giovedì 29 settembre 2016

CARLO PITTARA E LA SCUOLA DI RIVARA


Carlo Pittara
Cavalieri nel cortile del maniero di Issogne
Olio su tavola, 45,3x33,7 cm
Collezione privata
La mostra CARLO PITTARA E LA SCUOLA DI RIVARA in corso presso il Museo Accorsi – Ometto di Torino, realizzata in collaborazione con lo Studio Berman di Giuliana Godio e a cura di Giuseppe Luigi Marini, comprende circa settanta opere appartenenti a collezionisti privati, di dodici artisti provenienti da diverse regioni italiane, facenti capo alla personalità e al talento artistico di Carlo Pittara.
Carlo Pittara
Tramonto
Olio su tela, 65x95 cm
Collezione privata
Del cenacolo di Rivara animato da Pittara, fanno parte i piemontesi Vittorio Avondo, Ernesto Bertea, Federico Pastoris, a cui si aggiungeranno più tardi i torinesi Giovanni Battista Carpanetto, Adolfo Dalbesio e Francesco Romero, di Moncalvo; ad esso partecipano anche i liguri Ernesto Rayper e Alberto Issel o “naturalizzati” come tali, gli iberici D’Andrade e De Avendaño, nonché il fiorentino di natali, ma giunto a Torino in tenera età, Antenore Soldi
Ernesto Bertea
Marchande de vin
Olio su tela, 108x156 cm
Collezione privata
La loro ricerca è caratterizzata dal sensibile realismo nella rappresentazione del paesaggio agreste, con un'attenzione dapprima al paesismo intriso di romanticismo dello svizzero Alexandre Calame (che quasi tutti conobbero inizialmente a Ginevra), poi orientato al naturalismo dei pittori di Barbizon in Francia e alle novità di Corot. Infine su esortazione del ligure Tammar Luxoro, rivolto agli insegnamenti di Antonio Fontanesi, titolare della cattedra di Paesaggio all'Accademia Albertina, attivo con i suoi allievi nella vicina Volpiano.
Antenore Soldi
Sul greto della Stura
Olio su tela, 80x51 cm
Baroncelli 98 srl, Torino
Il confronto tra i pittori iberici e quelli liguri iniziò dapprima negli incontri a Carcare, nel Savonese, poi, soprattutto d’estate o in autunno, a Rivara dove gli invitati potevano godere della generosa ospitalità del banchiere Carlo Ogliani, cognato di Pittara, rivarese d’origine e proprietario di un’accogliente villa, nonché del vasto castello acquistato all’inizio degli anni Settanta. Luoghi dove il lavoro gomito a gomito ebbe momenti catalizzanti, specie dopo l’inserimento nel gruppo di Rayper, per interessamento di D’Andrade.
Carlo Pittara
Rive della Senna, 1884
Olio su tela, 38x56 cm
Collezione privata
La compagine conobbe il periodo di maggior vitalità e di fulgore a cavallo del 1870, sino alla precoce morte di Rayper nel 1873, seguita da uno stillicidio di abbandoni alla fine del decennio: Avondo, D’Andrade, Pastoris e Bertea, variamente e progressivamente attratti dal restauro e dallo studio dei monumenti del Medioevo pedemontano; lo stesso Pittara, che ritroviamo a Roma nel 1877 e a Parigi dopo il 1880, tornerà a Rivara solo per qualche mese ogni anno; Carpanetto e Dalbesio furono inclini come lo stesso Pittara, alle fascinazioni parigine della sintassi pittorica di De Nittis e Boldini.
Giovanni Battista Carpanetto
Intimità, 1892
Olio su tavola, 32,5x48 cm
Collezione privata
Valorizzata in primis dal poeta Giovanni Camerana, poi dai critici Emilio Zanzi, Marziano Bernardi e in ultimo e autorevolmente da Roberto Longhi, l’importanza della cosiddetta Scuola di Rivara era già stata riconosciuta da Telemaco Signorini che, tuttavia, dimenticò Pittara per sottolineare il ruolo innovatore di Ernesto Rayper, indubbiamente la figura più dotata del gruppo. Anche se Carlo Pittara fu il più produttivo e vario, passando dal realismo, alla finezza del linguaggio denittisiano, fino alle dolci eleganze di un dettato più narrativo.
Francesco Romero
Una via di Rivara, 1896
Olio su tavola, 45x30,8 cm
Collezione privata
A questa “epopea” tardo-ottocentesca, che accantonò la ridondanza della pittura di storia e i ritardi di gusto dell’insegnamento accademico in favore di un’espressione gioviale e sincera della realtà, la “verde” Rivara ha legato per sempre il proprio nome sostenendo una pacifica, osteggiata a lungo ma definitiva “rivoluzione” che ha segnato l’attualità della pittura piemontese, ligure e, in parte, attraverso Gignous, lombarda del maturo Ottocento.
Per approfondire questi e altri argomenti intorno alla mostra, il Museo propone CONVERSAZIONI D’ARTE, ciclo di incontri con visita tematica a cura di Anna Maria Cavanna.

CARLO PITTARA E LA SCUOLA DI RIVARA
Un momento magico dell’Ottocento pedemontano

22 settembre 2016 – 12 febbraio 2017
Museo di Arti Decorative Accorsi – Ometto
V. Po, 55 - Torino
Orario: da martedì a venerdì 10 – 13 e 14 – 18; sabato e domenica 10– 13 e 14– 19. Lunedì chiuso
Info: tel. 011.837.688 int. 3; info@fondazioneaccorsi-ometto.it
www.fondazioneaccorsi-ometto.it