mercoledì 6 marzo 2024

TORINO VENEZIA E RITORNO

Gian Giorgio Massara

 
Ancora una volta Luciano Cappellari - che affida i propri sogni alle acque - è protagonista in un’importante manifestazione.
Si tratta di Venezia (palazzo Giovannelli, Campo San Stae): la città accoglie una sua opera che richiama “la memoria”; al pari di Giancarlo Ferraris, autore di un lavoro che s’impone. Maschere di Carnevale cioè, inizialmente bianche, opere tutte legate alle Accademie di Belle Arti di Torino, Milano, Genova.
Il coordinamento dell’attento e anche faticoso lavoro è dovuto alle Associazioni “Arte in ogni dove” e ALA, Associazione questa voluta da colleghi ed ex allievi del Primo Liceo Artistico di Torino ove abbiamo trascorso metà della nostra lunga esistenza lavorativa.¹
Indossare una maschera significa vivere l’illusione, assumere una seconda identità; e sono tanti gli artisti partiti per Venezia che indossano maschere, ora ben giocate sul colore (E. Bersezio, C. Mantovani, F. Montà, P. Pastura), aeree o poetiche (T. Canfari e E. Donetti), invase dalla luce (Marienzo e L. Bastia).

Preziosa è la maschera creata da M. Focone, legata alla storia della Rinascenza l’opera di Massimo Ghiotti, naturalistica quella di Maté ed enigmatica la scultura di M. R. Benso.
È pervasa da raffinati segni la maschera di E. Monaco, mentre Mariella Bogliacino ed Enzo Sciavolino avvolgono nel mistero la propria presenza al Carnevale.
S. Beccaria inventa una chioma naturalistica, L. Caprioglio e Mauro Chessa giocano con lo splendore degli ori, mentre G. Durazzo traduce la storia del Carnevale in una contemporanea forma.
È F. Febbraro a isolare la scultura nello spazio, al pari di C. Giuliano e S. Grandi che propongono maschere appena “smesse” dopo la sfilata.
Concludono la Rassegna la fantasiosa C. Siccardi, E. Torrieri e la maschera decorata a grandi zone di Hiromi Yamaguchi.
Cosa è inizialmente la maschera che appartiene all’antica commedia italica ma altresì alla Commedia dell’Arte animata a Venezia dai servi Brighella e Arlecchino? La personalità d’un “servo” ora furbo ora sciocco e di un padrone “magretto e tradizionalista” pronti entrambi a travestirsi; travestimento che riguarda anche quelle maschere create per
ingannare le donne con piacevoli e alquanto
fallaci sembianze”. (G. Sormani)

1. Cento maschere sono già state esposte nell’Ecomuseo del Freidano di Settimo Torinese.