giovedì 26 marzo 2015

LA BIODIVERSITÀ DELLE PRATERIE ALPINE NELLE ALPI OCCIDENTALI

Nelle Alpi occidentali, le zone aperte d'alta quota ospitano un grande numero di laghi alpini.
(Foto: Antonello Provenzale)
Il Museo Regionale di Scienze Naturali e l’Istituto Comprensivo F. Gonin, presentano la mostra itinerante La biodiversità delle praterie alpine nelle Alpi Occidentali.
L'esposizione, a cura di Bruno Bassano, Antonello Provenzale e Ramona Viterbi, è realizzata in collaborazione con l'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche, il Parco Nazionale Gran Paradiso e il Parco Naturale Orsiera-Rocciavré.
L’esposizione ospita un centinaio di fotografie dedicate alla biodiversità delle praterie alpine, alla complessa rete di rapporti trofici che caratterizza questi ecosistemi e alle strategie utilizzate da piante e animali per affrontare le difficoltà associate all'ambiente di alta montagna.
All'interno della stessa specie, la competizione giocosa dei giovani è una palestra ideale per sviluppare le capacità di caccia e di coesione sociale.
(Foto: Dante Alpe)
Attraverso l'esempio delle praterie d'alta quota, viene proposto un approccio "ecologico" che privilegia la presentazione dei meccanismi che regolano la dinamica degli ecosistemi e rendono possibile la diversità degli organismi viventi. Vengono anche evidenziati i cambiamenti in corso nell'ambiente montano, a causa del riscaldamento globale e della modifica delle pressioni antropiche.
La mostra rappresenta un progetto di divulgazione che, unendo la passione e la competenza dei fotografi naturalisti che hanno fornito le immagini con le attività di ricerca scientifica, intende costruire una piccola "storia naturale per immagini" delle praterie alpine e della biodiversità che esse ospitano.


La biodiversità delle praterie alpine nelle Alpi Occidentali   
Dal 20 febbraio al 20 aprile 2015
Istituto Comprensivo Francesco Gonin
Via Don Pogolotto, 45 - Giaveno
Orario: 16-18 da lunedì a sabato, 10-18 domenica
Ingresso libero. Visite guidate riservate alle scuole
Info: Tel +39 011 9377533;  Numero verde 800 329 329 (tutti i
giorni dalle 9 alle 18); museodiffuso.giaveno@libero.it

SERGIO STAINO. UN RACCONTO DI BERLINO

Sergio Staino
CaféKranzler, Kurfürstendamm, 1981
Sergio Staino, uno dei più conosciuti e amati disegnatori satirici italiani, è il protagonista della mostra Un racconto di Berlino, 1981, alla  GAM di Torino fino al 6 aprile 2015.
Bobo, alter ego del disegnatore, apparso per la prima volta alla fine degli anni Settanta sulle pagine di Linus e in seguito su gran parte della stampa italiana, riassume in sé le caratteristiche di un italiano medio borghese di sinistra. Scanzonato e ironico, simbolo di una precisa generazione, a volte nostalgico e utopista, non risparmia momenti di critica profonda.
La storia che Bobo ci racconta nello spazio Wunderkammer della GAM di Torino -tradizionalmente dedicato alla valorizzazione dei fondi grafici del museo- si svolge in un unico anno, il 1981, quando l’autore si reca a Berlino per raccontare la città con i suoi disegni, su invito dello storico dell'arte berlinese Detlef Heikamp.
Sergio Staino
KaDeWe: la vetrina dell'Occidente, 1981
Bobo, spesso armato di macchina fotografica al collo, si ritrova a esplorare una metropoli in forte espansione architettonica e soprattutto culturale, inserita nel cuore del comunismo europeo, "[...]una città veramente unica per la quantità di contraddizioni politiche e sociali che faceva coesistere in se stessa”, racconta lo stesso Staino.
Il protagonista si aggira tra i caffè alla moda, osserva le costruzioni commerciali con le insegne al neon e i negozi del KaDeWe strapieni di merci, si ritrova a tu per tu con i turisti  alla ricerca di Christiane F intorno alla Banhof Zoo, o ancora sogna una vita sociale solidale e libertaria come gli Hausbesetzer, giovani occupanti di case sfitte, organizzati in vere e proprie “comuni”.
Sergio Staino
Turista italiano occupante, 1981
A questo “nuovo che avanza” si contrappone un’altra Berlino: qui Bobo diventa un osservatore esterno, le vignette hanno il tratto più graffiante e cupo, sono popolate da personaggi inquieti, vedove inconsolabili, spesso vengono raffigurati i luoghi vicino o oltre il muro, con polizia e squadre antisommossa, manifestazioni o semplici paesaggi urbani di desolanti periferie. E le vetrine in Kurfürstendam, non più sfavillanti ma distrutte dagli scontri.
Sergio Staino
Squadra antisommossa, 1981
Dice Staino: “Avvicinandosi al confine con la Repubblica Democratica, e soprattutto al muro, l’atmosfera della città si faceva più scura e deprimente e la contraddizione tra la vitalità lussuosa dell’Ovest e la tristezza poliziesca dell’est si facevano evidenti. […] Non è un caso che i disegni su Berlino si chiudano proprio su questi aspetti di lotte, di violenze, di irruzioni, di erba da fumo, di cene frugali e vegetariane ma anche, ovviamente, di sogni, di amore e di tanta poesia”.

