martedì 10 gennaio 2017

IL TACCUINO DI VIAGGIO SECONDO STEFANO FARAVELLI

CARTA DEL VIAGGIO DELLA PIROCORVETTA MAGENTA
Nell’ambito del ciclo di incontri, organizzati dal Museo Regionale di Scienze Naturali in occasione del 150° anniversario del viaggio della pirocorvetta Magenta (1866-2016), giovedì 19 gennaio alle ore 17,30, presso Palazzo Lascaris in via V. Alfieri 15, si terrà l’incontro dal titolo: Arche di carta. Dal “carnet de voyage” al taccuino naturalistico, a cura di Stefano Faravelli, artista esploratore e maestro indiscusso del carnet di viaggio.
PIROCORVETTA MAGENTA DURANTE IL VIAGGIO
I carnet de voyage di Stefano Faravelli nascono da incontri fatati con paesi e città del destino, come Cina, Egitto, Marocco, Turchia, Giappone, India, Mali, Madagascar.
Ispirandosi alle grandi esplorazioni scientifiche dell’Ottocento, Faravelli descrive con matite e acquerelli la prodigiosa bellezza della natura e la varietà dei luoghi che incontra nei suoi viaggi e con la sua arte riesce a tradurre in emozioni le forme, i comportamenti e i colori che osserva.
UN'ILLUSTRAZIONE DAL CARNET DE VOYAGE DI STEFANO FARAVELLI
I suoi taccuini di viaggio sono stati esposti in diverse città, fra cui Londra, Roma, New York, Parigi, Istanbul, Gerusalemme. Di recente pubblicazione Verde stupore (EDT), un viaggio nella foresta pluviale del Madagascar.
L'ultimo lavoro, ancora inedito e tema  della conferenza, è il frutto di un mese  di navigazione tra i canali della Terra del Fuoco, tra l'Isla Navarino e Capo Horn in cui l’artista ha disegnato costellazioni mai viste, meduse antartiche, alghe oceaniche tra le cui chiome danzano foche, pinguini e oche regali.

VIAGGI INTORNO ALLA MAGENTA
Arche di carta. Dal “carnet de voyage” al taccuino naturalistico
A cura di Stefano Faravelli
Giovedì 19 gennaio 2017 - ore 17,30
Palazzo Lascaris
Via Vittorio Alfieri 15 - Torino
Ingresso libero
#ViaggiodellaMagenta

venerdì 9 dicembre 2016

SEGUI LA COMETA

E' giunta ormai alla quinta edizione la rassegna SEGUI LA COMETA, imperdibile appuntamento dedicato alla Natività con mostre, presepi itineranti, riproduzioni della grotta di Betlemme in forme insolite, di concezione moderna o ispirate alla tradizione artigianale delle popolazioni alpine, poste alle finestre delle case e negli angoli caratteristici delle borgate di Mentoulles, Ville Cloze e Granges.
Promossa dall'Associazione San Giusto Giovani e dalla Pro Loco di Mentoulles, in collaborazione con l'Ente di Gestione Aree Protette delle Alpi Cozie, SEGUI LA COMETA, dal 26 dicembre 2016 all’8 gennaio 2017, rappresenta un momento di festa e un'occasione propizia per passeggiare fra i selciati su cui affacciano le abitazioni delle località di villeggiatura a ridosso del Comune di Fenestrelle, dominato dal complesso fortificato a presidio della Val Chisone.
Ospitati nelle sale dell’Ente Parco Alpi Cozie, nella cappella di S. Antonio ed in una tipica “grangia” montana, faranno bella mostra di sé presepi artistici e creativi provenienti da ogni parte del mondo; a Mentoulles sarà proposta un'ambientazione con manichini a grandezza naturale nella quale la Sacra Famiglia vestirà i tipici costumi della valle, a Ville Cloze ampio spazio verrà riservato alla fantasia dei bambini, mentre a Granges saranno protagonisti i manufatti di carta nelle forme più varie, da collezione o storici, di epoche e stili differenti.
Completano la rassegna gli elaborati dedicati alla sacra rappresentazione dagli alunni delle scuole che hanno aderito all'iniziativa, i numerosi esemplari di piccolo formato a decorare le architetture circondate dalla splendida cornice naturale del paesaggio pedemontano, e i colorati addobbi natalizi. In totale più di 170 presepi che permetteranno di vivere, accompagnati dalle note dei canti al suono della fisarmonica e della ghironda, insieme alle comunità montane, la magia del Natale.
Fra le iniziative collaterali segnaliamo il 6 gennaio lo speciale itinerario guidato che condurrà i visitatori lungo il percorso, con partenza alle ore 14,30 davanti all'Ente Parco di Mentoulles.
Per informazioni visite e orari: 339 5993616; alessandraboggio@yahoo.it


