venerdì 16 settembre 2016

IMMAGINARE IL GIARDINO

Villa Giulia
Esterno - Facciata giardino
Nei bellissimi spazi espositivi di Villa Giulia, affacciati sul Lago Maggiore a Pallanza, apre, fino al 2 ottobre, IMMAGINARE IL GIARDINO.
Il curatore della mostra, Michael Jakob, docente universitario e curatore internazionale, propone una affascinante lettura tematica dove il giardino viene rappresentato in due diverse modalità. La prima sezione presenta 140 splendide incisioni, provenienti da una collezione privata di libri e materiali iconografici, significativa testimonianza circa l’immaginario del giardino nei secoli tra il Seicento e l’Ottocento.
Giuseppe Vasi
 « Otto vedute di giardini di Roma »
 Veduta della Villa dell’E.mo Sig. Cardinale Alessandro Albani
Fuori di Porta Salaria - tavola n.1
Sfilano meravigliosi parchi come quello illustrato nella raccolta Hofstede van Clingendaal (Amsterdam, 1690 ca.) sulla tenuta di Clingendael, con l’imponente frontespizio di Laurens Scherm, composta da 32 stampe delineate da Daniel Stoopendaal e incise da Leon Schenk. Philips Doublet (1633-1707), proprietario della tenuta nei pressi de L’Aia, un gentiluomo amante di architettura, giardino e botanica, tra il 1670 e il 1680 diede al proprio giardino una forte impronta di stile francese. Clingendael divenne in seguito un modello di riferimento per la diffusione della moda geometrica in tutto il paese.
Georges-Louis Le Rouge (1712-1790)
 « Elenco dei nuovi giardini alla moda » (Détail des nouveaux jardins à la mode)
 Quaderno XII - Tavola 24
Si prosegue con il palazzo e il giardino di Heemstede costruiti nel 1645 e acquistati nel 1680 da Diderick van Velthuysen (1651-1716). I bellissimi parterres de broderie, le statue, le fontane e un arco trionfale che conduceva all’orangerie, all’orto e a un grotto sopravvivono ormai soltanto nelle graziose tavole di Isaac de Moucheron. La raccolta di incisioni del 1690 ca. contiene 26 tavole incise, compreso il frontespizio.
Giunti in Italia, delle straordinarie e rarissime incisioni Otto vedute di giardini di Roma, sette portano la firma di Giuseppe Vasi (1710-1782), serie che non trova riscontri nei repertori bibliografici. La qualità artistica delle tavole farebbe attribuire l'esecuzione al giovane Piranesi che, tra il 1741 e il 1744, svolgeva il suo apprendistato presso il Vasi.
Georges-Louis Le Rouge (1712-1790)
 « Elenco dei nuovi giardini alla moda » (Détail des nouveaux jardins à la mode)
L'itinerario prosegue in Austria con il giardiniere-paesaggista tedesco Rudolph Siebeck (1812-1878) famoso per essere l’autore, nel 1862, del Parco della città di Vienna, chiamato anche, per l’appunto, Siebeckpark. In mostra, la rarissima prima edizione de L’arte dei giardini nelle sue forme moderne.
E infine si approda all' Elenco dei nuovi giardini alla moda di Georges-Louis Le Rouge (1712-1790), cartografo, architetto e stampatore francese e autore di una grandiosa impresa editoriale pubblicata a fogli e fascicoli separati nell’arco di tredici anni, a partire dal 1776 fino al 1789, per un totale di 21 quaderni e 496 tavole.
Rudolph Siebeck (1812-1878)
 « L’arte dei giardini nelle sue forme moderne »
(Die Bildende Gartenkunst in ihren modernen Formen)
 Litografia colorata a mano
La seconda sezione della mostra presenta invece la proiezione di filmati sperimentali del Novecento di artisti e video maker – tra gli altri Chris Welsby, Stan Brakhage, Rose Lowder, Marie Menken – che hanno scelto il giardino come specchio delle loro fantasie e proiezioni mentali.
Uno dei filmati presentati nella mostra è Park Film, pellicola strutturale del 1972 dell’artista britannicocandese Chris Welsby che indaga le interazioni tra persone, verde urbano e macchina da presa, in accordo con la ricerca di altri cineasti degli anni ’70-’90.

