lunedì 16 aprile 2018

NON SPARATE SUL POSTINO

La compagnia teatrale QuintAperta presenta lo spettacolo "Non sparate sul postino" (Post Horn Gallop) di Derek Benfield, traduzione di Maria Teresa Petruzzi, per la regia di Vito Giovanni Liuzzi.
La commedia di Derek Benfield si svolge in un castello nel quale il padrone di casa, bizzarro militare nostalgico in pensione, considera pericoloso ogni personaggio in divisa che si avvicini alla tenuta. Non si sottrae al ferreo controllo neanche il postino, considerato una spia straniera. La moglie del protagonista asseconda il consorte, la figlia è sposata ad un uomo ricercato da due loschi figuri usciti dal carcere e intenzionati a vendicarsi.
I nobili ospiti della dimora regale, in difficoltà finanziaria, sono obbligati ad aprire l'edificio al pubblico. Questa è la premessa per un susseguirsi di imprevedibili eventi...
Personaggi e interpreti: Elrood (Angelo Crosignani), Lady Elrood (Maria Teresa Morandi), Patricia (Elena Paoli), Chester (Alberto Giovannini), Ada (Paola Palombo), Bert (Giovanni Farris), Maggie (Maria Patania), Wedgwood (Giancarlo Poggioli), Capone (Giuseppe Marino), George Willis (Andrea Piccolo), Miss. Partridge (Maria Bonifacio).
La rappresentazione dell’opera è resa possibile grazie all'autorizzazione della MTP Concessionari Associati S.r.L. (Roma). Il ricavato dalle vendite dei biglietti sarà devoluto all'Associazione Nazionale Donne Operate al Seno - A.N.D.O.S. Onlus, Comitato di Torino.

"Non sparate sul postino"
(Post Horn Gallop)
Venerdì 20 Aprile 2018 - ore 21
Teatro Sant’Anna
Via Brione, 40 - Torino

PAOLO GENOVESE. LA PRIMAVERA GRANDE

 
Prosegue fino al 22 aprile 2018 la mostra
LA PRIMAVERA GRANDE
retrospettiva di
PAOLO GENOVESE
a cura di Luca Fiorentino e Valter Vesco.
L'esposizione, inaugurata il 7 aprile scorso, 
è ospitata nella suggestiva architettura della 
in via Cesare Battisti a Condove.
Le opere sono visitabili nei seguenti orari:
mercoledì e
domenica 22 aprile 10-12, venerdì 16-19, sabato 10-12 e 16-19. Ingresso libero.

