sabato 30 novembre 2013

IL MISTERO DELLE COSE

Sergio Saccomandi
Raccolto
Tecnica mista, cm 65 x 80
La Galleria Fogliato ospita fino all'8 dicembre la rassegna dedicata ai dipinti a tecnica mista e ai lavori di grafica di Sergio Saccomandi.
Nato a Torino nel 1946, diplomato all’Accademia Albertina di Belle Arti, allievo di Paulucci e Calandri, già titolare della Cattedra di Discipline Pittoriche presso il Liceo Artistico di Torino, Sergio Saccomandi attinge il suo immaginario dagli scenari naturalistici dei colli di Barbania nel Canavase, dove si trasferisce e 'inventa la sua vita' dal 1981. Le vedute campestri, i dettagli sulla fauna e gli animali da cortile, gli ortaggi che ricoprono le distese silenziose dei terreni, acquistano nelle sue composizioni una fisionomia letteraria. La parola, la cadenza narrativa, si fanno immagine e trggono ulteriore ispirazione dal mondo dello spettacolo, che l’autore frequenta da tempo come regista, attore e scenografo, ottenendo negli anni soddisfazioni professionali e consenso di pubblico.
Sergio Saccomandi
Notturno
Tecnica mista, cm 90 x 115
E' proprio la familiarità con la drammaturgia e in particolare con il teatro dell'assurdo di Eugène Ionesco ad apportare alla pittura di Saccomandi una voce fuori campo, interpellata sulle grandi questioni che da sempre coinvolgono l'essere umano e la sua condizione esistenziale nel mondo. Come in una delle più celebri pièce di Ionesco, "Le sedie", esplicitamente evocata dalle sedute scarlatte che spesso campeggiano sulle grandi superfici, lo spettatore si ritrova in una dimensione metafisica, in bilico tra lo spazio vuoto del nero, gli scampoli saturi di bianco e i cumuli di oggetti quotidiani, a ‘rimbalzare da pausa a pausa’, a  ‘destarsi nella pienezza del vuoto’, a ‘perdersi per ritrovarsi’, secondo quanto dichiarato dal pittore stesso.
Sergio Saccomandi
Attesa
Tecnica mista, cm 80 x 120
Tutto questo giustifica il titolo dato alla mostra, "Il mistero delle cose", e rievoca un aspetto altrettanto importante nella ricerca pittorica e personale dell’autore. E’ il tema del sacro. Lo si individua nell’uso simbolico del colore, nella ieraticità dei soggetti e degli oggetti strappati alla loro banale inerzia, oppure, per altri aspetti, nel mistero divino racchiuso nel vivere quotidiano.  Raffigurazioni che, in modo emblematico, sono sintetizzate nell’effigie della Sindone, carica di rimandi mistici, religiosi ed escatologici, più volte rappresentata nelle opere grafiche, oggi in esposizione. E’ ancora l’autore a darci una definizione del mistero: "...innanzi alla Sindone, come all'infinito, è inevitabile il silenzio. La Sindone è infatti un rimando all'infinito, all'essere, al mistero...In questo tempo avvolto dall'apparenza urge recuperare il valore simbolico delle cose affinché lo spirito possa avere qualche sussulto, altrimenti le cose rimangono come puri beni da consumare. Le cose diventano divine e Dio diventa una cosa”.  
Sergio Saccomandi
Vedova allegra
Tecnica mista, cm 115 x 90
Il forte simbolismo è presente anche nelle procedure formali, dove il colore bianco del supporto sottostante, delle zone volutamente incompiute,  riveste pari importanza rispetto al disegno e ai colori e diventa parte integrante della composizione. Come una pausa musicale, un’ellissi retorica colma di aspettative, ‘origine responsabile del tutto’, il colore bianco, sintesi di tutti i colori, luce che irradia e dà forma alla materia, riassume la poetica di Saccomandi e la principale funzione del suo operare, che non vuole stupire, creare mondi illusori, ma invita l’osservatore a scavare con sé nel silenzio, nella certezza che 'dentro di noi ci sono ricchezze infinite'.

