venerdì 17 maggio 2024

IL FUTURO PASSA DALLE SERRE REALI

Musei Reali di Torino - Serre Reali
Musei Reali di Torino - Serre Reali
È stato presentato oggi, nel Salone delle Guardie Svizzere di Palazzo Reale, il cantiere delle Serre Reali, oggetto del più importante tra gli interventi strategici dei Musei Reali di Torino, ormai in piena attività. Grazie al piano di riqualificazione elaborato dallo studio Isolarchitetti, sotto la supervisione del Responsabile Unico del Progetto arch. Filippo Masino, con uno stanziamento di circa 12 mln di euro del Fondo Sviluppo e coesione 2014-2020, Piano stralcio Cultura e Turismo del Ministero gli eleganti padiglioni realizzati nei Giardini Reali inferiori nel primo Novecento, dopo aver ospitato per mezzo secolo il Museo di Antichità, diventeranno nei prossimi anni un nuovo polo dei servizi per il pubblico e per i dipartimenti museali.
Musei Reali di Torino - Serre Reali (Render)
Musei Reali di Torino - Serre Reali
Render
I modernissimi ambienti e un nuovo ingresso ai Musei Reali, affacciato su Corso Regina Margherita, a partire dal 2026, termine previsto dei lavori, consentiranno di valorizzare specifici segmenti delle collezioni d’arte e archeologia e di sviluppare attività insieme al quartiere e alle istituzioni del territorio, in un’ottica di sempre maggiore integrazione tra museo e città. Le antiche serre di Palazzo Reale ritroveranno così il loro rapporto con i Giardini Reali che, collegando il quartiere Aurora con Piazza Castello, diventeranno una vera passeggiata tra architettura e natura nel cuore della città, ospitando attività per giovani, famiglie e scuole con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale e naturalistico.

giovedì 16 maggio 2024

GUERCINO. IL MESTIERE DEL PITTORE

Madonna del Rosario con i santi Domenico e Caterina da Siena
Guercino
Madonna del Rosario
con i santi Domenico e Caterina da Siena

1637
Olio su tela, 378 x 255 cm
Torino, chiesa di San Domenico
Proprietà del Fondo Edifici di Culto gestito dal Ministero dell’Interno
Chiesa San Domenico / ph. Giorgio Olivero
In un periodo di grande attenzione e di rinnovati studi sull’opera e la figura di Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino (Cento 1591 - Bologna 1666) e all’indomani della riapertura della Pinacoteca Civica di Cento, spicca la ricchissima esposizione che i Musei Reali di Torino presentano nelle Sale Chiablese fino al 28 luglio 2024, a cura di Annamaria Bava dei Musei Reali e di Gelsomina Spione dell’Università di Torino.
Sibilla Persica
Guercino
Sibilla Persica
1647
Olio su tela, 117 x 96 cm
Roma, Musei Capitolini – Pinacoteca Capitolina
Archivio Fotografico dei Musei Capitolini
© Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
Al centro dell’esposizione è il mestiere del pittore nel Seicento esemplificato sulla figura di uno dei maggiori protagonisti della scena artistica dell’epoca.
Ripercorrendo temi e aspetti che attraversano tutta la carriera del Maestro, grazie a capolavori di primo piano, la mostra intende dare conto più in generale della professione del pittore a quel tempo: le sfide del mestiere, i sistemi di produzione, l’organizzazione della bottega, le dinamiche del mercato e delle committenze, i soggetti più richiesti.
Il ritorno del figliol prodigo
Guercino
Il ritorno del figliol prodigo
1627-1628
Olio su tela, 125 x 163 cm
Roma, Galleria Borghese
 © Galleria Borghese / ph. Mauro Coen
A partire dal significativo nucleo di dipinti e disegni appartenenti alle collezioni della Galleria Sabauda e della Biblioteca Reale, oltre cento opere del Maestro emiliano e 
di artisti coevi come i Carracci, Guido Reni e Domenichino - provenienti da più di 30 importanti musei e collezioni, compresi il Museo del Prado di Madrid e il Monastero di San Lorenzo a El Escorial - danno vita a un grande affresco del sistema dell’arte nel 
Seicento
, guidati dal talento di quel “mostro di natura e miracolo da far stupir” che fu Guercino, secondo la definizione che ne diede Ludovico Carracci, impressionato dal suo talento.
Le sante Geltrude e Lucrezia
Guercino
Le sante Geltrude e Lucrezia
1645
Olio su tela, 240 x 145,5 cm
Torino, Musei Reali - Galleria Sabauda
Su concessione del Ministero della Cultura
Musei Reali, Galleria Sabauda / ph. Ernani Orcorte
Guercino, grazie a una strutturata bottega e alla ricchissima documentazione  lasciata, alla rete di mentori e intermediari, ai rapporti con tanti e diversi committenti - richiesto come fu da borghesi, nobili, pontefici e prelati, ma anche dalle più prestigiose corti europee - diventa l’exemplum perfetto della vita, dell’iter creativo  e del mestiere di ogni pittore.
Le importanti opere riunite a Torino nell’occasione - inclusi due dipinti inediti  di collezioni private e le tele che permettono lo straordinario ricongiungimento  dopo 400 anni del ciclo Ludovisi - sono dunque particolarmente significative per  questo racconto, sviluppato in 10 sezioni tematiche tra confronti, parallelismi,  testimonianze.