giovedì 12 aprile 2018

FILIPPO DE PISIS

Natura morta con quadro di El Greco, 1926
Olio su cartone su tela, cm 67 x 52
La mostra in corso al MEF - Museo Ettore Fico di Torino, a cura di Elisa Camesasca, Paolo Campiglio, Maddalena Tibertelli de Pisis, col sostegno dell'Associazione per Filippo de Pisis, intende porre la pittura di Filippo de Pisis (Luigi Filippo Tibertelli. Ferrara, 1896 - Milano 1956) in relazione con le fonti pittoriche del presente e del passato.
Appassionato di storia e collezionismo d’arte, si iscrive alla Facoltà di Lettere all’Università di Bologna, dedica oltre trent'anni allo studio dei pittori della tradizione ferrarese, fra cui Lorenzo Costa e Francesco Francia e recupera il proprio antico lignaggio nel cognome decaduto dell’avo Filippo Tibertelli de Pisis.
Il suo tratto metafisico è debitore dei contemporanei de Chirico, Savinio e Carrà, mentre a Soutine, Toulouse-Lautrec deve l'affrancamento dalla lezione di Manet, a lungo ritenuto un modello.
La mostra, raduna circa 150 opere tra dipinti e disegni, nei quali de Pisis trasferisce i suoi interessi: la lirica, la botanica, le civiltà del passato, puntualmente sviluppati in apposite sezioni espositive.
La passione per la poesia è resa attraverso le raccolte di poesie. lo scambio epistolare e pittorico fra il 'poeta' de Pisis e il 'pittore' Eugnio Montale legati da reciproca stima.
Natura morta marina, 1927
Olio su cartone, cm 46 x 38
In mostra la grande tela Beccaccino (1932), proveniente dalla collezione di Montale, a seguito del dono che ne fece all'amico lo stesso de Pisis.
La natura è raffigurata nei fiori recisi (Dalie e gladioli, 1933; Il Paravento delle tre stagioni, 1941; La foglia nella tempesta, 1940), da una selezione raffinata di olî, acquerelli e da alcuni fogli dell’erbario giovanile che l’artista acquistò o realizzò personalmente e in seguito cedette all’Orto Botanico dell’Università di Padova. 
L’attenzione posta all’antico non esclude le avanguardie del Novecento, che egli ritiene nel 1916 tendenze contemporanee e propositive. È in contatto epistolare col dadaista Tristan Tzara, guarda al Futurismo di Depero e alla Metafisica degli esordi, nel 1917, in rapporto di sincera amicizia con Giorgio de Chirico, come attesta il ritratto giovanile realizzato da de Pisis gelosamente custodito fra le proprie carte dal pittore metafisico.
In molti casi egli celebra la storia passata e recente con solleciti omaggi a Michelangelo (1928), ai maestri del Rinascimento, oppure attraverso gli Studi, rapidamente tratteggiati nei vari musei che ha occasione di visitare in Italia e all'estero.
La sezione dedicata alla musica e all'opera lirica in particolare presenta una raccolta di libretti originali appartenuti al pittore, in dialogo con opere quali La perla. Omaggio alla Duse (1943) e Suonatore di flauto (1940).
Dalie, 1931
Olio su tela, cm 82 x 61
Luogo d'elezione è lo studio itinerante del Maestro, da lui chiamato anche 'camera melodrammatica', spazio multiforme, nel contempo wunderkammer, galleria antiquaria e garçonniere, dove realizza opere come Nudo maschile sdraiato (1931) e Nudo (1934) e dal quale provengono alcune tele del grottesco Pietro Della Vecchia, pittore del Seicento veneziano, di artisti minori del Settecento, oltre a vedute della prima metà dell'Ottocento.
Negli anni del regime fascista risiede a Parigi, ma torna in Italia per trascorrere le vacanze estive a Cortina o nel Tirolo. Nella sezione dedicata si ritrovano opere del gruppo degli Italiens de Paris e la cassetta da viaggio per il pappagallo  Cocò, che l’artista fece dipingere ai colleghi Campigli, Tosi e de Chirico.
Nell'area tematica sui luoghi dell'anima spiccano le vedute de La Torre Eiffel (1939), dei Boulevards e di Londra che, con le numerose vedute di Milano e di Venezia, immortalano i percorsi reali e interiori dell’artista.
Trasferitosi a Milano, distrutto lo studio nei bombardamenti del 1943, si stabilisce a Venezia dove resterà fino al 1948, anno in cui si presentano i primi sintomi della malattia.
Nell’ultimo periodo (1948-1953) l’aggravarsi delle condizioni di salute, i frequenti ricoveri, gli esami clinici, gli spostamenti da un ospedale all’altro limitano fortemente il lavoro di de Pisis: la sua pittura diviene sempre più rarefatta e presagio di una fine incombente (Natura morta con il calamaio, 1952; Rose bianche, 1951).

FILIPPO DE PISIS.
Eclettico connaisseur fra pittura, musica e poesia.

24 gennaio - 22 aprile 2018
MEF - Museo Ettore Fico
via Francesco Cigna 114, Torino
Orario: da mercoledì a venerdì ore 14 - 19; sabato e domenica ore 11 - 19
www.museofico.it