venerdì 2 dicembre 2016

Profili/ALESSANDRA BOGGIO

Esiste un ricco patrmonio in Italia che lentamente sta tornando alla ribalta, grazie ad associazioni culturali, all'attivismo di molte persone volenterose, impegnate alacremente nel riscoprire e diffondere la conoscenza delle tradizioni locali, degli idiomi dimenticati e del sapere artigianale caratteristico dei territori alpini.
Operatrice culturale, dedita alla promozione del proprio comune di residenza in collaborazione con altri enti turistici e pro loco di zona, Alessandra Boggio da anni fa parte del direttivo dell'Associazione San Giusto Giovani di Mentoulles, alla quale si deve l'allestimento della Festa di Primavera, il 21 marzo, in Borgata Granges, e nel periodo invernale dell'esposizione di presepi Segui la cometa, dislocata in varie sedi.
Iniziative che con altre interessano quella porzione di territorio piemontese posta sotto vincolo ambientale, quella regione dell'Alta Val Chisone incuneata nelle Alpi Cozie, compresa tra i parchi Orsiera Rocciavré, il Parco Naturale del Gran Bosco di Salbertrand, il Parco Naturale della Val Troncea e la Val Germanasca, con i comuni, le frazioni e le borgate nei dintorni di Exilles, insieme ad altre valli occitane parte di un patrimonio naturalistico ed ecomuseale di inestimabile valore.
Il lavoro di Alessandra Boggio si connota come una sorta di pacifica militanza, sia in veste di organizzatrice di eventi, sia quale pittrice di oggetti in stretta connessione con gli usi e i costumi tradizionali del luogo, a tutela di una cultura vernacolare, preziosa ancorché circoscritta, da considerarsi vero tessuto connettivo di una società in rapida trasformazione e sempre più parcellizzata.
Si tratta di opere che grande interesse avrebbero suscitato fra i collezionisti di arte naïf, nel senso più nobile del termine, ovvero di arte senza filtri e superfetazioni, ma espressione spontanea di un modo sentire la natura come madre e nutrice.
La montagna è da sempre per i valligiani un rifugio, fonte di lavoro, di loisir e senza dubbio motivo di ispirazione per immagini di grande realismo paesaggistico.
Allo stesso modo i lavori di Alessandra Boggio sono espressione di gioco, svago, impegno, risultato di una spiccata manualità, di attenta perizia artigianale, qualunque sia la tecnica adottata: sia essa pittura su vetro, sul metallo dei campanacci ornamentali, si tratti di decorazione su legno, o sulle lose in pietra di Luserna. Esuberanza creativa che trova esplicita manifestazione nel confezionamento di accessori per la casa, nell'hobbistica, dove al bricolage si unisce una vivace attenzione e una peculiare sensibilità femminile per la cura estetica dei dettagli.
Autenticità e riscoperta delle proprie radici sono il comune denominatore della produzione artisica dell'autrice, due aspetti che trovano ulteriore declinazione nelle targhe con motti affisse sui muri esterni delle baite e nell'insegna, per non citarne che una, di un antico forno. Targhe per lo più ad uso turistico spesso decorate con iscrizioni e termini desunti dell'antico idioma locale, il patois, fino a non molti decenni or sono parlato nei borghi più isolati, progressivamente evolutosi in forme dialettali diffuse fra le popolazioni del comprensorio e infine inesorabilmente soppiantato dalla lingua italiana, più adatta alla comunicazione richiesta da un sistema via via più complesso e dinamico. Tuttavia, mai abbandonato definitivamente. Se ne trovano ancora tracce nella toponomastica della Savoia e della Valle di Susa, in alcune espressioni idiomatiche piemontesi, in testi letterari, nonché in atti notarili dei secoli passati, per lo più riguardanti controversie sulla proprietà dei pascoli e sui rapporti di buon vicinato in genere, conservati negli archivi storici comunali e nazionali.
 
