lunedì 9 aprile 2012

Maria Teresa Guala e Daria Peressini


Nella doppia personale presso la Galleria Arte Fiano 14 di Pasquale Filannino, Daria Peressini presenta alcuni scenari definiti dalla critica Claudia Giraud 'stanze della memoria'. La natura morta con melagrane dipinta dal vero, la vivida composizione con bricco, lampara e tabacchiera, recuperati da una polverosa soffitta, sono realisticamente modellati dalla luce, rifratta in morbide variazioni di vivaci colori primari. Tutti i suoi quadri sono dipinti ad olio, con velature rafforzate da colpi di spatola, più spesso con pennellate e motivi di gusto vagamente rocaille, altre volte con inserti a collage, come la quinta prospettica di Fontanesi dietro ai succosi frutti vermigli o i fiori e le conchiglie adagiate sul terreno sabbioso di una barriera corallina immaginaria, ancorata alle profondità del mare in burrasca.
Variazioni giocose sul tema della pittura che contempla segni grafici e capricci di ascendenza fiamminga, genere praticato dell'autrice al suo esordio all'inizio degli anni Sessanta. Licenze poetiche che corrispondono ad un'idea di pittura libera e spontanea, perfino estetizzante nella cura particolareggiata dei dettagli, riconducibile forse allo studio della tecnica decorativa 'soprasmalto' e alla frequentazione dell'atelier paterno, il famoso ceramista torinese Mario Brunetti. 
Celebri natali vanta anche Maria Teresa Guala, nata da una famiglia di pittori del Monferrato, studente all'Accademia Albertina di Belle Arti e allieva di Filippo Scroppo. La sua è una pittura di sapore mitteleuropeo, di respiro internazionale, nelle sue figure  femminili si identificano gli arditi accostamenti tonali di Nolde, la graffiante gestualità kirchneriana, le nere sciabolate di Heckel. Ordinariamente dispiegate su grandi tele, queste peculiarità stilistiche sono compendiate in mostra da una serie di piccoli dipinti, dinamici, incisivi che a suo tempo anche Arturo Bottello, critico e gallerista torinese, ebbe a definire 'racconti' di scuola espressionista tedesca. Tuttavia le eroine di Maria Teresa Guala, vicine al cromatismo dei fauves francesi, appaiono più solari, meno tragiche. Allo stesso modo in cui i paesaggi, pervasi delle atmosfere di Matisse, del classicismo di De Pisis, delle tematiche e del lirismo di Paulucci, si traducono in appassionate narrazioni di riviere pittoresche, dove analisi spaziale e sintesi formale sono parti di un tutto dalle perfette proporzioni.

Galleria Arte Fiano 14
Via Fiano 14 – 10143 Torino
Maria Teresa Guala e Daria Peressini
Dal 7 al 19 aprile 2012
Orario: dal martedì al sabato 15,30-19 (o su appuntamento)

Alberi nella terra di mezzo

Cedrus atlantica glauca ( Biella)
La mostra  Alberi nella terra di mezzo nasce dalla collaborazione tra il Comune di Buronzo e il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino. E’ un percorso che si snoda sul tema degli alberi, nel contesto delle alte pianure – le 'terre di mezzo' –  vercellesi e biellesi tra età moderna e contemporanea.
Alberi nei boschi e nelle baragge collettive, nei giardini dei castelli, protagonisti di riti e tradizioni dai risvolti etnoantropologici, il legno come materiale alla base di una pluralità di usi e saperi tecnici specifici, costituiscono lo spunto per una riflessione sulla tutela delle risorse boschive e il rispetto dei valori paesaggistici.
L’allestimento si articola in forma di narrazione attraverso fotografie, pannelli informativi, ambientazioni, documenti archivisti e oggetti originali; uno spazio significativo è riservato alle fotografie di Tiziano Fratus, già presenti nella mostra fotografica “Grandi alberi fuori dal bosco” realizzata dal Museo di Scienze Naturali nell'estate 2011 al Giardino Botanico Rea  di Trana (To).
Particolare attenzione si è conferita alle valenze educative della mostra per coinvolgere anche il pubblico di studenti. "Una buona occasione per partire dal castello per una riscoperta del paesaggio della nostra terra - commenta il sindaco di Buronzo Emiliano Giordano - nel solco di un'azione di sensibilizzazione sulla quale stiamo investendo parecchie energie".
In quest’ottica, a fianco della basilare collaborazione con il MRSN, è in corso un dialogo con le amministrazioni provinciali di Vercelli e di Biella, l’Ente di Gestione delle Riserve Pedemontane e delle Terre d’Acqua (con particolare riferimento al Parco Lame del Sesia di Albano Vercellese e al Parco Burcina) e Italia Nostra, voci autorevoli sulla conservazione e valorizzazione del paesaggio.

