giovedì 15 marzo 2018

"ANCHE UN ANNO PER ESEGUIRE UN METRO QUADRO"*

di Gian Giorgio Massara


L'Estampe - art director Emanuele Cardellino - propone una mostra raffinata e inusuale dedicata ai disegni preparatori per arazzi eseguiti da accorti peintres cartonnier; le opere provengono dal centro AlVy  - Cartons de Tapisserie (con sedi ad Aubusson e Vicenza).
Si tratta del presupposto per la realizzazione di arazzi a "basso liccio" - come a Bruxelles - vale a dire con il modello decorato posto al di sotto del telaio, in piano, anziché in modo verticale come accade per i Gobelins.
Il veder realizzare gli arazzi, anche su modelli d'arte contemporanea come accadeva ad Asti, significa vivere una sorta di "fiaba che coglie il raffinato gusto per il bello" (Silva Menetto).
I soggetti - anche delle opere esposte - sono lieti: castelli e fiumi, paesaggi boschivi, verzure, scene mitologiche o galanti.

Storia antica, quella dell'arazzo, che s’avvia nel secolo XVI quando le corti amavano arricchire i saloni delle residenze con grandiosi drappi tessuti posti, per lo più, al di sotto di una cornice decorata ad affresco. In ultimo, anche per non disperdere troppo il calore dei monumentali camini.
La galleria L'Estampe, che tratta sia l'arte antica che quella moderna, ha fatto assai bene a invitare a Torino i titolari di AlVy poiché ha offerto a studiosi e collezionisti la possibilità di assistere virtualmente alla creazione di un arazzo. La Francia probabilmente istituirà un museo al fine di esporre raffinati manufatti, ma anche i cartons de tapisserie, il cui utilizzo è comune ai preziosi "cartoni" (per dipinti) custoditi nella Pinacoteca dell'Accademia Albertina.


I DIPINTI NASCOSTI DI AUBUSSON
Sei secoli di Arte Contemporanea

Dall’8 al 18 marzo 2018
Galleria L'Estampe
Via dei Mercanti 3/G - Torino
Orario: dal martedì al sabato 10-13 e 15,30-19
t. 011 5612801
www.gallerialestampe.com

*(Rizzoli, 2007)

martedì 13 marzo 2018

FANTASY NELLA LETTERATURA PER RAGAZZI

La Fondazione Tancredi di Barolo, in collaborazione con il Dipartimento di Studi Linguistici e Comparati dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, presenta una conferenza dedicata a due studi critici sulla letteratura italiana per l’infanzia editi nel 2017.

Programma:
h 17.00 Apertura della conferenza e saluti di benvenuto
Andrea Angeli, Opera Barolo

  h 17.15 - Presentazione del volume
Il Pinocchio di Carlo Collodi e le sue riscritture in Italia e in Inghilterra
di Elena Paruolo (Roma, Ed. Aracne, 2017)
Intervengono: Elena Paruolo (Università di Salerno) e Mariangela Mosca (Università di Torino)


h 18.00 - "Le attività di ricerca ed espositive relative a Pinocchio
della Fondazione Tancredi di Barolo" - Pompeo Vagliani

h 18.15 - Presentazione del volume
Un fantasy tutto italiano. Le declinazioni del fantastico
nella letteratura italiana per l’infanzia dall’Unità al XXI secolo

di Lindsay Myers (Pisa, Edizioni ETS, 2017)
Intervengono: Lindsay Myers (Galway University) e Laura Tosi (Università Ca’ Foscari di Venezia)


Ingresso libero fino a esaurimento posti.


FANTASY NELLA LETTERATURA PER RAGAZZI
TRA LE TRADIZIONI CRITICHE ITALIANA E ANGLOSASSONE
Martedì 20 marzo 2018, h 17.00
Salone d’Onore di Palazzo Barolo
Via Corte d’Appello 20/C - Torino
Per informazioni contattare il Coordinamento Attività Didattiche:

lunedì 19 febbraio 2018

DALLA CINA CON AMORE

di Gian Giorgio Massara
 
Landscape
2014
acrilico e tessuto su carta, cm 50x40
Zhang Hongmei insegna all'Accademia di Belle Arti di Shandong. La Galleria PIRRA - in collaborazione con Vincenzo Sanfo e "Diffusione Italia International Group" - offre a questa signora una raffinata mostra che recupera la cultura del passato attualizzandola.

