Gian Giorgio Massara
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| Filippo Scroppo Forma su fondo azzurro 1953 |
Per chi si è laureato nel 1953 ed è prossimo a compiere i novantacinque anni sfogliare il catalogo significa rivivere - non senza emozione - mostre e presenze, rivedere volti e personaggi per lo più legati al torinese palazzo di via Accademia Albertina.
Così è per scultori, pittori, incisori, critici d’arte.
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| Albino Galvano MAC 1954 Olio su tela 60 x 40 cm |
Non possono mancare Italo Cremona amante di una Torino visionaria, la voce di Luigi Carluccio che incoraggiava le giovani leve dei critici d’arte, Marziano Bernardi che prevedeva “la soffitta” per un gruppo di opere giunte dall'Africa e dall’America esposte a Palazzo Carignano nel 1949 in una città “sola e spaurita”.
Anna Maria Brizio, infine, che ci ha insegnato a “leggere i dipinti” anche se capovolti. E Lionello Venturi che commenta una mostra londinese ove compaiono belle donne dipinte oppure “bellezze femminili”. En tout et pour tout.
Quindi gli amici presenti al Bar Guarany in via Po, Enrico Paulucci ritrovato nelle Langhe, Massimo Quaglino, Calandri - grande - che ringraziava costantemente per le poche righe a lui dedicate, i quasi dimenticati Tarantino e Bertinaria, Giulio Da Milano, l’impetuoso scultore Sandro Cherchi, Garelli che ci ha “dedicato” un Ritratto, Chissotti e Chiss, una giovanissima Carol Rama che otterrà a Venezia il Leone d’oro; Francesco Casorati che firma semplicemente “Pavarolo”.
Lo spazio grafico purtroppo arresta il flusso dei ricordi ma il bel catalogo di Luca Motto rimane a farci compagnia.

