lunedì 20 novembre 2017

1957-2017. 60 ANNI DELL'ASSOCIAZIONE ARTISTICA "ANDREA ZERBINO"

Anna Borgarelli
Il viaggio delle note di Antonio Vivaldi

Acquerello, cm 50 x 70
Foto: Tiziano Rossetto
L'Associazione Artistica e Culturale "Andrea Zerbino" festeggia i suoi primi 60 anni di attività con una rassegna documentaria nei locali del "Ridotto Vivaldi" della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, per testimoniare con le opere di oltre cinquanta soci, i catalaghi delle mostre passate e i contributi critici di firme prestigiose, le tappe fondamentali di un percorso costellato di successi e di esposizioni in Piemonte e fuori regione.
Un'opera meritoria che ha permesso di diffondere la cultura e l'arte, grazie all'accurata direzione di Luisella Zerbino e di Alberto Vattiata, rispettivamente figlia e nipote del pittore Andrea Zerbino (Genova, 1914 - Torino, 1980), fondatore dell'Associazione Artemisia, nucleo originario dell'attuale Istituzione culturale.
Ines Daniela Bertolino
Trema l'erba d'intorno

Olio su tela, cm 70 x 100
Foto: Tiziano Rossetto
Sono molti gli artisti i quali con il loro stile inconfondibile hanno reso omaggio ad una realtà ben radicata nel panorama artistico piemontese. Opere storiche come le eleganti sculture di Quinto Airola e di Piero Ducato trovano posto accanto all'eccellente prova di gusto figurativo dello stesso Zerbino. Il paesaggio a olio di Giovanni Gatti, le Montagne Innevate di Michele Mininni, oppure l'acquerello di Franco Mazzonis che ritrae in toni seppia e delicate lumeggiature l'ingresso della Galleria Subalpina siglano una continuità stilistica con gli scenari dipinti sulla scorta del realismo pittorico di Umberto Allemani, di Renzo Bortoluz, di Gaetano Rizzari e Raul Viglione.
Martino Bissacco
Tramonto in Engadina

Olio su tela, cm 60 x 88
Foto: Tiziano Rossetto
Connota il percorso la notevole varietà di soggetti, con la natura declinata nelle sue molteplici forme, atttraverso i colori vivaci di Ines Daniela Bertolino, l'indaco evanescente dei Ciliegi innevati di Giorgio Cestari, le calde sfumature di Gilberto Francisetti e la delicata tavolozza di Elda Mantovani.
Altre volte il naturalismo volge verso esiti più informali: è il caso dell'Autunno in Langa di Rosanna Bonavia o dei Ricordi del Monferrato di Michela Fischetti o dei nembi turbinosi di Gabriella Malfatti (Quien sabe la vez(?)) o ancora del Settembre di Angela Pansini, fino ad arrivare all'espressionismo astratto del Tramonto in Engadina di Martino Bissacco.
Corrado Alderucci
Prigionieri di un mondo che ci lascia solo sognare

Acrilico su vinile, cm 60 x 70
Decisamente pop, improntata sui codici del linguaggio pubblicitario, l'ironica composizione di Davide Borsella. Affidati alla sintesi di nitide campiture cromatiche sono invece il panorama della Torino notturna di Natalia Alemanno e la fiabesca composizione Guido Appendino. Ad essi si aggiunge il surrealismo di Corrado Alderucci, l'astrattismo materico di Laura Zecchini, il simbolismo di Maurizio Sicchiero e l'installazione polimaterica di Claudio Pepino. Completano la rassegna il colorismo del maestro Gianni Sesia della Merla e di molte altre firme prestigiose di indiscutibile valore, tali ad ottenere una tessitura polifonica di assoluta originalità tecnico-espressiva.

