venerdì 10 marzo 2023

SMENS. LA XILOGRAFIA IN RIVISTA

La gazza
SMENS - Pagine & Figure n.1
"Bianco e Nero", 1997

La gazza

(Da due poesie di A. S. Puškin)
Xilografia di Gianfranco Schialvino
Foto: Mattia Comandone per i Musei Reali

Fondata dai piemontesi Gianfranco Schialvino e Gianni Verna, la rivista SMENS è pubblicata in edizione limitata, stampata su carta di cotone e con torchio a braccia, con caratteri in piombo ed illustrata con opere originali degli stessi ideatori e di importanti figure dell’arte contemporanea.

L’avventura di SMENS, che Gianfranco Schialvino definì “un’idea a suo tempo bizzarra, però vincente proprio per questa sua caratteristica di essere apparentemente assurda”, iniziò nel 1997 con la nascita dell’associazione Nuova Xilografia, e venne pubblicata semestralmente in undici numeri fino al 2003.

Philastroca bagnae caudae
SMENS - Pagine & Figure n.4
"Natura e Cultura", 1999

Philastroca bagnae caudae
(Di Guido Ceronetti)
Matrice xilografica di Gianni Verna
Foto: Mattia Comandone per i Musei Reali
Tra gli estensori dei testi compaiono Mario Luzi, Norman Mailer, Mario Rigoni Stern, Gianfranco Ravasi, Federico Zeri, Roberto Sanesi, Elémire Zolla, oltre alle grandi voci del Piemonte, tra cui Nico Orengo, Guido Ceronetti, Francesco Tabusso, Giacomo Soffiantino, mentre le illustrazioni sono realizzate da importanti xilografi, quali Barry Moser, Leonard Baskin, Evgenij Bortnikov, Jean Marcel Bertrand, Nespolo, Salvo, Tabusso.
La mantide
SMENS - Pagine & Figure n.5
"Sacro e Profano", 1999
La mantide
(Di Paola Pallottino)
Foto: Mattia Comandone per i Musei Reali

L' esposizione presso la Biblioteca Reale di Torino,  pone a confronto le incisioni su legno contenute in alcuni incunaboli ed edizioni del Cinquecento conservati alla Biblioteca Reale con 11 lavori realizzati da Gianfranco Schialvino e Gianni Verna per SMENS.
La rassegna sancisce inoltre l’ingresso nelle collezioni della Biblioteca Reale di Torino dell’intero corpus della rivista SMENS, donato da Gianfranco Schialvino e Gianni Verna, curatori dell’evento.

Gianfranco Schialvino, pittore e incisore, nasce a Pont Canavese nel 1948. Si laurea in Storia della musica all’Università di Torino con Massimo Mila. Studia disegno con Tullio Alemanni. Espone dal 1971 in mostre collettive e in più di cinquanta rassegne personali in città estere: Stoccolma, Edimburgo, Montevideo, Buenos Aires, Montréal, Ankara. Ha collaborato fino al 2013 con il quotidiano La Stampa come critico d’arte. Vive a Rivarolo Canavese, in provincia di Torino.

Gianni Verna nasce a Torino nel 1942. Si diploma all’Accademia Albertina di Torino, allievo per la grafica di Francesco Franco e per la pittura di Francesco Casorati. Dal 1965 partecipa a mostre personali in Italia e all’estero: Praga, Marsiglia, Lione, Firenze, Milano, Copenaghen, Ulm, Montréal, Madrid. Ha tenuto corsi di xilografia alla Scuola Internazionale di Grafica d’Arte Il Bisonte di Firenze. Vive a Quagliuzzo, in provincia di Torino.

SMENS. LA XILOGRAFIA IN RIVISTA
Biblioteca Reale
Piazza Castello, 191 - Torino
Fino al 25 marzo 2023
Orari: dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 18.30; sabato, dalle 9.00 alle 13.30
https://museireali.beniculturali.it/biblioteca-reale/