In tutti i casi i soggetti e i supporti prediletti dall'autrice sono un richiamo diretto alla montagna, al folklore e alla natura, memoriali di attività umili, di abitudini legate all'agricoltura e alla pastorizia, profondamente radicate nel territorio di cui restano tracce lungo i sentieri, nelle malghe d'alta quota, nelle eccellenze gastronomiche, e nella rievocazione nostalgica di chi riscopre in essi la vera essenza del vivere comunitario.

Alessandra Boggio
www.montagnarte.it


giovedì 10 novembre 2016

Libri/TÈ, CAFFÈ, CIOCCOLATA IN TAZZA

Tazzina con piattino polilobati in porcellana, fondo blu cobalto,
il decoro nelle riserve presenta il motivo del deutsche Blumen.

Manifattura di Meissen, 1740
Collezione privata
Ci sono libri che si leggono tutti d'un fiato, altri che colpiscono lo stomaco come il sorso amaro di un venefico liquore, altri ancora che ahimé conciliano il sonno come una tiepida tisana soporifera.
Il saggio di Anna Cremonte Pastorello si può annoverare, invece, tra quelle deliziose bevande che vanno sorseggiate in tutta tranquillità, ritagliando uno spazio per sé dimentichi degli affanni quotidiani, sprofondati nella poltrona preferita, per assaporarne ogni qualità gustativa e la varietà degli aromatici sentori. E questo non solo perché TÈ, CAFFÈ, CIOCCOLATA IN TAZZA è un affettuoso omaggio a tre bevande che hanno ormai cambiato le nostre abitudini entrando a far parte del lessico comune, ma perché la sua lettura davvero permette di gustare appieno quegli aspetti di costume, quelle consuetudini, corroborati da aneddoti curiosi, da citazioni letterarie, dati storici, che appartengono al vissuto di ciascun individuo e a sorpresa si intrecciano con le vicende di personaggi geograficamente e storicamente lontani dal tempo presente.
Il testo, pubblicato per i tipi di Daniela Piazza Editore, si presenta con una veste grafica molto curata, sia sul piano testuale, sia degli apparati fotografici, con immagini dettagliate e scontornate elegantemente, spesso sul fondo nero di pagine patinate.
Moltissimi sono i contributi iconografici: nel primo capitolo - preceduto dalla presentazione dell'autrice e dalla prefazione del critico e storico d'arte Gian Giorgio Massara - tazze, ciotole, scodelle cesellate in pietre dure, oppure modellate in fine porcellana o semplice terraglia, appartenenti a varie epoche provengono da collezioni private, da musei civici di tutta Italia e da celebri musei europei e d'Oltreoceano.
Tazzina in porcellana Satsuma.
Caratteristiche della porcellana Satsuma sono la pasta bianca con invetriatura color avorio
e la sobria colorazione a colori tenui limitata a piccoli campi della superficie.

Giappone, Kyushu, XIX sec
Collezione privata
Con essenziali ma circostanziate descrizioni, l'autrice offre una panoramica dei manufatti più rari, dai primi esemplari mesopotamici (denominati tas o tasa) risalenti al V-IV millennio a.C., alle coppe in porcellana cinese della dinastia Ming, fino ai servizi finemente istoriati con bordature e fogliami d'oro di provenienza francese e mitteleuropea, oppure sontuosamente decorati in epoca zarista, arrivando, in tempi più recenti, agli esemplari personalizzati con le insegne di prestigiosi Caffè. Il puntuale resoconto comprende le fortuna artistica di alcune fra le più note botteghe artigiane: Ginori, Limoges, Sèvres, Fabergé, Meissen e moltissime altre che con azioni di spionaggio industriale ante litteram, grazie all'impiego di materie prime disponibili sul territorio, hanno apportato innovazioni ai processi produttivi degli oggetti fittili, con notevole incremento della produzione su ampia scala di pezzi pregiati commissionati dalle case nobiliari più blasonate o dal nascente ceto borghese.
A seguire, raggruppata in apposito capitolo, completa la vivace rassegna la galleria di quadri a tema, nei quali pittori fiamminghi, Mantegna, Cezanne, Renoir, orientalisti e molti altri in ogni parte del mondo hanno immortalato le stoviglie più adatte a degustare la divina ambrosia, in scene borghesi, situazioni domestiche, ambienti esotici e vivide nature morte. La narrazione non poteva escludere un excursus sulle origini, talvolta leggendarie, delle piante di tè, caffè e cacao e delle bevande prelibate da esse ottenute. Così si scopre, ad esempio, che l'imperatore della dinastia Song, Hui Tsung (1101-1125), vero cultore del rito del tè, nonché autore del trattato "Ta Kuan Ch'a Lun" con precise istruzioni sulla preparazione dell'infuso, fu fatto prigioniero dai tartari e obbligato nei nove anni d'esilio a consumare tè salato con burro di cammello, secondo l'usanza tartara.
Coppia di tazzine con piattini polilobati e cucchiaini in porcellana colore avorio e nero,
decoro in stile Liberty ad opera di Franz Chen.

