mercoledì 21 marzo 2012

Tales of a Sea Cow

Giovedì 29 marzo 2012, alle ore 18.30, nell’ambito dell’Art Program PAV 2012 dedicato all’Ethos del vivente, inaugura Tales of a Sea Cow, personale di Etienne de France, a cura di Annick Bureaud.
La mostra sarà preceduta mercoledì 28 marzo 2012 alle ore 17 dall'incontro Inner focus, nell’ambito del corso Il sistema dell’arte contemporanea organizzato dal Castello di Rivoli - Museo d’Arte Contemporanea presso l’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino, durante il quale si terrà la lecture di Etienne de France, a cura di Claudio Cravero. Intervengono i Docenti Massimo Melotti (Etica della comunicazione) e Maria Teresa Roberto (Fenomenologia delle arti contemporanee).

Tales of a Sea Cow
Personale di Etienne de France
Dal 30 marzo al 24 giugno 2012
PAV – Parco Arte Vivente
Via Giordano Bruno 31 - 10134 Torino
Tel. 011 3182235; http://www.parcoartevivente.it/
Orari: dal mercoledì al venerdì, 13 - 18; sabato e domenica, 12 - 19
Inner focus
Mercoledì 28 marzo 2012, ore 17
Accademia Albertina di Belle Arti

Via Accademia Albertina 6 - 10123 Torino
Tel. 011 889020

martedì 20 marzo 2012

100 anni dal raggiungimento del Polo Sud

Giovedì 22 marzo alle ore 17.30, presso il MRSN Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino si terrà la conferenza: 100 anni dal raggiungimento del Polo Sud - Le spedizioni di Amundsen e Scott: cronologia, eventi, errori, atti eroici.
Saranno proiettati alcuni filmati originali delle due spedizioni e un documentario-inchiesta sulla rivalità tra Amundsen-Scott e Scott-Shackleton.
Partecipano Aldo Scaiano del Circolo Polare Artico di Milano e Filippo Tuena curatore dei Diari di Scott.
La conferenza sarà introdotta da una relazione di Cesare Bumma presidente dell’associazione culturale italiana sezione di Torino  e Maria Teresa Scarrone presidente dell’associazione culturale “Giacomo Bove” di Maranzana (Asti) sull’esploratore piemontese Giacomo Bove che progettò l’attraversamento dell’Antartide 30 anni prima di Scott e Amundsen.
Ingresso libero

MRSN Museo Regionale di Scienze  Naturali
via  Giolitti 36 - 10123 Torino
Orario: 10-19, chiuso il martedì
Tel. +39 011 4326354,  http://www.mrsntorino.it/