GUERCINO. Il mestiere del pittore 
Fino al 15 settembre 2024
Musei Reali - Sale Chiablese 
Torino - Piazzetta Reale
Orario: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19.
Informazioni e prenotazioni visite guidate: T +39 0111 9560449; info.torino@coopculture.it 
Gruppi: tour@coopculture.it
Scuole: edu@coopculture.it
www.coopculture.it
www.museireali.beniculturali.it

mercoledì 15 maggio 2024

TRADU/IZIONI D’EURASIA RELOADED

Frammento di tappeto a vasi “Kelekian”
Frammento di tappeto a vasi “Kelekian”
(sezione di campo e bordo)
Kerman, Persia meridionale
circa 1600–1635
Vello in lana su struttura
in cotone, lana e seta
79 x 93 cm 
Fondazione Bruschettini
per l’Arte Islamica e Asiatica, Genova
Fino al 1 settembre il MAO di Torino celebra  i 700 anni dalla morte di Marco Polo con la mostra TRADU/IZIONI D’EURASIA.
Il nuovo allestimento armonizzato da una versione aggiornata di Distilled, ambientazione sonora di Chiara Lee e Freddie Murphy, si apre con l’ installazione dello studio berlinese Zeitguised, incentrato sul tema del blu, accostato al bianco in vasi, piatti e ciotole provenienti dalla Cina, da Delft, dall’Iran giunti in prestito dai Musei di Roma, Faenza e Napoli.  Parimenti due nature morte di Giovanna Garzoni con un vaso e una tazza cinesi dai caratteristici motivi bianchi e blu - appartenenti alla collezione delle Gallerie degli Uffizi di Firenze - raccontano della fascinazione per l’esotico della corte medicea.
Piatto con tre grappoli d’uva
Piatto con tre grappoli d’uva
Turchia, Iznik
circa 1530-35
Ceramica a impasto siliceo, con decorazione in blu cobalto e tocchi turchese dipinta
su ingobbio bianco e sotto vetrina trasparente.
Fondazione Bruschettini
per l’Arte Islamica e Asiatica, Genova
Al motivo beneaugurale del grappolo d’uva è dedicata la sezione successiva: oltre che nelle ceramiche provenienti da Cina, Turchia e Iran è presente nel magnifico obi giapponese (quasi 5 metri di lunghezza) realizzato dal maestro Yamaguchi Genbei.
Ospite d’onore del progetto espositivo l’artista franco-marocchina Yto Barrada, traendo ispirazione dal testo Color Problems: A Practical Manual for the Lay Student of Color di Emily Noyes Vanderpoel (1842-1939), ha prodotto una serie di otto tele con inserti in velluto per riflettere sul tema della diaspora e della contaminazione culturale.
Vaso con fiori
Giovanna Garzoni
Vaso con fiori su una base rocciosa
su cui poggiano due prugne e due piselli 