SERGIO STAINO
Un racconto di Berlino, 1981
a cura di Danilo Eccher
20 febbraio - 6 aprile 2015
GAM
via Magenta 31, Torino
Orario: martedì - domenica 10-18, giovedì 10-22.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)
www.gamtorino.it
facebook, twitter, instagram GAM Torino

martedì 24 marzo 2015

JUDAICA PEDEMONTANA

Haggadah di Pesah, Praga, Gershom ben Shlomoh ha-Kohen, 287 (1526)
BNUTO, Hebr.IV.13.
I cibi rituali: Pesah (agnello), matzah (pane azzimo) e maror (erba amara).
L’esemplare reca numerose annotazioni manoscritte nei margini e alcune nell’interlinea.
Restauro 2014
Resterà aperta fino al 6 aprile 2015 la mostra Judaica Pedemontana, tesa a far conoscere per la prima volta al pubblico lo straordinario fondo di volumi ebraici della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, insieme ad argenti e tessuti antichi ebraici di proprietà di Istituzioni e di privati, inerenti ai contenuti o alla provenienza geografica dei libri in esposizione.
COPERTINA
E' presente solo il marchio “Aquila mauriziana in scudo” che indica la ricognizione del titolo nel Regno di Sardegna nel corso del XIX secolo. Non sono presenti altri marchi, ma è stata eseguita verosimilmente in area veneziana nel XVIII secolo. Il testo è stato stampato dalla “stamperia vendramina”
Altezza: 17,5 cm; Larghezza:11 cm; Profondità: 6 cm
L’uso di impreziosire il libro di preghiere personale con copertine pregiate