Seal
2011
acrilico su tela, cm 50x100
Convincenti sono opere quali Seal (2011) al cui centro compare una figurina considerata di buon auspicio, Chinese Chaos con un grande ideogramma disegnato fra valori desunti dai movimenti astratti, Calligraphyc da intendersi quale omaggio alla scrittura orientale.

Chinese Chaos
2012
acrilico e tessuto su tela, cm 100x80
Ma gli essenziali paesaggi (acrilico e tessuto su tela) maggiormente attraggono il pubblico poiché sono da considerarsi parte di un racconto antico composto da una miriade di isolette campite su fondo chiaro: i brandelli cromatici che volteggiano nel cielo rompono il silenzio in una serie di opere d'indiscussa suggestione.

Calligraphyc
2012
acrilico su tela, cm 100x100
Talvolta il paesaggio si àncora alla Madre Terra mediante promontori che riportano alla realtà; il vivere la realtà di una signora giunta dalla lontana Cina che recentemente ha esposto a Barolo in occasione di "Collisioni", a Sordevolo ove ha realizzato ben dodici tele legate al tema della Passione, al parigino Centre Pompidou e alla Biennale di Venezia (edizione 2015) nell'ambito del "Friendship Project China". Infine, l'installazione Urban Colours and Xi'An Warriors (venti volti colorati contrapposti alle colonne del loggiato) è stata appena inaugurata nel cortile del Rettorato dell'Università di Torino.

Color Xi'An
2016
Tessuto incollato su bronzo, cm 37
Ma la fantasiosa passione per l'arte di Zhang Hongmei si realizza ancora nell'adagiare su bronzei vasi oppure su ceramiche tessuti colorati e dipinti con i segni del Sol Levante; Color Xi'An, ad esempio.
Dopo tante mostre dedicate ai pittori russi, la Galleria PIRRA s'è spinta verso una terra lontana dal nostro essere, terra che un'artista trasfigura nel colore.

ZHANG HONGMEI
Mental landscapes

Dal 9 al 25 febbraio 2018
Galleria d'Arte Pirra
C.so Vittorio Emanuele II, 82 - 10121 Torino
Orari: da lunedì a sabato 9,30-12,30; 15,30-19,30. Aperti domenica mattina
t. 011543393; info@galleriapirra.it
www.galleriapirra.it

ZHANG HONGMEI
Urban Colours and Xi'An Warriors
Dal 16 febbraio al 30 marzo 2018
Università di Torino - Cortile del Rettorato
Via Verdi, 8 / Via Po, 17
Orario: dal lunedì al venerdì 9 - 19

giovedì 15 febbraio 2018

ODISSEE


Palazzo Madama ospita nella Corte Medievale, fino al 19 febbraio 2018, la mostra Odissee. Diaspore, invasioni, migrazioni, viaggi e pellegrinaggi, ideata dal direttore Guido Curto e curata insieme agli storici dell’arte del museo. Dodici sezioni illustrano il cammino dell’umanità sulla Terra con circa cento opere - provenienti dalle raccolte di Palazzo Madama, da vari musei locali e nazionali - e con grandi carte geografiche elaborate appositamente da Libreria Geografica, editrice anche del catalogo.
La mostra prende il via dal lento processo di diffusione della specie umana iniziato 60-70.000 anni fa dall’Africa verso gli altri continenti, favorito dall'impulso all’esplorazione di eroi e popoli, ben rappresentato nei racconti dell’Odissea.
Dopo un focus sulla diaspora ebraica, dall’antichità al XIX secolo d.C., il tema del viaggio si rivolge alla rapida espansione dell’Impero Romano lungo le vie consolari e al suo conseguente declino dovuto alle invasioni di popolazioni germaniche e asiatiche. Alcuni reperti di arte ostrogota e longobarda rinvenuti in territorio piemontese testimoniano l’immissione di tradizioni e stili di vita nuovi che contribuiranno nei secoli a definire l’identità europea.
Significativo è il confronto fra la cultura islamica e le élites europee avvenuto durante le Crociate. Comune a tutti i tempi e a tutte le religioni è la pratica del pellegrinaggio, che porta ogni anno milioni di persone a cercare un contatto diretto con il sacro. Il racconto prosegue con le esplorazioni verso l’Africa, fino alla scoperta dell’America e alla successiva colonizzazione di nuovi territori da parte delle potenze europee. Gli oggetti in vetro provenienti dal Museo dell’arte vetraria di Altare (Savona) e un pianoforte meccanico di inizio Novecento dal Musée Savoisien di Chambéry, fanno invece riferimento all'emigrazione di cittadini italiani tra Otto e Novecento, i quali esportarono competenze professionali importanti per lo sviluppo economico e culturale dei loro Paesi d’adozione.
Il percorso si conclude con un accenno alle migrazioni di oggi, rappresentate da Love Difference, opera di Michelangelo Pistoletto, emblematica del viaggio nel corso secoli.
Fra le iniziative rivolte al pubblico si segnalano l'incontro con Cristina Mossetti e Baruch Lampronti "L'arredo cerimoniale nell’ebraismo di Sette e Ottocento", lunedì 12 febbraio alle ore 17.30, e "In viaggio", riflessione sul tema con Franco Cardini, mercoledì 21 febbraio alle 17,30 (ingresso libero).