IMMAGINARE IL GIARDINO
Tre secoli di rappresentazione giardinistica

25 giugno 2016 - 2 ottobre 2016
Villa Giulia
C.so Zanitello, 28922 – Verbania (VB)
Orari: dal martedì al venerdì 14-18; sabato, domenica e festivi 10 - 18
Per informazioni: tel. +39 0323 556621; segreteria@museodelpaesaggio.it
www.museodelpaesaggio.it

martedì 13 settembre 2016

PIATTI STORICI IN MOSTRA

di Tiziano Rossetto
Real castello di Moncalieri
disegno Nicolosino,  incisione Arghinenti, Manifattura Dortu, Torino, 1845 circa
Veduta con cielo nuvoloso e marli a grappoli d’uva grandi.
Piatto a forma di ventaglio facente parte di un raro centrotavola
Foto © Tiziano Rossetto
La Biblioteca del Consiglio Regionale del Piemonte, nell’arco di quasi dieci anni, ha proposto interessanti mostre commentate da cataloghi firmati da nomi di prestigio: Gustavo Mola di Nomaglio, Marco Albera, Giancarlo Melano, Mariarosa Masoero, Albina Malerba. I temi trattati spaziano dal “Monumento da tasca” alla Sindone, ai menù piemontesi, ai gatti da collezionare, alle legature di pregio.
L’attuale mostra IL PIEMONTE SUI PIATTI, a cura di Piero Gondolo della Riva e Marco Albera, riguarda per lo più piatti provenienti dalla collezione dello stesso Gondolo della Riva, che ha curato altresì il catalogo (con prefazione a firma del Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte Mauro Laus).
Carta geografica del Dipartimento del Po,
circondato da quelli del Monte Bianco, della Dora,
di Marengo, della Stura e delle Hautes Alpes

Manifattura di Creil, 1808-1818
Foto © Tiziano Rossetto
Fino al Settecento, solo la Cina era in grado di produrre piatti in porcellana di alta qualità. Questi oggetti, finemente dipinti a mano, rimanevano destinati ad un pubblico d’elite. Nel 1709, a Meissen (Germania), l’aggiunta di caolino all’impasto permise di ottenere una porcellana dura simile a quella cinese. Tra Settecento ed Ottocento il commercio dei piatti decorati si diffuse maggiormente, grazie a due innovazioni: in Gran Bretagna ed in Francia si cominciò a produrre “ceramica fine”, detta rispettivamente creamware e faience fine o terre de pipe; quindi, si mise a punto la tecnica per trasferire decorazioni stampate sui manufatti. Numerose manifatture francesi, ad imitazione di quelle inglesi, iniziarono a decorare i prodotti con scene di genere e di battaglie, e con paesaggi stranieri ed italiani, tra cui quelli piemontesi.
Campagne d’Italie – Les Bersaglieri au combat de Frassinetto – n° 2
Manifattura di Creil et Montereau, 1860 circa
Piatto facente parte di una serie di dodici dedicata alla Seconda Guerra d’Indipendenza
Foto © Tiziano Rossetto
Nella presente esposizione vengono messi in mostra piatti datati tra il 1808 ed il 1910, prodotti dalle manifatture di Creil, di Montereau e della torinese Dortu, rimasta in seguito proprietà di Luigi Richard ed infine della famiglia Imoda. 
Le diverse fogge dei piatti vanno dal perimetro circolare, all’ellittico, all’ottagonale, fino a quello lobato, oppure a ventaglio. Le decorazioni dei bordi (marli) variano nei vari pezzi, sebbene talvolta il soggetto centrale rimanga il medesimo. Oltre a scene inerenti l’epopea napoleonica e battaglie della Seconda Guerra d’Indipendenza svoltesi in Piemonte, si possono ammirare vedute immaginarie torinesi e borghi del territorio circostante, carte geografiche e rappresentazioni di edifici storici quali la Vigna della Regina, la Basilica di Superga, palazzi e castelli, quali il Real Valentino o il castello d’Agliè (con e senza nuvole).
Numerose stampe furono tratte dalle incisioni di Giacomo Arghinenti su disegno di Marco Nicolosino. Si possono osservare infine due immagini del Palazzo Reale e del Teatro Carlo Felice di Genova, nonché un piatto dedicato all’Esposizione di Torino del 1898.
La mostra costituisce dunque una finestra aperta sul gusto estetico del passato, testimonia eventi storici e vedute di luoghi ormai modificati dal tempo, celebrando la capacità tecnica dell’operosa industria piemontese.