1650-1655 ca.
  Tempera su pergamena
  50,9 x 36,5 cm
  Firenze, Gallerie degli Uffizi
Gabinetto Disegni e Stampe
inv. GDS ornato, n. 2145
In dialogo con le opere di Yto Barrada sono posti raffinati tessuti ottomani in prestito dalla Fondazione Bruschettini per l’Arte Islamica e Asiatica con il simbolo regale del cintamani, motivo che ritorna nel manoscritto illustrato dell’XVI secolo Shanameh, Il libro dei re, opera del poeta persiano Ferdowsi, proveniente dalla Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze, di recente restaurato e digitalizzato.
Trova spazio nella sezione successiva il motivo delle squame - con le varianti della carpa e del dragone -, emblema dei “mondi in connessione”, tema a cui la mostra è dedicata.
Non manca poi una ricca decorazione zoomorfa con leoni, tori e uccelli, specie nei lussuosi paramenti giapponesi e buddisti.
Bruciaprofumi a forma di felino
Bruciaprofumi a forma di felino
Iran, XII-XIII secolo
Bronzo fuso, traforato, inciso
e ageminato in argento
The Aron Collection
La mostra si chiude con la poetica installazione immersiva Shimmering Mirage (Black), 2018, di Anila Quayyum Agha, affidata alla curatela di Reading Room, spazio milanese dedicato alle pubblicazioni indipendenti.
Dalle atmosfere rarefatte il video dell’artista libanese Ali Cherri, The Watchman (2023), versione post moderna de Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati.
Ultimo tassello dell’esposizione l’installazione luminosa MOSADEGH (2023), dell’artista iraniana Shadi Harouni, che racconta la complessa storia dell’Iran moderno, in dialogo con uno dei 100 frammenti della copia di un tappeto caucasico prodotto per il Pergamon Museum di Berlino nell’ambito del progetto di arte partecipativa “CULTURALXCOLLABS - WEAVING THE FUTURE”. 
Al frammento-copia sono affiancati due preziosi tappeti caucasici del XVII secolo con motivi floreali e draghi, simboli di potere e spiritualità tipicamente cinesi e persiani.
MOSADEGH
Shadi Harouni
  MOSADEGH, 2023
  Insegna in plexiglass scatolato, luce a LED
  cm 60 x 150 x 9
  Courtesy dell’artista e Tiziana di Caro
  Foto di Giorgio Perottino
Anche in questa occasione viene proposto un ricco public program nuovamente a cura di Chiara Lee e freddie Murphy, un ciclo di incontri e il booklet distribuito gratuitamente in museo.
Al progetto RELOAD corrisponde il riallestimento della galleria dei Paesi islamici dell’Asia, con uno straordinario gruppo di tappeti Kerman di epoca safavide (1501-1722) dalla caratteristica decorazione “a vasi”.
Grazie alla convenzione con l’Istituto dei Sordi di Torino, i contenuti saranno disponibili in LIS Lingua dei Segni italiana e in versione audio.
Al profumiere Luca Maffei di Atelier Fragranze Milano si deve l’installazione olfattiva, per una fruizione totale delle opere in mostra.

TRADU/IZIONI D’EURASIA RELOADED
12 aprile – 1 settembre 2024
MAO Museo d’Arte Orientale
Via San Domenico, 11, Torino 
Orario: martedì - domenica: 10 – 18. Lunedì chiuso. La biglietteria chiude un'ora prima. Ultimo ingresso ore 17.

martedì 14 maggio 2024

LA PROFONDA NOTTE DI ITALO CREMONA

Aria di Torino
Italo Cremona
Aria di Torino, 1959
olio su tavola, 82 x 72 cm
Casa d’Aste e Galleria Sant’Agostino, Torino
Nata da una suggestione di Vittorio Sgarbi, la mostra ITALO CREMONA. TUTTO IL RESTO È PROFONDA NOTTE allestita alla GAM di Torino in collaborazione col Mart di Rovereto, che ha celebrato altre figure eccellenti meno note al grande pubblico, quali Medardo Rosso e Mario Reviglione, illustra la poetica di Italo Cremona attraverso una selezione di circa 120 opere a cura di Giorgina Bertolino, Daniela Ferrari ed Elena Volpato.
Composizione con lanterna (Natura morta con la lanterna)
Italo Cremona
Composizione con lanterna (Natura morta con la lanterna), 1926
olio su tela incollata su tavola, 40,5 x 30 cm
Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto
«Tutto il resto è profonda notte» è la frase con cui Cremona aveva concluso uno dei testi di “Acetilene”, rubrica che negli anni Cinquanta firmava per “Paragone”, la rivista di Roberto Longhi. Pittore-scrittore, intellettuale poliedrico ed eccentrico, nei dipinti e negli scritti Italo Cremona ha indagato la Zona ombra (titolo di un suo libro edito da Einaudi nella serie bianca dei “Coralli”): un territorio capiente, dove il buio entra in contatto con la luce attraverso lampi vividi o barlumi; attraverso il chiarore di una lampada ad acetilene (il lume usato un tempo da minatori e speleologi) o la scia di una stella cadente, come nel romanzo distopico La coda della cometa.