ODISSEE
Diaspore, invasioni, migrazioni, viaggi e pellegrinaggi

Dal 16 novembre 2017 al 19 febbraio 2018
Palazzo Madama - Corte Medievale
Piazza Castello - Torino
Orario: lunedì-domenica 10.00-18.00, chiuso il martedì. La biglietteria chiude 1 ora prima
www.palazzomadamatorino.it

UN MISTERO SVELATO. IL RITRATTO DI MASSIMO D’AZEGLIO

Giuseppe Molteni (Affori, Mi 1800 – Milano, 1867)
Ritratto di Massimo d’Azeglio (Ritratto d’uomo), 1835
olio su tela, 50,5 x 43,5 cm
Acquisto Fondazione Guido ed Ettore De Fornaris, 2016
Torino, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea
Nata da un lavoro di ricerca condotto su fonti e documenti d’archivio, questa piccola quanto preziosa mostra, offre l’occasione per scoprire il lavoro di indagine volto a ricostruire la storia di un'opera e a comprenderne il significato nella cultura del suo tempo. Ne è protagonista il dipinto sinora noto come Autoritratto di Massimo d’Azeglio acquistato nell’estate del 2016 dalla Fondazione Guido ed Ettore De Fornaris per le collezioni della GAM.
L’acquisto ha posto le basi dello studio che permette ora di rispondere a diverse domande, a partire dalla più ovvia: si tratta di un Autoritratto o piuttosto di un Ritratto? E se è così, chi ne è l’autore? Per chi fu eseguito? A quale tipo di gusto collezionistico appartiene? Quando fu presentato per la prima volta? Cosa ci restituisce della cultura del suo tempo?
L'allestimento invita il visitatore a ripercorrere le fasi cruciali della ricerca, presentando venti capolavori della cultura figurativa romantica, di cui almeno dieci mai esposti a Torino, insieme a fotografie d’epoca, manoscritti e documenti originali.
Allestimento mostra
(In primo piano: Alessandro Puttinati (Verona, 1801 – Milano,1872)
Massimo Tapparelli d’Azeglio, 1835
Gesso, 41,3 x 13,5 x 18 cm
Torino, GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea)
La paternità può essere oggi ascritta a Giuseppe Molteni (1800-1867), uno dei maggiori ritrattisti della Milano romantica, che fu legato da un rapporto di stretta e duratura amicizia con Massimo d’Azeglio (1798 - 1866). Dopo un lungo soggiorno a Roma, d’Azeglio era tornato a Torino nel 1829 per trasferirsi definitivamente a Milano nel marzo del 1831. Poco dopo il suo arrivo l’artista chiedeva la mano della primogenita di Alessandro Manzoni, Giulia, che avrebbe sposato nel maggio del 1831. Accanto ad un sincero affetto, d’Azeglio non trascurava i benefici che potevano derivare alla sua carriera dall’appartenenza ad una delle famiglie culturalmente più in vista della città. Quello stesso anno egli si presentava con successo all’esposizione di Belle Arti di Brera, ponendo le basi per consolidare la sua affermazione artistica.
Francesco Gonin (Torino, 1808 – Giaveno, To 1889)
Interno dello studio di Molteni a Milano, con il pittore Massimo d'Azeglio, 1835
acquerello su carta, 370 x 440 mm
Firenze, Collezione privata
A quel felice periodo corrisponde la selezione delle opere in mostra, che si concentra su dipinti realizzati entro gli anni 1831-1836, periodo che vide una singolare collaborazione tra d’Azeglio e Molteni sul piano artistico e commerciale.
