mercoledì 19 novembre 2025

FERRARA E RAVENNA NEL SEGNO DI CHAGALL


Al Palazzo dei Diamanti di Ferrara, fino all’8 febbraio 2026, Chagall, testimone del suo tempo racconta in maniera esemplare – attraverso 200 opere – come l’artista, straordinario narratore sospeso tra il reale e il fiabesco, sia stato capace di trasformare l’esperienza personale in una profonda riflessione condivisa e di farsi cantore della bellezza e della gioia di vivere.

www.palazzodiamanti.it

Al MAR di Ravenna, fino al 18 gennaio 2026, è in scena Marc Chagall in mosaico. Dal progetto all’opera, una mostra che esplora il legame tra la poetica dell’artista e l’arte musiva, con una selezione di opere, bozzetti e studi che raccontano l’incontro tra colore, materia e spiritualità.

www.mar.ra.it

MUNCH. LA RIVOLUZIONE ESPRESSIONISTA

Two Old Men
Edvard Munch
Two Old Men, 1910, olio su tela
Collezione Prins Eugens Waldemarsudde- Stoccolma
La mostra MUNCH. La rivoluzione espressionista, ospitata nelle sale espositive al terzo piano del Centro Culturale Candiani, costituisce un viaggio attraverso le collezioni civiche della Galleria Internazionale d’Arte Moderna, dove sono conservate quattro opere grafiche di Edvard Munch (Loten 1863 – Oslo 1944): Angoscia, L’urna, La fanciulla e la morte, Ceneri.
Tanti i  legami del norvegese con autori, artisti, letterati contemporanei – Ibsen fra tutti, di cui illustra le opere teatrali - e con la cultura mitteleuropea assimilata nei soggiorni a Parigi, in Germania, in Belgio, in Italia, nell'Europa del Salon des Refusées, dei Secessionisti.

La lezione di Munch riverbera nella disillusione di Otto Dix e Max Beckmann , nell'orrore del male sviscerato da Musil, Guttuso, Vedova, per giungere alle soluzioni concettuali di Marina Abramović, Tony Oursler e Shirin Neshat. Un'ampia panoramica in sette sezioni attraverso le vicende artistiche del Novecento, che con altre mostre temporanee culminerà nel museo permanente di prossima realizzazione all'interno del Centro Culturale Candiani.

MUNCH. La rivoluzione espressionista
30 Ottobre 2025 - 01 Marzo 2026
Centro Culturale Candiani
Piazzale Candiani, 7 - Venezia Mestre
Orario: da martedì a domenica ore 10-19. Giorno di chiusura: lunedì.
Ingresso gratuito previa registrazione previa compilazione modulo online.

martedì 18 novembre 2025

LA BIBBIA ISTORIATA PADOVANA

Rovigo, Biblioteca dell'Accademia dei Concordi di Rovigo, ms212
Ritorna a Padova, sia pure per il breve spazio di una mostra, la “Bibbia Istoriata Padovana”, manoscritto miniato di epoca trecentesca, opera di artisti operanti presso la Corte dei da Carrara, Signori della città sino al 1405.
Caduta la Signoria, quando Padova entra nella Serenissima Repubblica di Venezia, della Bibbia Istoriata si perdono le tracce. Due porzioni staccate giunsero sul mercato forse in epoca sette-ottocentesca. Una venne acquisita dalla potente famiglia rodigina dei Silvestri, che la legarono all’Accademia dei Concordi; la seconda porzione (c.d. Bibbia Sussex) giunse attraverso il Duca di Sussex alla British Library, dove attualmente è conservata. Di eventuali ulteriori parti del manoscritto miniato non c’è, ad oggi, traccia.
London, British Library
La Bibbia riunita per iniziativa della Fondazione Cariparo è esposta nel Salone dei Vescovi del Museo Diocesano, accanto al Battistero della Cattedrale, tesoro dell’Urbs Picta patavina dichiarato patrimonio Unesco dell'umanità.
A rendere unica la Bibbia Istoriata Padovana è il suo corredo di miniature cui rimanda il motto ricorrente “Como qui si è depento”. Il racconto biblico è scritto in volgare con inflessioni venete e padovane, una rarità fra i più diffusi testi in lingua latina.
Il manoscritto di Rovigo contiene l’incipit della Genesi, oltre alla storia di Ruth, quello londinese riporta la parte centrale del Pentateuco (Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio) e il libro di Giosuè.
Della Bibbia Sussex sono conservate 86 carte illustrate, impreziosite da 529 immagini miniate. Una improvvida rifilatura dei fogli, avvenuta in un momento sconosciuto, si è portata via una parte della numerazione delle pagine e delle note. I fogli londinesi si presentano racchiusi da una legatura blu e oro ottocentesca, con stemma reale.
Padova, Battistero del Duomo, Creazione del Cielo e della Terra
“Le illustrazioni della Bibbia Padovana dimostrano di guardare ai grandi cicli pittorici che Giotto, Altichiero, Giusto de’ Menabuoi avevano realizzato per i Carraresi e per le potenti comunità religiose della città, secondo uno stile particolarmente sobrio e realistico” sottolinea Alessia Vedova, curatrice della mostra. Sono gli anni in cui la città accoglie anche il maggiore poeta del momento, Francesco Petrarca, ad indicare un ambiente culturale tra i più elevati del continente.
Il cospicuo patrimonio del Museo Diocesano, diretto da Andrea Nante,  comprende opere di rilevo dal Medioevo a Canova e consente di visitare, con lo stesso biglietto di ingresso, il Battistero della Cattedrale unitamente al ciclo di affreschi di Giusto de’ Menabuoi, le cui scene dipinte, specie nel tamburo della cupola, furono modelli iconografici per la Bibbia.