TUTTO IL RESTO È PROFONDA NOTTE è dunque un titolo-insegna, per tracciare un percorso che procede dalle prime prove giovanili di metà anni Venti fino alle opere della prima metà degli anni Settanta, dalle nature morte prossime alle atmosfere del Realismo magico alla visionarietà del “surrealista indipendente”, come amava definirsi.
La Libra
Italo Cremona
La Libra, 1929
olio su cartone, 72 x 72,5 cm
Mart, Museo di arte moderna e contemporanea
di Trento e Rovereto. Collezione VAF-Stiftung
A partire dal nucleo di opere appartenenti alla collezione della GAM accresciuta nel tempo grazie al contributo fattivo della Fondazione Guido ed Ettore De Fornaris con l’acquisizione di capolavori quali l’Autoritratto nello studio del 1927,  Metamorfosi del 1936 e Inverno del 1940, l’antologica conta su una serie di prestiti da musei, tra cui il Mart, partner del progetto (Composizione con lanterna, 1926 e La Libra, 1929), i Musei Civici Luigi Barni di Vigevano (con Dialogo tra una conchiglia e un guantone da scherma del 1930 e un coeso nucleo di dipinti visionari degli anni Quaranta-Cinquanta), l’Accademia Albertina di Belle Arti e i Musei Reali - Galleria Sabauda di Torino.

Grazie a una ricerca capillare, la mostra presenta numerose opere provenienti da collezioni private e prestiti da istituzioni come il Museo Casa Mollino (Ritratto di Carlo Mollino del 1928), l’Archivio Salvo (Autoritratto giovanile del 1926) la Collezione Bottari Lattes (Vittoria sul cavallo di gesso, 1940), la Collezione Rai – Radiotelevisione Italiana di Torino (Piccolo Golem, 1940).
Inverno
Italo Cremona
Inverno, 1939-1940
olio su tela, 115 x 115 cm
GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea
di Torino, Fondazione Guido ed Ettore De Fornaris
Al termine del percorso, la rassegna UN TAPPO CHE CHIUDE… E APRE, a cura di Fabio Cafagna, interpreta il pensiero di Cremona attraverso una ristretta selezione di dipinti, fotografie e video delle collezioni GAM (undici gli artisti, fra cui G. Basilico, J. Boswell, Dadamaino, G. B. De Gubernatis e L. Ghirri).
«Nei miei quadri c’è sempre qualcosa che tappa. Un tappo che chiude»,  dichiarava Cremona in un’intervista del 1973. Era la frontalità delle inquadrature, lo spazio claustrofobico della tela rischiarato da finestre e squarci di luce verso l’esterno. Immagine di un’indole solitaria eppure acuta indagatrice dei moti culturali del Novecento.
Piccolo Golem
Italo Cremona
Piccolo Golem, 1940
olio su tavola, 85 x 68,5 cm
collezione Rai - Radiotelevisione Italiana, Torino
Basata sullo studio e la rilettura dei materiali documentari, conservati nel Fondo Italo Cremona all’Archivio di Stato di Torino e in archivi privati, ITALO CREMONA. TUTTO IL RESTO È PROFONDA NOTTE è accompagnata dal catalogo edito da Allemandi, con saggi delle curatrici e un ricco corredo iconografico.
La mostra, che sarà allestita dal 18 ottobre 2024 al Mart di Rovereto, si fonda sulla convinzione che l’insegnamento pittorico e intellettuale di Cremona abbia lavorato negli anni, nelle generazioni, molto più di quanto non si sia riconosciuto sinora.