lunedì 6 marzo 2023

EMOZIONI D’ARTISTA 2

Prova d'orchestra
Luisella Rolle
Prova d'orchestra
2010
Tecnica mista su tela
30x100 cm
Non tragga in inganno il ripetersi del titolo EMOZIONI D'ARTISTA che, appena l’autunno scorso aveva riunito in collettiva 20 autori presso la Galleria La Conchiglia. La seconda edizione della rassegna a cura di Elio Rabbione, propone infatti una nuova compagine di 17 artisti, come i precedenti per lo più aderenti all’Associazione Amici di Palazzo Lomellini a Carmagnola, forieri di ulteriori stili, di soluzioni molteplici declinate in una settantina di soggetti differenti.
I colori di Burano
Gastone Toldo
I colori di Burano
2013
Acrilico su tela
Trittico, 60x110 cm
Poiché l'invenzione, per essere compresa appieno necessita di canoni definiti e universalmente riconosciuti, si misura nel terreno dei generi tradizionali del paesaggio, del nudo, del ritratto e della pittura astratta l'originale sinfonia orchestrata dall’ensemble qui riunito.
Rientra nel novero dei paesaggisti il quintetto composto da Danilo BARUFFALDI, artefice del contrappunto di rossi, gialli, di toni azzurro verdi, il quale ordito, con le tenui variazioni di Franco GIOIA, il  vivace cromatismo di Gastone TOLDO, i morbidi guizzi a pastello di Giorgio CESTARI e il movimento piano della lirica boscaglia di Graziella ALESSIATO ricompone in un tutto organico i mutevoli aspetti della natura. 
Compagnia silente
Alessandro Fioraso
Compagnia silente
2020
Olio su tela
70x50 cm
L'intricata tessitura di volti e figure è la notazione adottata nei nudi da Paola SCIUTO; il registro grave del bianco e nero di Paolo MIRCO, gli improvvisi scarti di movimento per Franco FASANO, costituiscono drammatiche variazioni nel monotono adagio della parabola umana.
Quando poi l’individuo si confonde e partecipa dell’ambiente circostante la partitura si fa tema di storie private e collettive, come la suite sottesa alla semplice azione svolta in presenza di un amico fedele, nel dipinto di Alessandro FIORASO, come nei briosi acquerelli di Carlo DEZZANI, nel vigneto o nel banco del pesce dai ruvidi contorni tracciati da Paolo VIOLA. Laddove, invece, il processo creativo per Maria Teresa SPINNLER è piuttosto libertà espressiva che valore assoluto.
I sogni dell'inconscio
Ezio Curletto
I sogni dell'inconscio
2021
Xilografia su carta fabbricata dall'autore,
stampata su foglia d'oro
70x50 cm
Infine ogni assolo, ogni singola opera - la varietà di Lucia BUSACCA, l’eclettismo di Antonella GUARNERI -,  si fa narrazione corale; la sinestesia, qua e là vagamente accennata, nonché la stretta affinità fra suono e colore - il bouquet variopinto di Mariarosa GAUDE, la Prova d’orchestra di Luisella ROLLE -, nondimeno voci fuori dal coro (le xilografie di Ezio CURLETTO), intervengono nel libretto già scritto, magari su autorevoli palinsesti di maestri e insegnanti fedeli al mestiere, alla lezione artigianale del fare arte, sia essa generatrice di una figura musicale compiuta o di una composizione plurale in continuo divenire.
Peonie Sarah Bernhardt
Mariarosa Gaude
Peonie Sarah Bernhardt
2019
Olio su tela
Dittico, 100x30 cm ciascun pannello
 

Espongono: Graziella ALESSIATO, Danilo BARUFFALDI, Lucia BUSACCA, Giorgio CESTARI, Ezio CURLETTO, Carlo DEZZANI, Franco FASANO, Alessandro FIORASO, Mariarosa GAUDE, Franco GIOIA, Antonella GUARNERI, Paolo MIRCO, Luisella ROLLE, Paola SCIUTO, Maria Teresa SPINNLER, Gastone TOLDO, Paolo VIOLA.

EMOZIONI D’ARTISTA 2
Dal 22 febbraio all’11 marzo 2023
LA CONCHIGLIA Galleria d’Arte
Via Zumaglia 13 bis - Torino
Per informazioni: tel. +39 0116991415; la conchiglia.arte@libero.it
www.laconchiglia-to.com