sottolinea il valore “devozionale” dell’oggetto stesso.
La Biblioteca Nazionale Universitaria conserva un cospicuo, e unico, patrimonio di testi ebraici, costituito da manoscritti e libri a stampa, fra cui numerosi incunaboli e cinquecentine, in alcuni casi con note di censori riportate nel corpo del testo. Tra gli incunaboli si citano, per la loro peculiarità, l’edizione principe dell’Arba Turim di Jacob ben Ascher, stampato a Piove di Sacco da Meshullam Cuzi nel 1475 (XV.IV.10); un Commento al Pentateuco di Levi ben Gerešon, stampato a Mantova da Abraham Conat e Abraham Jedidiah probabilmente tra il 1474 e il 1476 (XV.III.57); un esemplare in pergamena del Pentateuco con la parafrasi aramaica di Onqelos e il commento di Šelomoh Jishaqi, stampato a Bologna nel 1482 (XV.III.77); alcuni incunaboli stampati nella tipografia di Gershom ben Mosheh Soncino.
Yitzhaq ben Shlomoh ibn Sahula, Sefer Meshal ha-qadmoni, s.l. [Fano o Pesaro], Gershom Soncino, s.d. (inizio XVI secolo). BNUTO, Hebr.VII.74. Marca tipografica. L’edizione si  attribuisce a Soncino grazie alla marca tipografica. Privo di cartulazione, il testo è stampato prevalentemente in scrittura ebraica semi-corsiva ed è abbellito da 79 incisioni. Restauro 2014
La ricerca di testi ebraici da acquisire per le raccolte librarie risale già all’epoca dell’istituzione della Biblioteca del Regio Ateneo torinese, quando Vittorio Amedeo II, desiderando che la Biblioteca fosse guidata da persona dotta e di mente aperta, volle che il prefetto fosse di nomina regia e prescelto tra professori universitari, spesso ordinari nella disciplina di Sacra Scrittura e lingue orientali. Lo studio della lingua ebraica fu, quindi, praticato regolarmente dai bibliotecari regi, che accrebbero notevolmente i fondi librari con preziosi libri in questa lingua.
CORONA ORNAMENTALE PER ROTOLO DELLA TORAH
Città di Mantova. Maestro: marchio non identificato, eseguita nella seconda metà del XVIII secolo
Assaggio: Reliquiario di S. Andrea. Controassaggio: acronimo  “S.I.C.”, indicante titolo di 10 kt e 20 gr, pari a 902/1000. Diametro: 26 cm; Altezza: 27 cm
Al tema del Collezionismo di libri ebraici in Europa tra XVIII e XIX secolo è dedicato il Convegno internazionale in programma il 26 e 27 marzo 2015 presso la Sala Convegni della Fondazione Luigi Firpo, in via Principe Amedeo 34 a Torino.
La mostra è curata da Andrea De Pasquale e Dario Disegni, rispettivamnte Direttore della Biblioteca Nazionale Universitaria e Presidente della Fondazione per i Beni Culturali Ebraici in Italia, enti promotori della rassegna.

JUDAICA PEDEMONTANA
Libri e argenti da collezioni piemontesi

Dal 13 febbraio al 6 aprile 2015
Biblioteca Nazionale Universitaria
Piazza Carlo Alberto, Torino
Orari: dal lunedì al venerdì 10–18, sabato 9–13
Ingresso gratuito
Informazioni: 011 8101113, 011 8101150, bu-to.eventi@beniculturali.it

venerdì 21 novembre 2014

CAVALLI CELESTI

Cavaliere corazzato e con faretra su cavallo bianco
terracotta grigia, ingobbio, pigmenti stesi a freddo
28,4 x 28,3 x 11,8 cm
Cina, Shaanxi (?) Han Occidentali, II secolo a.C.
Proprietà Compagnia di San Paolo
In occasione dell’anno del cavallo, secondo il calendario  cinese, il MAO presenta CAVALLI CELESTI. Raffigurazioni equestri nella Cina antica, una mostra per esplorare uno dei simboli della storia e della cultura cinese attraverso quarantacinque opere, dall’XI secolo a.C. al X d.C., provenienti dalle collezioni del museo e da una raccolta privata torinese.
Cavallo panciuto con criniera “a cimiero”
bronzo rossastro, 32,3 x 27,5 cm, Cina sud-occidentale
Han Orientali, II secolo d.C. (?)
Proprietà Regione Piemonte
Emblemi di nobiltà, eleganza, velocità e potenza, i cavalli si sono arricchiti nel corso del tempo di valenze soprannaturali ammantate di resoconti leggendari. Uno dei miti più noti è proprio quello dei “Cavalli Celesti”, straordinari destrieri capaci di trasportare chi li cavalcava nelle terre degli immortali.
Sei suonatori a cavallo
terracotta grigia, ingobbio, pigmenti stesi a freddo
dimensioni massime 34,8 x 32,4 cm
Cina, Shaanxi, dinastia Tang, metà VII –metà VIII secolo d.C.
Proprietà Comune di Torino
Il percorso espositivo è articolato in sette sezioni che corrispondono a diversi ambiti tematici: dalla guerra, al commercio, allo svago. In mostra preziose statuine funerarie a tutto tondo in terracotta dipinta e invetriata, nel periodo dalla dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.) alla dinastia Tang (618-907 d.C.), dove i cavalli appaiono soli o in rapporto dinamico con il cavaliere, colorati e arricchiti di dettagli a seconda della funzione che l'immagine doveva evocare e rendere viva. Saranno inoltre esposti elementi arcaici di bardature e di carri (XI sec. a.C. – II sec. d.C.), rilievi e ceramica dipinta (II sec. a.C. – I sec. d.C.).
Cavallo sellato
terracotta grigia, ingobbio, tracce di pigmento steso a freddo
59,5 x 56 x 22,5 cm
Cina, Shanxi (?), dinastia Tang, metà VII secolo d.C.
Collezione privata
In occasione della mostra saranno proposte conferenze e incontri di approfondimento con il pubblico, visite guidate dedicate, attività per scuole e famiglie.
Accompagna l’esposizione il catalogo edito da Silvana Editoriale, scritto da Marco Guglielminotti Trivel, conservatore del MAO per l’Asia orientale, con il contributo di Domenico Bergero, direttore della Struttura Didattica Speciale Veterinaria dell’Università di Torino.