Castello Consortile di  Buronzo (VC)
Alberi nella terra di mezzo. Voci di legno, di foglie e di carta tra pianura e montagne
Dal 14 aprile al 10 giugno 2012
Orari: sabato, domenica e festivi ore 14-18. Aperture su prenotazione anche in altri giorni per scuole e gruppi
Inaugurazione: sabato 14 aprile ore 10,30
Ingresso intero con visita guidata € 5,  ingresso ridotto con visita guidata per gruppi scolastici € 3
Per informazioni: tel. +39  0161 851134; Gabriele Ardizio 333 2471484
info@castellodiburonzo.ithttp://www.castellodiburonzo.it/

mercoledì 4 aprile 2012

Interviste/ELENA GEUNA


Dal 5 aprile al 2 settembre 2012 la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli di Torino ospita la mostra "Meraviglie di carta. Devozioni creative dai monasteri di clausura", in occasione dell'anteprima abbiamo incontrato la curatrice Elena Geuna.

Quali problematiche ha presentato l'allestimento di Meraviglie di carta, mostra di paperoles del VII-XIX secolo?
A livello iconografico è un mondo che ho scoperto di recente, nell'ultimo anno e mezzo, quindi ho dovuto fare delle ricerche approfondite delle poche mostre e immagini disponibili su opere devozionali di questa tipologia. La bibliografia è molto ridotta. Siamo stati molto fortunati perché abbiamo trovato una grande risorsa nella collaborazione del dott. Bernard Berthod, che è Consultore della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa ed è specializzato in questo genere di manufatti. Abbiamo catalogato tutte le opere del collezionista, che rappresenta la fonte di informazioni principale perché da vent'anni ricerca e acquista reliquiari di carta. Il lavoro più semplice è stato dividere le paperoles italiane e francesi che sono riconoscibili sia dal tipo di composizione, sia dai materiali usati: le paperoles francesi sono sicuramente più sofisticate e più raffinate di quelle italiane dello stesso periodo, del Seicento e del Settecento. Per quanto riguarda l'iconografia dei santi abbiamo consultato i dizionari agiografici e tutti i documenti disponibili ma, ad esempio, non siamo riusciti ad identificare i due prelati della bellissima coppia esposta nella sala centrale. Forse in futuro si riuscirà.
Quali aspetti della collezione si è cercato di mettere in evidenza con l'allestimento?
Abbiamo lavorato con lo Studio di Architettura Tosetti per cercare di ricreare l'allestimento così come appare nella casa del collezionista torinese, con i paperoles molto ravvicinati; abbiamo voluto presentare nelle sale principali due muri quadreria per dare un'idea di intimità e ricreare il carattere privato della raccolta.
In mostra sono presenti anche dodici fotografie di Nan Goldin, nota per le sue immagini trasgressive e fortemente calate in realtà scomode. Come si conciliano con la sua collezione di oggetti di culto cattolici?
Per me è stata la scoperta straordinaria non solo di un tipo di collezionismo, ma di un personaggio misterioso e spirituale. Nan Goldin è veramente un'anima luminosa, nel senso che il suo mondo è sempre andato di pari passo con la ricerca spirituale. Studiando le sue foto mi sono resa conto che da decenni ritrae icone di santi e soggetti religiosi, anche se sono state poco esposte, non sono state prodotte e quindi sono rimaste un fatto molto privato. Nella mia intervista in catalogo con Nan ho scoperto che fin da ragazzina era interessata all'iconografia cattolica, pur essendo stata educata da ebrea. Ci vive proprio, si circonda di queste cose: in una mostra pubblica a Parigi al Centre Pompidou nel 2007 ha presentato la sua stanza da letto della casa di Parigi, ricostruita fedelmente, con alcune delle paperoles che sono in mostra a Torino. Ha percorso tutta la Francia e tutta l'Italia alla ricerca di reliquie di Santa Barbara [che porta il nome della sorella morta suicida a soli 18 anni, ndr]. E' la sua vita spirituale che l'ha portata ad attorniarsi di questi oggetti, che la rendono serena, felice e rappresentano per lei un valore affettivo.
Da molti anni è curatrice di importanti mostre in Italia e all'estero. Quali cambiamenti ha riscontrato nel panorama artistico internazionale degli ultimi anni?
In un periodo così complesso e critico direi che la spiritualità è sicuramente in un momento in cui sta rifiorendo. Non parlo soltanto di oggetti devozionali, ma della spiritualità come immaginario collettivo contemporaneo. Seppur in maniera ironica, provocatoria dissacrante, è interessante vedere come negli ultimi cinque anni artisti importanti e giovani hanno ripreso l'iconografia religiosa, Alexandra Mir è una di questi. E' un fenomeno che mi ha colpito, su cui voglio lavorare, studiare, pensare. Sarà sicuramente un tema del futuro.
In qualità di esperta d'arte contemporanea le è mai capitato di dover sconsigliare ad un collezionista l'acquisto di un'opera?
Sconsigliare certamente è una cosa molto difficile da fare, ma bisogna farlo, qualora la mia esperienza, il mio occhio mi dica che non è nulla di nuovo, perché il contemporaneo, che è il mio settore, va guardato ricercando ciò che è nuovo. Bisogna avere anni di esperienza, di abitudine ai quadri, visitare mostre e
fiere. Più si vede più si riesce ad identificare. L'arte va vissuta personalmente, perché l'estetica è il suo valore fondante, anche se nel mondo di oggi ci sono moltissimi collezionisti che non comprano con gli occhi. L'opera deve essere vista, deve creare un'emozione, solo in quel momento diventa un'opera d'arte.

