domenica 1 febbraio 2026

ECHOES OVER ARABIA

Echoes Over Arabia III
RAQIB SHAW
Echoes Over Arabia III, 2025 
Acrylic liner and enamel on birch wood
Imaged 69 x 85 x 5.5 cm 
Framed 72.2 x 88.2 x 7.5 cm
(RSH 2091)
In Echoes Over Arabia, RAQIB SHAW svela un ciclo di dipinti notturni e di marginalia stratificate su carta montata, che fondono mito, memoria e territorio psicologico. Questi lavori richiamano l’arte luminosa dei manoscritti sacri islamici, pur omettendo la calligrafia, lasciando dietro di sé un linguaggio visivo che parla di desiderio e della fragilità dell’esistenza.
Gli anni formativi di Shaw in Kashmir, una regione intrisa di misticismo, hanno profondamente plasmato la sua sensibilità. L’etica del sufismo – con la sua enfasi sulla trascendenza attraverso l’amore, la bellezza e la riflessione interiore – è profondamente radicato nelle opere.
Anche quando affrontano temi di conquista, distruzione e turbolenze sociali, i lavori risuonano di un sottotesto spirituale. Shaw reimmagina la notte orientalista dall’interno, traendo ispirazione dal chiaroscuro contemplativo di Rembrandt Harmenszoon van Rijn, dalla quiete devozionale di Francisco de Zurbarán e dal tratto drammatico di Eugène Delacroix.
Echoes Over Arabia: The Firefly  Priest in the Temple of Hope
RAQIB SHAW
Echoes Over Arabia: The Firefly 
Priest in the Temple of Hope, 2025 
Acrylic liner and enamel on paper
mounted on aluminium
Image 64 x 55.5 x 1.5 cm 
Framed 73 x 64.5 x 7.5 cm
(RSH 2092)
Luce di fuoco, luce lunare e ombra diventano agenti di introspezione, illuminando l’artista mentre esplora animali visionari, visitatori spettrali e compagni simbolici che 
abitano la soglia tra ricordo e archetipo. 
Le opere su carta approfondiscono questa indagine. Concepite come marginalia lentamente erose da insetti e dal fuoco, funzionano come palinsesti viventi: aperture bruciate sollevano strati di miniature, fotografie storiche e del passato.
Il lungo rapporto di Shaw con Carl Gustav Jung si manifesta come un filo conduttore strutturante. Gli insetti operano come forze inconsce che scavano verso materiali sepolti; i fori di bruciatura imitano rotture psichiche che si aprono su strati più profondi del sé. Qui, la memoria è un campo attivo in cui il sé rimodella il proprio paesaggio interiore.
Echoes over Arabia: The Peacock Bard and the Garden of Recalled Worlds
RAQIB SHAW
Echoes over Arabia: The Peacock
Bard and the Garden of Recalled Worlds, 2025
Acrylic liner and enamel on paper
mounted on aluminium
Image 137 x 115 x 2,7 cm
Framed 146 x 124 x 6 cm
(RSH 2098)
Presentata nel cuore di Doha durante Art Basel, Echoes Over Arabia si nutre della cultura araba, intesa sia come paesaggio geografico sia come spazio simbolico: un luogo in cui le antiche tradizioni risuonano di fronte alle lotte moderne e in cui il percorso personale di Shaw si svela attraverso strati di una mappa del sé in trasformazione.
Nato a Calcutta e cresciuto in Kashmir, Shaw vive e lavora attualmente a Londra. Il suo lavoro è stato oggetto di importanti mostre personali in istituzioni come l’Art Institute of Chicago (2025) e Tate Britain, Londra (2006). Le opere di Shaw fanno parte di importanti collezioni pubbliche tra cui, a New York, Museum of Modern Art e The Metropolitan Museum of Art.

RAQIB SHAW
Echoes Over Arabia

Thaddaeus Ropac, Galleria d’Arte - Milano
Art Basel Qatar
Stand M113
3–7 febbraio 2026