Davide Borsella
Cappelletti in brodo

Acrilico, cm 100 x 80
Foto: Tiziano Rossetto
La giornata inaugurale ha fornito l'occasione per acquisire due dipinti da aggiungere alla collezione permanente della Biblioteca, scelti per la loro consonanza alle caratteristiche peculiari del luogo. Si tratta dell'acquerello Il viaggio delle note di Antonio Vivaldi di Anna Borgarelli - delicato ritratto rococò del compositore venezianio sulla qiunta notturna di un palazzo nobiliare della Serenissima -, e dell'acrilico Io sono un libro di Lia Laterza, ove dietro una teoria di libri - si direbbe, quasi un cippo edificato in memoria degli antichi padri della letteratura e delle loro muse - campeggia la facciata settecentesca delle antiche scuderie di Palazzo Carignano, attestata su piazza Carlo Alberto, ove ha sede l'attuale Biblioteca, deposito legale della produzione libraria piemontese.
Il catalogo è a cura di Gian Giorgio Massara, Angelo Mistrangelo, con un testo di Luigina Moretti.
Lia Laterza
Io sono un libro

Acrilico, cm 60 x 80
Elenco Artisti: (Soci d'un tempo) Airola Quinto, Calligaris Dante, Caresio Giuseppe, Crepaldi Sergio, Cimberle Aldo, Ducato Piero, Gatti Giovanni, Giacchino Arturo, Martinengo Franco, Mininni Michele, Mazzonis Franco, Zerbino Andrea, Zerbino Emilio. (Soci attuali): Alderucci Corrado, Alemanno Natalia, Allemani Umberto, Antonello Simone, Appendino Guido, Bellini Edoardo, Bertolino Ines Daniela, Bissacco Martino, Blisa Maria Rosa, Bonavia Rosanna, Borgarelli Anna, Borsella Davide, Bortoluz Renzo, Branca Antonio,Carpani Adriano, Cestari Giorgio, Delloste Lidia, Fiore Maria Grazia, Fischetti Michela, Francisetti Gilberto, Goria Zerbino Mariuccia, Laterza Lia, Malfatti Gabriella, Manis Marisa, Mantovani Elda, Mapelli Adelma, Negro Franco, Palumbo Annamaria, Pansini Angela, Pastore Elio, Pepino Claudio, Quaglieri Rossella, Reggiani Bellini Maria Rita, Ricci Lea, Rizzari Gaetano, Sesia della Merla Gianni, Sicchiero Maurizio, Veremejenko Tatiana, Viglione Raul, Vitali Roberto, Zecchini Laura.

1957-2017. 60 ANNI DELL'ASSOCIAZIONE ARTISTICA A. ZERBINO"
Dall'11 al 25 novembre 2017
Biblioteca Nazionale Uniersitaria
Piazza Carlo Alberto, 3 - Torino
Orario: dal lunedì al venerdì 10-18; sabato 10-13

mercoledì 25 ottobre 2017

LA NATURA DELLE FOGLIE

Nell’ambito della rassegna "Come le foglie", organizzata dal Comune di Colleretto Giacosa e articolata in varie sedi, è in corso fino al 29 ottobre 2017  l’originale esposizione LA NATURA DELLE FOGLIE, selezione di materiali attinenti a quattro mostre prodotte dal Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino (MRSN): Fogli botanici, Grandi alberi fuori dal bosco, Il gelso, albero dimenticato nel paesaggio agrario piemontese e Vita vegetale. Piante locali e piante venute da lontano.
L'esposizione, affiancata da campioni botanici essiccati presenti nel paesaggio vegetale piemontese, è accompagnata dalla presentazione di prodotti artistici e gastronomici, ispirati al tema delle foglie. Sono anche presentate alcune proposte operative per riconoscere piante invasive del territorio, come l'ailanto e il sorgo selvatico, e imparare a controllarne la diffusione.

Sedi espositive:
Colleretto Giacosa (To)
Fogli botanici | Ristorante del Monte, Pizzeria Giacosa, Vetrine dei negozi
Grandi alberi fuori dal bosco | Hotel Ristorante Villa Soleil
Piante locali e piante venute da lontano | Salone Piero Venesia
Chiaverano (To)
Il gelso, albero dimenticato nel paesaggio agrario piemontese | Locanda del Panigaccio
Presso ciascuna sede sono in distribuzione opuscoli informativi sui diversi temi botanici.
Per informazioni: Comune di Colleretto Giacosa - Tel. 0125.76125; colleretto.giacosa@canavese.to.it