IL PIEMONTE SUI PIATTI
8 giugno - 7 ottobre 2016
Biblioteca del Consiglio Regionale del Piemonte
Via Confienza, 14 – Torino
Orario: dal lunedì al venerdì 9 - 13 e 14 - 16; mercoledì 9 - 13 e 14 - 18
Info: tel 011 5757 371; biblioteca@cr.piemonte.it
www.cr.piemonte.it

lunedì 12 settembre 2016

MARIO MERZ. LA NATURA È L’EQUILIBRIO

Mario Merz
L’acqua, fa e protegge, disfa ma spinge a crescere
le piantagioni immense della bellissima Ninfea Cornea Speciosa
(1989)
struttura metallica, vetro, piante acquatiche (Eichornia Crassipes)
Ultimi giorni per visitare la mostra MARIO MERZ. LA NATURA È L’EQUILIBRIO, presso la Fondazione Merz di Torino, pensata come un racconto poetico attraverso una decina di opere importanti eseguite dalla metà degli anni settanta agli anni duemila, tra cui disegni, pitture, neon, igloo e installazioni; alle opere sono abbinati e riportati sul muro alcuni testi che provengono da appunti, da libri dell’artista, o estratti da sue interviste.

Mario Merz
Senza titolo, 1973
pennarello, inchiostro, matita su carta
44 x 62 cm
collezione privata
L’allestimento sottolinea l’attenzione dell’autore per il mondo vegetale e per quello animale; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra natura e cultura, sull’osservazione costante dei processi di crescita, delle leggi fondamentali che governano l’universo perché abitare la terra significa osservare e partecipare alle sue evoluzioni.
Alcune vetrine contenenti schizzi, quaderni e piccoli disegni inediti arricchiscono il racconto costituito da immagini e parole.
Mario Merz
Foresta con video sul sentiero, 1995
metal structure, glass, porphyry, branches, monitor
MARIO MERZ. LA NATURA È L’EQUILIBRIO si inserisce nella programmazione della Fondazione che prevede momenti espositivi dedicati all’opera di Mario e Marisa Merz e succede a quella inaugurale alla Fondazione nel 2005 e a quelle tematiche: nel 2007 sulla pratica del disegno, nel 2010 sulla produzione pittorica e sul legame al progetto architettonico nel 2011.

MARIO MERZ. LA NATURA È L’EQUILIBRIO
4 luglio – 18 settembre 2016
Fondazione Merz
via Limone 24, 10141 Torino
Orari: martedì-domenica 11-19
Info: tel. 011.19719437; info@fondazionemerz.org
www.fondazionemerz.org