Lo testimonia un interessante acquerello di Francesco Gonin, realizzato a Milano nello stesso 1835, che raffigura d’Azeglio intento a dipingere nell’ampio e confortevole atelier di Giuseppe Molteni: sul cavalletto si riconosce la grande tela Bradamante che combatte col mago Atlante per liberar Ruggero dal castello incantato, che avrebbe presentato a Brera quello stesso anno. Tra le tele poste sullo sfondo è riconoscibile il grande Ritratto di Alessandro Manzoni, pervaso di impeto romantico, realizzato a quattro mani da due artisti (Molteni per la figura, d’Azeglio per lo sfondo che rievoca le sponde del lago di Como), ma che Manzoni non permise mai di esporre.
Giuseppe Molteni (Affori, MI 1800 – Milano, 1867)
Quadro di famiglia Belgiojoso, 1831
olio su tela, 250 x 180 cm
Merate, Collezione privata
Questa tela, raramente concessa in prestito per la sua fragilità, si affianca in mostra a un altro capolavoro, per la prima volta esposto a Torino: si tratta del monumentale Ritratto della famiglia Belgiojoso realizzato da Molteni ed esposto a Brera in quello stesso 1831; un dipinto di grande interesse poiché rinnova l’impianto tradizionale del ritratto di famiglia e che qui assume un particolare rilievo essendo intimamente legato ai suoi committenti.
Massimo d’Azeglio (Torino, 1798 – 1866)
La morte del conte Josselin di Montmorency, 1825
olio su tela, 149 x 202,4 cm
Torino, GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea
Il Ritratto di Massimo d’Azeglio dipinto da Giuseppe Molteni offre quindi lo spunto per ripercorrere un momento centrale nella carriera dei due artisti. Attraverso l’intensità dello sguardo il ritratto restituisce tutto il fascino di un artista maturo - d’Azeglio aveva compiuto 37 anni - che aveva ormai assunto a Milano un indiscutibile ruolo di primo piano. Con effetto attentamente studiato, la figura si staglia sullo sfondo che trascolora dall’arancio all’azzurro creando una sorta di icona dell’artista romantico. Altrettanto interessante è la scelta di rappresentarlo non con pennello e tavolozza, o all’interno dello studio, ma esaltandone le doti intellettuali, soluzione calzante per un d’Azeglio già autorevolmente affermato nella pittura e nella scrittura.

Paolo Toschi
La disfida di Barletta dal dipinto di Massimo d’Azeglio
Acquaforte,
Torino, Collezione privata
La cura della mostra è affidata a Virginia Bertone, conservatore capo della GAM, che alla figura di Massimo d’Azeglio ha dedicato diversi studi e che è stata la responsabile dell’ampia campagna di studio condotta sul fondo d’Azeglio conservato nelle collezioni della GAM (266 dipinti e 28 album che contengono oltre 1300 disegni). Ad affiancarla è Alessandro Botta, dottorando in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università di Udine, che in questa occasione si è concentrato sulla ricerca di fonti e documenti coevi.
Il catalogo Silvana Editoriale prosegue la tradizione degli studi scientifici che nel tempo hanno accompagnato la prestigiosa raccolta della Fondazione De Fornaris, finalizzata ad arricchire le raccolte della GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino.

UN MISTERO SVELATO
IL RITRATTO DI MASSIMO D’AZEGLIO

Dal 29 novembre 2017 al 25 febbraio 2018
GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea
Wunderkammer

Via Magenta, 31 - 10128 Torino
Orario: da martedì a domenica: 10 - 18, lunedì chiuso. La biglietteria chiude un’ora prima.
Per informazioni: t. +39 011.4429518; +39 011.4436907; gam@fondazionetorinomusei.it  www.gamtorino.it