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Gerrit Dou (Leida 1613 – 1675) Giovane olandese alla finestra, 1662 Olio su tavola |
Al secondo piano della Galleria Sabauda è visitabile il nuovo allestimento con oltre 180 opere della prestigiosa COLLEZIONE DEL PRINCIPE EUGENIO DI SAVOIA SOISSONS, a cura di Annamaria Bava e Sofia Villano. Il progetto dello studio Loredana Iacopino architettura, riprende la cromia delle tappezzerie in damasco blu del cabinet del Belvedere Superiore di Vienna, in cui originariamente erano esposte molte delle opere in rassegna, fra cui La ragazza alla finestra di Gerrit Dou, del gruppo dei Fijnschilder, i “pittori raffinati” di Leida.
Le prime due sale, dedicate alla pittura fiamminga del XV e XVI secolo, annoverano autori celeberrimi fra cui Jan van Eyck, Rogier van der Weyden e Hans Memling.
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Jan van Eyck (Maaseik (?), circa 1390 – Bruges 1441) Le stigmate di san Francesco, Circa 1430 Olio su tavola |
Tredici paesaggi del vedutista Jan Griffier, pittore attivo nei Paesi Bassi e in Inghilterra si distinguono per numero e qualità, paragonabili solo al nucleo conservato presso la Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda.
Una cospicua presenza è riservata alle Scuole italiane del Seicento: il barocco genovese, con gli epigoni di Rubens e Van Dyck; la scuola romana marattesca e del Sassoferrato, il classicismo di Ghisolfi e i rigogliosi paesaggi di Gaspard Dughet.
Alla pittura bolognese di tardo Seicento appartiene la tela acquistata dal Ministero della Cultura nel 2022 per le collezioni dei Musei Reali, esposta per la prima volta, raffigurante Bacco e Arianna di Giovanni Antonio Burrini.
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Abraham Brueghel (Anversa 1631 – Napoli 1697) Natura morta con fiori, frutta e vaso con rilievi, 1673 Olio su tela |
La sala conclusiva è dedicata alla
scena artistica femminile tra Cinquecento e Seicento, ancora in gran parte da svelare:
Sofonisba Anguissola, ritrattista di fama europea per molti anni al servizio del re di Spagna Filippo II;
Giovanna Garzoni, che svolse un’intensa attività per la Corte sabauda;
Fede Galizia autrice del brillante e ricercato dipinto
Giuditta con la testa di Oloferne;
Orsola Maddalena Caccia, figlia del pittore Guglielmo detto il Moncalvo, che trascorse la sua esistenza in convento e diede vita a una produzione di grande successo.
Eugenio di Savoia Soissons (Parigi, 1663 – Vienna, 1736) si distinse per essere raffinato mecenate - cultore del classicismo di Nicolas Poussin, Guido Reni e Francesco Albani -, fu stimato comandante in capo dell’esercito asburgico, come documentano le dieci grandi battaglie dipinte da Jan van Huchtenburg (Haarlem, 1647 – Amsterdam, 1733), attivo a Parigi tra il 1667 e il 1670 alla corte di Luigi XIV.
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Antoon van Dyck e bottega (Anversa 1599 – Londra 1641) Amarilli e Mirtillo, 1631 – 1632 Olio su tela |
La collezione si avvalse di
contributi importanti nel corso del XVII, fino al XIX secolo. Il duca Vittorio Amedeo I convocò negli anni Trenta e Quaranta
Francesco Cairo, insigne rappresentante del barocco lombardo; il fiammingo
Jan Miel giunse nel 1658 a Torino al servizio di Carlo Emanuele II. Per Vittorio Amedeo II, sul finire del secolo, il viennese
Daniel Seiter lavora negli appartamenti al piano nobile di Palazzo Reale, mentre
Andrea Pozzo realizza grandi cicli d’affreschi per le chiese dell’ordine gesuita di Torino e Mondovì.
Un incremento del corpus fiammingo e nordico si deve all’acquisto, da parte di Carlo Emanuele III nel 1737, della
raccolta di Giovanni Battista Bodissoni, membro di una nobile famiglia originaria di Bruxelles, residente a Venezia.
Un ulteriore gruppo di autori fiamminghi e nordici proviene dal Palazzo Durazzo di Genova, dal 1824 proprietà di Carlo Felice di Savoia.
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Jan Griffier (Amsterdam 1645/1652 – Londra 1718) Fiera nei dintorni di Anversa, Circa 1710 – 1715 Olio su rame
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Infine, risale al 1866 l’acquisizione del
Vecchio dormiente, capolavoro giovanile di
Rembrandt van Rijn uno dei rari dipinti autografi del pittore olandese presenti nei musei pubblici italiani.
Oltre a valorizzare una delle raccolte di pittura fiamminga e olandese più importanti d’Italia per estensione cronologica e varietà di generi, il nuovo allestimento al secondo piano della Galleria Sabauda ospita la Collezione Gualino, trasferita dal terzo piano (ora dedicato all’esposizione di ceramiche Lenci), contrassegnata dal portale di colore verde, in un gioco di contrappunti col blu e azzurro sul fronte opposto, attraverso il corridoio centrale entro il fondale scuro delle sale, in un suggestivo alternarsi di luci, ombre e fughe prospettiche.
LA COLLEZIONE DEL PRINCIPE EUGENIO DI SAVOIA SOISSONS E LA PITTURA FIAMMINGA E OLANDESENuovo allestimento permanente Musei Reali di TorinoGalleria Sabauda, secondo pianoPiazzetta Reale, 1
Orario: dal martedì alla domenica, dalle 9 alle 18 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Ingresso compreso nel biglietto ordinario dei Musei Reali.
https://museireali.beniculturali.it