giovedì 2 marzo 2023

CARE MEMORIE

Gian Giorgio Massara

Francesco Casa
Pergola nelle Langhe
2022
Acquaforte, Acquatinta

Angelo Mistrangelo ha presentato a Collegno (Sala delle Arti) la mostra Segno e materia organizzata per FRANCESCO CASA in occasione dei quarant'anni di professione.
Abbiamo conosciuto l'autore quarantacinque anni or sono quando collaboravamo con Borsa d'Arte e lo ritroviamo oggi con una bella mostra nella quale s'alternano incisioni e dipinti.
I soggetti sono vari e spaziano dal mondo di Juvarra a un mucchio di cassette che concludono la giornata a Porta Palazzo, dal borgo ligure alle barche abbandonate sulla riva al Delta del Po, da una misteriosa sera veneziana alla Vela che si disegna chiara nella notte illune.
Ancora è trattata con la tecnica della Acquaforte/Acquatina l'Esposizione del 1983: una superficie si scompone per spargere nello spazio infinite forme colorate.
Sul versante della pittura ecco la Venere di Milo campita su di un quadrettato sfondo fiammeggiante, la bella Natura morta Gessi in Accademia che rivela le ottime capacità grafiche di Francesco e le opere Astratto 1/2 (1981) destinate a concludersi nella recente Metamorfosi di un paesaggio scompartita e delicata cromaticamente.
Scrive l'estensore del catalogo che Casa costruisce l'opera "all'interno di un'esperienza che non perde di vista la natura, un volto e il fascino delle strutture architettoniche".

lunedì 20 febbraio 2023

LA FELICITÀ SECONDO JACQUES HENRI LARTIGUE

Solo il sentimento, specialmente all’inizio del cammino, crea la vera arte.
(Vasilij Kandinskij)

Dani Lartigue, Aix les Bains, agosto 1925
Photograph by Jacques Henri Lartigue
© Ministère de la Culture (France), MAP-AAJHL

120 immagini, tra album di famiglia e scatti iconici collezionati dall’enfant prodige della fotografia JACQUES HENRI LARTIGUE, approdano ad Alba nel 40º anniversario della Fondazione Ferrero, dopo aver fatto scalo a Venezia, Milano, Roma e in altre sedi museali italiane. La mostra itinerante, a cura di Denis Curti, Marion Perceval e Charles-Antoine Revol, include il film documentario "Bonjour, Monsieur Lartigue!", realizzato dalla fotografa Elisabetta Catalano per l’omonima esposizione al Grand Palais di Parigi del 1982 e, appositamente per la sede piemontese, una selezione di scatti provenienti dalla mediateca di Parigi, ambientati a Piozzo, città natale della terza moglie Florette Ormea Lartigue (1921 – 2000), luogo di villeggiatura dell’artista in terra di Langa.
Mains de Florette, 1961
Photograph by Jacques Henri Lartigue © Ministère de la Culture (France), MAP-AAJHL
L' allestimento, firmato dall'architetto Danilo Manassero, suddiviso per decenni tematici - con le sovrimpressioni, i ritratti di famiglia, le auto da corsa, i fiori, il racconto dell’alta società parigina, fino alla moda e al cinema, immagini edite parzialmente nella raccolta curata dall’amico Richard Avedon, “Diary of a Century” - procede dagli inizi amatoriali fino alla consacrazione artistica, avvenuta nel 1963, quando quasi settantenne il MoMA di New York gli dedica un’importante personale.
Grand Prix de l'Automobile Club de France dite aussi "L'automobile déformée",
1913 mais datée et diffusée par Lartigue de 1912
Photograph by Jacques Henri Lartigue © Ministère de la Culture (France), MAP-AAJHL

Curata dal direttore del Dipartimento di fotografia John Szarkowski, questi riconobbe a Lartigue il ruolo di “precursore di ogni creazione interessante e viva realizzata nel corso del XX secolo”. Non a caso, fra gli esponenti del "nuovo realismo dell'intimità", Avedon, Newton, Kline, il mood di Nan Goldin, spiega Denis Curti, devono all’approccio antropologico del fotografo francese la particolare eleganza, l’intimacy derivante dall’indagine chirurgica del dato umano.
Federico Fellini lors du tournage de "La Città delle Donne", Cinecittà, Rome, 1979
 
Photograph by Jacques Henri Lartigue © Ministère de la Culture (France), MAP-AAJHL
Umanesimo così autentico da rendere attuale una produzione artistica fondata sulla “necessità interiore”, direbbe Kandinskij, di fermare l'istante effimero e di restituirlo ai posteri nella sua essenza. A tal fine ogni inquadratura risulta da un progetto grafico, nella consapevolezza che la fotografia è pura finzione e, nell'opera di Lartigue, il mezzo più adatto per reinventare la propria vita.
 Via Appia Antica, Rome, Janvier 1960 »
Photograph by Jacques Henri Lartigue © Ministère de la Culture (France), MAP-AAJHL

