lunedì 2 aprile 2012

Jason Dodge


Photo: Sebastiano Pellion di Persano
Jason Dodge
Anyone
 La Galleria Franco Noero presenta il primo progetto espositivo di Jason Dodge in galleria, all'interno della Casa Scaccabarozzi, tradizionalmente chiamata "Fetta di Polenta", e nei due spazi situati nella vicina Piazza Santa Giulia.
Elemento tipico della pratica dell'artista è quello di presentare lavori singoli all'interno di molteplici spazi. Jason Dodge parte dalla consapevolezza del potenziale narrativo presente nelle cose, storie che isola e de-contestualizza, rinnovandole attraverso la contaminazione con il vissuto dei visitatori.
Le installazioni The Ornithologists are Sleeping e The Crippled are Sleeping sono composte da semplici cuscini utilizzati da una sola persona, appartenente a una categoria ben delineata.
Altre opere sono tracce di narrazioni perdute: The Disappearers, sono segni di una vita cancellati dai detergenti,  perpetuati dai loro involucri; Anyone, pila di lenzuola prelevate da un albergo, lavate e riconsegnate in galleria, assume i connotati di una rimozione psicanalitica in chiave concettuale.
Nel ProjectSpace Dodge distorce il potenziale narrativo: North si compone di una canna fumaria in rame presentata sul pavimento dello spazio, orientata verso nord.
Lo spazio SiteSpecific ospita invece una serie di lunghe candele che impediscono l'accesso e impongono di soffermarsi sui significati, i segni che tradizionalmente vi sono legati, sulle suggestioni generate dal nuovo contesto in cui sono presentate.
Jason Dodge (Newtown, Pennsylvania, 1969) vive e lavora a Berlino. Ha esposto al Kunstverein  di Hannover, al Palais de Tokyo di Parigi, al Museum of Contemporary Art di  Chicago, al Castello di Rivoli Museo di Arte Contemporanea di Torino e in numerose esposizioni collettive internazionali.

Jason Dodge
Dal 22 marzo al 5 maggio 2012
Galleria Franco Noero
MainSpace - Via Giulia di Barolo 16/D – 10124 Torino
La visita della mostra è solo su prenotazione.  Per facilitare l'accesso ai piani dell'edificio, l'ingresso è consentito a gruppi di non oltre 8 persone
ProjectSpace - Piazza Santa Giulia 0/F – 10124 Torino
SiteSpecific - Piazza Santa Giulia 5 – 10124 Torino
Orario per tutte le sedi: dal giovedì al sabato, 15 - 19
Informazioni e prenotazioni: tel. 0039 011882208; info@franconoero.com; http://www.franconoero.com/

Immagine:
Jason Dodge, Anyone, 2011
30 linen sheets delivered, collected and replaced by a linen service, dimesions variable
Courtesy the artist and Galleria Franco Noero, Turin
Photo: Sebastiano Pellion di Persano

venerdì 30 marzo 2012

Interviste/ETIENNE DE FRANCE

Etienne de France
Etienne de France nasce nel 1984 a Parigi, dove si laurea alla Sorbonne in Storia dell'Arte, da alcuni anni risiede a Reykjavik. E' autore del progetto multimediale Tales of a Sea Cow, sua prima esposizione personale in Europa, presso il PAV Parco Arte Vivente di Torino, fino al 24 giugno 2012.
Tales of a Sea Cow è il risultato di un intenso lavoro sulla biodiversità imperniato sulla Ritina di Steller, un mammifero marino avvistato per la prima volta nel 1741 nel mare di Bering e dichiarato estinto nel giro di poche decine di anni. Metafora amara della velocità e della voracità con cui l’uomo tende ad appropriarsi dell’ambiente.