giovedì 5 ottobre 2017

LA PASSIONE DEL GRANO


Salvatore Pagano
(Pastore e artigiano del legno, Stigliano - Matera)
70 spighe di grano intrecciate a corona
Datazione incerta
Foto: © Parco Arte Vivente
Con questa nuova mostra il PAV intende concentrare l’attenzione dell’ecologia politica sul problema della terra come bene comune ed elemento di produzione e riproduzione, un tema che tanto la modernità capitalista quanto quella socialista liquidavano come "arcaico". La terra torna ora di grande interesse, nel momento in cui al centro della produzione contemporanea non ci sono più soltanto il lavoro remunerato della fabbrica e quello non remunerato della donna di casa, come da anni afferma Mariarosa Dalla Costa. Quello che si aggiunge ora è una nuova considerazione del "lavoro della terra" su scala globale, nel nord e nel sud del mondo.
Wurmkos
La passione del grano, 2017
Installazione ambientale
Foto: © Parco Arte Vivente
Il progetto LA PASSIONE DEL GRANO, che il gruppo Wurmkos ha pensato per il PAV, si ispira al mondo del lavoro contadino, legato ai riti e alla cultura popolare radicati nel territorio lucano. I rituali popolari sono polisemici e rappresentano il momento simbolico per eludere ciò che Ernesto De Martino chiama la "crisi della presenza". Ovvero la capacità di conservare nella memoria l’esperienza necessaria per rispondere in modo adeguato a una determinata situazione storica. Il rito aiuterebbe l’uomo a sopportare la crisi della presenza che si avverte di fronte alla natura, offrendo modelli rassicuranti da seguire. E questo avviene simbolicamente nell’ambivalenza insita nella "mietitura" poiché è un’operazione che deve - nello stesso tempo - uccidere/sacrificare il grano e metterlo a disposizione degli uomini.

Lino Del Fra
(con pseudonimo Antonio Michetti)
La passione del grano, 1960
Durata: 11'00''
Still da video
Il PAV è presentato il film etnografico La Passione del Grano, girato nel 1960 dal documentarista politico italiano Lino Del Fra. I dieci minuti del documentario, da cui il progetto di Wurmkos prende il titolo, ci mostrano uno spaccato importante della vita rurale nel Sud Italia. In Lucania, nel periodo della mietitura (ancora negli anni ’60) si svolgeva un antico rituale contadino, nel quale i braccianti mettevano in scena una sorta di "vendetta" per la morte del grano. Per farlo, questi cacciano e uccidono un capro, animale mitologico responsabile della morte delle messi e del periodo di "vuoto vegetale" (l’inverno). Poi giunge una donna, che viene svestita al fine di donare le sue vesti ai campi, un passaggio altamente simbolico del rituale che auspica un ritorno alla fertilità dei campi, con l’arrivo della primavera.
Cénte
Dimensioni variabili
Workshop "La passione del grano"
PAV - 24 e 25 giugno 2017
Foto: © Parco Arte Vivente
Il 24 e 25 giugno 2017, nel workshop omonimo, condotto dalle Attività Educative e Formative a cura di Orietta Brombin,  è stato mostrato materiale video e fotografico di eventi, feste e rituali che ci giungono dalla cultura contadina. Con la guida dei legatori di gregne e scigli di grano di Episcopia (Basilicata), sono state raccolte le spighe di grano, poi lavorate e intrecciate alle strutture disegnate, progettate e costruite dagli stessi partecipanti. Le strutture vernacolari, realizzate con canne, giunchi di ulivo, su cui intrecciare le spighe con rafia naturale, fanno parte dell’installazione collocata nella corte del museo. L'opera fa parte ora della mostra, nella quale sono esposti anche documenti di archivio della cultura contadina: oggetti, fotografie, testimonianze, insieme a opere appositamente create dal gruppo Wurmkos. Le fotografie di Ando Gilardi e Franco Pinna testimoniano le tappe storiche del lavoro di Ernesto De Martino.
Wurmkos
Disegni, piccoli oggetti, annotazioni, libri, fotografie,
tra cui uno scatto di Ando Gilardi risalente agli anni'50

