di una sintassi della forma e del colore nella pittura.
Cadaques
1953 c.
tempera su carta, cm 38 x 46
La partecipazione accanto ai suoi maestri al Padiglione dell’Esprit nouveau all’Exposition Internationale des Arts Décoratifs di Parigi nel 1925, è testimonianza del rapporto di amicizia e stima che li legava.
Le due permanenze al Bauhaus, prima a Weimar, dove già insegnavano Klee e Kandinsky, e quindi nel 1927 a Dessau, contribuiranno in modo sostanziale a quelle aperture verso una dimensione interdisciplinare che aveva caratterizzato i corsi dell’Istituto fin dalla sua nascita.
Nel 1929 abbandona temporaneamente la pittura per dedicarsi interamente alla fotografia. Conosce Mondrian. Partecipa alle grandi esposizioni internazionali come Photographie der Gegenwart al Museo Folkwang di Essen e Film und Foto a Stoccarda.
Femme aux cartes
1930
fotografia, cm 39 x 28,5
Con la grande crisi del '29 apre uno studio di fotografia realizzando immagini pubblicitarie, di moda, ritratti e reportage. Inizia a dare lezioni formando una nuova generazione di fotografi tra cui Gisele Freund e Lisette Model. Nel 1930 collabora a riviste quali «Cercle et Carré» e «L’Art Contemporain», tiene una mostra personale allo Studio 28 di Parigi. Nel corso degli anni Trenta riprende la pratica della pittura che alterna con la fotografia fino agli anni Cinquanta. Nei primi anni Sessanta si trasferisce a Bellival, piccolo villaggio dell’Oise dove continua a dipingere e ad occuparsi della stampa dai vecchi negativi.

FLORENCE HENRI
Fotografie e dipinti 1920 - 1960
10 marzo - 26 giugno 2016
MEF – Museo Ettore Fico
via Francesco Cigna 114, Torino
Orario: da mercoledì a venerdì ore 14-19; sabato e domenica ore 11-19
www.museofico.it