lunedì 19 marzo 2012

Doni di pace

Ritorna dopo oltre cent’anni al Museo Civico d'Arte Antica il servizio in argento Tiffany donato dagli Stati Uniti a Federico Sclopis nel 1873, come segno di ringraziamento per l’opera politico-diplomatica prestata nella questione nota come “Alabama Claims”.
Nel 1872 Federico Sclopis di Salerano, giurista e senatore torinese, venne nominato delegato del Regno d’Italia per il Tribunale Arbitrale di Ginevra, composto da tre arbitri di stati neutrali, Italia, Svizzera e Brasile, chiamati a deliberare su un contenzioso fra  Stati Uniti e Gran Bretagna. In discussione era il comportamento britannico durante la guerra di secessione americana: nonostante la proclamata neutralità, l’Inghilterra aveva armato ed equipaggiato nel porto di Liverpool diverse navi sudiste (tra cui la celebre Alabama), coinvolte nei combattimenti in acque americane. Il Tribunale stabilì che la Gran Bretagna versasse agli Stati Uniti un indennizzo pari a quindici milioni e cinquecentomila dollari in oro. Dopo il verdetto, Sclopis e gli altri due delegati ricevettero dei doni preziosi da parte del governo americano e di quello britannico, in segno di ringraziamento per l’opera spesa a titolo gratuito in una delicata causa legale, risolta pacificamente. Gli Stati Uniti offrirono “un fornimento d’argento massiccio” composto da una coppa da punch, due candelieri e  due rinfrescatoi per bottiglia realizzati dal designer francese Eugène Soligny per le officine Tiffany di New York.
La regina Vittoria, invece, fece pervenire ai delegati una grande fioriera in argento cesellato e dorato in stile neorinascimentale, opera degli argentieri londinesi “Robert & Sons Garrard”. I doni raggiunsero Sclopis a Torino nel marzo del 1873. Durante l’estate, gli argenti Tiffany vennero esposti nel padiglione statunitense dell’Esposizione Universale di Vienna. Rientrati in Italia, i pezzi di Sclopis, insieme alla fioriera Garrard, rimasero nel palazzo di famiglia in via Milano a Torino fino al 1883, quando Isabella Sclopis di Salerano, ormai vedova, decise di donare le preziose opere al Museo Civico d’Arte Antica. Ricevute dall’allora direttore Emanuele Taparelli d’Azeglio, occuparono dal 1883 al 1890 la sala dedicata ai cimeli sabaudi e al Risorgimento, a testimoniare l’operato e i meriti accademici di Federico Sclopis, tra i redattori dello Statuto Albertino, per poi essere ritirati a deposito negli anni della direzione Avondo.
Restaurati sotto la guida di Valeria Borgialli, grazie al cospicuo contributo della ditta  Musy Padre e Figli  Gioielleria e Argenteria in Torino, i cinque pezzi sono esposti  dal 17 marzo in Sala Ceramiche al secondo piano di Palazzo Madama e inaugurano la nuova rassegna “Opere in primo piano” dedicata ad oggetti d'arte
protagonisti di restauri importanti o di studi approfonditi. La scelta di valorizzarli oggi, arricchisce il percorso espositivo legato alle arti decorative e soprattutto sottolinea l’orientamento attuale del museo, che dal 2008 è impegnato a studiare, esporre ed acquisire anche le opere di arte decorativa del XIX e XX secolo.

Doni di pace
Gli argenti Tiffany di Palazzo Madama

Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica
Piazza Castello - 10122 Torino
Orario: martedì-sabato 10-18,  domenica 10-20, chiuso lunedì
Tel.: 0114433501
http://www.palazzomadamatorino.it/; http://www.fondazionetorinomusei.it/

sabato 10 marzo 2012

Qui non ci sono bambini

E' stata inaugurata nel Giorno della Memoria, il 27 gennaio scorso, la mostra Qui non ci sono bambini. Infanzia e deportazione, che presenta cinquanta riproduzioni in scala originale dei settantanove disegni con i quali, a soli quindici anni, Thomas Geve volle raccontare al padre la sua esperienza di prigionia, all'indomani della liberazione nel 1945. La mostra nasce dal volume Qui non ci sono bambini. Un'infanzia ad Auschwitz, pubblicato da Einaudi nel gennaio 2011.
Thomas Geve nasce a Stettino in Polonia nell’ottobre del 1929. Ha quindi tre anni quando Hitler sale al potere. Alla fine del 1938 il padre, non potendo più esercitare la professione di medico in quanto ebreo, si trasferisce in Inghilterra, ma nonostante ripetuti tentativi non riesce a farsi raggiungere dalla moglie e dal figlio. Nel giugno del 1943, a tredici anni, Thomas Geve è deportato ad Auschwitz insieme alla madre; i due vengono separati e il piccolo Thomas non la rivedrà più. Poiché dimostra più della sua età è considerato abile al lavoro e destinato a imparare il mestiere di muratore: sarà la sua salvezza.
Nel gennaio del 1945, all’avvicinarsi dell’Armata Rossa, viene costretto a una marcia forzata verso Buchenwald insieme agli altri prigionieri, passando prima per il campo di Gross-Rosen. L’11 aprile del 1945 il Lager di Buchenwald viene liberato; Thomas Geve, troppo debilitato per lasciare la sua baracca, rimane ancora un mese nel campo: a questo periodo risalgono i suoi disegni.
Nel gennaio del 1945 viene mandato in un convalescenziario infantile in Svizzera e un anno dopo può raggiungere il padre a Londra. Nonostante per quattro anni non abbia frequentato la scuola, riesce a conseguire il diploma di maturità nel 1947 e ad iscriversi alla facoltà di ingegneria. Nel 1950 parte per Israele, dove tuttora vive. Dopo il 1945 non ha mai più disegnato.
Con l'ausilio di brevi commenti dell'autore e dei curatori le miniature particolareggiate descrivono le mappe di Auschwitz e Birkenau, la quotidianità, il cibo, il lavoro, le malattie, la morte. Una sezione tematica e un video esaminano in dettaglio alcuni aspetti dei disegni, corredati alle ore 16 di ogni domenica dalla proiezione del documentario-intervista di Wilhelm Rösing, Thomas Geve: Nient’altro che la vita.
Le tavole originali, realizzate sul retro dei formulari delle SS con acquerelli e pastelli colorati, sono state donate nel 1985 dall'autore al Museo Yad Vashem di Gerusalemme, dove attualmente sono conservate.