ITALO CREMONA.
TUTTO IL RESTO È PROFONDA NOTTE

24 aprile - 8 settembre 2024
GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino
Via Magenta, 31 - 10128 Torino
Orario: martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 18. Lunedì chiuso. La biglietteria chiude un’ora prima.
www.gamtorino.it 

18 ottobre 2024 - 26 gennaio 2025
Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto
Corso Bettini, 43, Rovereto (TN)
https://www.mart.tn.it/

CRISTINA MITTERMEIER

Isole Galapagos
CRISTINA MITTERMEIER
Isole Galapagos
2021
Fino al 1° settembre 2024 Gallerie d’Italia – Torino presenta la mostra CRISTINA MITTERMEIER. LA GRANDE SAGGEZZA a cura di Lauren Johnston in collaborazione con National Geographic. La mostra, prima retrospettiva in Europa dedicata alla fotografa, espone circa 90 fotografie e offre una panoramica sull’importante lavoro di ricerca di Cristina Mittermeier, fotografa, biologa marina e attivista che, nel corso degli anni, ha documentato la bellezza del nostro pianeta, dai paesaggi alla fauna selvatica in continua evoluzione, alle diverse culture e tradizioni delle popolazioni che vivono in simbiosi con la natura.
Valle dell'Omo (Etiopia)
CRISTINA MITTERMEIER
Valle dell'Omo (Etiopia)
2023
Il percorso espositivo, organizzato attorno ai tre grandi temi del mondo sottomarino, del mondo terrestre e dei popoli tribali, sviluppa l’idea dell’artista di "enoughness” come via per comprendere quale sia il nostro posto all’interno dell’ecosistema globale, invitandoci a una riflessione su quanto e cosa sia per noi ‘abbastanza’ e a prendere in considerazione un’esistenza più sostenibile e consapevole.
Mittermeier collabora con comunità di tutto il mondo per raccontare il solido legame che ancora le unisce alla natura e la loro profonda comprensione del delicato equilibrio che sostiene l’ecosistema dell’intero pianeta. Attraverso le sue fotografie testimonia tradizioni, rituali e conoscenze tramandate di generazione in generazione e ci invita a riflettere sulla "grande saggezza" alla base del mondo.
Grand Bahama (Bahamas)
CRISTINA MITTERMEIER
Grand Bahama (Bahamas)
2019
Le fotografie di Cristina Mittermeier ricordano che gli esseri umani non sono creature isolate, ma membri di una società interconnessa. Utilizzare con saggezza le risorse limitate del nostro pianeta è fondamentale per il futuro dell’umanità, in particolare la salute degli oceani ha un impatto diretto sul nostro clima, sull'aria che respiriamo e sul cibo che consumiamo. Ogni comunità sulla Terra è parte dell’ecosistema globale e le scelte fatte oggi possono plasmare collettivamente il futuro del pianeta. Guardando al futuro, l’umanità ha molto da imparare dalla “grande saggezza” del passato.
Cristina Mittermeier è co-fondatrice e presidente dell’associazione SeaLegacy, nata nel 2014 dall’unione tra fotografi, registi e scrittori di fama internazionale impegnati da quasi due decenni nella sensibilizzazione per la difesa degli oceani, dalla cui salvaguardia 
dipende la vita sulla Terra.
Terra di Francesco Giuseppe (Russia)
CRISTINA MITTERMEIER
Terra di Francesco Giuseppe (Russia)
2017
Affianca la mostra un ricco palinsesto di eventi di approfondimento ad ingresso gratuito per il tradizionale public program #INSIDE del mercoledì sera.
Catalogo della mostra realizzato da Edizioni Gallerie d’Italia | Skira, disponibile in edizione italiana e inglese. La mostra presenta  una serie di contenuti audio scaricabili attraverso l’app Gallerie d’Italia, con approfondimenti dedicati.
Il museo di Torino, insieme a quelli di Milano, Napoli e Vicenza, è parte del progetto museale Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, guidato da Michele Coppola – Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici della Banca.

CRISTINA MITTERMEIER. LA GRANDE SAGGEZZA
Dal 14 marzo 2024 al 1° settembre 2024
Gallerie d’Italia
Piazza San Carlo 156, Torino
Orari: martedì, giovedì, venerdì, sabato e domenica dalle 9.30 alle 19.30; mercoledì dalle 9.30 alle 22.30; lunedì chiuso; ultimo ingresso un’ora e mezza prima della chiusura.
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI: torino@gallerieditalia.com
Numero Verde 800.167619