CAVALLI CELESTI
Raffigurazioni equestri nella Cina antica

dal 21 novembre 2014 al 22 febbraio 2015
MAO Museo d’Arte Orientale
via San Domenico 11 - 10122 Torino
Orario: martedì - domenica 10 -18 (la biglietteria chiude un'ora prima).
Chiuso il lunedì
Info: 011.4436928; mao@fondazionetorinomusei.it
Facebook MAO. Museo d’Arte Orientale
Twitter @maotorino
www.maotorino.it

lunedì 17 novembre 2014

CARLO PIGINO

 
Una selezione di opere recenti, risalenti agli ultimi due anni di una produzione più che decennale, costituisce l'esposizione che la Galleria Vailati Arte dedica fino al 21 novembre alla pittura di Carlo Pigino.
Nato a Palazzolo Vercellese nel 1943, l'autore sviluppa negli anni uno spiccato interesse per l'arte figurativa, con particolare riferimento ai maestri dell' Ottocento e del Novecento.
A questo segmento di produzione pittorica Pigino dichiara di ispirarsi, essendo stato tra gli anni Ottanta e Novanta titolare della storica Galleria Bottisio a Torino.
Circa venti opere nelle quali il silenzio ovattato della neve pervade architetture note ai torinesi, monumenti simbolo di una città d'altri tempi dove il centro storico era teatro del loisir e le residenze reali facevano da quinta ai momenti giocosi e mondani dell'alta borghesia.
Spazi e architetture oggi dissimulate, in molti casi, dietro ai cantieri di una metropoli in continua trasformazione, o soverchiate da onnipresenti insegne pubblicitarie, che i colori di Pigino cancellano con sapiente perizia per delineare scorci dai toni rassicuranti e a tratti fiabeschi.
Un paesaggio ideale, dunque, al quale fanno da contrappunto vedute della Val d'Aosta, un casolare a Giaveno, per completare un personale racconto della memoria attestato sul passato, ma saldamente ancorato alla natura viva e presente nell'immaginario del pittore.
Ed è questa sensibilità, più che l'aspetto tecnico, che Pigino ricava dalla tradizione paesaggistica ottocentesca: una realtà concreta eppure ideale, un modo peculiare di raccontare i cambiamenti, che uniti al nitore compositivo del Novecento, si fondono in uno stile ben identificabile. Il punto di vista condiviso da chi cerca nella pittura una dimensione assoluta, lontana dai clamori, ma non troppo da ciò che è familiare; un mondo nel quale smarrirsi, per scoprire con stupore di aver trovato, forse, l'isola che non c'è.

CARLO PIGINO
Mostra personale
7 - 21 novembre 2014
Galleria Vailati Arte
Corso Bramante, 78 - 10126 Torino
Orario: 9,30-12,30 e 15,30-19,30. Chiuso lunedì mattina
Info: 011 6967292, galleria@vailatiarte.it
www.vailatiarte.it, pagina facebook