sabato 5 dicembre 2015

EARTHRISE

Earthrise, veduta allestimento
EARTHRISE, terza mostra collettiva a cura di Marco Scotini nell’ambito del programma artistico 2015 del PAV di Torino, aggiunge un nuovo capitolo alla genealogia del rapporto tra pratiche artistiche, politiche ed ecologiche, presentando un insieme di ricerche pionieristiche condotte in Italia negli anni cruciali attorno al ‘68. Il sessantotto è anche l'anno della celebre foto scattata da William Anders il 24 dicembre, meglio nota come “Earthrise”, da cui prende il titolo l’esposizione, dove la Terra appare per la prima volta vista dalla Luna.
Gianfranco Baruchello
Giornali appesi all’albero, 1975
giornali, filo di ferro
Courtesy Fondazione Baruchello
“L’idea che faremo meglio a tornare alla terra intesa come risposta polemica all’esplorazione spaziale è l’idea di base dalla quale sono partito per questa avventura chiamata Agricola Cornelia”, scriveva Gianfranco Baruchello nel 1983. La fattoria sperimentale, che porta il nome di Agricola Cornelia S.p.A., inizia a prendere forma nel 1973, “alla fine – cioè – di tutte le esperienze politiche con le quali eravamo stati connessi dal sessantotto in poi e ci scoprivamo alla ricerca di valori diversi dalla normale militanza”. Nel 1971 il gruppo di architettura radicale 9999 lancia un manifesto-volantino con lo slogan: “Caro studente o cultore dell’ambiente, stai attento! Il tuo ecosistema è in crisi, la tua capacità creativa è assopita”. La terra vista come “luogo del ritorno” è ciò che unisce queste esperienze ai Tappeti Natura di Piero Gilardi della seconda metà dei ’60 e alle incursioni sugli orti urbani spontanei e periferici di Ugo La Pietra.
Ugo La Pietra
Recupero e reinvenzione (orti urbani), 1969
tecnica mista e collage su carta, cm 60x60
Courtesy Studio Ugo La Pietra
Alcuni dei lavori in esposizione, riuniti anche nella mostra ormai storica Italy: The New Domestic Landscape presso il MoMA, del 1972, sembrano essere oggi gli unici precursori, nel contesto italiano, del rinnovato rapporto tra pratiche artistiche e ambito ecologico. Al Progetto Apollo (1971) dei 9999, in cui la Luna diventa l’arca su cui conservare i modelli della vita terrestre in distruzione, fa seguito nello stesso anno il modello abitativo Vegetable Garden House, nel quale tecnologia e natura si coniugano secondo il principio delle risorse riciclabili. L’idea di riciclo ricompare nella ricerca di La Pietra sugli orti spontanei ai margini della città, intesi come “gradi di libertà” e di creatività sociale ancora praticabili e auspicabili in una proposta di gestione integrale della città.
9999
Vegetable Garden House, 1971
fotomontaggio
Archivio Carlo Caldini, Firenze
Il progetto a lungo termine di Gianfranco Baruchello, Agricola Cornelia S.p.A., include in un’unica ampia azione individuale e collettiva l’estetica, l’agricoltura, la zootecnia e la vita. L’idea di ecoambiente sviluppata da Baruchello è implicita anche nei Tappeti Natura di Piero Gilardi, frammenti paesistici in poliuretano, simbolicamente sottratti all'inquinamento ambientale. Questa utopica dimensione scultorea lo condurrà, negli stessi anni, ad allontanarsi dal sistema dell’arte per una immersione radicale nella vita sociale reale, con largo anticipo sul concetto di “ecosofia” formulato da Félix Guattari nel 1989.
Piero Gilardi
Greto di torrente, 1967
poliuretano, cm 70x90x20
Courtesy Fondazione Centro Studi Piero Gilardi
Fre le iniziative di approfondimento intorno alla mostra EARTHRISE le Attività Educative e Formative propongono Immersioni Urbane, laboratorio per le scuole secondarie di primo e secondo grado. L’attività propone una riflessione sulla città a partire dal lavoro di Piero Gilardi e Ugo La Pietra che, nel corso delle loro ricerche, hanno indagato e attivato esperienze artistiche partecipative volte a una riappropriazione dell’identità collettiva e degli spazi pubblici.