ESTINZIONI: STORIE DI CATASTROFI E ALTRE OPPORTUNITÁ

MUSE – Museo delle Scienze di Trento
ESTINZIONI: STORIE DI CATASTROFI E ALTRE OPPORTUNITÁ è una mostra promossa e organizzata dal MUSE - Museo delle Scienze di Trento che nasce dalla collaborazione tra l’Università degli Studi di Padova, il FEM2 - Ambiente Srl, spin-off accreditata dell'Università di Milano-Bicocca, il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino e il MUSE - Museo delle Scienze di Trento nell'ambito di un progetto di ricerca, divulgazione scientifica e valorizzazione delle collezioni museali sviluppato grazie ad un cofinanziamento MIUR (L.6/2000).
Equus quagga
Sud Africa
I reperti esposti, provenienti dai principali musei italiani, permetternno di conoscere il destino delle specie più carismatiche ormai scomparse e di addentrarsi fra le pieghe di vicende meno note, ma altrettanto illuminanti, per leggere gli effetti devastanti delle crisi ecosistemiche, ma anche per riflettere sulle occasioni inattese che si aprono proprio nei momenti di maggiore instabilità.
Con questa mostra, il MUSE di Trento dà il via a un ambizioso progetto che mette in relazione le ricerche e le riflessioni sulla sesta estinzione di massa con le dinamiche che hanno caratterizzato le cinque grandi estinzioni paleontologiche avvenute negli ultimi 500 milioni di anni.

Pinguinus impennis
Oceano Atlantico settentrionale
Il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino sarà presente con i contributi del proprio personale scientifico e curatoriale e con  alcuni rari esemplari delle specie estinte provenienti dalle collezioni zoologiche storiche dell’Università di Torino, come ad esempio il Quagga (Equus quagga – Sud Africa) e l’Alca Impenne (Pinguinus impennis - Oceano Atlantico settentrionale). 
Il percorso della mostra sarà arricchito da raffinate installazioni multimediali, video e animazioni originali, interviste e spazi interattivi.

ESTINZIONI: STORIE DI CATASTROFI E ALTRE OPPORTUNITÁ
16 luglio 2016 – 26 giugno 2017
MUSE – Museo delle Scienze di Trento
Corso del Lavoro e della Scienza 3 - Trento
Orario: da martedì a venerdì 10-18; sabato, domenica e festivi 10-19. Lunedì chiuso
www.muse.it

sabato 3 settembre 2016

ORGANISMI

Émile Gallé
Vaso, 1903-1904 ca.
Vetro cammeo in beige-marrone e verde chiaro con decorazioni leggermente in rilievo di conchiglie su un fondo di alghe inciso ad acido e alla ruota. Poggia su una base in bronzo cesellata patinata in marrone che richiama lo stesso tema.
Firmato Gallé in stile giapponese leggermente in rilievo, h 31.5 cm © Arkas Holding
La GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino presenta ORGANISMI, mostra d'arte, architettura, design, fotografia e cibo, tra Art Nouveau e contemporaneità, curata dal neodirettore Carolyn Christov-Bakargiev insieme a Virginia Bertone, conservatore del museo.