LA BIBBIA ISTORIATA PADOVANA
La città e i suoi affreschi
Dal 17 ottobre 2025 al 19 aprile 2026
Padova, Salone dei Vescovi del Museo Diocesano
Piazza Duomo, 12 - Padova
Orario: lunedì 14 - 18 (ultimo ingresso alle ore 17); dal martedì alla domenica 10 - 13 (ultimo ingresso alle ore 12) e 14 - 18 (ultimo ingresso alle ore 17).
t. 049 82 26 159; info@museodiocesanopadova.it
https://www.museodiocesanopadova.it/

Ogni edizione di INSERTO — il programma curatoriale dellArchivio Gribaudo, inaugurato nel 2024 — è un invito a esplorare, insieme ad artisti, poeti, curatori, graphic designer e scrittori, un frammento del vasto universo di Ezio Gribaudo (1929-2022).
Per questa nuova edizione, Anne Bourse (1982) e Benjamin Seror (1979), compagni di lunga data, propongono Chanson Nouvelle, una fiction di forme e canzoni, in accordo con lo spirito dialettico dell’artista ed editore torinese.
Nelle sere d’inverno sulle Alpi e durante il giorno nello studio di Via Biamonti Ezio ascoltava musica jazz e brani radiofonici, di certo motivi ispiratori della sua immaginifica attività.

Negli anni sperimentali Anne cantava e registrava senza alcuna formazione musicale, armeggiando sul suo registratore a quattro piste, mentre Benjamin lanciava l' etichetta indipendente Drame orage.
Oggi Anne Bourse crea finti magazine in carta bianca di recupero rilegata grossolanamente dove campeggiano poesie sfocate, canzoni arenate, abbinate a fotografie o disegni rielaborati graficamente. A queste e ad altre opere, definibili “finzioni concrete”, Benjamin Seror dà forma attraverso le sue partiture musicali.


Anche Gribaudo, disegnava instancabilmente nei menabò vuoti dei libri — bozze preliminari create prima della stampa, mentre lavorava  come editore per Edizione Fratelli Pozzo e Le Grandi Monografie Fabbri — che riciclava, dando loro così una seconda vita.
Musica, testi e immagini assumono in questo modo una consistenza plastica e le voci di Gribaudo, Bourse e Seror creano inedite polifonie capaci di dar voce a un suono fugace o di rendere visibile ciò che all'occhio distratto resta invisibile.

Chanson Nouvelle
Anne Bourse & Benjamin Seror
a cura di Lilou Vidal
Dal 31 ottobre 2025 al 31 gennaio 2026
Archivio Gribaudo
Via Biamonti, 15 B - 10131 Torino
Tel. + 39 011 819 32 51

lunedì 17 novembre 2025

ANTONIO BEATO. RITORNO A VENEZIA

Abu Simbel. Facciata del Tempio di Ramses II (Grande Tempio)
Antonio Beato
Abu Simbel. Facciata del Tempio di Ramses II (Grande Tempio)
1870/1888
Stampa all’albumina
20 x 26 cm
Fondazione Musei Civici di Venezia - Museo Fortuny
A quasi duecento anni dalla nascita di Antonio Beato (ca. 1835–1905/1906), il Museo Fortuny di Venezia rende omaggio a uno dei protagonisti più significativi della fotografia ottocentesca.
Il percorso, articolato in quattro sezioni, descrive i primi viaggi attraverso Il Mediterraneo compiuti insieme al cognato James Robertson tra il 1854 e il 1857, mostra il reportage su Le guerre  in Crimea e in India realizzato tra il 1855 e il 1859 con il fratello Felice Beato e James Robertson e procede fino a Gli anni egiziani, compresi fra il 1860 e il 1905, con gli scatti di Luxor, Abu Simbel, Il Cairo e Giza, accostati a immagini analoghe di Pascal Sébah,  Félix Bonfils e all'emblematica piramide di Cheope immortalata da Lee Miller nel 1938.
Giza. Le piramidi viste da nord-est
Pascal Sébah
Giza. Le piramidi viste da nord-est
1875 (1860-1862 (?))
Stampa all’albumina
20,1 x 25,7 cm
Fondazione Musei Civici di Venezia - Museo Fortuny
La quarta e ultima sezione, Dopo Beato, apre al dialogo con autori contemporanei attivi in Egitto, come Anthony Hamboussi, Paul Geday, Denis Dailleux e Bryony Dunne.
Completa quest'ultima parte la piccola sala laterale con volti, mercati e scene quotidiane tratti dall’oasi di El-Fayyum, dal sito di Abu Simbel e dalla città di Wadi Halfa, visti da Mariano Fortuny e Henriette Nigrin nel 1938, determinanti per l’arte tessile di Fortuny, che reinterpretò motivi decorativi egizi nei suoi celebri velluti stampati.
Chiude  il percorso una video-intervista a Italo Zannier, grande storico della fotografia.

ANTONIO BEATO. RITORNO A VENEZIA
Fotografie tra viaggio, architettura e paesaggio
Fino al 12 gennaio 2026
San Marco 3958 - 30124 Venezia 
Orario: 10.00 – 17.00 (ultimo ingresso ore 16.00). Chiuso il martedì.
t. +39 041 5200995