Taiwan, Franz Collection, 2001
Collezione privata
Si apprende che nel Punjab il tè si serve con latte bollito e spezie aromatiche, mentre sul fronte europeo, in Francia, lo si preferisce senza zucchero né latte, né limone, ma accompagnato da biscotti e madeleines. Impossibile ripercorrere in poche righe i capitoli dedicati al caffè e alla cioccolata, dove a notazioni storico-commerciali, testimonianze sui presunti o reali effetti curativi dei due preparati, si alternano citazioni da De Filippo, Goldoni, Manzoni e brani epistolari fra intellettuali e cortigiane, intenti a intesserne le lodi, prontamente smentiti da chi vedeva nella cioccolata l'origine di comportamenti licenziosi o, nel caffè, la causa di moti sediziosi. L'itinerario cronologico termina con la divertente rievocazione dei filmati di Carosello, che decretano il successo di Carmencita e Caballero, El Merendero Miguel, Paulista, dell'Omino coi baffi, nati intorno agli anni Sessanta dalla fantasia di note firme pubblicitarie ed entrati a far parte da allora dell'immaginario collettivo degli Italiani.
Completano la lettura l'esaustivo glossario, l'elenco alfabetico dei nomi che a vario titolo, detrattori o sostenitori dei tre aromi, hanno preso parte al racconto, e la bibliografia essenziale, per chi desiderasse approfondire uno dei molti temi messi in luce dalla trattazione.
Trattazione che è nel contempo elogio al buon gusto letterario e al valore etico ed estetico dell'oggetto d'alto artigianato, tanto maggiore quanto lo sono abilità e sapienza dell'intelletto umano. Un saggio, come si è detto, volutamente curato in ogni dettaglio, destinato ai palati fini che riescono ancora a riconoscere ed apprezzare l'arte del buon vivere.

TÈ, CAFFÈ, CIOCCOLATA IN TAZZA
Anna Cremonte Pastorello di Cornour
Prefazione di Gian Giorgio Massara
ISBN 978-88-7889-280-4
Pagg.: 464 - volume fotografico a colori
Formato 17x24 cm - cartonato autocopertinato
Prezzo di copertina: 30,00 €