mercoledì 11 aprile 2018

FERENC PINTÉR. L’ILLUSTRATORE PERFETTO

Esecutivo per copertina di Cesare Pavese
Prima che il gallo canti
Oscar Mondadori, 1969
tempera su carta
cm 32,5 x 39,3
Terminerà il prossimo 22 aprile la mostra dedicata all'autore italo-ungherese, celebre soprattutto per le copertine dei romanzi Mondadori, casa editrice con la quale collabora per oltre trent'anni a partire dal 1960. La rassegna, ospitata negli spazi del MEF Outside a Torino, inaugurati il 3 ottobre 2017, conta circa 150 opere provenienti dalla collezione di Pietro Alligo, co-curatore dell'esposizione insieme ad Andrea Busto.
Estremamente variegato il panorama dei soggetti, da quelli politici, alla tragedia classica (Iliade. 2001), alla narrativa (Cesare Pavese, Racconti voll. I e II, La spiaggia, Paesi tuoi; Yasunari Kawabata, Il paese delle nevi, Graham Greene, I commedianti), fino alla ritrattistica e alla serie di illustrazioni per il Decamerone, per Pinocchio e, infine, alla selezione di arcani maggiori (Il Bagatto, La Ruota, La Temperanza) realizzati per "I tarocchi dell'immaginario", editi da Lo Scarabeo nel 1991, campiti con stesure delicate di pigmento opaco, ciò nondimeno dalla grande forza iconografica.
Manifesto culturale
Amleto
tempera su carta
cm 47,5 x 68
Ferenc Pintér (Alassio 1931 - Milano 2008) è indubbiamente un grafico geniale, dal tratto incisivo, dallo sguardo arguto, e dallo stile unico, capace di coniugare nella varietà di linee il realismo rinascimentale, la sintesi chiaroscurale di Rembrandt e il drammatismo delle xilografie espressioniste mitteleuropee.
Capacità, questa, che ne fa un grafico pubblicitario sempre attuale, come dimostrano le campagne per il farmaco Sedibaina, o per il vasetto di yogurt (collocato dentro una gabbia bianca sulla superficie del foglio verde smeraldo, osservato con avidità da un gatto nero pronto a braccare la preda). Bozzetti pubblicitari che annoverano marchi importanti quali Martini (1956), Coca-Cola (anni '50), Euchessina (2005), dove il linguaggio visivo assume una forte valenza semantica, ancor più evidente nei diktat perentori dei manifesti politici per Solidarnosc e la Perestroika,  simboli di una fervente lotta al potere.
Copertina per Miller Wade
Max Thursday investigatore
omnibus gialli Mondadori, 1972
tempera su carta schoeller
cm 13 x 13
Le tavole originali sono realizzate magistralmente, quasi sempre a tempera su cartoncino con pennellate efficaci e rigorose, virate sui toni malinconici delle tinte pastello oppure su colori più vivaci, a seconda del soggetto rappresentato, per lo più giocato sul netto contrasto fra i non colori bianco e nero e la terna primaria variamente modulata. Nulla appare fuori luogo, neppure gli spazi vuoti, funzionali alla maggiore resa volumetrica degli elementi. Significativi a tale proposito risultano la copertina per il disco datato fine anni Cinquanta, Oscar Peterson Plays George Gershwin, il corpo nudo di A che punto è la notte di Fruttero & Lucentini (1981), l'inquietante manifesto contro i manicomi per dissidenti in URSS, risalente agli anni '80, e la psichedelica copertina del romanzo di Cornell Woolrich (William Irish), Vertigine. Funzionale alle ricostruzioni d'ambiente è anche il cromantismo dei primi piani verde prato e rosa carnicino de La capanna dello zio Tom, di Harriet Beecher Stowe, e della divisa ocra e rosa antico dell'esotico Le miniere di re Salomone, di Henry Rider Haggard, entrambi pubblicati per Oscar Grandi Romanzi Mondadori nel 1985.
Bozzetto per A che punto è la notte di Fruttero e Lucentini
Oscar Mondadori, 1981
tempera su cartoncino
cm 16,8 x 23,5
Si deve certamente alla storica casa editrice milanese la diffusione capillare del talento pittorico di Pintér, grazie anche all'edizione economica Oscar, in formato tascabile, trattato dall'autore con miniaturistica precisione. Si possono citare fra i numerosi titoli in catalogo La madre di Grazia Deledda; la collana "Guida alla lettura di"  Pirandello, Verga e Svevo (tempera e pennarello su carta, 1986), con eleganti silhouettes disposte nello spazio minimale, risolte a tecnica mista, in un perfetto connubio fra linea e colore, superfici iridate e vuoti neutri. Artista eclettico, Pintér eccelle anche nei ritratti: in mostra quelli di Jean Paul Belmondo, di Fausto Coppi, oltre all'effigie di politici, statisti ed eroi della Roma imperiale (I dodici Cesari. Dal mito alla realtà).
Il mio amico Maigret
tempera su cartoncino
cm 24,5 x 35,5
Dove tuttavia il suo genio si esprime in massimo grado sono le raffigurazioni del commissario Maigret di George Simenon, ispirati alla caratterizzazione di Gino Cervi per l'omonima serie tv. Veri e propri capolavori, summa di indagine psicologica e armonia compositiva, Maigret è solo (1980), Maigret e l'affare strip-tease, a penna e china su carta (1974),  Maigret e il libanese (1975), illustrazione dal rigoroso equilibrio, Maigret al convegno dei Terranova (1971), tempera su carta di giornale applicata su cartone - quest'ultime due nella versione rielaborata del 2002 - 2006 -, dimostrano al tempo stesso la profonda conoscenza del tema raffigurato e l'affinità peculiare con lo scrittore. È lo stesso Pintér a rivelarlo: "Ho cominciato a leggere Maigret quando ho fatto la prima copertina e poi li ho letti quasi tutti. (...) pochi come lui sanno raccontare una storia e dare un'anima ai personaggi utilizzando pochi elementi essenziali".
Ugualmente si può dire riguardo alla raffigurazione dell'investigatore Hercule Poirot, creato dalla fantasia di Agatha Christie, in cui, nuovamente, protagonista è l'accostamento sapiente di colori brillanti: blu Klein per il treno Orient Express, giallo oro per le piramidi egizie, per alcune fra le più celebri trame investigative intessute dall'autrice britannica.
Piramide
tempera su tela
cm 23,3 x 33
Nella commemorazione del decennale dalla morte, la mostra rappresenta un omaggio anche alle pubblicazioni postume, nella fattispecie Moby Dick (2002 - 2004), romanzo edito da Lo Scarabeo nel 2015, eseguito a tempera su garza applicata su cartone, per un effetto di ruvida consunzione in perfetta sintonia con lo spirito del racconto. Risultato della ricerca materica, meticolosa quanto le dettagliate ricostruzioni d'epoca, ricolme di dettagli e accessori riconducibili alla moda del tempo storico e alla disinvolta padronanza nel piegare il mezzo al fine. Anche nell'uso suggestivo del monocromo, congeniale al racconto ottocentesco L'uomo senza ombra di Adalbert Von Chamisso, edito da CartaCanta nel 2000, eccellente esempio di sintesi compositivo-narrativa.
Infine occorre soffermarsi sull'ultimo Pintér, dove la tempera è diluita alla stregua di un guazzo per illustrare Il gatto nero e I delitti della via Morgue di Edgar Allan Poe (2004 - 2005) o si dispiega in accostamenti e impaginazioni ardite negli episodi boccacceschi del Decamerone (2006 - 2007).
Non ultime, le tavole dedicate alle avventure di Pinocchio (fra le altre, Pinocchio riconosce Lucignolo trasformato in ciuco, Pinocchio e Lucignolo verso il Paese dei Balocchi, Pinocchio e il Grillo parlante, 2001 - 2005), costruite su un ductus rapido ed espressivo, destinate ad un pubblico trasversale, assorto in attonito rapimento davanti all' immaginifica produzione di uno fra i più grandi narratori della grafica italiana e internazionale.
Allestimento mostra

