giovedì 15 febbraio 2018

UN MISTERO SVELATO. IL RITRATTO DI MASSIMO D’AZEGLIO

Giuseppe Molteni (Affori, Mi 1800 – Milano, 1867)
Ritratto di Massimo d’Azeglio (Ritratto d’uomo), 1835
olio su tela, 50,5 x 43,5 cm
Acquisto Fondazione Guido ed Ettore De Fornaris, 2016
Torino, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea
Nata da un lavoro di ricerca condotto su fonti e documenti d’archivio, questa piccola quanto preziosa mostra, offre l’occasione per scoprire il lavoro di indagine volto a ricostruire la storia di un'opera e a comprenderne il significato nella cultura del suo tempo. Ne è protagonista il dipinto sinora noto come Autoritratto di Massimo d’Azeglio acquistato nell’estate del 2016 dalla Fondazione Guido ed Ettore De Fornaris per le collezioni della GAM.
L’acquisto ha posto le basi dello studio che permette ora di rispondere a diverse domande, a partire dalla più ovvia: si tratta di un Autoritratto o piuttosto di un Ritratto? E se è così, chi ne è l’autore? Per chi fu eseguito? A quale tipo di gusto collezionistico appartiene? Quando fu presentato per la prima volta? Cosa ci restituisce della cultura del suo tempo?
L'allestimento invita il visitatore a ripercorrere le fasi cruciali della ricerca, presentando venti capolavori della cultura figurativa romantica, di cui almeno dieci mai esposti a Torino, insieme a fotografie d’epoca, manoscritti e documenti originali.
Allestimento mostra
(In primo piano: Alessandro Puttinati (Verona, 1801 – Milano,1872)
Massimo Tapparelli d’Azeglio, 1835
Gesso, 41,3 x 13,5 x 18 cm
Torino, GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea)
La paternità può essere oggi ascritta a Giuseppe Molteni (1800-1867), uno dei maggiori ritrattisti della Milano romantica, che fu legato da un rapporto di stretta e duratura amicizia con Massimo d’Azeglio (1798 - 1866). Dopo un lungo soggiorno a Roma, d’Azeglio era tornato a Torino nel 1829 per trasferirsi definitivamente a Milano nel marzo del 1831. Poco dopo il suo arrivo l’artista chiedeva la mano della primogenita di Alessandro Manzoni, Giulia, che avrebbe sposato nel maggio del 1831. Accanto ad un sincero affetto, d’Azeglio non trascurava i benefici che potevano derivare alla sua carriera dall’appartenenza ad una delle famiglie culturalmente più in vista della città. Quello stesso anno egli si presentava con successo all’esposizione di Belle Arti di Brera, ponendo le basi per consolidare la sua affermazione artistica.
Francesco Gonin (Torino, 1808 – Giaveno, To 1889)
Interno dello studio di Molteni a Milano, con il pittore Massimo d'Azeglio, 1835
acquerello su carta, 370 x 440 mm
Firenze, Collezione privata
A quel felice periodo corrisponde la selezione delle opere in mostra, che si concentra su dipinti realizzati entro gli anni 1831-1836, periodo che vide una singolare collaborazione tra d’Azeglio e Molteni sul piano artistico e commerciale.
Lo testimonia un interessante acquerello di Francesco Gonin, realizzato a Milano nello stesso 1835, che raffigura d’Azeglio intento a dipingere nell’ampio e confortevole atelier di Giuseppe Molteni: sul cavalletto si riconosce la grande tela Bradamante che combatte col mago Atlante per liberar Ruggero dal castello incantato, che avrebbe presentato a Brera quello stesso anno. Tra le tele poste sullo sfondo è riconoscibile il grande Ritratto di Alessandro Manzoni, pervaso di impeto romantico, realizzato a quattro mani da due artisti (Molteni per la figura, d’Azeglio per lo sfondo che rievoca le sponde del lago di Como), ma che Manzoni non permise mai di esporre.
Giuseppe Molteni (Affori, MI 1800 – Milano, 1867)
Quadro di famiglia Belgiojoso, 1831
olio su tela, 250 x 180 cm
Merate, Collezione privata
Questa tela, raramente concessa in prestito per la sua fragilità, si affianca in mostra a un altro capolavoro, per la prima volta esposto a Torino: si tratta del monumentale Ritratto della famiglia Belgiojoso realizzato da Molteni ed esposto a Brera in quello stesso 1831; un dipinto di grande interesse poiché rinnova l’impianto tradizionale del ritratto di famiglia e che qui assume un particolare rilievo essendo intimamente legato ai suoi committenti.
Massimo d’Azeglio (Torino, 1798 – 1866)
La morte del conte Josselin di Montmorency, 1825
olio su tela, 149 x 202,4 cm
Torino, GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea
Il Ritratto di Massimo d’Azeglio dipinto da Giuseppe Molteni offre quindi lo spunto per ripercorrere un momento centrale nella carriera dei due artisti. Attraverso l’intensità dello sguardo il ritratto restituisce tutto il fascino di un artista maturo - d’Azeglio aveva compiuto 37 anni - che aveva ormai assunto a Milano un indiscutibile ruolo di primo piano. Con effetto attentamente studiato, la figura si staglia sullo sfondo che trascolora dall’arancio all’azzurro creando una sorta di icona dell’artista romantico. Altrettanto interessante è la scelta di rappresentarlo non con pennello e tavolozza, o all’interno dello studio, ma esaltandone le doti intellettuali, soluzione calzante per un d’Azeglio già autorevolmente affermato nella pittura e nella scrittura.

Paolo Toschi
La disfida di Barletta dal dipinto di Massimo d’Azeglio
Acquaforte,
Torino, Collezione privata
La cura della mostra è affidata a Virginia Bertone, conservatore capo della GAM, che alla figura di Massimo d’Azeglio ha dedicato diversi studi e che è stata la responsabile dell’ampia campagna di studio condotta sul fondo d’Azeglio conservato nelle collezioni della GAM (266 dipinti e 28 album che contengono oltre 1300 disegni). Ad affiancarla è Alessandro Botta, dottorando in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università di Udine, che in questa occasione si è concentrato sulla ricerca di fonti e documenti coevi.
Il catalogo Silvana Editoriale prosegue la tradizione degli studi scientifici che nel tempo hanno accompagnato la prestigiosa raccolta della Fondazione De Fornaris, finalizzata ad arricchire le raccolte della GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino.

UN MISTERO SVELATO
IL RITRATTO DI MASSIMO D’AZEGLIO

Dal 29 novembre 2017 al 25 febbraio 2018
GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea
Wunderkammer

Via Magenta, 31 - 10128 Torino
Orario: da martedì a domenica: 10 - 18, lunedì chiuso. La biglietteria chiude un’ora prima.
Per informazioni: t. +39 011.4429518; +39 011.4436907; gam@fondazionetorinomusei.it  www.gamtorino.it