venerdì 21 ottobre 2016

TorinoCuneoVualà. TERRA MADRE - SALONE DEL GUSTO 2016 NEI TACCUINI DI VIAGGIO DISEGNATI

E' stata inaugurata, sabato 15 ottobre scorso, l'esposizione degli elaborati presentati alla quarta edizione di TorinoCuneoVualà, concorso quest'anno abbinato alla rassegna Terra Madre. Salone internazionale del Gusto 2016, che si è tenuta a Torino dal 24 al 26 settembre, organzzata da Slow Food, Regione Piemonte e Città di Torino, giunta al ventesimo anno dalla sua fondazione. Con 900 espositori provenienti da tutta Italia e da 100 Paesi del mondo, dislocati su un'area compresa per la prima volta fra i meravigliosi viali del parco del Valentino e i più prestigiosi angoli del centro storico di Torino, Terra Madre si è riconfermata quale osservatorio privilegiato per valutare lo stato di salute del comparto enogastronomico locale e globale, in un clima di reciproco scambio di idee e confronto fra prodotti d'eccellenza di culture e territori differenti.
Occasione ghiotta, è il caso di dirlo, per i carnettisti invitati a cogliere attraverso il loro personalissimo tratto gli aspetti più curiosi dell'evento. TorinoCuneoVualà, curata da Ivana Mulatero, è fin dal suo esordio una competizione innovativa e inedita nel contesto dell’offerta culturale della Regione Piemonte, interamente dedicata al carnet de voyage, forma d’arte ibrida che coniuga in un'unica soluzione disegno e scrittura.
“Dove sono 'puntate' le matite si vede una nuova Terra” recita lo slogan della gara. All’invito - reso possibile grazie anche alla collaborazione pluriennale con l'Associazione Autori Diari di Viaggio di Ferrara - hanno risposto oltre centocinquanta disegnatori, tra i quali molti studenti del Primo Liceo Artistico di Torino e del Liceo Artistico “Ego Bianchi” di Cuneo impegnati, nelle due giornate di sabato 24 e domenica 25 settembre 2016, a dar forma e colore ad un taccuino delineato in presa diretta, con appostamenti tra gli spazi espositivi, i produttori, il pubblico e i luoghi di Terra Madre.
La consegna improrogabile entro la domenica, termine ultimo fissato per la prima sessione di lavoro, ha dato vita ad esiti grafici dal tratto talora sintetico, altre volte scherzoso e ironico, o ancora particolarmente attento agli aspetti etnoatropologici della manifestazione, osservata, analizzata e infine raccontata con ductus rapido e immediato. Una seconda sessione ha visto coinvolti i partecipanti che hanno proseguito il reportage nei giorni successivi, servendosi di fotografie, di materiale documentario e di opuscoli informativi raccolti negli stand fieristici, restituendo una serie di sketchbook rielaborati in studio, frutto della commistione fra bozzetti live e soluzioni formali più ricercate talvolta arricchite da inserti a collage.
Metodologie all'apparenza differenti, di fatto capaci in ugual misura di trasferire senza filtri la profondità del pensiero e le emozioni di ciascun autore, dall'ideazione al gesto. Tecniche finalizzate non solo a  riprodurre l'episodio contingente, la situazione casuale, ma vòlte soprattutto ad esprimere la precisa intenzione progettuale del pittore-narratore. Aspetti, questi, che fanno del taccuino di viaggio una disciplina artistica sempre più apprezzata, malgrado o forse proprio perché alternativa alla pervasiva comunicazione, sia verbale che iconica, dell'era digitale.
Quattro sono state le categorie premiate dalla curatrice della mostra Ivana Mulatero, dal Vice Presidente della Fondazione Peano, arch. Ezio Ingaramo e dall'Assessore alla Cultura della Città di Cuneo, Alessandro Spedale, nel corso della giornata inaugurale della mostra presso la Fondazione Peano di Cuneo, fase conclusiva della competizione.
Pubblichiamo di seguito l'elenco dei vincitori designati dalla giuria tecnica, composta da Maria Gabriella Aragno (Assessore del Comune di Cuneo), Marcello Marengo (Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, delegato Slow Food), Fiorenzo Alfieri (Presidente dell'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino), Ezio Ingaramo e Ivana Mulatero.
  • Carnet live (sabato 24 e domenica 25 settembre 2016) - Categoria professionisti:
    1° premio CATIA SARDELLA; 2° premio VALERIO MIRANNALTI; 3° premio DOMINIQUE FIDANZA (SIGHANDA).
  • Carnet live (sabato 24 e domenica 25 settembre 2016) - Categoria studenti Primo Liceo Artistico di Torino: 1° premio LIDIA COPOT; 2° premio MIRKO VERCELLI; 3° premio YASMINE ARMESIL.
  • Carnet rielaborati in studio - Categoria professionisti: 1° premio ELENA MONACO;
    2° premio RICCARDO VIOTTO; 3° premio SILVIA CESTARI.
  • Carnet realizzati in aula - Categoria studenti Liceo Artistico "Ego Bianchi" di Cuneo:
    1° premio MARTA BELLINI; 2° premio MARTA TERRIBILE; 3° premio SVEVA SIGNORILE; Menzione speciale ADMIR NDERSHTIQAY.

TorinoCuneoVualà
TERRA MADRE - SALONE DEL GUSTO 2016 NEI TACCUINI DI VIAGGIO DISEGNATI
15 ottobre - 6 novembre 2016
Fondazione Peano
Corso Francia, 47 - Cuneo
Orario: dal giovedì alla domenica, ore 16 - 19
Info: 0171603649 - 3497528085
segreteria@fondazionepeano.it; www.fondazionepeano.it
facebook: Fondazione Peano Cuneo