Qui non ci sono bambini. Infanzia e deportazione
I disegni di Thomas Geve
Dal 27 gennaio al 13 maggio 2012
Orario: da martedì a domenica dalle 10 alle 18; giovedì dalle 14 alle 22; lunedì chiuso.
Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà
C.so Valdocco 4A - 10122 Torino
Tel. +39 011 4363470; www.museodiffusotorino.it

venerdì 16 dicembre 2011

Breathless

Breathless (lett. senza fiato), la prima personale in Italia di Andrea Polli (Chicago 1968, vive e lavora ad Albuquerque, New Mexico – USA) presenta alcuni dei più rappresentativi lavori dell’artista sulla decodifica e la traduzione dei dati scientifici in suoni, colori e azioni.
Realizzati in collaborazione con Chuck Varga, i lavori nascono da rilevazioni della qualità ambientale dell’aria, svolte in equipe con scienziati e meteorologi e sviluppando attraverso un processo chiamato “sonificazione”, sensibili sistemi di comprensione di differenti fenomeni naturali.
In Breather e Cloud Car, installazioni ambientali site specific nella corte del PAV realizzate a partire da una vecchia Fiat 500 e una Fiat 126, simboli del boom economico italiano, l’artista estende il rapporto uomo-natura al più ampio contesto sociale. In Breather l’auto è avvolta da una cupola trasparente che si comporta come un polmone teso al soffocamento, mentre in Cloud Car l’auto è dotata di un dispositivo di nebulizzazione – entrambi attivati da sensori di movimento al passaggio dei visitatori – che rende l’aria un fatto tangibile e visibile. Secondo l'artista “ogni discorso sull’ambiente inevitabilmente tocca il soggetto ‘automobile’; mezzo e strumento considerato essenziale per la vita quotidiana nei paesi industrializzati...”.
Appena varcato l’ingresso del PAV la cascata Particle Falls, riproduce in un flusso costante di luci i dati sulla presenza di particolato nell’aria. Nella serra il pubblico è accolto dalle sonorità avvolgenti del lavoro tratto dalla serie Atmospherics/Weather works, progetto di sonificazione dei dati meteorologici del vento e dei cicloni. Immerse in questo ambiente sonoro, le documentazioni video delle installazioni realizzate a New York, New Delhi e San Jose contestualizzano il lavoro di Andrea Polli e ne espandono la portata a livello globale.
Nella project room, infine, sono presentati il video-documentario Ground Truth, girato nel corso di una spedizione scientifica in Antartide, e N., elaborazione video dei dati atmosferici rilevati al Polo Artico, luoghi estremi coinvolti nella edificazione di un equilibrio planetario.

Andrea Polli - "Breathless"
In collaborazione con Chuck Varga
28 ottobre 2011 – 26 febbraio 2012
Orari: mercoledì – venerdì, 13 – 18; sabato e domenica, 12 – 19
A cura di Gaia Bindi e Claudio Cravero
PAV – Parco Arte Vivente
Via Giordano Bruno 31 - 10134 Torino
http://www.parcoartevivente.it/