EARTHRISE
Visioni pre-ecologiche nell'arte italiana (1967-73)

9999, Gianfranco Baruchello, Ugo La Pietra, Piero Gilardi
a cura di Marco Scotini
Dal 6 novembre 2015 al 21 febbraio 2016
PAV Parco d'Arte Vivente
Via Giordano Bruno, 31 - 10134 Torino
Orari: venerdì, 15 - 18; sabato e domenica, 12 - 19
Info e prenotazione attività: +39 011 3182235; press@parcoartevivente.it
www.parcoartevivente.it

venerdì 4 dicembre 2015

ORTI SCOLASTICI IN RETE

Venerdi 11 dicembre alle ore 17, presso l’Aula Magna dell’Orto Botanico (Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università, viale Mattioli 25, Torino) si terrà l'incontro Orti scolastici in rete: dal progetto alla pratica. Un’esperienza torinese con Davide Lobue dell’Associazione Parco del Nobile di Torino.
“Orti a scuola”: nell'anno di EXPO Nutrire il Pianeta si è parlato molto di orti sociali, collettivi, biologici, biodinamici, ma le scuole - e quelle di Torino in particolare - sono anni che lavorano sul tema degli orti. Orti alla Otto, ad esempio, è un progetto della Circoscrizione VIII realizzato dall'Associazione con la collaborazione di insegnanti, educatori e famiglie delle scuole dell'infanzia, primarie e secondarie presenti sul territorio.
Portare l'orto nel cortile scolastico significa dare ai bambini la possibilità di sperimentare, conoscere, esprimersi, scoprire le stagioni, il tempo, le piante, insegna ad avere cura del prossimo, dell'ambiente a condividere spazi, strumenti, progetti.
L’evento è organizzato in collaborazione con l’Associazione Parco del Nobile di Torino, la Società Botanica Italiana – Sezione Piemonte e Valle d’Aosta e l’Orto Botanico dell’Università di Torino.

Davide Lobue, laureato in Scienze Naturali presso l'Università degli Studi di Torino, educatore e formatore che da anni si occupa di educazione ambientale e alla sostenibilità, ci parlerà del recupero di spazi scolastici attraverso la realizzazione di orti, giardini e apiari didattici con i bambini.