sabato 31 gennaio 2026

SCHERZO

Alla Reggia di Venaria torna la terza edizione di SCHERZO, l’appuntamento che 
anima ogni anno le sale barocche della residenza nei giorni del Carnevale. 
Un gioco teatrale partecipativo che coinvolge attivamente i visitatori, trasformandoli in spett-attori di un’avventura esilarante e inattesa, capace di rendere la visita un’esperienza di puro divertimento.
Per quattro giorni, dalla sera del 14 febbraio a martedì 17 febbraio, il pubblico della Reggia sarà coinvolto, durante diversi momenti della giornata, in gag e scene comiche proposte dagli attori della Fondazione TRG di Torino.
In occasione del giorno di San Valentino, sabato 14 febbraio l’evento inaugurale prevede un’apertura serale straordinaria con uno scherzo speciale per tutti gli innamorati.
La Reggia si anima e si trasforma in un grande palcoscenico in festa. Tra le sue sale 
si incontrano musici e cartomanti, giullari, cavalieri, giocolieri e acrobati che affrontano insieme al pubblico giochi, sfide e prove da inventare e da disfare tra maschere, suoni e sorprese. Eppure, in mezzo a tanta allegria, c’è qualcuno che non riesce a sorridere. È il Principe, con il cuore spezzato per non aver ancora trovato la sua Principessa, e sembra che nulla possa consolarlo. La missione di chi varcherà le porte della Reggia, oltre a divertirsi senza misura, sarà una sola: riportare il buonumore al Principe, a tutti i costi.
Tra le sale, personaggi sorprendenti guideranno i visitatori verso la festa finale, che si svolgerà nella maestosa Citroniera.
Per partecipare a SCHERZO non è obbligatorio essere mascherati, ma è a discrezione dei visitatori. In ogni caso si ricorda che i visitatori devono essere sempre riconoscibili, quindi senza maschere sul volto. Si prega di non portare e non usare coriandoli e stelle filanti.
L’evento è compreso nel biglietto d’ingresso alla Reggia e sarà riproposto a più 
ripetizioni nel corso dei giorni indicati:
Sabato 14 febbraio ingresso alle ore 21 con festa finale alle 22.30 in Citroniera.
Da domenica 15 febbraio a martedì 17 febbraio: inizio in Sala Diana alle ore 
10.30 – 14 – 16.30; festa finale in Citroniera alle 12 – 15 – 17.30.
Domenica 15 e lunedì 16 febbraio la Reggia resterà aperta fino alle 19.30, il 17 
febbraio chiuderà come di consueto alle ore 18.30.
INFORMAZIONI E BIGLIETTERIA: www.lavenaria.it

mercoledì 28 gennaio 2026

Beato Angelico
(Guido di Piero, poi Fra Giovanni da Fiesole;
Vicchio di Mugello 1395 circa – Roma 1455)
Madonna dell’Umiltà, 1449 – 1450 circa
Torino, Musei Reali – Galleria Sabauda, inv. 3
Fino al 3 maggio, la mostra dossier Beato Angelico negli occhi di Bartholomäus Spranger. Giudizi Universali a confronto propone, per la prima volta, un paragone diretto tra la straordinaria e pionieristica invenzione iconografica, elaborata da Beato Angelico intorno al 1425-1428, per la rappresentazione del Giudizio Universale nella celebre tavola oggi conservata al Museo di San Marco - eccezionalmente concessa in prestito dalla Direzione Regionale Musei Nazionali Toscana - e l’opera appartenente alle collezioni della Galleria Sabauda, eseguita dal pittore fiammingo Bartholomäus Spranger tra il 1570 e il 1571 per papa Pio V. Quest’ultima, dichiaratamente ispirata al modello di Beato Angelico, consente di indagare le modalità di ricezione, reinterpretazione e trasmissione di un prototipo figurativo di grande fascino, mettendo in luce continuità e trasformazioni del tema tra primo Rinascimento e Manierismo maturo.

Musei Reali
Piazzetta Reale, 1 - 10122 Torino
Orario: dal giovedì al martedì 9 – 19. Orario biglietteria 9 – 18. Chiuso mercoledì.