Il mistero delle cose
Mostra di Sergio Saccomandi
Dal 9 novembre all'8 dicembre 2013
Galleria Fogliato
Via Mazzini, 9 - 10123 Torino
Orari:  9,30-13/15-19,30; chiuso il lunedì e festivi
Tel. 011 887733; info@galleriafogliatotorino.com; www.galleriafogliatotorino.com

CHIOCCIOLA HELIX POMATIA

Chiocciola Helix pomatia
Le scienze naturali si raccontano a Palazzo Lascaris. Con le “Collezioni minime a Palazzo Lascaris” vengono esposti a rotazione interessanti reperti e volumi presenti nelle collezioni del Museo Regionale di Scienze Naturali che, presentati negli ambienti del Consiglio, faranno da “ambasciatori” della cultura scientifica in Piemonte. Il terzo appuntamento del Museo Regionale di Scienze Naturali presso la sede di Palazzo Lascaris - dopo quelli sulla felce lunaria e sul cranio dell’orso delle caverne - è con la chiocciola Helix pomatia, comunemente nota come chiocciola vignaiola ed escargot de Bourgogne. Presenta una conchiglia calcarea avvolta a spirale di 30-50 x 32-50 mm, un capo ben distinto con due paia di tentacoli retrattili e un piede a suola. Da sempre è utilizzata nella farmacopea popolare per la preparazione dello “sciroppo di lumaca”, lenitivo per la tosse e per le ulcere; diffusa in boschi, giardini, incolti e vigneti, dell' Italia settentrionale, vive anche a quote alpine elevate, per l'elevato pregio gastronomico  Helix pomatia  è inclusa nell’Allegato V della Direttiva Habitat come specie il cui prelievo in natura deve essere regolamentato. Fra le sagre che la vedono protagonista primeggia in Piemonte la storica Fiera fredda di Borgo San Dalmazzo (CN), che quest’anno si svolge dal 2 al 5 dicembre.
La DreamWorks Animation ne ha di recente accresciuto la notorietà, grazie al film Turbo, che racconta le avventure di una chiocciola da giardino con il sogno di diventare il pilota più veloce del mondo.

Chiocciola Helix pomatia
29 novembre 2013 –  27 gennaio 2014
Palazzo Lascaris
via Alfieri 15 - 10121 Torino
Orario: Lunedì - venerdì 10-18, sabato 10-12.30. Ingresso gratuito

mercoledì 27 novembre 2013

IL GUERRIERO GIAPPONESE ATTRAVERSO I SECOLI

In occasione della mostra “Spirito del Giappone. Fotografie di Suzanne Held” il MAO Museo d’Arte Orientale propone giovedì 28 novembre alle ore 18 un incontro dedicato alla figura del guerriero giapponese dal titolo IL GUERRIERO GIAPPONESE ATTRAVERSO I SECOLI, a cura di Massimo Soumaré, esperto della cultura del Sol Levante e della lingua giapponese.
I bushi, i guerrieri nipponici, si sono adattati ai mutamenti di armi, tecniche e strategia di guerra e hanno fatto propri complessi principi di origine buddhista e filosofici come lo Zen e arti raffinate quali la cerimonia del tè. Dai primi soldati che servivano i re di Yamato armati di spade dritte a doppio filo di origine continentale, si è passati ai samurai arcieri del XII secolo d. C. che utilizzavano il katana, una spada a lama curva e che durante le invasioni mongole (1274 e 1281) si trovarono a fronteggiare le prime granate della storia. Divenuti i samurai del Periodo degli Stati Combattenti (XV-XVI secolo) ed Edo (1603-1868), epoca in cui le regole etiche della classe dei guerrieri si sono cristallizzate, dall’antico concetto di bugei (arte marziale) si è giunti a partire dal XVI secolo alla definizione di bushidō (la via del guerriero).
Il loro pensiero ha permeato profondamente gli ideali del moderno esercito imperiale della prima metà del ventesimo secolo, arrivando, nel corso del primo conflitto mondiale, a influenzare persino le forze armate occidentali ed è sopravvissuto fino ai giorni nostri nelle strategie di mercato delle ditte giapponesi.