Particolare
Foto: © Parco Arte Vivente
Il progetto Wurmkos nasce nel 1987, con l’intento di creare un "luogo" per mettere in relazione arte e disagio psichico. Si istituisce come laboratorio d’arte visiva, nel quale si incontrano artisti (sia affetti da qualche forma di disagio psichico, sia non), critici, operatori del settore. Nei trent’anni intercorsi dalla nascita, attorno al progetto Wurmkos, si è consolidato un piccolo gruppo permanente attorno al quale, di volta in volta, si sono avvicendate circa un centinaio di persone.Nel 2011 si costituisce Fondazione Wurmkos onlus.
Fanno parte del collettivo: Susanna Abate, Adele Bressa, Elisabetta Bulgarelli, Marco Campanella, Pasquale Campanella, Caterina Caserta, Marinella Cisari, Roberta Colombo, Savino Crudele, Angela Di Bartolomeo, Isabella De Robertis, Salvatore Fede, Giuseppe Giacoia, Silvia Guerri, Pietro Marconi, Jelena Milosevic, Elisabetta Notarangelo, Mauro Panzeri, Sofia Paravicini, Patrizio Raso, Michael Rotondi, Antonio Valente.
Logo Wurmkos

LA PASSIONE DEL GRANO
Wurmkos

a cura di Marco Scotini
30 giugno - 22 ottobre 2017
PAV Parco Arte Vivente
Centro sperimentale d'arte contemporanea
via Giordano Bruno 31, Torino
Orari di apertura: per scuole e gruppi, su prenotazione, da martedì a venerdì; per il pubblico, venerdì ore 15-18, sabato e domenica ore 12-19
T. +39 011 3182235; info@parcoartevivente.it
www.parcoartevivente.it

SALGARI IL VIAGGIO CONTINUA

La navigazione sulle mille rotte dell’universo fantastico salgariano continua ad interessare e a coinvolgere studiosi, scrittori e lettori a testimonianza del valore e della vitalità dell’opera del "Capitano", la cui figura è stata ricordata a Torino durante le numerose manifestazioni organizzate in città per il doppio anniversario di nascita e morte dell’autore nel 2011.
Quest’anno lo scrittore veronese torna ad essere protagonista, grazie a una mostra realizzata in collaborazione con la Fondazione Tancredi di Barolo - MUSLI (Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia), che mira a documentare e approfondire due aspetti della sua vasta produzione letteraria.
Da un lato, sono evidenziati i legami tra la vita e l’opera di Emilio Salgari e la città di Torino, dove lo scrittore si trasferì da Verona e in cui visse per più di 15 anni tra il 1893 e il 1911. Una rassegna delle principali opere pubblicate nella nostra città dagli editori Speirani e Paravia tra il 1894 e il 1904 presenta racconti di viaggio e d’avventura, storie naturalistiche e ambientazioni nei paesi del nord, ma anche traduzioni di romanzi francesi, attività che egli abbandonò poi completamente.
Parallelamente, sono documentati il successo e la popolarità dell’opera salgariana, attraverso una selezione di titoli emblematici che evidenziano come le avventure del "Capitano" siano diventate oggetto nel tempo di traduzioni, di adattamenti e passaggi in svariati media. Dall’antichità classica di Cartagine in fiamme, al Cinquecento di Capitan Tempesta e Il Leone di Damasco, dal ciclo indo-malese con I misteri della Jungla nera, al ciclo dei Corsari, con Il Corsaro Nero e Gli Ultimi Filibustieri sono innumerevoli le trasposizioni dal fumetto, al cinema, alla TV.
Al di là dei numerosi film esplicitamente tratti dai romanzi di Salgari, fin da inizio Novecento personaggi e ambientazioni salgariane diventano fonte d’ispirazione per capolavori del cinema muto: è il caso, per esempio, di Cabiria del 1914, di Giovanni Pastrone, che si ispirò per il soggetto proprio a Cartagine in fiamme, e le cui didascalie furono scritte da Gabriele D’Annunzio.
Sono presenti in mostra anche versioni parodiche e satiriche, tra cui il numero monografico della rivista umoristica «Il Travaso» del 1951 e materiali legati a Giovanna, la nonna del Corsaro Nero, celebre sceneggiato televisivo RAI degli anni ’60.
Ancora per la TV e il cinema, figurano Sandokan e Il Corsaro Nero, interpretati da Kabir Bedi e diretti da Sergio Sollima negli anni ’70, che a loro volta hanno dato vita ad un ricchissimo merchandising, consolidando anche all’estero la popolarità di Salgari.
La mostra presenta inoltre rare edizioni del primo Novecento, disegni originali, giochi, locandine e manifesti e, in particolare, alcuni preziosi manoscritti dell'autore, parte della donazione di Vittorio Sarti pervenuta alla Fondazione nel 2011.
Affianca la mostra la proiezione del filmato "I miei volumi corrono trionfanti. Con Salgari da Torino nel mondo", realizzato dalla Fondazione Tancredi di Barolo nel 2008. Attività per famiglie e scuole sono in programma per tutto il corso dell'esposizione.