Come è nata l’idea di esporre al PAV Parco Arte Vivente?
Conoscevo la curatrice della mostra Annick Bureaud, che ha iniziato a seguire il progetto Tales of a Sea Cow nel 2010. In seguito Piero Gilardi ha incontrato Annick a Parigi, in occasione di un convegno sulla biodiversità, e le ha chiesto di collaborare con il PAV come critica e curatrice esperta e specializzata nei nuovi media. Da qui è stata avanzata la proposta di farmi esporre in questa sede. Il PAV è anche co-produttore di una parte del progetto.
È stato complicato realizzare un allestimento così articolato in uno spazio fortemente connotato come il PAV?
Non è stato facile, ma si è trattato di una sfida entusiasmante. Abbiamo dovuto adattare la mostra ad uno spazio concettuale, con una corte, la serra, ecc…che non assomiglia al classico ‘white cube’, mi è sembrato interessante giocare con un museo così particolare. Inoltre è il luogo adatto per il debutto europeo di un lavoro con una struttura modulare [che al PAV è stato possibile dispiegare nella sua totalità, ndr], atipica rispetto alle esposizioni tradizionali.
Il tema della mostra si snoda su vari livelli narrativi. A quale pubblico si rivolge?
Non sono interessato a rivolgermi a una particolare fascia di pubblico, non lo divido per genere, età, ecc. Mi interessa semplicemente che le persone, siano esse bambini, giovani, anziani, intellettuali, non intellettuali, si sentano coinvolte dal percorso espositivo, che ne ricevano suggestioni utili a sollevare dubbi, suscitare interrogativi.
Il suo appare come un atto d’accusa verso l’eccessiva fede nel progresso. In cosa può credere oggi l’uomo contemporaneo?
Il paradosso di questo progetto è che ho criticato il fatto che noi stiamo intervenendo sulla natura, stiamo antropomorfizzando la natura, ma alla fine ho raccontato una storia proprio su questo.
Il mio obiettivo è quello di realizzare lavori poetici e metaforici che parlino di cose che sono difficili da accettare. Quando si rispetta la relazione tra natura e uomo è possibile superare il confine di ciò in cui si crede ed essere molto creativi, scoprendo tutta la ricchezza che esiste in questa creatività. Italo Calvino ad esempio è un autore molto nostalgico, ma è ricco di poesia. Offre molti stimoli a diversi tipi di pubblico. Crea dei ponti su altre vie d’accesso, non è statico.
Dovendo classificare arte, scienza ed etica in che ordine metterebbe queste tre parole?
Arte, Etica e Scienza.
Al primo posto metto l’arte perché è quello che faccio, che sento, che vedo più vicino a me e come artista mi relaziono con gli amici, i parenti, genitori e in generale la società. Questo passaggio di relazioni è ciò che io considero etica. All’ultimo posto metto la scienza perché sono molto interessato alla ricerca, cerco un dialogo con gli scienziati, ma assolutamente non sono uno scienziato.
Esiste una scena artistica islandese?
Esiste in Islanda una scena underground sperimentale molto piccola, ma molto valida. A Reykjavik ci sono artisti interessanti, anche giovani, già famosi all’estero che però devono la loro fama al fatto di aver esposto in grandi manifestazioni in Europa e Stati Uniti. Tra questi Ragnar Kjartansson che ha esposto nel 2009 nel padiglione islandese della Biennale di Venezia. Il vantaggio di vivere in una comunità così piccola è che tutti si conoscono ed è molto facile partecipare ai workshop, mettere in atto dei progetti. Mi è stato di grande aiuto vivere in un ambiente di questo tipo. Penso che la scena islandese si possa riassumere in una parola: spontaneità.