sabato 17 gennaio 2026

ANNA LEQUIO

ROSE E MELE
ROSE E MELE
2003
acquerello cm 28x24
Prosegue fino al 31 gennaio 2026 la mostra della pittrice ANNA LEQUIO nelle sale della Galleria Fogliato a Torino. Sono presenti una quarantina di opere che raccontano il percorso artistico pluridecennale dell’autrice, caratterizzato da una ricerca tesa a rappresentare la realtà (ambienti, volti, luoghi o semplici oggetti) lasciando però trapelare “l'anima delle cose” e permettendo all’osservatore di immergersi in essa con trasognato stupore.
Citando una riflessione di Marco Vallora, si possono riscontrare nei lavori ad acquerello tutte le potenzialità del.mezzo pittorico, di una tecnica versatile in cui molti artisti si sono cimentati con esiti svariati e qui proposta in una versione originale fra materialità e astrazione.
INTERNO CON NUDO
INTERNO CON NUDO
2001
acquerello cm.13,5x22
Così scrive il critico:  “...vorrei vedere se attraverso uno strumento tecnico così connotato storicamente come l’acquerello, che ha avuto modo di essere un luogo obbligato, di essere stato così usato al femminile, si possa invece suggerire una forza vera di emozione, cioè tentare di scavare sul piano tecnico tutto quello che questo modo di dipingere può regalare e sono delle sorprese notevolissime...”. In questa chiave va letta l’opera pittorica di Anna Lequio, in continuo confronto fra la prassi e la sperimentazione, volta a superare la tradizione acquerellistica fino a giungere a più meditate riflessioni sulle ragioni stesse delle procedure e dei materiali.
Una notazione particolare meritano i disegni, tutti di grande formato, che documentano un interesse specifico verso il nudo risolto (in contraltare ma non in contrasto con l’opera pittorica) a campi larghi, a gesti determinati e decisivi. Disegni e dipinti che nel rivelare la doppia natura dell’artista - una più riflessiva, l’altra più istintiva - ne dimostrano al tempo stesso l’intima coerenza.
IL CANTO DEL GLICINE
IL CANTO DEL GLICINE
2016
acquerello cm.100x70
Nata ad Asti nel 1949, Anna Lequio, vive e lavora a Torino, con periodici soggiorni nelle Langhe di cui è originaria. Si è diplomata in pittura all’Accademia Albertina di Torino dove è stata allieva di Enrico Paulucci,  Mario Davico, Mario Calandri e Francesco Franco, maestri determinanti nella risoluzione di dedicarsi alla pittura dopo un lungo periodo di abbandono della pratica artistica.
Ha svolto un’intensa attività didattica in istituti di vario ordine e grado ed esposto in collettive nazionali e Fiere internazionali. Fra le mostre personali occorre menzionare l’esordio nel 1989 presso la galleria La Parisina di Torino, le rassegne dal 1991 al 1998 alla Galleria Jannone di Milano, alla Davico di Torino e in varie sedi fino ad oggi.
Oltre al già citato Marco Vallora, di lei hanno scritto Angelo Dragone, Franco Fanelli,  Paolo Levi, Pino  Mantovani, Gian Giorgio Massara, Angelo Mistrangelo, Nico Orengo e molte altre firme prestigiose.

ANNA LEQUIO
Acquerelli e disegni
Fino al 31 gennaio 2026
Galleria Fogliato
via Mazzini, 9 - 10123 Torino
Orario: da martedì a sabato 10,30 -12,30 e 16-19
tel. 011 88.77.33