Ingresso libero
Informazioni: Annalaura Pistarino, tel- 011.4326312

mercoledì 2 dicembre 2015

IL MERCANTE DI NUVOLE. STUDIO65: CINQUANT’ANNI DI FUTURO

Studio65
stand Babilonia 72
composizione poltrona Acanto, 1972
Prima tappa in Italia della mostra Il Mercante di Nuvole. Studio65: cinquant’anni di Futuro che celebra i 50 anni di attività di Studio65, fondato a Torino nel 1965 da un collettivo di futuri architetti riuniti attorno alla figura di Franco Audrito, intenzionati a combattere il conformismo imperante dello stile “moderno” con le nuove idee creative del design radicale.
La mostra raccoglie per la prima volta insieme progetti e oggetti di Studio65, molti dei quali prodotti da Gufram, storico marchio che festeggerà il cinquantesimo compleanno nel 2016, celebrato in anteprima dall'edizione speciale limitata del divano Bocca, in versione oro.
Studio65
Capitello (Acanto), seduta, 1971
prodotto da Gufram ©Stefano Ferroni
Risale al 1970 la prima edizione di Bocca e tra il 1971 e il 1972 datano la seduta Capitello, la poltroncina Attica e il tavolino Attica TL, tutti nati dal sodalizio fra Gufram e Studio65. Dal profondo significato concettuale, il divano Leonardo, il mobile-contenitore Colonna Sonora, la seduta Mela del Peccato, segnano il passaggio tra era industriale e società post-industriale.
‘La capacità di immaginare e trasformare elementi d’arredo in icone del nostro tempo - afferma la curatrice Maria Cristina Didero - è mossa dalla natura profondamente irriverente, rivoluzionaria e iconoclasta che ha caratterizzato l’attività di Studio65.”
Studio65
Leonardo, divano componibile, edizione 2015
prodotto da Gufram©Stefano Ferroni
L’allestimento, concepito come un progetto urbano virtuale con strade e piazze che si alternano lungo il percorso espositivo, diventa esso stesso un’esperienza collettiva, interattiva e ludica, dove gli oggetti possono essere fruiti direttamente e liberamente dal visitatore. Questi potrà costruire composizioni fantasiose con i pezzi del gioco Baby-lonia (1972), ispirato alle scatole delle costruzioni. Potrà farsi immortalare sul divano Bocca, o sulla maxi poltrona fumetto Mickey (1972). Oppure potrà sdraiarsi sul lungo divano Bruco (1970), su Chiocciola (1970) divano a forma di foglia d’acanto arrotolata, o sulla poltrona Money Money (2013) simbolo dello smisurato potere finanziario degli ultimi anni. Per terminare sdraiati sul Tappeto di nuvole (2015), come veri sognatori.
Studio65Money Money, seduta, 2015
©Stefano Ferroni
Il coinvolgimento del pubblico sarà totale, anche grazie a due progetti collaterali condivisi sui principali social network collegati alla mostra. Tutte le domeniche del periodo espositivo in Museo, dalle ore 10 alle 13, ‘Star & Design. Divi per un giorno’ vedrà l’hairstylist Franco Curletto  e il suo staff in collaborazione con L’Oreal, acconciare e truccare 10 partecipanti selezionati ogni settimana, i quali saranno poi immortalati dal fotografo Daniele Ratti come divi hollyoodiani sul divano Bocca, allestito in un set fotografico.
Studio65
Baby-lonia appare tra le nuvole come un castello incantato
, 2015
gioco per bambini
prodotto da Gufram ©Stefano Ferroni
A partire dal 16 novembre 2015 fino al 28 febbraio 2016 due divani Bocca saranno i protagonisti di un’installazione realizzata con il supporto di GTT – Gruppo Torinese Trasporti nelle due stazioni della metropolitana XVIII Dicembre e Porta Nuova, dove i passeggeri potranno sedersi e scattare una fotografia da postare on line con l’hashtag #il mercantedinuvole.
Dopo la tappa torinese, Il mercante di nuvole. Studio65: cinquant’anni di futuro sarà presentata in altre istituzioni internazionali iniziando dal Medio Oriente (Ryad, ottobre 2016 e Jeddah, febbraio 2017).
Il catalogo Skira è a cura di Maria Cristina Didero e Franco Audrito, con contributi di esponenti del mondo del design internazionale.

IL MERCANTE DI NUVOLE.
Studio65 cinquant’anni di futuro

27 novembre 2015 - 28 febbraio 2016
GAM
via Magenta 31, Torino
facebook: GAM Torino | twitter: @gamtorino | instagram: GAM TORINO
Facebook Studio65 | Twitter & Instagram studiosessanta5
SEGUI e COMMENTA LA MOSTRA CON #ilmercantedinuvole
www.studio65.eu
www.gamtorino.it