SALGARI IL VIAGGIO CONTINUA
I libri del Capitano dalle edizioni torinesi al mondo dei media            
28 settembre 2017 - 18 febbraio 2018
Borgo Medievale - Sala Mostre
Viale Virgilio 107 - Torino
Orario: dal martedì alla domenica ore 10 -19. Ingresso libero.
Per informazioni: t. 0114431701; borgomedievale@fondazionetorinomusei.it
www.borgomedievaletorino.it

sabato 12 agosto 2017

VOCI DAL LUSSEMBURGO

di Gian Giorgio Massara

Mikhail Karikis
Love Is the Institution of Revolution
allestimento mostra al Casino Luxembourg, 2017
Foto: Mike Zenari
LOVE IS THE INSTITUTION OF REVOLUTION è una mostra scelta dai curatori Miguel Amado e Kevin Muhlen ed è ospitata al Forum d'Arte Contemporanea del Casino Luxembourg (41, rue Notre-Dame).
Perché parlare del Lussemburgo a Torino? Nella nostra città vive il Console del Granducato, il notaio Ettore Morone, che ciascun anno in occasione della Festa Nazionale invita a un esclusivo ricevimento. Quest'anno era presente alla manifestazione S.E. l'Ambasciatrice Janine Finck; a far gli onori di casa, la signora Chicca Morone.
L'attuale esposizione riguarda (sino al 15 ottobre) due importanti progetti di Mikail Karikis; entrambi rivestono carattere politico poiché si riferiscono all'avvenire dei giovani nell'era postindustriale in Occidente e ai relativi problemi di carattere sociale, economico, politico e morale.
Mikhail Karikis
Little Demons (Mitch & Eddie), 2017
L'artista considera e raffigura i modi per reinventare siti industriali, in accordo con la justice spatiale, legati all'amore e all'amicizia; opere quindi che invitano al gioco ma altresì alla meditazione, alla realtà oppure al mondo dei sogni.
Occorre tuttavia guardare a ogni futura possibilità nella quale la generazione di giovani si ponga in prima linea riguardo agli attuali cambiamenti.
Chi è Mikail Karikis? Un artista inglese di origini greche che opera a Londra realizzando immagini animate, performances allo scopo di esaminare i riflessi di timbro culturale e psicologico riferiti a dinamiche collettive.
Tine Guns
To Each His Own Mask, 2017
A ottobre 2017 verrà invece inaugurata la mostra TO EACH HIS OWN MASK (Tine Guns), esposizione che nuovamente considera il momento di crisi che il mondo sta attraversando.
Come difendersi? Secondo l'autore Guns occorre porter un masque al fine di superare regimi politici e ristabilire l'ordine. Un rito carnevalesco, dunque, utilizzato a fini sociali.

 
Dal 1 luglio al 15 ottobre 2017
LOVE IS THE INSTITUTION OF REVOLUTION
Mostra di Mikhail Karikis
A cura di Miguel Amado e Kevin Muhlen
 
Dal 4 ottobre al 27 novembre 2017
TO EACH HIS OWN MASK
Mostra di Tine Guns
A cura di Kevin Muhlen
 
Casino Luxembourg

41, rue Notre-Dame
L-2240 Luxembourg
www.casino-luxembourg.lu