martedì 3 aprile 2012

Tradizione e Natura


Tradizione e Natura, questo il titolo della conferenza che il prof. Piercarlo Grimaldi terrà giovedì 5 aprile ore 18.00 nell'ambito della rassegna FORUM NATURAE: Conversazioni sull'Ambiente, correlata alla mostra "Bulloni e farfalle - 150 anni di Ambiente in Piemonte”, esposta fino al 6 luglio 2012 presso il MRSN Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino.
Ingresso libero

Piercarlo Grimaldi, nato a Cossano Belbo (Cn) il 26 luglio 1945, è professore ordinario presso l'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, Pollenzo-Bra, dove insegna Antropologia Culturale. Dall'ottobre 2011 è Rettore dello stesso ateneo. É direttore, dal 1993, della collana Documenti e ricerche di etnologia europea, casa editrice Omega di Torino.

Museo Regionale di Scienze  Naturali
Via  Giolitti 36 - 10123 Torino
Informazioni: tel. +39 011.4326345

lunedì 2 aprile 2012

Jason Dodge


Photo: Sebastiano Pellion di Persano
Jason Dodge
Anyone
 La Galleria Franco Noero presenta il primo progetto espositivo di Jason Dodge in galleria, all'interno della Casa Scaccabarozzi, tradizionalmente chiamata "Fetta di Polenta", e nei due spazi situati nella vicina Piazza Santa Giulia.
Elemento tipico della pratica dell'artista è quello di presentare lavori singoli all'interno di molteplici spazi. Jason Dodge parte dalla consapevolezza del potenziale narrativo presente nelle cose, storie che isola e de-contestualizza, rinnovandole attraverso la contaminazione con il vissuto dei visitatori.
Le installazioni The Ornithologists are Sleeping e The Crippled are Sleeping sono composte da semplici cuscini utilizzati da una sola persona, appartenente a una categoria ben delineata.
Altre opere sono tracce di narrazioni perdute: The Disappearers, sono segni di una vita cancellati dai detergenti,  perpetuati dai loro involucri; Anyone, pila di lenzuola prelevate da un albergo, lavate e riconsegnate in galleria, assume i connotati di una rimozione psicanalitica in chiave concettuale.
Nel ProjectSpace Dodge distorce il potenziale narrativo: North si compone di una canna fumaria in rame presentata sul pavimento dello spazio, orientata verso nord.
Lo spazio SiteSpecific ospita invece una serie di lunghe candele che impediscono l'accesso e impongono di soffermarsi sui significati, i segni che tradizionalmente vi sono legati, sulle suggestioni generate dal nuovo contesto in cui sono presentate.
Jason Dodge (Newtown, Pennsylvania, 1969) vive e lavora a Berlino. Ha esposto al Kunstverein  di Hannover, al Palais de Tokyo di Parigi, al Museum of Contemporary Art di  Chicago, al Castello di Rivoli Museo di Arte Contemporanea di Torino e in numerose esposizioni collettive internazionali.

Jason Dodge
Dal 22 marzo al 5 maggio 2012
Galleria Franco Noero
MainSpace - Via Giulia di Barolo 16/D – 10124 Torino
La visita della mostra è solo su prenotazione.  Per facilitare l'accesso ai piani dell'edificio, l'ingresso è consentito a gruppi di non oltre 8 persone
ProjectSpace - Piazza Santa Giulia 0/F – 10124 Torino
SiteSpecific - Piazza Santa Giulia 5 – 10124 Torino
Orario per tutte le sedi: dal giovedì al sabato, 15 - 19
Informazioni e prenotazioni: tel. 0039 011882208; info@franconoero.com; http://www.franconoero.com/

Immagine:
Jason Dodge, Anyone, 2011
30 linen sheets delivered, collected and replaced by a linen service, dimesions variable
Courtesy the artist and Galleria Franco Noero, Turin
Photo: Sebastiano Pellion di Persano