Santiago Ramon y Cajal
Cellule monopolari della retina di un’ape, 1915
china nera su carta, cm. 10,5 x 15 © Instituto Cajal Madrid
Protagonisti sono i raffinati vasi, mobili e disegni di Émile Gallé provenienti dalla Collezione Arkas di Izmir, dal Musée de l’École de Nancy e dal Musée d’Orsay di Parigi; i disegni dell’architetto Liberty Raimondo D’Aronco e quelli di carattere scientifico di Santiago Ramón y Cajal, scopritore del neurone. Al nostro tempo appartengono le installazioni dell’artista francese Pierre Huyghe che da alcuni anni crea veri e propri ecosistemi come opere d'arte, nonché i “muri vegetali” , pensati a partire dalla fine degli anni '70 dal botanico Patrick Blanc, e le architetture in relazione empatica con l'ambiente progettate da Mario Cucinella, principale protagonista italiano della Green architecture.
Mario Cucinella
Kwame Nkrumah Presidential Library Lago Volta, Ghana
Plastico. Veduta d’insieme, Modello MCA Archive, foto modello by Moreno Maggi
In mostra anche i lavori degli artisti Marcos Lutyens ed Elena Mazzi, l’alimentazione sostenibile di Slow Food fondata da Carlo Petrini e del progetto Granai della Memoria dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.
L’Art Nouveau, vero e proprio “stile” moderno ispirato a immagini e motivi decorativi tratti dal mondo vegetale e animale, vede tra le esperienze di maggiore fascino l’École de Nancy, sotto la guida di Émile Gallé (Nancy 1846-1904). Artista tra i più importanti della storia del vetro, Gallé compie studi di zoologia e botanica, è maestro nella creazione di opere in vetro e ceramica, oltre che nella produzione di mobili di squisita fattura, anch’essi ispirati alle forme armoniose della natura.
Raimondo D’Aronco
Rotonda d’Onore, decorazione interna, Agosto 1901, firmato
Esposizione Internazionale d'Arte Decorativa di Torino,
Disegno a matita, china acquarello e porporina su carta lucida, 610x475
© Civici Musei di Udine, Gallerie del Progetto
L’architettura Liberty è rappresentata da una ricca selezione di disegni di Raimondo D’Aronco (Gemona del Friuli, 1857 - Sanremo, 1932), provenienti dai Musei Civici di Udine - Gallerie del Progetto. D’Aronco realizzò i padiglioni per l’Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna di Torino del 1902, nel nuovissimo stile moderno contaminato da elementi bizantini e ottomani.
L’esposizione indaga altre figure emblematiche dell’organicismo di fine Ottocento quali Santiago Ramón y Cajal (Petilla de Aragón, 1852 - Madrid, 1934), Premio Nobel per la Teoria dei Neuroni nel 1906. In mostra libri, dipinti, disegni a china e un nucleo di fotografie, a sottolineare l’importanza del lavoro degli scienziati nella creazione di un immaginario artistico e visivo nel XX secolo.
Pierre Huyghe
Nymphéas Transplant, 2014, Particolare
Switchable glasses, concrete base, live freshwater ecosystem, © Pierre Huyghe
Il biocentrismo contemporaneo è invece rappresentato da Nympheas Transplant, acquario di Pierre Huyghe (Parigi, 1962) che contiene il vero ecosistema del laghetto di Monet a Giverny, mentre Patrick Blanc (Parigi, 1953) realizza per la GAM  Pénétrante Vivante, "giardino verticale" con 25 tipi diversi di piante, molte delle quali rare e preziose, che provengono dai suoi viaggi in India, Sumatra, Giappone, Taiwan, Malesia, Filippine e in numerosi altri luoghi.
Preziose sono le testimonianze di bioarchitettura provenienti dallo studio dell’architetto Mario Cucinella, che ha ideato un ambiente sperimentale nel quale luce biodinamica e aria purificata cooperano per neutralizzare batteri, acari, muffe, virus e pollini.
Patrick Blanc
Musée du Quai Branly, Parigi, intervento Ottobre 2011
2004, Inchiostro su carta stampata, 21 x 29 cm © Patrick Blanc
Infine, La main aux eaux, omaggio a Émile Gallé dell'artista e ipnotista Marcos Lutyens (Londra, 1964), indaga la dimensione inconscia, spirituale e gli aspetti visionari dell'opera d'arte.
Contemporaneamente a Organismi, al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea sono allestite alcune opere di Eva Marisaldi, Mario Merz e Giuseppe Penone attinenti al tema.

ORGANISMI
Dall’Art Nouveau di Émile Gallé alla Bioarchitettura
4 maggio – 6 novembre 2016
GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea
Via Magenta 31 - Torino
Orario: martedì-domenica 11-19, chiuso lunedì. La biglietteria chiude un’ora prima  
Info: t. 011 4429518 (Centralino) - t. 011 4429595 (Segreteria); gam@fondazionetorinomusei.it
www.gamtorino.it