FERENC PINTÉR. L’ILLUSTRATORE PERFETTO
Dal 24 gennaio al 22 aprile 2018
MEF OUTSIDE
via Filippo Juvarra 13, Torino
Orario: da mercoledì a venerdì ore 14 - 19, sabato e domenica ore 11 - 19
www.museofico.it

READING CINDERELLA!

In occasione della manifestazione “Torino che Legge” promossa da Città di Torino e Forum del Libro, il MUSLI propone il laboratorio READING CINDERELLA! nel Percorso Libro del Museo per avvicinarsi in modo inusuale e divertente alla lettura della celebre fiaba di Cinderella in lingua inglese.
L’attività, destinata a bambini dai 6 anni in su, accompagna i partecipanti in un viaggio tra le pagine delle fiabe scritte e illustrate a fine Ottocento dall’artista inglese Walter Crane e propone una serie di giochi creativi che stimoleranno la curiosità e la capacità di osservazione dei giovani lettori.
Il laboratorio si ispira alla collana per bambini “Children’s Literature”, a cura di Carmen Concilio (Università di Torino) e Pompeo Vagliani, pubblicata da L'Artistica Editrice di Savigliano in collaborazione con la Fondazione Tancredi di Barolo – MUSLI.

READING CINDERELLA!
Domenica 22 aprile 2018 - h 16.00
MUSLI – Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia
Via Corte d’Appello 20/C - Torino
Il laboratorio è gratuito. L’ingresso al Museo è gratuito per i bambini. Per genitori e accompagnatori: 4.00 € (Percorso Libro) o 6.00 € (Percorso Libro + Percorso Scuola), gratuito per Possessori di Tessere Abbonamento Musei.
Info e prenotazioni: 011 19784944; 388 4746437; didattica@fondazionetancredidibarolo.com.