giovedì 26 novembre 2015

TACCUINI DI VIAGGIO

MiroModo ospita il workshop Taccuini di Viaggio. Il taccuino è qualcosa di personale che raccoglie le emozioni che proviamo durante un viaggio.
Tutto ciò che ci colpisce, che vogliamo ricordare e trasmettere ad altri. Sotto la guida di Silvia Mandelli, viaggiatori, disegnatori, scrittori o anche solo amanti della carta e della legatoria, avranno modo di imparare le tecniche utilizzate nella creazione di libri e quaderni di diversa misura, foggia o scopo. Ognuno potrà confezionare il carnet di viaggio più adatto al proprio itinerario e alla propria valigia, reali o immaginari.
Il laboratorio avrà luogo presso la sede MiroModo sabato 12 dicembre dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 18.00. Tutte le attività sono riservate ai soci. È possibile aderire al workshop versando la quota associativa 2015. Il corso sarà attivato con un minimo di 7 partecipanti e massimo 12.
Per informazioni su costi e iscrizioni: info@miromodo.it

MiroModo
Associazione non profit
Via Bligny 9 - 10122 Torino
Facebook: Miromodo

mercoledì 25 novembre 2015

LIBRI/Cristo e l’impronta dell’arte

Il libro racconta come gli artisti hanno affrontato nella loro opera il rapporto con il trascendente e in che modo hanno trattato l’immagine di Cristo, interpretandone la figura con l’obiettivo di rendere visibile l’invisibile. Questa impostazione affiora già nell’immagine di copertina, un recente dipinto dell’artista cinese Yue Minjun che riprende la Deposizione dalla Croce di Rosso Fiorentino, svuotandola però della presenza umana.
Già dalla seconda metà dell’Ottocento, la rappresentazione di Cristo tende a sottrarsi alla narrazione religiosa per farsi simbolo della sofferenza umana. Ne consegue una rappresentazione legata alle vicende personali dei singoli individui e alle vicende storiche, come dimostrano le crocifissioni di James Ensor, Lovis Corinth, Max Beckman o Marc Chagall.
L'autore mette in gioco inediti accostamenti che consentono di analizzare le antropometrie di Yves Klein e le tante opere realizzate attraverso l’impronta del corpo umano in relazione alla Sindone di Torino. Dedica inoltre attenzione al modo in cui la figura di Cristo compare nell’arte cinese contemporanea. La ricchezza di riferimenti spazia da Matthias Grünewald ad Anish Kapoor, da Sebastiano del Piombo ad Akseli Gallen-Kallela, dalle antiche icone ad Andy Warhol, da Hans Holbein a Marlene Dumas, dalle veroniche di El Greco a quelle di Georges Rouault, di Mimmo Paladino, di Francesco Clemente e di Nicola Samorì, alle rappresentazioni della Sindone di Tony Oursler e Wang Guangyi.

Demetrio Paparoni (Siracusa 1954), saggista e curatore di mostre d’arte contemporanea, ha fondato nel 1983 la rivista d’arte contemporanea “Tema Celeste”, che ha diretto fino al 2000. Ha curato numerose monografie di grandi protagonisti della scena artistica internazionale. Negli ultimi anni ha scritto saggi per i cataloghi delle grandi mostre che la città di Milano ha dedicato ad Andy Warhol, Keith Haring, Jean-Michel Basquiat, David LaChapelle, Edward Hopper, Roy Lichtenstein, Tony Oursler, Anish Kapoor. Tra i suoi libri: L’astrazione ridefinita (Tema Celeste, 1994), Il corpo vedente dell’arte (Castelvecchi, 1997), Il corpo parlante dell’arte (Castelvecchi, 1997), L’arte contemporanea e il suo metodo (Neri Pozza, 2005), Eretica Skira, 2006), Il bello, il buono e il cattivo (Ponte alle Grazie, 2014). 

Arte moderna. Saggi
Demetrio Paparoni
Cristo e l’impronta dell’arte
Il divino e la sua rappresentazione nell’arte di ieri e di oggi
2015, 16,5 x 21 cm, 232 pagine, 178 colori, cartonato
ISBN 978-88-572-2816-7, € 28,00
www.skira.net