martedì 30 dicembre 2025

L’ITALIA DEI PRIMI ITALIANI

Circo Agonale (Piazza Navona)
Pio Joris
Circo Agonale (Piazza Navona)
olio su tela, 62 x 135 cm
Collezione privata
Al Castello di Novara è in corso la mostra L’ITALIA DEI PRIMI ITALIANI. Ritratto di una nazione appena nata, a cura di Elisabetta Chiodini, con 70 capolavori dai primi anni Sessanta dell’Ottocento al terzo decennio del Novecento di alcuni dei maggiori protagonisti della nostra cultura figurativa.
La rassegna si articola in sette sezioni dedicate al territorio: rurale, marittimo, urbano; alla cultura borghese, all'arte declinata al femminile, al tema della prostituzione e alla vita nelle nascenti metropoli.
Il mondo contadino, dalle Alpi alla Sicilia, è raccontato attraverso l'esperienza quotidiana dei nuovi italiani effigiati nei lavori di grandi artisti tra cui Telemaco Signorini (1835-1901), Giuseppe De Nittis (1846-1884), Giovanni Battista Quadrone (1844-1898), Carlo Fornara (1861-1978) e Cesare Maggi (1881-1961).
Veduta di Cortina
Cesare Maggi
Veduta di Cortina
 1920-1925 circa
olio su tela, 70 x 100 cm
Collezione privata
Lo sguardo si sposta lungo il tratto costiero della penisola per descrivere le regioni marittime con la loro varietà di specie botaniche e le differenti conformazioni geologiche: in prevalenza alte, frastagliate, rocciose e scoscese quelle che si affacciano sul Mar Ligure e sul Mar Tirreno, per lo più basse con spiagge sabbiose e ghiaiose quelle che si affacciano sul Mar Adriatico. Distribuito su un perimetro di oltre 8000 chilometri molto diversi per morfologia, ambienti naturali, insediamenti umani e produttivi, l’articolato territorio costiero si ritrova nei dipinti di Giovanni Fattori (1825-1908), Vincenzo Cabianca (1827-1902), Luigi Steffani (1828-1898), Francesco Lojacono (1838-1915), Rubens Santoro (1859-1941) e molti altri.
Le risaiuole
Angelo Morbelli
Le risaiuole
 1897
olio su tela, 40 x 60 cm
Collezione privata
La realtà urbana delle tre Capitali d’Italia, Torino, Firenze, Roma, è invece documentata nella terza sezione. Anche grandi città come Napoli, Venezia sono al centro dei dipinti di Filippo Carcano (1840-1914), Pio Joris (1843-1921), Adolfo Tommasi (1851-1933), Marco Calderini (1850-1941) e altri. Non ultima, Milano è ampiamente raffigurata. Prima metropoli italiana, in rapida trasformazione, a vent’anni esatti dalla proclamazione dello stato unitario, in occasione dell’Esposizione Industriale Italiana del 1881, è definita da Giovanni Verga la “Città più Città d’Italia”. Di fatto, Milano assumerà il ruolo di capitale morale del paese, destinata ad assumere in breve tempo una funzione trainante nel campo della produzione industriale e del lavoro.
In Corte d’Assise
Francesco Netti
In Corte d’Assise
1882
olio su tela, 95,5 x 181,5 cm
Bari, Pinacoteca Metropolitana "Corrado Giaquinto"
Nel prendere in esame gli aspetti peculiari dell'Italia postunitaria non si può ignorare il ruolo giocato dal ceto borghese nella costruzione di un'identità nazionale. Sono in special modo gli svaghi a determinarne il profilo sociale: intenti a passeggiare in lussureggianti giardini urbani, ricreati da serate mondane a teatro, tra le luci soffuse di prestigiosi salotti, ritratti in campagna per una gita fuori porta o in luoghi di villeggiatura i suoi protagonisti si affacciano dalle tele di Ettore Tito (1859-1941), Giulio Aristide Sartorio (1860-1932), Vespasiano Bignami (1841-1929), Pompeo Mariani (1857-1927),Carlo Pittara (1835-1891) e Luigi Gioli (1855-1947).
La quinta sezione è declinata tutta al femminile e illustra le diverse relazioni che numerose donne borghesi intrattenevano con le arti figurative, dalle visitatrici delle città d’arte con i relativi musei, alle collezioniste di arte contemporanea, frequentatrici dei maggiori atelier d'artista per valutare personalmente le opere da acquistare. C'era chi amava dipingere per puro diletto e chi, invece, aveva coraggiosamente scelto di fare della pittura la propria professione. Di alcune di esse testimoniano Silvestro Lega (1826-1895), Odoardo Borrani (1833-1905), Michele Cammarano (1835-1920).
Quanto sa di sale lo pane altrui
Eugenio Spreafico
Quanto sa di sale lo pane altrui
1883 circa
olio su tela, 61 x 75 cm
Collezione privata
La piccola cella del castello ospita la sezione dedicata ai tanti volti che la prostituzione ha avuto nell’Ottocento. Argomento spesso oggetto dell’attenzione di romanzieri e poeti, drammaturghi e compositori, ma che molto più raramente è stato affrontato dai pittori, è qui esemplificato fra gli altri da Angelo Morbelli (1853-1919).
L'ultima parte del percorso conduce il visitatore ad esaminare la vita quotidiana dei nuovi Italiani nelle più moderne città del Paese. Luoghi industrializzati e sempre più popolosi nei quali lusso e miseria convivevano spesso l’uno accanto all’altra. Città che alternavano zone prestigiose con splendidi complessi edilizi rispondenti alle esigenze della facoltosa borghesia, a zone squallide e fatiscenti abitate da una popolazione spesso priva di un lavoro regolare, dedita ai lavori più umili o all’accattonaggio.Tali episodi di vita moderna sono documentati da grandi artisti come Emilio Longoni (1859-1932), Giovanni Sottocornola (1855-1917), Attilio Pusterla (1862-1941), Francesco Netti (1832-1894), Demetrio Cosola (1851-1895) e Italo Nunes Vais (1860-1932), anch'essi come i loro soggetti artefici degli eventi che portarono alla nascita dello Stato nazionale.

L’ITALIA DEI PRIMI ITALIANI
Ritratto di una nazione appena nata
1 novembre 2025 – 6 aprile 2026
Castello di Novara
Piazza Martiri della Libertà 3
Orari: da martedì a domenica dalle 10 alle 19 (ultimo ingresso ore 18). Lunedì chiuso
Aperture anticipate alle ore 9: domenica 29 marzo, sabato 4 aprile, domenica 5 aprile e lunedì 6 aprile 
Aperture straordinarie: giovedì 1, lunedì 5, martedì 6 e giovedì 22 gennaio; lunedì 6 aprile 2026. Chiuso mercoledì 31 dicembre
Per informazioni: T. 0321 1855421
www.metsarte.it