MAO Museo d’Arte Orientale
Via San Domenico 11 - 10122 Torino
Giovedì 28 novembre 2013 - ore 18
Ingresso libero fino esaurimento posti. Potranno essere ritirati due tagliandi a persona a partire da mezz’ora prima dell’inizio dell’attività.
INFO: tel. 011 4436928


martedì 26 novembre 2013

VISIONI DEL FUTURO: JULES VERNE E GLI ALTRI

Domani, mercoledi 27 novembre alle ore 19, presso la Sala di Consultazione della Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, si terrà la CONVERSAZIONE SUL COLLEZIONISMO dal titolo "VISIONI DEL FUTURO: JULES VERNE E GLI ALTRI". Un viaggio nel mondo di Jules Verne raccontato dal collezionista Piero Gondolo della Riva in una conversazione con Marcella Pralormo, direttrice del museo.
Piero Gondolo della Riva, avvocato, nasce nel 1948 nel cuneese e vive a Torino. Inizia a collezionare sin da bambino, dapprima modellini di automobili e figurine, poi documenti sulla storia di Cuneo. Inizia ad appassionarsi di Jules Verne all'età di 13 anni. Da quel momento raccoglie libri e oggetti sullo scrittore francese costituendo una collezione straordinaria con migliaia di pezzi che verrà acquistata dalla città di Amiens nel 2000.
A 15 anni inizia a scriverene la bibliografia analitica che verrà pubblicata in francese nel 1977 e nel 1985. Negli anni '90 inizia a collezionare libri e oggetti sul tema della visione del futuro, a partire dal romanzo inedito di Jules Verne intitolato "Parigi nel XX secolo". La collezione comprende libri antichi che rappresentano il futuro e il tema della conquista dello spazio. Articoli, cartoline, piatti, giochi, figurine, oggetti, stampe e manifesti costituiscono la collezione che Piero Gondolo della Riva continua ad arricchire di nuovi oggetti ancora oggi.

Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli
Lingotto, Via Nizza 230/103 – 10126 Torino
Tel: +39 0110062008; + 39 0110062615; segreteria@pinacoteca-agnelli.it; www.pinacoteca-agnelli.it
Ingresso libero fino esaurimento posti

lunedì 25 novembre 2013

ROTAZIONE DI PARAVENTI GIAPPONESI

A partire dal 26 novembre, nella grande sala al primo piano del MAO Museo d’Arte Orientale verranno riproposte al pubblico le due coppie di paraventi a sei ante “Vedute di Kyoto e dintorni” e “Tigre e Drago”.
La prima coppia, minuziosamente dipinta nella prima metà del XVII secolo, appartiene al genere pittorico Rakuchu rakugai zu, caratterizzato per la scelta di raffigurare la città di Kyoto e le zone limitrofe. A questa si aggiungono due paraventi raffiguranti un drago e una tigre del 1830 ca., eseguiti da Kishi Ganku (1749/56-1838) o da qualcuno dei suoi più stretti collaboratori con ampie e vigorose pennellate ad inchiostro, evocanti lo stile della pittura cinese.
Al secondo piano della sezione giapponese sarà riproposto il grande kakemono (dipinto su rotolo verticale) del XIX secolo, con il Buddha storico ritratto in Parinirvana, ovvero nell’attimo in cui cessa la sua esistenza fisica per estinguersi nel Nirvana. Completa la rotazione un raro contenitore per sutra in pietra con iscrizione datante 1127.
Lungo il percorso espositivo del secondo piano rimane esposta la prima metà della serie più famosa di Utagawa Hiroshige (1797-1858), “Le 53 Stazioni della Tokaido”, datata 1833-34. Tokaido, la “Strada del Mare Orientale” era la maggiore arteria che collegava la capitale shogunale del Giappone, Tokyo, a quella imperiale, Kyoto, lungo la costa meridionale dell’isola di Honshu. La prima stampa rappresenta la partenza dal ponte Nihon, a Tokyo, e le altre riproducono le immagini di 53 località famose che si attraversavano procedendo verso Kyoto, fino ad arrivare al grande ponte di Sanjo. La serie di xilografie policrome di Hiroshige, presentata al pubblico dopo un intervento generale di restauro conservativo, è di proprietà dell’Unicredit S.p.A.
Dal 26 novembre all' 8 dicembre sarà inoltre proiettato il documentario del regista belga Luc Cuyvers “Tokaido – a Journey” (in inglese) prodotto nel 2010. Il viaggio in 10 puntate da 23’ ciascuna ripercorre le 53 tappe della Tokaido nel Giappone contemporaneo e svela un Paese nel mezzo di rapidi cambiamenti.

MAO Museo d’Arte Orientale
Via San Domenico 11 – Torino
Dal 26 novembre - rotazione dei paraventi
Dal 26 novembre all' 8 dicembre - proiezione del documentario
Ingresso al museo: intero € 10 – ridotto € 8 – gratuito ragazzi fino ai 18 anni
Ingresso libero alla proiezione
INFO: tel. 011 4436928; www.maotorino.it