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| RAQIB SHAW Echoes Over Arabia III, 2025 Acrylic liner and enamel on birch wood Imaged 69 x 85 x 5.5 cm Framed 72.2 x 88.2 x 7.5 cm (RSH 2091) |
In Echoes Over Arabia, RAQIB SHAW svela un ciclo di dipinti notturni e di marginalia stratificate su carta montata, che fondono mito, memoria e territorio psicologico. Questi lavori richiamano l’arte luminosa dei manoscritti sacri islamici, pur omettendo la calligrafia, lasciando dietro di sé un linguaggio visivo che parla di desiderio e della fragilità dell’esistenza.
Gli anni formativi di Shaw in Kashmir, una regione intrisa di misticismo, hanno profondamente plasmato la sua sensibilità. L’etica del sufismo – con la sua enfasi sulla trascendenza attraverso l’amore, la bellezza e la riflessione interiore – è profondamente radicato nelle opere.
Gli anni formativi di Shaw in Kashmir, una regione intrisa di misticismo, hanno profondamente plasmato la sua sensibilità. L’etica del sufismo – con la sua enfasi sulla trascendenza attraverso l’amore, la bellezza e la riflessione interiore – è profondamente radicato nelle opere.
Anche quando affrontano temi di conquista, distruzione e turbolenze sociali, i lavori risuonano di un sottotesto spirituale. Shaw reimmagina la notte orientalista dall’interno, traendo ispirazione dal chiaroscuro contemplativo di Rembrandt Harmenszoon van Rijn, dalla quiete devozionale di Francisco de Zurbarán e dal tratto drammatico di Eugène Delacroix.
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| RAQIB SHAW Echoes Over Arabia: The Firefly Priest in the Temple of Hope, 2025 Acrylic liner and enamel on paper mounted on aluminium Image 64 x 55.5 x 1.5 cm Framed 73 x 64.5 x 7.5 cm (RSH 2092) |
Luce di fuoco, luce lunare e ombra diventano agenti di introspezione, illuminando l’artista mentre esplora animali visionari, visitatori spettrali e compagni simbolici che
abitano la soglia tra ricordo e archetipo.
Le opere su carta approfondiscono questa indagine. Concepite come marginalia lentamente erose da insetti e dal fuoco, funzionano come palinsesti viventi: aperture bruciate sollevano strati di miniature, fotografie storiche e del passato.
abitano la soglia tra ricordo e archetipo.
Le opere su carta approfondiscono questa indagine. Concepite come marginalia lentamente erose da insetti e dal fuoco, funzionano come palinsesti viventi: aperture bruciate sollevano strati di miniature, fotografie storiche e del passato.
Il lungo rapporto di Shaw con Carl Gustav Jung si manifesta come un filo conduttore strutturante. Gli insetti operano come forze inconsce che scavano verso materiali sepolti; i fori di bruciatura imitano rotture psichiche che si aprono su strati più profondi del sé. Qui, la memoria è un campo attivo in cui il sé rimodella il proprio paesaggio interiore.
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| RAQIB SHAW Echoes over Arabia: The Peacock Bard and the Garden of Recalled Worlds, 2025 Acrylic liner and enamel on paper mounted on aluminium Image 137 x 115 x 2,7 cm Framed 146 x 124 x 6 cm (RSH 2098) |
Nato a Calcutta e cresciuto in Kashmir, Shaw vive e lavora attualmente a Londra. Il suo lavoro è stato oggetto di importanti mostre personali in istituzioni come l’Art Institute of Chicago (2025) e Tate Britain, Londra (2006). Le opere di Shaw fanno parte di importanti collezioni pubbliche tra cui, a New York, Museum of Modern Art e The Metropolitan Museum of Art.
RAQIB SHAW
Echoes Over Arabia
Thaddaeus Ropac, Galleria d’Arte - Milano
Art Basel Qatar
Stand M113
3–7 febbraio 2026
Echoes Over Arabia
Thaddaeus Ropac, Galleria d’Arte - Milano
Art Basel Qatar
Stand M113
3–7 febbraio 2026










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