martedì 27 marzo 2012

Usa la tua zucca

La zucca Biribum
© Adriana Polimeni

Sono aperte le iscrizioni al concorso Usa la tua zucca - IX Concorso di Biribum "Bi-bi-di Bo-bi-di Bummm". La competizione ideata nel 2004 da Adriana Polimeni, artista ed ex insegnante di discipline artistiche, è rivolta agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado del territorio nazionale. Gli allievi dovranno, ispirati dalla zucca Biribum, curioso personaggio nato dalla fantasia dell'autrice, rappresentare il tema proposto con tecnica libera. La giuria, composta da giornalisti, artisti e operatori culturali, valuterà gli elaborati che potranno essere realizzati individualmente o a piccoli gruppi. Nel corso della premiazione finale, che si terrà in autunno nella piazza principale di  Candiolo (To), saranno assegnati i premi ai primi tre classificati e l’attestato di partecipazione a tutte le scuole concorrenti. Gli elaborati dovranno pervenire entro il 10 ottobre 2012 all’indirizzo “Biribum la zucca che cammina”, presso Associazione Culturale La Contrada Nuova, Via XXV Aprile 5 - 10060 Candiolo (TO) indicando nome, cognome, classe e scuola di provenienza.
Info: tel.3486613053

domenica 25 marzo 2012

La Danza degli Alberi


...superando i propri limiti terreni e corporali, la sua pittura diventa un tramite verso la vita, la grazia, il respiro, il sogno, verso la forza armoniosa dell’universo, come in un esercizio di meditazione. (Anispi)

Nel piccolo e raccolto spazio espositivo di Garignani Belle Arti, nel centro storico di Torino, fluttuano, come sospese in una dimensione onirica, le opere di Ilaria Villagrassa, pittrice e arteterapeuta che ha fatto dell'indagine sulla libera espressione di sé la propria peculiarità creativa.
La selezione di lavori, eseguiti con leggere velature ad olio e a tecnica mista, esprimono nella dominante blu celeste elementi come l'acqua e l'aria, simboli di vita e di ascesi, interpretazione visiva di una musicalità eterea su cui si fonda la spontanea gestualità dell'autrice. L'accrescimento e la completa realizzazione dell'Io trovano rispondenza nell'immagine dell'albero, tema portante della mostra, declinato in varianti multiformi e variopinte. La resa è intenzionalmente non naturalistica e al mimetismo subentrano forme trasfigurate nel tentativo di raggiungere il perfetto accordo tra due estremi: la componente terrena, da cui l'arbusto trae stabilità e nutrimento e la tensione dinamica verso una sorgente di luce, fattore indispensabile per sintetizzare le risorse del sottosuolo in preziosa energia vitale.
 
La Danza degli Alberi...contemplazioni in sogno
Mostra personale di Ilaria Villagrassa
Dal 24 marzo al 10 aprile 2012
Orari: lunedì 15,30-19,30; dal martedì al venerdì 9,30-13 e 15,30-19
Garignani Belle Arti
Via Vanchiglia 16/d - 10124 Torino
tel.: +39 011 8123097; http://www.garignani.it/

mercoledì 21 marzo 2012

Tales of a Sea Cow

Giovedì 29 marzo 2012, alle ore 18.30, nell’ambito dell’Art Program PAV 2012 dedicato all’Ethos del vivente, inaugura Tales of a Sea Cow, personale di Etienne de France, a cura di Annick Bureaud.
La mostra sarà preceduta mercoledì 28 marzo 2012 alle ore 17 dall'incontro Inner focus, nell’ambito del corso Il sistema dell’arte contemporanea organizzato dal Castello di Rivoli - Museo d’Arte Contemporanea presso l’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino, durante il quale si terrà la lecture di Etienne de France, a cura di Claudio Cravero. Intervengono i Docenti Massimo Melotti (Etica della comunicazione) e Maria Teresa Roberto (Fenomenologia delle arti contemporanee).

Tales of a Sea Cow
Personale di Etienne de France
Dal 30 marzo al 24 giugno 2012
PAV – Parco Arte Vivente
Via Giordano Bruno 31 - 10134 Torino
Tel. 011 3182235; http://www.parcoartevivente.it/
Orari: dal mercoledì al venerdì, 13 - 18; sabato e domenica, 12 - 19
Inner focus
Mercoledì 28 marzo 2012, ore 17
Accademia Albertina di Belle Arti

Via Accademia Albertina 6 - 10123 Torino
Tel. 011 889020