Autore prolifico - redige oltre settemila pagine di appunti, dipinge, insegna, partecipa a festival e workshop - Jacques Henri Lartigue (1894 - 1986) decide di donare nel 1979, fino al termine della carriera, l’intero patrimonio fotografico allo Stato francese. La Donation Jacques Henri Lartigue, istituzione sotto l'egida del Ministero, programma dagli anni Ottanta ad oggi mostre ed eventi in tutto il mondo, cui la presente rassegna va ad aggiungersi quale ulteriore, prestigioso appuntamento.

Jacques Henri Lartigue 
“L’invenzione della felicità” 

17 febbraio – 30 marzo 2023
Fondazione Ferrero
Strada di mezzo, 44, 12051 - Alba (Cuneo)
Orari: giovedì e venerdì 15 – 19 / sabato, domenica e festivi 10 – 19 
www.fondazioneferrero.it
https://www.facebook.com/FondazioneFerrero
https://www.instagram.com/fondazione_ferrero/

mercoledì 8 febbraio 2023

AI MUSEI REALI REMBRANDT INCONTRA REMBRANDT

Con la nuova mostra dossier Rembrandt incontra Rembrandt. Dialoghi in Galleria i Musei Reali celebrano il genio del più grande maestro olandese del Seicento, con una selezione di ventidue opere tra dipinti, disegni e acqueforti allestita nello Spazio Scoperte della Galleria Sabauda fino al 16 aprile 2023

Centro ideale dell’esposizione è La cena in Emmaus del Musée Jacquemart-André di Parigi, in prestito ai Musei Reali grazie alla policy di scambio adottata per rafforzare la collaborazione tra le istituzioni culturali italiane ed europee. L’opera è posta a confronto con il Ritratto di vecchio dormiente della Galleria Sabauda, uno dei soli tre dipinti dell’artista presenti nelle collezioni nazionali. Entrambi databili al 1629, sono rappresentativi della fase giovanile di Rembrandt (Leida, 1606 - Amsterdam, 1669).

Nella tavola della Galleria Sabauda, acquisita nel 1866, la figura del vecchio addormentato è immersa in un’oscurità a tratti impenetrabile. Nella tela francese, la prodigiosa apparizione di Cristo agli apostoli è costruita sul contrasto tra le tenebre e la luce, che è anche luce mistica, immagine della rivelazione divina. 

Nei due dipinti a confronto, la raffigurazione realistica dell’ambiente e dei personaggi, unita all’uso espressivo e simbolico della luce, richiama le innovazioni introdotte da Caravaggio nella pittura sacra nel primo decennio del Seicento, prontamente recepite nelle scuole pittoriche di indirizzo naturalistico in diversi centri italiani ed europei.

A corollario delle due opere principali sono esposti alcuni disegni della Biblioteca Reale assegnati a Rembrandt, ma anche prove grafiche della sua bottega e disegni del suo studio.

Nella carriera dell’autore fiammingo l’incisione, in particolare all'acquaforte, occupa un posto di assoluto rilievo, essa documenta una conoscenza approfondita delle tecniche e una incessante ricerca di nuove soluzioni espressive. Ne dà testimonianza il nucleo di stampe appartenenti alle raccolte della Biblioteca Reale e della Galleria Sabauda con ritratti, paesaggi e tematiche religiose. 

La fama di Rembrandt è convalidata da un numero difficilmente quantificabile di copie e varie forme di emulazione da parte di allievi e coetanei.

Alcune di queste, tra le quali il presunto autoritratto della Collezione Gualino - acquistato come autografo all’inizio degli anni Venti del Novecento e per molto tempo ritenuto un omaggio a Rembrandt da parte del pittore napoletano Luca Giordano - concludono il percorso, illustrando la diffusione del linguaggio dell’artista di Leida nella cultura figurativa nordica e l’importanza delle sue composizioni nella pittura di genere e nella ritrattistica.

Rembrandt incontra Rembrandt. Dialoghi in Galleria
Musei Reali, Galleria Sabauda – Spazio Scoperte
14 dicembre 2022 – 16 aprile 2023
Orari: 9-19 dal martedì alla domenica. Orario biglietteria: 9-18
Per informazioni : museireali.beniculturali.it